Il bushcraft è un insieme di tecniche e conoscenze che tornano utili quando ci si trova in mezzo alla natura e lontano dalle comodità della civiltà. Nell'orto questo sapere e saper fare torna molto utile per sistemare le aiuole, riparare attrezzi, trovare soluzioni a tanti problemi quotidiani. Ho esplorato con Flavio e Maya, gli esperti di Monolitik Suvival e l'Abc in Campagna alcune applicazioni al Bosco di Ogigia. Riscoprire le capacità manuali fa bene all'orto e anche alla mente.
Indice dei contenuti 00:00 Fai da te nell'orto. 5 tecniche bushcraft 01:00 Sistemazione teli ombreggianti 04:14 Schiaccianoci fai da te 04:58 Sistemazione corde e cordini 06:08 Creazione rifugio temporaneo 07:40 Le 5 "C" del Bushcraft 08:41 Tripode di sostegno per alberi 10:09 Tripode per ortaggi rampicanti
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Ciao amici del Bosco, in questo video impariamo a fare un sacco di cose da
soli insieme agli amici del Bushcraft.
Maya e Flavio sono le mie guide in questo mondo.
Noi ci occupiamo di corsi di sopravvivenza e trattiamo anche la materia del
Bushcraft, più nello specifico, che sono quelle tecniche di sussistenza che si
usano per realizzare tutto ciò che ci occorre per avere un relativo comfort, con
i pochi strumenti che abbiamo nel nostro zaino, ma soprattutto usando le
risorse del luogo dove siamo.
Oggi andiamo a risolvere alcune esigenze che si incontrano comunemente dell'orto
utilizzando le tecniche del Bushcraft.
L'orto per noi può essere a volte un ambiente remoto e quindi un luogo dove non
sempre abbiamo facilità di reperire, per esempio, strumenti o di far fronte a
piccole emergenze come può essere la riparazione di un attrezzo.
Primo intervento: impariamo a mettere bene un telo ombreggiante.
È sempre più utile fare un po' di ombreggiamento sopra l'orto, ma se non si
conosce la tecnica giusta, poi il risultato è questo, come nel mio orto,
dove devo praticamente camminare carponi perché il telo si abbassa tantissimo.
Andiamo indicativamente al centro di questi quattro settori perché cercheremo
di alzarli con un unico palo centrale strallato a 90 gradi.
Andiamo ad eseguire una tipica legatura che si usa di solito per allungare i pali.
Quindi facciamo prima degli avvolgimenti, senza nemmeno tirarli troppo, con la
corda sulle due superficie rigide.
Andiamo ad inserire la corda in maniera che la corda tiri
sulle corde stesse in questo modo qui, così.
Ecco qui.
Ed in questo modo andiamo a stringere le legature sulle legature stesse.
Questa adesso è una legatura molto, molto solida e molto rigida.
Vedete, non scorrono più.
Il grosso lavoro io lo faccio dopo quando vado a tirare corda su corda in
questo modo qui, guarda che effetto.
Guarda. Vedi?
Adesso tira e la cosa, la cosa incredibile è che non ho bisogno
nemmeno di fare molta forza.
Rimane tirato su se stesso.
Nodo bandiera per congiungere due corde di diverso spessore.
Abbiamo allungato i pali con delle legature per unire diversi elementi e
applicando diversi nodi e diverse legature sui teli stessi, stabilendo dei tiranti
con delle angolazioni ben precise, siamo riusciti a sollevarli, a sostenerli,
lasciando libero lo spazio sotto, come se per me fosse un rifugio in natura.
E ce l'abbiamo. Perfetto.
Per fissare un telo su un cordino, possiamo inserire una piccola
pietra all'interno, un nocciolo, una castagna, qualcosa che costituisca uno
spessore e con un piccolo noto parlato possiamo andarlo a sottendere.
Ancora uno.
Perfetto, ok.
Quindi prendiamo il cordino in questa maniera, disegniamo una S,
poi andiamo ad incrociare un'ansa sul cordino, andiamo ad incrociare anche
l'altra, lo pieghiamo su se stesso e abbiamo costruito il nostro meraviglioso
nodo constrictor in questa in maniera qui e andiamo a assuccarlo.
Perfetto.
Pazzesco. Vado pazzo per i piani per riusciti.
Finora utilizzavo un palo o una canna abbastanza alta, la mettevo al centro
dell'aiuola e mi serviva per sostenere il telo in alto in modo che non lo avessi
sulla testa e che ci fosse modo di circolare bene.
C'è un modo migliore per fare tutto questo, che consiste nell'avere un palo o
canna abbastanza alto al quale tendere un filo che sostiene, eccolo qua,
che sostiene il telo ombreggiante.
Tipiche capacità del Bushcraft sono quelle di soddisfare esigenze anche un
pochino più divertenti e effimere.
Questa mattina Francesca hai raccolto delle nocciole e scherzando mi hai chiesto
ma come si spaccano in una maniera Bushcraft, invece che
giustamente con un normale sasso.
E quindi abbiamo improvvisato questa forcella con questa legatura in modo da
creare un piccolo seggio e creare un piccolo schiaccianoci.
Ovviamente questo qui è stato un esercizio di stile per soddisfare
una richiesta collaterale.
Però questa la vera essenza: dall'esigenza, nasce tramite la
conoscenza, la realizzazione di strumenti a noi utili.
Dopo una vita di gomitoli intrecciati male, oggi scopriamo come farlo.
Credo che interessi anche a voi perché nell'orto qualche pezzo
di corda serve sempre.
Andiamo a prendere il nostro cordino e posizioniamo un capo tra l'anulare e il
medio e poi andiamo a tessere il nostro otto in questa maniera.
Lasciamo fuori circa un metro di cordino che misuriamo in questa
maniera approssimativa.
Dopodiché lo andiamo a togliere dal telaio delle nostre dita in
questo modo e andiamo a costituire un piccolo salamino, in maniera che
costruisca quasi una guaina contenitiva della nostra matassina.
Ci mettiamo in maniera ordinata ed elegante.
Andiamo a bloccare l'ultima spira in questo modo qui.
Perfetto.
E lo andiamo a sistemare.
Questo lo possiamo riporre nelle nostre tasche o nel nostro astuccio.
Come risciogliere tutto questo? È facilissimo.
Si stringe nella mano e si tira questo cordino.
Perfetto. Ecco qua.
E ho il mio cordino non intrecciato, perfettamente pronto per ogni utilizzo.
Un Bushcrafter ha bisogno di costruirsi un rifugio in qualsiasi situazione
e noi nell'orto possiamo avere bisogno di costruire un rifugio temporaneo per
mettere al sicuro alcuni materiali o per esempio per depositare il nostro
compost maturo senza che ci piova sopra.
Utilizzeremo un tarp e poca attrezzatura che usiamo normalmente nel bosco.
Un tarp è semplicemente un telo impermeabile.
Qui andiamo ad eseguire un nodo tensionatore.
In questo modo qui realizziamo un piccolo noto galera e passiamo
il nostro cordino all'interno dell'asola, lo ripassiamo un'altra volta e, molto
utile, anche se dobbiamo stendere qualcosa, andiamo a tensionare il nostro
cordino in maniera molto efficace ed efficiente in questo modo, guardate.
È perfettamente tirato.
Una volta steso il cordino in questo modo, andiamo a metterlo sopra.
Hai capito?
Un filo, quattro picchetti e un telo e avete un rifugio.
Con la stessa facilità con cui l'abbiamo montato il nostro riparo
lo possiamo smontare.
Ciò che è importante e fondamentale nel Bushcraft è che i nodi siano affidabili e
sicuri ma siano di rilascio facile e sistematico.
Prego Francesca. Vado, eh?
Con forza. Alè, già fatto.
Nel Bushcraft possiamo nominare le famose 5C contenute nei libri di Dave Canterbury,
che in inglese riguardano i cutting tools, cioè gli strumenti da taglio, ovvero il
coltello che abbiamo usato tutt'oggi, fedele al mio fianco.
Poi i combustion device, cioè i dispositivi per accendere il fuoco, dove
abbiamo fatto quel piccolo caffè controllato nel fornellino.
Il cordage, con cui abbiamo legato tutto.
Il coverage, ovvero le coperture con cui abbiamo realizzato nella fattispecie, a
posto del mio telo per dormire, le coperture dei teli ombra e, ultimo ma non
ultimo, i container, ovvero qui ne ho realizzato uno utilizzando il cargo tape,
che fa parte della visione allargata delle 10 C, avvolto su una bustina di plastica,
utilizzando come modello un piccolo tronco, ho realizzato un piccolo
secchiello per trasporto dell'acqua che poi abbiamo purificato con la nostra
borraccia potabilizzatrice utilizzando l'acqua di raccolta dei pluviali
che tu raccogli con tanta dovizia.
E ora consigli per far crescere un albero bello dritto, come creare una struttura
semplice, temporanea, per mantenere dritti i nostri alberelli appena trapiantati o
che hanno qualche problema di stabilità.
Andiamo a creare un tripode con una classica legatura per tripodi,
in maniera che sia autosostenuta.
Nodo constrictor, lo mettiamo qui, circa a 20 cm dalla fine della nostra cannuccia.
Questa tecnica probabilmente è molto, molto antica, la usavano già gli etruschi.
Il tripode è il tipo di struttura con cui sono fatti tutti i supporti, anche
per le macchine fotografiche e le camere da presa, in quanto la struttura a tre è
il poligono con il minor numero di lati possibili e ha un grosso vantaggio:
non traballa mai e spiana sempre.
Allora quando sto qua tiro in basso, giusto?
Sì, signora. Perfetto.
Soluzione fantastica.
Nella sua semplicità risolve una marea di situazioni.
Questo, per esempio, si può utilizzare per appendere qualcosa che non vogliamo
far raggiungere dagli insetti.
Lo possiamo mettere dentro ad un pollaio per appendere la loro mangiatoia.
Poi altri utilizzi?
Può essere usato come sospensione per mettere a filtrare l'acqua o come un
tripode per sospendere le pietanze da cucinare sopra il fuoco da campo.
La stessa struttura, il tripode, la possiamo utilizzare nell'orto per creare
dei sostegni per i diversi ortaggi.
In questo caso lavoriamo sui fagiolini rampicanti.
Ecco che andremo a posizionare il nostro tripode, che scarica a 120 gradi, mettendo
una delle gambe verso l'esterno e le altre due parallele all'impianto di semina
per poi andare a costruire il graticcio.
Quindi abbiamo le due estremità e ora con delle canne belle lunghe andiamo a creare
la struttura orizzontale per far arrampicare i fagiolini.
Realizziamo una legatura quadra in questo modo.
Quindi questo intanto lo sosteniamo, poi andiamo qui e creiamo delle selle
in questa maniera qui.
Vedi quanto posso tirare le corde sulle corde?
La conoscenza dei nodi, che è fondamentale.
Pochi nodi, ma fondamentali per garantire strutture più durature nel tempo.
I nodi sono la vera essenza poi dell'attività Bushcraft o comunque
sia della vita in outdoor.
Quelli che abbiamo usato qui e che ci possono tornare più utili, abbiamo
utilizzato la gassa d'amante, il nodo constrictor, cioè un parlato ripassato con
una piccola variante, e quello che viene definito tracker reach,
cioè nodo dello stivatore che serve per mettere poi in tensione le
legature che abbiamo fatto.
Ultimo, ma non meno importante, è quello realizzato per la legatura del tripode,
oppure le legature quadre che abbiamo usato per le canne per
sostenere i fagiolini.
La struttura portante è pronta, ha una bella stabilità, si può anche spostare.
Quindi quando ha finito la sua funzione in questa parte di orto la possiamo portare
da un'altra parte e resterà, diciamo, intera.
Nella struttura che abbiamo appena realizzato con due tripodi per il sostegno
dei nostri fagiolini, un vantaggio importantissimo è la leggerezza e la
mobilità delle strutture che andiamo a realizzare.
Quindi in questo caso il supporto per il fagiolino può essere un supporto per un
altro tipo di ortaggio, magari nella nostra aiuola adiacente.
In più, se invece vogliamo lasciarla fissa nel nostro luogo, la possiamo trasformare,
per esempio, nella stagione successiva in una piccola serra per ortaggi, applicando
sulle pareti della nostra struttura un tessuto non tessuto, per esempio.
Quindi creare un ambiente protetto d'inverno e un ambiente invece più
strutturato per altri ortaggi d'estate.
Però per i nostri fagiolini abbiamo bisogno di qualcosa che li aiuti a salire.
Abbiamo solo la struttura portante, quindi possiamo utilizzare, poi
ognuno ha i suoi materiali, noi abbiamo altre canne, adesso andiamo a mettere
delle canne anche in questo modo perché il fagiolino
le possa raggiungere facilmente, noi le possiamo legare in due punti diversi.
Noi completiamo la nostra struttura per i fagiolini e vi salutiamo.
Sono sicura che questi consigli vi possono tornare utili nell'orto, quindi anche se
sul momento può sembrare difficile fare un nodo, provateci, vedrete che
la cosa vi darà soddisfazione.
Tra l'altro Flavio e Maya, che ringrazio tantissimo per questo aiuto, stanno
pensando di organizzare proprio dei corsi specifici per applicare il Bushcraft
all'orto, quindi rimaniamo in contatto, vi lasciamo anche i loro contatti.
Voi mandateci i vostri commenti e eventualmente con richieste specifiche se
avete bisogno di qualche ulteriore consiglio per migliorare
la vita nell'orto.
Grazie ancora ragazzi, al prossimo video, ciao..