Leonardo Gerotto ci porta alle isole Fær Øer

The Random Walker
4 iscritti
32 Visualizzazioni video·28 ott 2024
Viaggio incredibile e "quasi" solitario per il nostro Leo Walker.
C'è un posto in Europa di cui pochi conoscono l'esistenza.
Lo descrivono come un luogo lontano, solitario, dimenticato.
Ed è proprio per questo che voglio scoprirlo.
Per capire un po' meglio cosa si fa in posti così isolati
e cosa significhi realmente abitarci.
Un arcipelago minuscolo, a metà strada tra la Scozia e l'Islanda.
Arrivando dall'aereo mi sembravano enormi smeraldi
che svettavano in mezzo ad un mare nero ed ostile.
La prima cosa che mi colpisce è che non c'è nulla.
Non ci sono alberi, c'è spuglio e cose simili, ma soltanto erba.
Tanta erba, verdissima e dovunque.
Ah, e pecore a volontà.
Nelle isole ci sono più pecore che abitanti, per dare un po' l'idea.
Ah, ciao pecore!
C'è pure il cielo azzurro!
Mi sorprende, una sorta di euforia,
quando in mezzo al grigio vedo spuntare qualche raggio di sole
che da un tratto illumina un bellissimo villaggio da cartolina.
L'immaginario, non lo so, nel mio,
quando penso a un posto da sogno, bellissimo, eccetera,
è questa, cioè l'ho trovata, è lei!
I tetti sono fatti di torba, per risparmiare sul legno,
visto che non ci sono alberi, per mantenere il calore
e anche per aumentare il peso del tetto,
per evitare che venga spazzato via dai fortissimi venti invernali.
Ma voglio scoprire le zone più remote.
Prendo un elicottero che mi porta su un'isoletta
che leggo sulla cartina come Svinoi,
ma la vera pronuncia è tutta un'altra cosa.
Rimango un po' scosso,
quando scopro di essere l'unica persona a scendere qui.
Mi incammino verso quello che mi sembra un paese fantasma.
Alcune porte sono aperte, cioè basta aprirle e si entra in casa.
Incontro una coppia di nonni con il nipotino.
Chiedo loro com'è vivere qui.
Con un sorrisone mi dicono di esserci nati e cresciuti
e che non potrebbero immaginarsi in un posto diverso
e soprattutto che non hanno problemi di inquinamento.
Mi ha appena spiegato che in questa ridente cittadina
abitano 30 persone.
Dice che quando c'è brutto tempo
praticamente la nave non può fare collegamento
e quindi le persone diventano tipo 10.
Ogni anno la popolazione diminuisce
e le case restano lì a ricordare i bei tempi
in cui la cittadina era più abitata.
Quindi questo è dove arriva il ferry.
Mi aspettavo, non so, una biglietteria almeno,
un caffè, un bagno.
No! È così.
E speriamo che arrivi, by the way.
Comincio a capire cosa significhi dipendere dalle forze della natura.
A causa del mare agitato la traccia è veramente difficile
e la gente deve letteralmente saltare a bordo
mentre le onde sbattono la barca contro il porto.
A rientro faccio l'autostop
e incredibilmente si ferma un'auto al primo tentativo.
Mi raccoglie una ragazza
che mi racconta di lavorare in un allevamento di salmoni.
Mi dice che alla fine le piace stare lì
ma vorrebbe partire ed esplorare un po' il mondo.
La vita è molto cara, mi dice,
ma anche gli stipendi sono molto alti
e il sistema pubblico offre molto.
La ringrazio e me ne vado con un dubbio.
Riuscirei a vivere sempre in un posto così?
Bravo Leonardo!
Qual è la risposta?
Ma essendo anche nato e conosciuto in Italia
io la vedrei abbastanza dura.
Noi sentiamo il sole che ci scalda la pelle,
non lo so, è un'altra cosa.
Un'altra cosa, però posti bellissimi.
Posti fantastici.
Consigli a chi magari si è innamorato di questo tuo viaggio?
Allora, mi raccomando se uno va durante l'estate
di prenotare tutto in anticipo
perché come vedete c'è pochissima roba
quindi le auto finiscono subito,
i posti per dormire finiscono subito.
Quindi prenotate con un po' di anticipo
perché altrimenti vi rovinate questa vacanza.
E poi adattarsi al tempo che cambia.
Sì, tipo piove sette giorni su dieci
e l'altro è nuvoloso
quindi resta solamente uno praticamente di sole.
Vabbè, bisogna apprezzare il mondo anche così.
