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Gems | Il fascino del mondo 🌍
400 iscritti
887 Visualizzazioni video·23 mar 2025
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Oggi vi racconto la storia di questo piccolo gioiello toscano.
Fino al 1462 qui c'era solo un borgo chiamato Corsignano.
Un paesino minuscolo e quasi dimenticato.
Ma tutto è cambiato grazie a una persona speciale.
Enea Silvio Piccolomini, nato proprio qui nel 1405.
Chi è Enea Silvio?
Beh, forse lo conoscete meglio come Papa Pio II.
Dopo tanti anni, mentre viaggiava verso Mantova,
Papa Pio tornò a Corsignano e...
rimase senza parole.
Il borgo era in condizioni davvero tristi e degradate.
Ma qui arriva la parte bella della storia.
Questo papa non si è limitato a sospirare di nostalgia.
Anzi, ha deciso di fare qualcosa di grande.
Voleva trasformare Corsignano in una città ideale del Rinascimento.
Così ha chiamato uno dei migliori architetti dell'epoca,
Bernardo Rossellino,
e gli ha affidato il compito di ridisegnare l'intera città.
Rossellino ha lavorato con una visione precisa,
creando piazze ampie, strade armoniose e palazzi eleganti.
È così che Corsignano è diventata Pienza, la città di Pio.
E sapete qual è la cosa più affascinante?
Nonostante siano passati secoli, Pienza è rimasta praticamente intatta.
La maggior parte del centro storico è esattamente come lo immaginava Papa Pio II.
È come fare un viaggio indietro nel tempo,
camminando in un vero esempio di architettura rinascimentale.
Qui ogni angolo è una piccola opera d'arte,
un insieme perfetto di natura, storia e architettura.
Poi abbiamo proseguito per Bagno Vignoni,
un gioiello nascosto nel cuore della Val d'Orcia,
un borgo incantato dove il tempo sembra essersi fermato.
La sua caratteristica più affascinante è una grande vasca termale rettangolare
che domina la piazza centrale,
costruita nel 400 dalla famiglia dei Medici per raccogliere le acque termali.
Persino Lorenzo il Magnifico pare fosse un frequentatore abituale.
Poi siamo andati a visitare la Quercia delle Checche,
il gigante della Val d'Orcia.
La Quercia delle Checche si erge maestosa da oltre 300 anni.
Alta più di 20 metri, con una chioma imponente,
è un simbolo della natura e della storia toscana.
Chiamata così per gli storni,
che che in dialetto, che vi trovano rifugio,
ha offerto ombra a viandanti e partigiani durante la Seconda Guerra Mondiale.
Nel 2017 è stata riconosciuta come primo monumento verde d'Italia,
ma il tempo l'ha ferita.
Nel 2014 ha perso un grande ramo.
La nostra avventura si conclude qui.
Ci vediamo al prossimo viaggio.
