🔴A BERGAMO LE PROVE DEL COMPLOTTO MONDIALE

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87 iscritti
81 Visualizzazioni video·26 apr 2025
MEGA SCOOP! Minuziosa indagine tedesca sui decessi di Bergamo di marzo 2020 attribuiti al covid-19 scopre le prove del complotto mondiale! Medico e analista di dati si recano nella città lombarda e portano alla luce il caso unico al mondo! ISCRIVITI gratuitamente al canale: https://t.me/dentrolanotizia
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Carissimi amici del canale Telegram, dentro la notizia l'analista di dati Tom Lausen e
il dottor Gunther Frank dalla Germania si sono recati a Bergamo per effettuare una minuziosa
indagine sui decessi avvenuti nel marzo del 2020 attribuiti erroneamente, come vedremo,
al coronavirus. I risultati a cui sono pervenuti sono veramente scioccanti,
ma hanno il pregio di fare chiarezza su alcuni lati oscuri della vicenda. Di seguito riportiamo
una sintesi accurata di quanto hanno dedotto, evitando scrupolosamente di aggiungere anche
solo un minimo nostro pensiero. Tom Lausen ha dimostrato attraverso le statistiche che a Bergamo
si è verificato un significativo eccesso di mortalità solo nel periodo in cui vennero scattate
le famose immagini di propaganda, non per il resto della pandemia. L'analista di dati voleva
saperlo con esattezza e ha effettuato ricerche sul posto. Insieme al dottor Gunther Frank ha parlato
con testimoni dell'epoca, della zona e ha indagato sul ruolo dei militari di quel periodo i cui
trasporti di bare furono i principali responsabili del panico mediatico. Inizialmente Lausen sollevò
il sospetto che ci potesse essere qualcosa di sbagliato nel numero dei decessi. La curva dei
decessi è salita troppo rapidamente per poi scendere altrettanto rapidamente e poi rimanere
a livelli normali o addirittura inferiori fino alla fine della pandemia. In questa breve panoramica
il numero di morti nella zona di Bergamo è stato otto o dieci volte superiore al normale tasso di
mortalità settimanale. Ciò che è sospetto è anche il fatto che, a parte pochissime eccezioni isolate,
tali curve non sono mai state documentate in nessuna parte del mondo. Se si fosse trattato
veramente di una pandemia il virus si sarebbe comportato in modo simile ovunque. Ma a Bergamo
non è stato così. Allora qualcosa non va. Lausen voleva scoprire la causa e così si è recato in
Italia con il dottor Gunther Frank. Il viaggio portava prima ai cimiteri dove veniva contato
il numero delle tombe. Conclusione. Nel periodo in esame il numero dei decessi è stato effettivamente
superiore alla media. Ma perché lì e non nel resto del mondo? Secondo Lausen e Frank il rapido
aumento del numero di casi nel marzo 2020 è stato causato dalla strategia di test dell'OMS.
L'incidenza a sette giorni è aumentata allo stesso ritmo del numero di test. La base per questo era
l'ordine dell'OMS. Il 16 marzo il direttore generale dell'OMS Tedros Ghebreyesus ha annunciato
il motto abbiamo un messaggio semplice per tutti i paesi. Testate, testate, testate. Ricordiamo che
quest'ordine è stato ripetuto dai politici di tutti i paesi nelle interviste e nei discorsi.
L'Italia ha seguito questo appello e ha aumentato il numero di test da 21.127 al giorno,
all'inizio del mese, a 182.777 al giorno il 19 marzo, giorno delle immagini di Bergamo. I numeri
dei casi sono stati quindi gonfiati artificialmente. I test da soli non portano alla morte ma ha molto
panico e a reazioni sconsiderate nella popolazione e nel sistema sanitario. Testimoni dell'epoca
riferiscono che sulla base del terrorismo psicologico diffuso dal governo le persone
venivano ricoverate in ospedale semplicemente perché tossivano. I pronto-soccorso erano
sovraffollati anche di persone sane o semplicemente raffreddate. A New York dove venivano messe in
stesse tattiche intimidatorie, i pronto-soccorso erano in gran parte sovraffollati con persone
perfettamente sane che non presentavano sintomi ma erano completamente sconvolte. È probabile
che il sovraccarico del sistema sanitario che ne è derivato abbia contribuito a causare diversi
decessi poiché la capacità di medici e infermieri è stata limitata da casi insensati. Inoltre ogni
ospedale ha richiesto un test per il coronavirus prima dell'ingresso anche per i pazienti colpiti
da infarto acuto. Nella fase calda a tutte le persone decedute veniva diagnosticato il covid
indipendentemente dalla causa effettiva del decesso. Si dice che nelle case di cura si sia
verificato un grave disastro. Spinto dalla paura e dal panico il personale straniero ha abbandonato
il paese. Ciò ha portato a una carenza di cure adeguate agli anziani e si sono segnalati addirittura
casi di ospiti che sono morti di sete. Un'altra causa di morte è l'uso improprio della ventilazione
artificiale. I pazienti venivano collegati ai ventilatori sotto anestesia generale. A causa
dell'elevato numero di trattamenti si può supporre che molti di essi non siano stati
eseguiti professionalmente ma da personale non sufficientemente formato. Le linee guida
dell'OMS affermavano la maggior parte dei malati gravi necessita di ventilazione meccanica. La
diagnosi più comune nei pazienti affetti da covid-19 grave è la polmonite grave per la
quale è stata raccomandata l'intubazione precoce. E' stato dimostrato che questo trattamento ha
provocato un aumento dei decessi in molti paesi. In questa intervista il medico dottor Gunther
Frank racconta del viaggio di ricerca congiunto con l'analista di dati Tom Lawson a Bergamo,
presunto epicentro della prima ondata di covid nel nord Italia. L'obiettivo era verificare i
dati ufficiali sui decessi di marzo e aprile 2020 e confrontarli con i dati reali provenienti dai
cimiteri e dalle discussioni con il personale medico locale. Le osservazioni e le descrizioni
di Frank dipingono un quadro diverso da quello che ha dominato in media nella primavera del 2020.
Da marzo 2020 fino a metà aprile i decessi sono improvvisamente aumentati di otto o dieci volte,
per poi scendere di nuovo bruscamente dopo quelle sei settimane. E questa non può essere una curva
di infezione, né possono essere decessi per infezioni, perché una curva di infezione non
è così ripida e non scende così bruscamente. Secondo Frank, nella provincia di Bergamo si è
registrato effettivamente un aumento significativo dei decessi, fino a otto o dieci volte superiore
al normale tasso di mortalità settimanale. Tuttavia questo fenomeno è durato per un
periodo di tempo molto breve, per poi interrompersi altrettanto bruscamente. Per lui questo non è il
tipico decorso di una malattia respiratoria virale. Frank sospetta piuttosto che una combinazione di
panico, un sistema sanitario sovraccarico, mancanza di assistenza medica e decisioni
sanitarie sbagliate motivate politicamente abbiano portato a un eccesso di mortalità.
Ad esempio i servizi di assistenza ambulatoriale sono stati interrotti e i pazienti con malattie
acute non sono stati più curati. Quindi non è stato il virus a portare a questa catastrofe,
ma altri fattori, forse misure mirate. Frank è particolarmente critico nei confronti del ruolo
delle autorità e dell'esercito. A Bergamo la presenza dei soldati era visibile, ad esempio
durante il trasporto delle bare. Frank ritiene che si è trattato di un'azione mirata, forse con
l'obiettivo di scatenare una reazione a livello europeo attraverso immagini scioccanti. Le immagini
di Bergamo hanno avuto un impatto psicologico enorme e sono ancora presenti nelle decisioni
giuridiche e politiche di oggi. Infine Frank traccia dei parallelismi con le strutture politiche
e militari che, a suo avviso, erano già attivamente coinvolte nella ricerca virologica
e nelle misure di sicurezza prima della pandemia. Sottolinea il coinvolgimento precoce del chirurgo
generale della Bundeswehr All Term nel team di crisi tedesco per il coronavirus. Nonché
i collegamenti internazionali tra esercito e virologia. Gli eventi accaduti a Bergamo
hanno segnato una svolta nella percezione pubblica della pandemia. Allo stesso tempo
sollevano questioni fondamentali sul ruolo dell'OMS e degli attori statali in tempi di crisi.
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