Giotto's frescoes depicting the stories of Saint Francis have been restored in Florence after 70 years.

Giotto
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Riepilogo del video
Generato dall'IAAfter four years of work, the restoration of Giotto's frescoes depicting the life of Saint Francis in the Bardi Chapel of Santa Croce is complete. Supported by public and private donors, the project by the Opificio delle Pietre Dure removes decades of decay to reveal the naturalistic details and emotional depth of one of the 14th century's most influential painting cycles.
Dopo quattro anni di intenso lavoro si è concluso il restauro delle storie di San
Francesco nella Cappella Bardi di Santa Croce, uno dei cicli fondamentali della maturità 18 e
un punto di riferimento per gli sviluppi della pittura del Trecento. L'intervento è stato
sostenuto oltre che dal Ministero della Cultura, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze,
da ARPA e da un gruppo di donatori privati, anche dalla campagna Giving for Giotto,
che ha accompagnato il progetto coinvolgendo nella sua realizzazione sostenitori da tutto il mondo.
Siamo emozionati di presentarlo proprio negli ottocentesimo anniversario della morte di San
Francesco. Si vedono dei particolari che rendono Giotto di una contemporaneità incredibile, gli
sguardi per esempio, alcuni aspetti legati anche a chi non è proprio protagonista della storia e
quindi davvero una lettura incredibile che credo racconterà ai visitatori, ai fiorentini e a tutti
coloro che vorranno venire a visitarlo davvero l'attualità del messaggio di Giotto e del santo
di Assisi. Il lungo progetto promosso dall'Opera di Santa Croce e realizzato dall'Opificio delle
Pietre Dure restituisce oggi alla vista dei visitatori un capolavoro profondamente segnato
da una complessa storia conservativa. Il restauro realizzato dall'Opificio che ha lavorato su 5.000
mancanze distribuite sull'intera superficie e numerose abrasioni permette di vedere particolari
fino ad oggi coperti dalla patina del tempo. L'ultimo restauro infatti risaliva a ben 70
anni fa. È stato come sollevare un velo, sono 70 anni di inquinamento, l'alluvione,
l'iperturismo, ci sono fattori di degrado oggettivi. Il fatto di togliere tutti questi
elementi permette di leggere nel dettaglio una pittura come quella di Giotto che vive di grandi
volumi ma della capacità di restituire il particolare naturalistico, la profondità delle
zazzere dei frati giovani con tanti capelli, i dettagli delle barbe e dei capelli. Soprattutto
la cosa forse più emozionante i dialoghi di sguardi che sono fondamentali per capire lo
svolgimento delle azioni. Le sei grandi scene della cappella ispirate alla leggenda Mayor di
Buonaventura da Bagnoregio ripercorrono alcuni momenti cruciali della vita del santo, la rinuncia
ai beni paterni, l'approvazione della regola, l'apparizione al capitolo di Arles, la prova del
fuoco davanti al sultano, la morte di San Francesco e l'apparizione a frate Agostino.
Quanto è stato complicato questo intervento? È stato sicuramente complesso anche perché la
situazione delle diverse pareti e delle diverse porzioni all'interno di una stessa parete era
molto varia. In più ci sono innescati fenomeni legati all'estrazione dei sali che sono stati
governati in corso d'opera. L'altro elemento di estrema problematicità su cui ci si è interrogati
era come trattare le lacune di un ciclo molto, molto sofferto. Ci sono porzioni scomparse per
sempre, altre semplicemente a brase, altre invece quasi perfette. Santa Croce è alla
vigilia di un'altra novità che sarà presentata nei prossimi giorni, un nuovo percorso per far
scoprire ai cittadini e ai turisti tutta la bellezza del complesso. L'idea è proprio quella
di immaginare un percorso diverso dove la Basilica diventa l'ultimo approdo del percorso,
invece adesso si entra direttamente in Basilica proprio per consentire ai visitatori un viaggio
all'interno di questo complesso monumentale perché davvero qui siamo a Firenze in un
quartiere unico ma quando si entra in questo complesso davvero scopriamo un altro mondo
ancora che è quello francescano.
