Oggi vi farò vedere come riportare a nuovo un mobile che era pronto per la discarica!
Questa credenza è per mia sorella, ed era davvero in pessime condizioni. Prima di tutto sono partita con una grande pulizia, utilizzando sia Aba che un lavaggio con candeggina e facendo anche un trattamento anti tarlo.
In seguito ho rimesso a posto la struttura del mobile, utilizzando uno stucco creato con la colla Mastro D’ascia e segatura. Ho poi levigato gli eccessi e finalmente sono partita con la stesura di Chéri e ho riprodotto la venatura del legno sul piano.
Ho deciso di colorare l’interno con Rocher. E infine ho applicato il transfer “Wine” di @ReDesignwithPrima
Ultimo passaggio ma fondamentale, la protezione con la profumatissima cera Jasmine, al profumo di gelsomino.
Godetevi tutti i passaggi, buona visione!
0:00 – Introduzione 2:03 – Pulizia del mobile 4:02 – Smontare il mobile 5:11 – Rimettere a posto la struttura del mobile 9:38 – Creazione dello stucco 12:35 – Riempire i difetti con stucco 14:27 – Limare eccessi con scalpelli 17:53 – Levigare gli eccessi 19:37 – Stesura di Chéri 22:01 – Riproduzione della venatura del legno 24:12 – Stesura di Rocher all’interno 24:55 – Décapé con levigatrice 26:49 – Applicazione del transfer 30:39 – Protezione a cera
Buongiorno amici del canale! Un anno fa, più o meno, avevamo già avuto la prova impossibile,
ma era decisamente migliore di questo. Era messo molto meglio. Questo penso che sia uno di quei pezzi
dove dici "Boh non ci provo neanche" e in effetti quello che penso anche io che non ne valga assolutamente la pena.
Ma la mia amata sorellina Donatella ha deciso che questo è della misura perfetta
per un certo punto nella sua mansarda dove deve ritirare i cocci della bagnacauda,
le cose della bourgignonne, quelle cose che praticamente usa una volta all'anno. Ma, "piezz e core",
per una volta che mi chiede un restyling vuoi dirle di no? No, quindi ci metteremo i guanti e la mascherina,
perché bisogna togliere cacche di piccione, cacche di uccello, cacche di topo,
pericolosissime oltretutto. Bisogna evitare di respirare questa roba,
bisognerà sicuramente rifare il fondo perché è completamente marcio. Due gambe sono state mangiate dai topi e vediamo.
Ora che ci metto mano, inizio a lavare e inizio a pulire tutto il resto, mi riservo ancora
il diritto di cambiare idea. Quindi, magari questo video lo vedrete, quindi se è sul canale YouTube vuol dire che sono andata fino alla fine,
se no, no. Se no ho troncato prima, ma non perché dal punto di vista strutturale non me la senta,
Ma perché secondo me non ne vale assolutamente la pena.
E non c'è neanche il valore sentimentale qua, è semplicemente la forma, la dimensione. Partiamo
Emma partiamo mettendoci i guanti, quelli spessi, perché non ho voglia di infettarmi le mani.
Io a volte ho dei taglietti dovuti al lavoro e con queste cose qua non si scherza. Allora,
partiamo buttando via lo schifo, ovvio che bisogna mettersi la mascherina perché questa roba vola.
Purtroppo qua sono passati dei topi negli anni
Qua ovviamente, pennello Emma, qua ovviamente non basta Aba, qua ci metteremo candeggina e tutto quello che occorre per sanificare fortemente.
Emma se vuoi prendere la scopa e iniziare a pulire il dentro.
Probabilmente questo mobile era abbandonato in una casa e stava per essere,
ovviamente e super giustamente, buttato in discarica. Forse non mi sarei opposta alla discarica questa volta.
Prendi una spatola Emma, per favore
Ora aspiriamo il tutto dalla parte sotto, togliamo i pezzi, perché così si spaccano e basta,
e cerchiamo di capire come salvare la struttura -Ok
-Tanto Emma questi chiodi sono tutti quanti completamente marci,
aspetta, tengo io. No questo non si può togliere, devi togliermi questo... -È inchiodato pure questo -perché è marcio
Ok, ora possiamo pulire bene la struttura. Questa gamba è completamente rosicchiata dai topi,
cerchiamo di capire come ricostruire una gamba e qua le termiti l'hanno completamente mangiata,
quindi anche qua bisogna lavorare, sicuramente un antitarlo deve essere fatto.
Qua voglio rimettere questo, che è il ripiano, il sostegno del ripiano. Di là l'abbiamo già messo,
lo fissiamo anche di qua. Si vede che qua c'è una riga, si vede che qua c'è una parte più chiara e che deve appoggiare su questo.
Quindi, colla Mastro D'ascia una delle migliori colle strutturali che ci siano,
metto la colla perché non me la sento di fare questo lavoro senza colla
perché ormai il legno è troppo compromesso e preferisco mettere qualche goccia di colla.
I veri artigiani una volta non lo facevano ma questo mobile ha un'ultima possibilità.
O che mi aiuta la mia sparachiodi, grazie a Dio, che è un accessorio secondo me, oggi, proprio indispensabile.
Grazie al fatto che ho questo legno che va appoggiare su questo pezzo di legno superiore,
so perfettamente a che altezza fermarmi,
Facciamo aderire bene. Allora ragazzi è ancora lunga ma inizia ad avere una struttura semisolida, nel senso che,
abbiamo rinforzato la base sotto mettendo la colla, due chiodi, la parte destra e sinistra,
la parte frontale, la parte dietro, quindi abbiamo riallineato tutto quanto e adesso sta dritto,
abbiamo dovuto purtroppo cambiare il fondale perché era completamente marcio e abbiamo seghettato
facendo gli scassi giusti con un legno di recupero ma molto solido. Il pianale centrale va bene,
sta perché, forse un po' rosicchiato qualche topino che è passato, ma è molto solido.
Ora, una porta c'è, mettiamo la seconda. Prima però vi facciamo vedere come sistemare i cassetti
quando hanno questo buchettino che è veramente fastidioso, lo vedete qui? Qui davanti, qua,
Questa fessura. Nei mobili vecchi quasi sempre si trova perché? Non perché non sono di valore, di pregio,
o altro, non c'entra nulla questo, ma perché il legno semplicemente negli anni si muove e,
spesso e volentieri si restringe quindi andato leggermente indietro. Non è difficile, basta togliere i chiodi
che ci sono qua che tengono fermo il piano con il retro e spingerlo in avanti per poi rimettere dei chiodi nuovi.
No colla, solo chiodi, okay? Uno a testa e procediamo prima di fare un lavaggio un pochettino aggressivo.
Fuori ci sarà anche Aba, più altro, però penso che cominceremo dall'interno lavando con acqua e candeggina,
mettiamo le mascherine, ma bisogna lavare con candeggina per sanificare perché non si può.
Lo Svitol l'hai preso Emma? Perché abbiamo i chiodi troppo secchi.
Qua ci sono solo due vecchi chiodi molto grossi e arrugginiti quindi potrebbe essere una buona cosa
mettere un po' di Svitol perché va a rosicchiare un pelino di ruggine e aiuta spesso l'asportazione del chiodo.
Lo spruzzi lasci un po' di istanti in attesa e dopodiché provi ad estirpare il chiodo vecchio, non è sempre facile.
Se i chiodi sono come i miei, quindi con la testa molto arrugginita, vecchi con un levachiodi spesso ce la si fa.
Purtroppo qua ho dovuto andare leggermente dentro al legno ma era troppo arrugginito per venire via in un altro modo.
Faccio così anche di qua, forzo leggermente può essere che purtroppo il legno deteriori leggermente
ma nello stato in cui è questo mobile... Purtroppo è tutto pieno di tarli.
Nello stato in cui questo mobile è purtroppo un problema che si mette in conto.
E due, andiamo all'altro cassetto e poi vediamo che fare. Mentre Emma inizia a lavare il mobile,
molto a fondo e vedremo che colore ha poi sotto questa patina di sporco schifosissimo,
io inizio a fare la soluzione con Mastro d'Ascia e polvere. Lei ora lava una prima volta fuori con Aba,
quindi acqua calda, bicarbonato e ammoniaca. La parte internano, la parte interna la laveremo con acqua calda e candeggina
e un goccino di sapone. Questo perché bisogna disinfettare il più possibile la parte interna.
Ora, Mastro D'ascia, io la chiudo sempre così, perfetto perché si apre subito,
non si secca, e segatura che filtro con questo vecchio setaccio.
Perché si fa questa pozione magica di segatura e Mastro D'ascia? La faccio perché devo stuccare un sacco di punti
e li stucco facendo questo mix molto solido, quindi della segatura che ho preso da un falegname della zona e un po' di colla Mastro D'ascia.
La posso decidere io la densità in base all'utilizzo, diventerà durissima.
Qua ne ho un bel po', in realtà io devo ricostruire sia la parte sottostante delle zampotte,
perché ho due zampe che sono completamente rosicchiate e lì userò anche delle morse con dei pezzi di legno
che che mi aiutano a ricostruire la gamba, ma devo anche tappare i buchi nel piano superiore,
perché? Perché sopra c'era una piattaia ma questo mobile non ce l'ha più,
chissà dov'è andata a finire e quindi dovrò tappare questi due buchi purtroppo.
Facciamo così, tolgo un po' di polvere di segatura già filtrata e l'aggiungo piano piano. Parto mettendo la colla.
Ricordate che asciuga quindi non costruitene troppa, piuttosto ne mettete un po' per volta.
Aggiungete pian pianino colla o aggiungete un po' di segatura al massimo, se non vi basta la rifate,
però ricordate che poi nel momento in cui diventa rigida sembrerà veramente un pongo plasmabile, quindi occhio.
Potete creare appunto la soluzione della densità che vi occorre
e, regola imprescindibile, mettete i guanti altrimenti vi diventano le mani nere
e non vengono pulite per giorni e giorni e giorni, ve lo assicuro, ho provato già io.
Metto ancora un po' di polvere perché si sta addensando, ma secondo me ancora un po' può servire.
Io uso questa spatolina perché mi trovo molto bene e riesco a fare le cose in modo molto fine e preciso.
Potete anche aggiungerla a cucchiaini così sapete quanta polvere di segatura avete messo
e quanta colla avete messo. Ora inizierò tappando i buchi sul piano superiore.
Occhio perché gonfia quindi ci vuole magari un peso in modo che non fuoriesca e il peso ce lo mettiamo con un pezzettino di plastica
Uso un pezzo di legno, con una plastica, in modo che non mi si sporchi e poi metto un peso in base a quanto stucco avete messo il peso potrà cambiare.
Se la posizione ve lo consente potete anche utilizzare un morsetto o una morsa, in modo da tenerlo bello fermo.
In questo momento io qua non posso mettere la morsa e mi basta tranquillamente il mio stucco messo in questo modo.
Fa in fretta, quindi quando è diciamo così denso fa in fretta.
Quindi, mi raccomando, non pensate di doverci mettere troppo tempo.
Beh certo, l'ideale è metterlo stasera e tornar mattina per proseguire col mobile ma dipende da quanto tempo avete.
Mentre Emma continua a pulire tutto quanto, io creo ancora un po' di pasta perché in realtà ne ho fatta troppo poca, della stessa densità,
chiudo l'altro buco e inizio a stuccare tutti i buchini che ci sono sulla parte superiore perché sono tanti tante brutte crepe che vanno chiuse.
Mezzo miracolo è stato fatto, abbiamo impacchettato il tutto come avete ben visto, il giorno dopo
abbiamo tolto via l'impacchettamento e abbiamo messo tutto quanto in antitarlo.
Sono passati una trentina di giorni e devo dire la verità, va già molto meglio, nel senso che puzza molto meno
e perlomeno è solido. La colla ha tirato, i nostri chiodi sono al loro posto, e lo stucco ha ovviamente tenuto insieme molti pezzi
e chiuso molte spaccature. Anche qua dietro, per esempio.
Ora è arrivato il momento di fare il vero e proprio restyling. Mi prendo degli scalpelli,
perché per per lisciare questo stucco non basta la levigatrice ed inizio a togliere via
la parte che è uscita perché anche se si schiaccia, purtroppo, lo stucco fatto con delle colle
che si espandono come la Mastro D'ascia di Saratoga, che è ottima, bisogna poi leggermente carteggiarle
e a volte serve lo scalpello. Ne ho due uno piccolo uno più grande e inizio.
Quando usate gli scalpelli, per favore, guanti, molto importante, e mai mettere nulla davanti allo scalpello,
la mano sempre dietro. Anche qua, bisogna andare delicatamente ad eliminare.
Dopodiché dopo andremo anche a lisciare con la levigatrice, però bisogna iniziare ad eliminare gli eccessi.
Purtroppo il nostro piano è completamente imbarcato e quindi non avendo un piano dritto non si può sperare di fare un lavoro perfetto.
Ma tanto poi dopo noi andremo con la nostra levigatrice e cercheremo di farlo diventare il più possibile liscio.
Come vedete da questa parte è stata ricostruita completamente la zampetta questa zampetta qua era stata mangiata dai topi
e abbiamo messo quattro pezzi di legno ai lati con le morse e uno sotto.
Ovviamente ne abbiamo messa tanta e gonfiando la Mastro D'ascia è uscita.
Ora, con due scalpelli iniziamo a limare il più grosso quindi a togliere via i pezzi in esubero,
dopodiché la carteggiamo con la levigatrice mentre andiamo a carteggiare la superficie perché qua c'è un disastro
mi aiuto con un martello perché è veramente tanta e dura.
Ecco qua il primo pezzo si sta togliendo.
E due, ora ci sarà assolutamente da limare l'esubero anche di qua.
Et voilà. Bisogna anche controllare le altezze in modo che questo piedino che è stato praticamente ricostruito al 100%
eh sia poi alto come gli altri. Prendiamo la levigatrice,
ci mettiamo sotto la carta 100 e carteggiamo la superficie e lo facciamo per togliere le impurità ancora li,
il bicomponente che abbiamo creato e per lisciare un pochettino la superficie.
Emma sta ancora lavando, sento che ha messo l'ammoniaca di nuovo quindi
un buon Aba rifatto perché sono passati appunto 30 giorni e andiamo avanti.
È arrivato finalmente il momento di colorare come vedete è stata data una carteggiata ma non perché
abbiamo paura che non aggrappi la vernice, per la carità era l'ultimo dei nostri problemi,
una carteggiata perché qualcuno negli anni, sperando di coprire un po' le macerie,
aveva steso del flatting molto male, probabilmente in verticale, c'erano tutte delle colate di vernice,
qua le porte, controluce si vedeva sotto lo schifo, sotto lo sporco si vedevano le colature di questo flatting, di questa vernice.
Anche sui laterali, ovunque è stato per forza di cose obbligatorio dare una carteggiata.
Quindi abbiamo tolto una buona parte di sporco che non andava via
con il semplice lavaggio Aba e abbiamo ovviamente anche tolto via queste colature.
Mia sorella lo vuole Chéri, quindi Donatella avrà questa credenza che è vicino alla sua cucina
che ha un colore molto simile allo Chéri, però è lucida, un mobile completamente Chéri.
L'ho già girato, io uso il mio Architetto per fare il laterale invece Emma parte nella parte frontale
e utilizza il pennello a punta perché andrà bene bene nelle scanalature.
Ascolta Emma noi poi lo coloreremo anche dentro, quindi non andrai a mettere troppo scotch.
Andiamo direttamente col colore. Mi raccomando vernice pura su un mobile del genere
perché deve coprire bene tutte le macerie che ci sono sotto e lo Cherie copre molto bene se è steso puro.
Finalmente lo vedremo unificato, lo vedremo bello pulito, lo vedremo elegante
e non ci sarà più questa struttura oscena a pezzi che non mi ha fatto dormire qualche notte, sono sincera.
Truchetto per far sembrare questo piano leggermente più piacevole.
Usando lo stesso colore della base, quindi sempre Chèri, usando un venalegno cerchiamo di riprodurre la venatura del legno.
Quindi non è una cosa così impattante, però si vedranno delle venature,
non perfette perché ovviamente è messo malissimo questo piano del legno, tutto quanto avvallato, però sicuramente aiuterà.
Quindi, stesso colore di prima pennello molto pieno, molto tozzo,
non un pennello fine, mi raccomando, si carica, si accarezza, si stende in tutta la lunghezza e si fa a fette.
Mi raccomando a fette, non a quadrati perché non vi viene altrimenti, si carica per bene
e si fa una fettona.
Vena legno col cerchio all'ingiù
e riproduciamo una leggerissima venatura. Sarà molto leggero, molto delicato e nel momento in cui asciuga rimarrà livellato
e piacevole perché comunque aiuterà a pensare che sotto c'è il legno anche se il materiale che abbiamo è veramente molto deteriorato. Ecco qua.
Se avanza della vernice sul venalegno ovviamente la togliamo, perché se no fa accumulo e si rifà.
Il tampone ci aiuta perché è in silicone, quindi essendo morbido ci aiuta a aderire alla superficie
anche se non è assolutamente piana e gradevole continuiamo su tutta la struttura.
Visto che l'interno del mobile è molto rovinato e comunque bisognerà mettere poi all'interno delle pentole e così via, diamo una mano di Rocher.
Emma è stata bravissima, guardate l'interno come è pulito adesso, purificato, profuma di nuovo.
È un mobile che non sembra assolutamente aver vissuto quello che purtroppo ha vissuto.
Vi ricordate com'era quel cassetto e cosa c'era dentro? Ok, adesso un minimo di décapé ci vuole perché è un mobile
che va in una casa country e quindi voglio fare un leggerissimo décapé, una cosa più sugli angoli.
Levigatrice, ho la fortuna di non avere il cavo e quindi sarò ancora più veloce e agile.
Mi raccomando una carta non troppo grossolana io una 120 sotto, in tela, così dura un bel po', via.
Purtroppo, dico purtroppo, siamo quasi in finitura. No, non è vero, purtroppo no!
È stato veramente un lavoro lungo, sono due giorni che cerchiamo di ricompattare questa credenza.
Mia sorella, in caso voi non lo sapeste ancora, ma forse lo sanno in tanti perché lo dico sempre, ama l'uva
e non possiamo non metterci due grappoli d'uva. Beh diciamo che il colore ci sta,
la struttura è molto armonica perché è Country, ci sono questi fronzoli che riprendono della frutta e ci siamo.
Non voglio mettere fregi anche se abbiamo dei fregi con l'uva bellissimi perché ci sono degli intagli,
il fregio, che è in esterno, non stava bene. Quindi secondo me si può sdrammatizzare con dei bei transfer.
Allora, questo si chiama "Wine" e ha diversi soggetti al suo interno a tema uva.
Non metteremo tutti i disegni, andremo semplicemente a lavorare su questa parte centrale quindi su questa parte qua di drappeggio
con qualche grappolo e qualche, come si chiama? -Filare -Filare di uva
Allora questo, sei d'accordo? Lo metto qui -Sì -Li disponiamo e li grattiamo pian pianino.
Allora, uno! Poi gli altri Emma dove li vuoi? -Allora vorrei capire se possiamo far partire questo da qua
e poi piuttosto continuare con l'altro filare oppure ci conviene andare direttamente col filare.
-Sono contenta che stiamo registrando anche i nostri ragionamenti perché probabilmente a casa,
quando li acquistano, si ritrovano di fronte al nostro stesso ragionamento. Quindi come li predispongo perché stiano bene?
Ecco bene, sappiate che non c'è una regola e anche noi per imparare, per capire,
per scoprire come stanno proviamo e quindi non si può sapere come viene prima di aver provato.
-Ritaglio tutte e due e poi vediamo -Ok quindi, un trucco, non metteteli sempre interi,
se non sapete e se non avete la garanzia e la certezza di come li volete divideteli
in modo che sia più facile predisporli sulla superficie. Emma appunto li sta tagliando con le forbici,
io sto iniziando con questo qui che diciamo abbiamo la garanzia che deve stare qua, la sicurezza,
e su questo colore sta bene perché è il color dell'uva. Beh forse un pochettino più rossiccio dell'uva dai, però ci sta.
-Ha il colore del vino -Esatto, dell'uva, si del vino, non dell'uva. Ok uno!
Schiaccia pure così va bene dentro le nostre insenature. Ora... -Dicevo o facciamo così e poi qua riprendiamo col filare,
in modo che scenda di più, se no gli attacchiamo questo e questo lo mettiamo qua.
-A me piacerebbe però un po' stortino -Sì va be, vediamo poi come inclinarlo -E gli altri bianchi?
-Ce li ho qua, possiamo metterli da questo lato -Perché ne metterei uno bianco da un lato e uno bianco dall'altro -Quindi scartiamo questo
-Tu li metteresti dritti? Iniziamo a mettere questa
-Questo sì perché questo fa così, quell'altro vediamo -Iniziamo a mettere questa poi vediamo.
Così però. Ovviamente andrà ai lati però questo è il bello dei transfer.
Un velo di cera che definirà il colore finale. Cera Jasmine,
a profumare e quasi stento a crederci che è in piedi sulle sue gambe. Guardate che bello il colore finale, guardate come cambia.
È una classica credenza piemontese perfetta per stare una cucina o in un salotto,
dove si mangia, una sala da pranzo dove si mangia, semplice perché comunque già dei disegni ha delle forme che lo richiedono.
E ora vi faccio vedere anche il piano superiore, perché il piano superiore
su cui abbiamo passato il venalegno diventa veramente bello una volta che si passa la cera.
È ora di vedere il sopra, guardate come è venuto bene il venalegno anche solo usando colore tono su tono.
Quando si passa il pennello, che si vivifica, si iniziano a vedere le venature le scanalature della pittura.
Questa cosa non la si può fare con un qualsiasi smalto o con una qualsiasi vernice,
viene solo con una pittura materica quanto Magic Paint.
Guardate quanto stanno bene addirittura in questo momento i vecchi difetti, sta tutto bene.
Ora rifinisco il tutto, lo massaggio poi bene domattina, e ve lo ambiento per farvi vedere come sta bene nel suo ambiente finale.
Anche questo restyling è finito. Mi sono messa qua comoda, sul dondolo,
e qua sono nella soffitta, nella mansarda veramente, di casa di mia sorella.
Lei ha fatto richiesta precisa di avere questa credenza di questo colore.
Povera, in realtà non ha visto le condizioni in cui era prima, perché è stato suo marito a portarmi questa credenza,
prima che lei la vedesse e quando l'ha vista finita era contentissima. Lei adora l'uva,
adora questo colore vinaccia che un po' si abbina alla sua cucina, è un colore amaranto in realtà il mio chèri, e le piace tantissimo.
Però non sapeva le condizioni in cui fosse prima questa credenza.
È molto felice, molto soddisfatta, soprattutto del piano superiore che con questa finitura leggera,
tono su tono, col venalegno, sembra veramente legno massello di chissà quale qualità. Per questo restyling sono venuta qui,
per farvi vedere quanto invece i mobili negli ambienti che vanno a ospitarli poi sono giusti.
Probabilmente in casa mia non non ci sarebbe stato così bene ma qui, con queste travi in legno,
il pavimento classico, la cucina rossa anche un po' moderna, diciamo questo mix sta molto bene,
sa molto di casa, molto di cucina, di polenta della domenica. Quindi al prossimo restyling! Ciao!