In questa intervista esclusiva, Guido Terreni, CEO di Parmigiani Fleurier, ci racconta la rinascita di questo marchio straordinario. Fondato nel 1996 da Michel Parmigiani, il brand ha sempre celebrato l’arte del restauro e la tradizione artigianale. Il viaggio di Michel Parmigiani è iniziato in un piccolo laboratorio di restauro a Couvet, dove la sua passione per la conservazione della storia ha posto le basi di una visione che vede l’orologeria come un ponte tra passato e futuro. Grazie al sostegno della Fondazione di Famiglia Sandoz, il marchio è cresciuto, sviluppando componenti e movimenti propri e trovando ispirazione nell’architettura classica per i suoi design.
Oggi, sotto la guida di Terreni, Parmigiani Fleurier continua a costruire su questo prezioso lascito, concentrandosi su collezioni come la Tonda PF e spingendosi verso nuovi orizzonti nell’orologeria. Scopri come questo marchio, discreto e prestigioso, riesce a combinare la sua eredità con l’innovazione, dall’arte del restauro a progetti all’avanguardia.
Una storia di visione, resilienza e rinascita che illumina il cammino di Parmigiani Fleurier nel mondo dell’haute horlogerie.
Buongiorno a tutti, intanto è un grande piacere avervi qui per la prima edizione di Milano Watch Week.
Oggi siamo in compagnia di Guido Terreni, zio di Parmigiani.
Parleremo di tanti aspetti di questo marchio, parleremo della sua rinascita
e di tutto quello che l'ha caratterizzato dai suoi albori fino ad adesso.
Grazie Guido di essere qui.
Mi piace di essere a Milano, di tornare a casa e fare soprattutto parte di questa prima bella esperienza della Milano Watch Week.
E congratulazioni a tutto il team per cosa l'avete messo in piedi.
Grazie Guido.
La prima domanda che ti faccio riguarda appunto la rinascita di Parmigiani.
Come mai rinascita e cosa è cambiato dal Parmigiani Florie che avevamo prima rispetto a quello che abbiamo oggi?
Dal 2021 cosa è nato?
Quando si lavora con un marchio si lavora con dei valori.
Prima di tutto si devono capire i valori di cosa si esprime, la ragione di essere di un marchio
e soprattutto capire a chi interessa, il cliente che è stato, che si innamora del nostro marchio.
Il mio lavoro è stato un lavoro di introspezione, prima di tutto, facilitato dal Covid.
Paradossalmente quando non si viaggia e soprattutto quando hai un fattore esterno talmente grande
che anche se lavori 24 ore al giorno, 7 giorni a settimana non sei in grado di spostare le cose.
È stato un ottimo spunto per fermarsi un attimo e capire chi è quel cliente
che ha fatto divenire grande il prestigio di Parmigiani Florie agli albori del 1996
quando Michel Parmigiani fondò la sua marca, che valore esprime e la marca perché ha saputo
essersi resa così interessante.
E poi, come tutte le persone, anche le marche ogni tanto si perdono
e Parmigiani effettivamente aveva un po' perso contatto negli anni 10 con questi valori
e il mio ruolo è stato di rimettere un po' tutto insieme e chiaramente dando una direzione creativa
e capendo quali sono questi valori.
I valori sono estremamente chiari e vivono nella persona di Michel.
Michel, per chi non lo conosce, è una persona che io definisco una leggenda vivente del restauro.
Il restauro secondo me è la cintura nera dell'orologeria se la trasliamo nelle arti marziali.
Perché dico questo? Perché il restauro è un bagaglio culturale prima di tutto
poi è anche un bagaglio tecnico perché non solo chi restaura è in grado di riparare qualsiasi cosa
ristaurare un movimento, un quadrante, una cassa
ma se la cassa è dal 1790 devi sapere come facevi un quadrante nel 1790
devi sapere come si faceva un movimento in quell'era
quindi non solo sai fare tutto ma devi anche interpretare, lere e riprodurre quell'esperienza
e lo devi fare con una certa modestia perché il restauratore non è una persona che deve essere visibile
cioè tu immagina di avere questo immenso savoir faire e non devi comparire
perché tu stai dando una seconda vita a un oggetto che non hai fatto tu, che ha fatto qualcun altro
e Michel mi ha avvicinato a questo mondo che per me era completamente nuovo
attraverso una frase che a me ha colpito perché immaginate la tensione emotiva che c'è dietro questa frase
la mia vita è stata vivere sul rasoio ed evitare di creare l'irriparabile
perché se un segno del mio passaggio su quell'orologio è visto è un errore e rimarrà per sempre
quindi è una impressione pazzesca no?
tanto è vero che una delle persone che lavora nel restauro che è una donna
a un certo punto ha avuto un problema emotivo difficile nella sua vita personale
ha chiesto a Michel posso fare un passo indietro e occuparmi solo delle grandi complicazioni
quando dici una frase del genere capisci la tensione che c'è
e l'altro valore è la discrezione perché l'etimologia della discrezione del marchio viene appunto da questa cosa
viene dal fatto che il mio ego è al servizio del mio mestiere della mia vocazione a perpetuare l'arte della meccanica
quindi quando tu hai capito queste cose non puoi avere un marchio che è ostentatorio
devi avere un marchio che esprime un lusso colto, un lusso privato
perché noi abbiamo capito che chi viene da parmigiani è qualcuno che ha fatto già una scelta
ha detto io non compro per riconoscimento sociale, io compro per piacere personale
e questo è stato il fondamento di tutta la rinascita che poi ha portato a una creatività di prodotto che abbiamo realizzato
è una grande responsabilità il fatto di guardare al passato
La questione del restauro è sicuramente importantissima e poi è il futuro che abbiamo davanti
che è una delle più grandi responsabilità e a livello di orologeria, quindi a livello di collezioni
cosa è nato nel 2021 con la tonda PF e con i progetti che sono arrivati dopo?
Siccome il restauro è una fonte di conoscenza non è una gabbia
il restauro non ti deve ancorare alla tradizione perché la tradizione fino a se stessa non serve a niente
fare una replica del passato a chi interessa?
Quindi dice sempre il restauro è la mia fonte di conoscenza
la mia fonte di conoscenza serve a continuare a mandare in avanti il mondo dell'orologeria
non a tenerlo immobile e questo perché sono convinto personalmente che il lusso sia una questione di tendere sempre all'eccellenza
l'eccellenza non è un valore fisso, l'eccellenza è un valore dinamico
quindi si spinge sempre in là la frontiera dell'orologeria da un punto di vista estetico ma anche tecnico
perché noi siamo in un mondo unico, non c'è nessun'altra categoria al mondo secondo me
che teoricamente ha un ciclo di vita infinito del prodotto
e non c'è nessun'altra categoria al mondo che rifiuta delle curve tecnologiche
se voi prendete la tecnica meccanica di fare un movimento, c'è sempre stata
a un certo punto è arrivato il quarzo, sembrava che il quarzo dovesse mandare a gamballare alla Svizzera
il quarzo è una tecnica più precisa, molto più precisa, meno cara, molto meno cara, non ce l'ha fatta
nel 2015 perché era a Basilea, nel 2015 si ricorderà un gigante come Apple arriva con il suo iWatch
pure con una referenza in oro da 20.000 dollari che è durata quanto un gatto in tangenziale
e lì ancora rifiuto e si creano business paralleli ma l'arte della meccanica esprime dei valori
esprime delle emozioni che rifiutano l'innovazione che muta la natura
però non rifiuti l'innovazione usando la tradizione meccanica
ed è per quello che siamo molto interessati a fare delle prime mondiali
avete visto nel 2022 il GMT rattrappante reinterpreta una delle forzioni più comuni dell'ologeria
che esiste da decenni in una maniera molto personale che riguarda la marca
perché è un GMT che non urla guardate c'è un GMT al polso
è un GMT che quando non serve è un orologio gigantissimo e la funzione viene adoperata
quando serve appare quando serve e poi è estremamente ludica
è estremamente intuitiva perché applicare per la prima volta in tutta la storia dell'ologeria
una funzione rattrappante fuori dal cronografo non l'aveva mai fatto nessuno
e la funzione rattrappante è stata brevettata se non sbaglio nel 1827
quindi usare la tradizione in una maniera completamente innovativa e di rottura per un piacere nuovo
questo è perché si mette a frutto una conoscenza per dare un'esperienza contemporanea
e come si riesce ad innovare in un mondo in cui tutto sembra già fatto?
questo è il concetto che è un po' il segreto che vorremmo comprendere
questa è la bellezza di lavorare in creatività perché noi rifiutiamo l'idea che tutto è già stato fatto in orologeria
è una frase bellissima questa perché non si può reinventare a ruota
forse a ruota no ma si può reinventare un sacco di cose in orologeria
e nei nostri piani abbiamo diverse prime mondiali in canna come si suol dire
però non possiamo vendere la pelle prima dell'orso perché chi sa come si sviluppa un movimento
sa che ci sono tante cose che possono andare storte
quindi non possiamo dire esattamente in che anno uscirà
però stiamo lavorando sulla terza, sulla quarta
dopo il minuto rattrappante dell'anno scorso del 2023 che era la seconda prima mondiale
stiamo lavorando su altre cose così
però è una questione di equilibrio fra estetica perché l'estetica che è uscita con la tonda BF
ha ridefinito l'immagine della marca, ha ridefinito l'identità estetica della marca
usando i suoi propri codici estetici perché non abbiamo inventato nulla
abbiamo solo usato le notte, le sette note in maniera diversa
ma le sette note erano già lì e abbiamo guardato gli ingredienti usandole in maniera più fresca
e a quello abbiamo accoppiato la crescita tecnologica
Certo e come è cambiato il modo in cui noi indossiamo gli orologi?
Perché ricordo una nostra conversazione qualche mese fa
in cui mi hai raccontato proprio a livello culturale, a livello sociale
come è cambiato l'utilizzo di un orologio e come Parmigiani ovviamente va incontro a questo modo di essere
Ma lì ti stai riferendo a come è nato il Toric
quindi ci sono due grandi segmenti in orologeria, segmento è una parola brutta
perché sembra che stiamo lì a guardare i clienti e metterli in caselle
ma non è quella la finalità
noi usiamo degli orologi al polso a seconda di come ci va
e non ci sono grandi regole, è molto personale
però ci sono dei gruppi di orologi che seguono certi codici estetici
il più importante anche da un punto di vista di business
è l'orologio sportivo elegante, quello che si chiama lo sport chic
questo è un orologio che ha una struttura molto bloccata
hai un bracciale integrato su una cassa che definisce un oggetto versatile
lo puoi usare al mare, lo puoi usare in maniera elegante
a difetto da quanto elegante sia
ma è quello che qualcuno in America chiama il tuxedo beach watch
per andare in cena di gara
anche se l'etichetta direbbe che il braccialato con lo smocchi non si mette
e quello ha delle regole fisse estetiche
quindi la Tonda PF è stato il primo
e ha descritto questa estetica
utilizzando un'estetica molto pura, molto minimalista
ma apparentemente semplice
perché l'esecuzione di un quadrante che uscire fatto a mano
delle finiture che vedete sulla cassa
il platino sulla netta, la netta molte
il comfort del bracciale, tutte queste cose interpretano uno stile personale
e l'assenza del logo
perché abbiamo tolto il logo in parmigiani e fiorie scritto
e abbiamo usato questo stilema del Tonda PF
è stato fatto perché
addressiamo quel cliente che fa una scelta personale
il logo è per gli altri
il PF è per il proprietario
questo stile qua è stato lo stile della marca della rinascita
l'altro grande gruppo di orologi
è l'orologio che gli inglesi definiscono il dress watch
quindi un orologio elegante
diciamo semplificando
quando si smonta la struttura di un orologio braccialato
si mette un cinturino
la scelta è molto più precisa
e stai dicendo molte cose diverse
perché il bracciale monocromatico
con la cassa monocromatica
ti blocca la creatività
quando vai sul cinturino
ti si aprono un mondo
un mondo di creatività, di sensibilità estetica
di emozioni
allora
il dress watch
l'orologio per vestirsi meglio
come possiamo tradurlo letteralmente
cosa vuol dire dress watch
ci siamo domandati
cosa vuol dire vestirsi nel 2024
e
è stato interessante
c'è un libro che vi consiglio
che si chiama come ti vesti
di un giornalista italiano
che si chiama Andrea Batilla
andatevelo a leggere
sono 100 pagine
veramente estremamente illuminanti
facendo questa ricerca
abbiamo capito che
noi ci vestiamo
tu e io siamo vestiti
anche un po' da vecchi
però
siamo vestiti con un vestito
vestito
giacca
pantaloni
camicia
questa è un uniforme civile
un uniforme civile
che è stato introdotto
all'inizio dell'ottocento
dalla borghesia inglese
la borghesia inglese
agli albori della rivoluzione industriale
ha cambiato il modo di vestirsi
prima c'erano gli aristocratici
avete bene in mente l'immaginario
di un abbigliamento aristocratico
assolutamente non
un abbigliamento per chi lavora
perché l'aristocratia non lavorava
e
invece
ci si affaccia in un mondo
dove la ricchezza
dove l'imprenditoria
dove l'intelletto
è il merito
incomincia a apparire
e appare a Londra
appare in Inghilterra
e appare in una cultura anglosassona
e noi ci vestiamo così da 200 anni
possiamo cambiare il taglio
possiamo avere il bavaro a lancia
fare la spalla napoletana
ma alla fine abbiamo
una presa civile
che viene dal militare
sono tutte cose che vengono
dagli stilemi
della cavalleria
di un'altra casta
allora
in questa evoluzione
si esprime un concetto
di affidabilità
cioè tu sei il capo di un'azienda
non puoi cambiare il vestito ogni tre minuti
perché saresti visto come frivolo
e quindi la severità
di un abbigliamento
di questo tipo
accompagnata al colore nero
perché nero?
nero perché
a quell'epoca
non si riusciva a fissare il nero
sul vestito
quindi dopo due o tre passaggi
sbiadiva
quindi soltanto le persone ricche
potevano vestirsi di nero
e i preti
che sono anche ricchi
e la camicia bianca
che si lavorava
intellettualmente
poteva indossare
perché essere in un atelier polveroso
non era proprio adatta
quindi questo è l'archetipo
e il fondamento
dello smoking
ma lo smoking
che gli inglesi non chiamano tuxedo
ma chiamano dinner attire
lo chiamano dinner attire
perché andavano a cena tutti i giorni così
non è come oggi
che tu metti lo smoking
perché la famiglia dell'occidente
si vestiva così
andava a teatro così
andava a cena ad amici così
ed era un modo di vestirsi
molto severo
protestante
nella cultura
l'orologio è in tasca
l'orologio non c'entra niente
non so se avete visto
quella bellissima serie italiana
che si chiama
sulla famiglia Florio
il leone di Sicilia
che per tutta la sua vita
spera di dare una figlia
in sposa a un nobile
per acquisire il titolo monomigliare
anche la borghesia aveva un'aspirazione
di diventare aristocratica
l'orologio è un riferimento
all'aristocrazia
l'orologio dell'ottocento
non c'entra niente
con questa bellissima descrizione
che avevamo fatta dell'uniforme civile
è un riferimento barocco
un riferimento aristocratico
un riferimento aspirazionale
non c'entra niente
nell'inizio del novecento
che cosa succede?
che dalla tasca
l'orologio va al polso
quindi deve conformarsi
a questo stile
e si conforma
con un quadrante bianco
con una cassa bianca
che può essere platino
può essere oro bianco
raramente in oro
però si può accettare l'oro
e il cinturino è lucido
specialmente per le scarpe lucide
quindi quel mondo lì
dagli anni dieci, venti
alla seconda guerra mondiale
è stata l'interpretazione
dell'oro elegante
che viene da una cultura
altrettanto protestante
che è Ginevra
perché la patria dell'ologeria è Ginevra
anche lì minimalismo
anche lì non c'è questa ricchezza
di segni
poi vedi il passaggio bellissimo
negli anni trenta
sono bellissimi orologi
il calatrava
guardate gli indici
guardate il decoro della lunetta
fa riferimento al reverso
un altro grande esempio
di un orologio
riconoscibile
ma gli elementi distintivi
del periodo in cui viene creata
questa cosa
sono piuttosto su
degli elementi decorativi
della cassa
o come sono gli indici
se si è sdoganato
lo smoking
si può andare in attare
più eleganti
anche con altri colori
e negli anni cinquanta
si incominciano a vedere
dei bellissimi quadranti blu
o se vi ricordate
negli anni ottanta
c'è un bellissimo film
all'American Gigolo
dove quando Richard Gere
butta tutti i vestiti armati
sul letto
a un certo punto
succede una cosa molto particolare
nel cambio del passaggio
dal secolo scorso
a questo secolo
anche l'abbigliamento maschile
e qui non parlo come moda
perché non stiamo lì
a guardare una stagione o un'altra
stiamo parlando da un punto di vista
di società
c'è una rivoluzione
che io chiamo la rivoluzione
del quarzo dell'abbigliamento
ed è dovuta alla new economy
negli anni duemila
i vari zuckenberghi
tutti coloro
che sono dei magnati
di questa economia
buttano via il vestito
e viene fuori
uno street wear
qualcosa di più casual
t-shirt, jeans
molto semplici
ma buttano via pure le orologie
cioè non ce l'hanno il polso
questa gente qua
è una persona civile
e rifiuta anche l'orologio
in questi dieci, quindici anni
c'è un po' di
confusione
rivoluzione normale
i giovani si contraggono molto
l'eleganza diventa molto meno formale
cosa succede?
da una decina di anni a questa parte
c'è una riscoperta
di vestiti bene
ma non è un vestiti bene
dogmatico
ed è una classe
diciamo ambiente
nella Trentina
che incomincia a riscoprire
il piacere di vestirsi bene
c'è un altro film
che è stato molto importante
se vi ricordate il film
The Kingsman
dove c'è questa spia inglese
una specie di 007
dietro un negozio di sartoria
e tutti questi spie
sono vestiti in maniera
estremamente impeccabile
e quando il giovane eroe
c'è questa miseria
se un ragazzo di vent'anni
guardi quel film
vedi quel ragazzo
che è vestito così
cacchio ti salta qualcosa
ma è sexy, elegante
e questo è stato un inizio
e oggi lo vedi molto più frequente
lo vedi con colori diversi
lo vedi senza regole
perché magari puoi mettere
un pantalone sartoriale
con una t-shirt
magari non mette la cravatta
sono sempre eleganti
perché essere eleganti
senza un dogma
è molto più difficile
e dipende dal tuo gusto personale
quindi alla fine
diventa una questione di educazione
diventa una questione di sensibilità
e noi ci siamo detti
ma io a quel signore lì
sono di 30 anni
35, 40
che cosa gli metto al polso?
esatto questa è la domanda
è stata il toric
con la sensibilità conservatrice
dell'orogeria ginevrina
e mettendo però
un savoir faire pazzesco
nell'orologio
perché l'orologio è fatto in una maniera
che non si può di più
ma non lo dico perché l'abbiamo fatto noi
perché proprio non si può
guardando infatti
quando ci è capitato di vedere
i nuovi toric
la prima volta
toccandoli, anche guardandoli
solamente guardandoli
nel quadrante
come era stata costruita la cassa
e anche poi
girando la cassa
guardando il movimento
si notava che c'era stato
un lavoro davvero accurato
la mia domanda
sotto questo punto di vista
un dress watch
solitamente parliamo
di dimensioni piuttosto ridotte
però è cambiato ovviamente
anche questo concetto
notiamo dress watch
fare degli oggetti
che siano giusti
per il lungo periodo
allora ci sono le mode
le mode vanno da una parte
e poi tornano dall'altra
in orogeria
c'è stata la moda
degli orologi de mesure
siamo arrivati a 60 mm
da mettere al polso
negli anni dieci
quindi cose importabili
adesso c'è la tendenza opposta
di ritornare verso
un 35 o un 36
quindi c'è una
parte di pubblico
che sta ritornando
a dimensioni più piccole
il 39 e 40 secondo me
è una dimensione giusta
per la società di oggi
lo parlo proprio per
fitting sul polso
lo parlo per
possibilità di esprimere
una creatività
perché quando tu la fai più piccola
cominci a avere dei limiti
sono diventate più grandi
poi più piccole
adesso non siamo più esagerati
ma non sono tornati indietro
come un assoluto precedente
quindi una dimensione
39 e 40 per me è giusta
l'opening
io non sono fissato sui numeri
delle dimensioni
perché un orologio 40
può vestire più fine
e un orologio 39
può essere più grande
dipende da dove sono
del quadrante
e il colore anche del quadrante
influenza tanto la percezione?
quello che tu ti senti
è quello che
se te lo senti bene al polso
è la taglia giusta
se invece stai lì
ah no al 39
non dovevi andare sopra al 39
cominciamo a essere
non vedo il razionale
dietro questa cosa qua
è solo un'ideologia
che finisce stessa
la bellezza del Toric
è che la lunetta zigrinata
che abbiamo messo
in riferimento al primo Toric
si siede su una
la parte centrale della cassa
che è un po' più ciccia
un po' più generosa
e crea quella
rotondità al tatto e all'occhio
che allarga la cassa
a 40,6
l'oggetto rimane
un opening da 39
e poi le anse sono estremamente corte
e il fatto di aver fatto
il cinturino raggiato
e non orizzontale non piatto
ti avvicina al punto
di congiunzione tra
la cinturino e la cassa
e quindi veste più stretto
quindi ci sono tutti degli
accorgimenti per il comfort
degli orologi
e il millimetro più
millimetro meno
secondo me
non influenza
passatemi l'espressione
che leggiamo tanto
a livello di orologi
e non sempre capita
di poterli provare al polso
perché non ci sono le occasioni
non ci sono le occasioni
per andare a provare un orologio
quindi ci si basa tanto sui numeri
però quello che anche cerchiamo
di trasmettere è quello di
mettere un orologio al polso
vedere un 39 mm
che può non avere
la proporzione perfetta
per un certo polso
perché per una persona
è l'orologio
è davvero l'orologio
quindi questo è anche
particolarmente importante
come sempre
come le scarpe
se c'è uno a 43 mm
e vuoi mettere un 38 mm
va bene, non ci stai
il contrario è la stessa cosa
quindi anche il polso
di chi lo usa
impatta sulla taglia
quindi un polso oggi
tutti 1,90
io lo farei più alto
a mia età
però è così
e quindi anche l'evoluzione cambia
quindi non si può essere ancorati
a delle dimensioni del passato
l'importante è fare un oggetto
che poi stia bene al polso
e questo diventa personale
quindi non possiamo pensare
che un tipo di creatività
piaccia a tutti
anche perché ne facciamo
duecento di questi
quindi non è che dobbiamo andare
a coprire il mondo
Guido io ti ringrazio
intanto per questa bellissima
chiacchierata e prenderei
l'occasione per chiedere
ai nostri ospiti
se hanno delle domande
dato che abbiamo questa
occasione di parlare con Guido
riguardo agli orologi
riguardo anche alla storia
e a Michelle soprattutto
che c'è questa connessione
però devo dire che abbiamo avuto
un modo di trattare tutti gli argomenti
secondo me dagli albori
fino ad adesso
e c'è stato proprio un ottimo scambio
Grazie Guido
Buona continuazione
Arrivederci