FEEL THE GAME PODCAST S2 Ep.3 - Piero Nocerino: da grande volevo essere un Campione

Goat's plan basketball
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9 Visualizzazioni video·19 nov 2024
From the Players, For the Players.
Questo Podcast è pensato per aiutare i giocatori a capire cosa serve per diventare un giocatore migliore, partendo dalle esperienze di chi lo è già.
Il campione non è quello che non sbaglia mai,
ma è quello che per primo rispetto agli altri corregge i propri errori.
Ciao ragazzi, benvenuti a Feel the Game Podcast,
terzo episodio, seconda stagione,
e questo podcast lo vorrei iniziare con una citazione di José Mourinho
che dice, chi sa solo di calcio non sa niente di calcio,
in questo caso di basket,
e mi sembra l'introduzione perfetta per l'ospite che abbiamo qui,
che non è propriamente legato al basket, ma al mondo del bodybuilding
e dell'allenamento in palestra in generale,
Piero Nocerino, benvenuto, grazie di essere qui.
Ma Mourinho non ha mai detto anche viva la figa.
Mi sembra... ah no, quello era Pierino, quello del film...
Alvaro Vitale.
Può essere, può essere.
Così abbiamo già rotto il ghiaccio completamente.
Mi sembra giusto.
Han già capito la personalità.
Sono sufficientemente intellettuale in questa postura,
col dito così...
Allora, noi di solito intervistiamo giocatori.
Persone serie.
No, vabbè, persone serie.
Allora, fino adesso praticamente tutti amici,
quindi siamo...
Una testa di cazzo ci vuole ogni tanto.
Dai, ci vuole...
Più è informale, meglio è, secondo me,
perché non deve essere una roba stile...
Cosa stai leggendo?
Io ho le domande.
Non riesci neanche a dire quello che stai dicendo.
Quelle sono le domande, me le dici dopo.
Vai di tuo.
Ci siamo anche messi d'accordo di non metterci d'accordo?
Sono d'accordo, appunto.
Va bene, ok.
Se c'era dell'imbarazzo l'abbiamo...
Finito tutto.
L'abbiamo finito tutto.
Adesso c'è solo la tragedia.
Volevo fare un cappello introduttivo.
Noi ci siamo conosciuti sui social, ci siamo scritti.
Tu hai visto i miei video.
Io ti seguivo già in quanto appassionato di bodybuilding.
Poi ci siamo incrociati brevemente, accesenati,
con le finali nazionali.
Non quest'estate, quella prima.
L'idea...
Poi dopo, secondo me,
è interessante capire perché in parte sei legato alla pallacanestro,
però ne parlerei più nel dettaglio dopo.
Vorrei che ci contestualizzassi un po' chi sei,
perché immagino che quelli che guardano questo video
saranno sicuramente persone che lo guarderanno perché c'è il tuo nome.
Ma tutti i giocatori di basket che sono all'ascolto
non sanno perché...
Cioè, cosa hai fatto, da dove vieni, qual è il tuo background?
Allora, da dove vengo...
Vengo da Verbania.
Questa è la locuzione.
Da dove vengo, nel discorso del bodybuilding,
è un luogo in bianco e nero,
perché è passato così tanto tempo.
Io ho cominciato a allenarmi nell'80, 80-81.
Ho 63 anni, quindi posso...
Ho cominciato intorno ai 19 anni.
Arrivavo dal canottaggio,
che è ancora lo sport che ho nel cuore,
lo sport prestazionale,
che ancora mi fa venire il groppo in gola quando guardo le gare,
che ho fatto sul Lago Maggiore.
Arrivando da Verbania c'era la canottieri pallati.
A un certo punto io sono andato a remare
per trovare una canottieri migliore.
Questo potrebbe essere già un cappello introduttivo
sul se vuoi puoi.
Io avevo la canottieri a 150 metri da casa,
ma non tiravamo fuori un ragno dal buco,
perché il nostro allenatore era un ragazzo come noi
che non aveva assolutamente cognizione di causa.
Quindi ci divertivamo tantissimo,
ma perdevamo tutte le gare.
A un certo punto io ho sentito parlare
di questa canottieri Ignis,
che è stata anche una squadra
molto famosa dei miei tempi.
Infatti andai a vedere Ignis
contro Forst Cantù,
l'andai a vedere a Varese,
era un campionato di Serie A,
dove hai perso l'udito, tra l'altro,
perché lì i tamburi furono una cosa,
un'esperienza mistica,
chiusa la parentesi.
Io facevo intorno ai 300 chilometri al giorno,
7 su 7,
per andare a remare in questa canottieri,
dove ho cominciato a vincere le gare.
Perché mi ero fatto delle domande,
ma non valgo niente io,
o il contesto nel quale io vivo
e mi alleno non è sufficiente
affinché io possa migliorare?
Ho voluto provare,
quindi, ragazzi,
il primo messaggio è
se volete qualcosa dovete muovere il culo
e andarvelo a prendere.
Mi sono fatto
da Pallanza a Intra
da autostop o con la moto,
avevo 16-17 anni,
traghetto che da Intra
mi portava all'Aveno,
l'Aveno prendevo il treno,
andavo a Gavirate,
scendevo, facevo due chilometri a piedi,
andavo alla canottieri,
allenamento di quattro ore,
ritorno due chilometri a piedi,
cioè io praticamente facevo il licio classico
e avevo un patto di non-aggressione
con mia madre.
Mia madre mi diceva
tu puoi fare quello che vuoi nella tua vita,
basta che vai bene a scuola.
Io mi svegliavo alle 5 per studiare,
per andare bene a scuola,
ho preso anche la borsa di studio
in una scuola non facile come il licio classico
e mi potevo permettere la vita che volevo.
Non c'erano i miei cellulari,
per cui mia madre mi dava per disperso,
alle 11 di sera tornavo,
quattro fornelli che andavano
e mangiavo tutto ciò che era possibile mangiare.
A un certo punto
da junior siamo passati senior
e senior erano
2000 metri invece che i 1500
degli juniores,
quindi due chilometri a manetta.
Lì ho pensato giustamente di andare
in una palestra per fare preparazione fisica
invernale, sono rimasto segato.
Come ho visto dei risultati
sono arrivati subito
quello che poi diventò il campione
del mondo di bodybuilding
in un paesino come Intra,
io dopo sono diventato il suo training partner
e da lì è partita la mia storia in questa cosa qua.
Però se devo parlare
di sentimenti, il sentimento
per lo sport prestazionale
è il canottaggio.
Ciò a cui devo tutto è il bodybuilding
perché io ho vinto
quattro volte i campionati del mondo,
ho vinto una gara professionistica,
dopo quando ho capito
che i professionisti veri americani
erano un altro pianeta
ho detto torno a fare il dilettante
pur avendo vinto la gara
contro degli americani,
cioè per dire la mentalità,
solo che poi avrei probabilmente
fatto
meno gare rispetto a
quello che avrei voluto fare, quindi
mi sono
rispostato nel dilettantismo.
Una storia lunghissima.
Palestre, ho sempre avuto
una palestra, sempre,
piccola, 40 metri quadri, grande
con altri
1.700 qui fuori,
ho sempre apprezzato molto
gli integratori, ho aperto un'azienda
di integratori, ho passato
la vita con le scarpe da ginnastica,
odio le scarpe
di quelli che fanno il lavoro serio,
io quando vedo gente che
entra in giacca e cravatta vorrei abbracciarlo
forte e dire guarda mi dispiace molto,
ti sono vicino
però dall'altra parte
mi sono creato la vita che ho
voluto, con tante difficoltà,
sacrifici a manetta,
ma sono qua, caro Andrea,
a fare quello che voglio come te.
Che questo è
il daimon,
il daimon, il demone.
E' stupendo.
Tu vieni, hai detto, dal
canottaggio e dalla
e poi
sei nel mondo
del fitness e del bodybuilding, ma
è visto che questo è un podcast a tema
basket, ti sei
dovuto incontrare con
la realtà del basket
al tuo figlio. Allora, ti do
questo parziale, io
25-30 anni fa
non mi ricordo dove ero
perché sono stato un po' a Trento, un po' a Lecce,
tanti anni a Verbania e da
Trento e pass'anni sono qua a Cesena,
io guardavo tutte le partite
NBA e io
vedevo sempre
Los Angeles Lakers contro
Boston Celtics e c'era
Dan Peterson
come mi piace
questo giocatore qua! Poi c'era
Gancio Celodi, quindi io sono
cresciuto con un lessico
del basket e con un'estetica
del basket
ovviamente over the top
insomma e poi
come ti ho detto andai a vedere perché il basket
in qualche modo mi incuriosiva
perché fare con le mani tutto ciò che io
avendo giocato a calcio come tutti
facevo coi piedi
con le mani io non mi ci trovavo, quando facevo
le partitelle a basket io dicevo
ma come cazzo fanno a fare sto gioco qua
dove devi tirare
una roba che ha un diametro di
35-40 cm
in un cesto che è largo 42 cm
cioè quei due centimetri
non lo so, non conosco
però
santo Dio
questi sono alieni e continuano
e la goccia che però
anche io ho lavorato con la goccia che scava
la roccia perché l'ipertrofia muscolare
è questo, cioè la somma di tanti
zero, che però non è mai
zero, è sempre zero punto
ed è la cosa bella
dei nostri sport
la continuità
non entra, riproviamo
poi mio figlio che da
quando ha otto anni è entrato
nel basket, adesso gioca in serie
in divisione regionale 1 si chiama adesso
qui a Cesena, ha 17 anni
appena fatti quindi insomma è un po'
un piccolo talento
non è alto quindi
è bellissimo che abbia questa
difficoltà qui e quindi
si è dovuto fare anche abbastanza strada
è un bravissimo playmaker, a me piace molto
come gioca, mi diverte
lui si diverte, speriamo che continui
però nel frattempo
si sta dedicando
anche qua, ha fatto un fisichetto
direi notevole
e questo secondo me era interessante
nel senso che
poi ci sono tanti punti
partiamo dalle differenze
poi dopo volevo
toccare anche i punti in comune
ma tu
rispetto al
immagino che vedere tuo figlio in palestra
che si allena
si fa il mazzo è sicuramente
un orgoglio
lui le dinamiche
della palla canestro
tu stesso quando
mi hai chiesto cosa volevo fare oggi come allenamento
mi hai chiesto se volevo
fare una roba per il basket o da bodybuilder
adesso io non sono
così esperto del bodybuilding
da dire, ci sono così
tante differenze però
ti sarai dovuto scontrare
col fatto che lui
comunque ha un modello prestativo
c'è da dire però una cosa
che lui nasce sottopeso
quindi ha dovuto fare un po'
un itinerario
come quello che ho postato
un atleta famoso
dal nome impronunciabile
che
non so se hai visto il primo e il dopo
in un anno ha messo 11 kg
e quindi ha dovuto
lavorare sull'ipertrofia
perché non ha messo un filo di grasso
ha fatto crescere il muscolo quindi si chiama
ipertrofia muscolare
non ci sono altri nomi per questa cosa qui
dopo puoi averlo fatto
con i 6 colpi, con gli 8 colpi
con i 12 colpi
sicuramente è stato messo in mano a persone
con i contras perché
quelli sono milioni di euro ambulanti
e quindi vanno
gestiti da
ma io mi ricordo
perché voi siete tutti giovani
che lo stesso itinerario
l'ha vissuto
Michael Jordan
era molto magro all'inizio
a un certo punto è spuntato con sto fisico pazzesco
ma Lebron James lo vedete
poi ce ne sono tanti anche
nel campionato italiano soprattutto di razza
nera
che ha chiaramente un talento superiore
fisicamente, non c'è niente da fare
rispetto ai bianchi
che sono responsivi
in una maniera pazzesca
sia all'ipertrofia che a qualunque stimolo fisico
e com'è allenarlo?
io litigo stesso
non è vero, non litigo più
perché ormai non alleno più squadre
faccio solo lo specialista individuale
però il genitore
che allena il figlio
allora mio figlio
è nato con
grandi problemi
di percezione di sé
molto molto insicuro
molto insicuro
io all'inizio gli facevo saltare un tatami
quando aveva 6-7 anni
la pagherà cara
per tutto ciò che sta facendo
appena si appoggia
e quindi siamo partiti
proprio dalle basi
dal fargli prendere consapevolezza
e dire bravo
hai visto che pensavi di non farcela
e invece ce l'hai fatta
questo è uno spezzone
di frase
che se ti entra nel DNA ti cambia la vita
hai visto che pensavi
di non farcela e invece ce l'hai fatta
è stato la colonna
sonora
la verbalizzazione che si è
concretizzata
in un you can do it
se tu guardi quali sono i messaggi
Nike
e Adidas
just do it
devi solo farlo
oppure impossible is nothing
non c'è niente di impossibile
che guarda caso
non è solo un aspetto commerciale
perché parliamo di colossi
commerciali, ma è
l'archetipo
veramente la colonna sonora
della vita di uno sportivo
soprattutto, ma può essere anche
nell'università, può essere in qualsiasi
ambito esistenziale
cioè tra la genetica
e l'epigenetica, se io avessi dovuto
dire a mio figlio che è alto 1,80
avrei un destino di giocatore
di basket, lui all'inizio si chiedeva
quanto sarebbe cresciuto in altezza
io sono alto 1,77
sua mamma è alto 1,65
credo
che insomma, a meno che
non fosse l'idraulico
di 2 metri
cosa che mi avrebbe insospettito
ma per il suo destino da basket
forse era meglio l'idraulico
di 2 metri, però al di là
degli scherzi, è chiaro che
il limitatore di potenza
era quello, però all'inizio
abbiamo dato tanto speranza sull'altezza
vedrai, vedrai, vedrai, adesso ha 17 anni
potrà mettere 2-3 centimetri
però chiaramente
non potrà essere un giocatore di 1,90
e di 2 metri, anche se
non abbiamo ancora chiuso le porte
della crescita per statura
detto questo
ti devi direzionare sull'epigenetica
e su ciò che puoi fare
anche da basso nel basket
quindi c'è la genetica che è la tua altezza
e poi c'è l'epigenetica
che è il tuo intervento
su te stesso
dove non arriva la tua altezza
arriva a saltare
dove magari non salta uno di 2 metri
se no sarebbero tutti
io su questa roba qua
sono martello tanto
noi secondo me
a parte che
scusami, lo metto lì
perché tanto ci hai già toccato
siamo già dato a culo
hai già toccato un sacco di argomenti
quindi mi stai dando
dobbiamo solo approfondire
questa roba qua che hai detto
io vedo che viene utilizzata
a volte come scusa
non so come dire
non come scusa adesso
faccio un esempio mio che non so nessuno
perché se fossi stratalentuoso
non farei l'allenatore
probabilmente farei il professionista
metto un video dove schiaccio
a canestro
adesso sono alto
non è difficile schiacciare per me
ma magari
faccio qualche evoluzione
un mulinello
un 360 gradi
che comunque richiedono un minimo
la domanda è sempre
quanto sei alto
io rispondo un metro e novantadue
e loro, ma alla tua altezza
è facile, posto che comunque
sono 80-85
centimetri di elevazione
il mio massimo testato
è 94 di elevazione
e visto
il mazzo che mi faccio
comunque
non lo butterei via
però ho la sensazione
che hai capito
quello lì è così, quell'altro è così
se fossi
alto due metri
lo dicevo anche io da ragazzo
se fossi io due metri
vedi come è
però così implichi
che la persona
che stai prendendo a riferimento
non abbia lavorato per ottenere
c'è da dire che il basket
nasce
con un vizio genetico
di fondo che è quello dell'altezza
Luca
sperisce da sempre
che quelli che vengono selezionati
per andare a fare dei provini
sono quelli alti a 15 anni
sono due metri, poi non sanno
palleggiare, ma intanto ti selezionano
e ti rimandano
a casa oppure vai avanti
quando
io ho interagito con qualche
società
di cui ovviamente non faccio nome
ma cose qui locali per carità
mi hanno chiesto ma quanto è alto subito
prima del nome e cognome
l'altezza
e già senti anche al telefono
che quando dici un metro e ottanta
non sei un semidio
è come se tu volessi assurgere
alla divinità
però non hai i mezzi
non hai le ali per poter volare
e allora
dov'è che il ragazzo
se la deve giocare? Sul campo
sul campo
essere più bravi degli altri
ed è qua che poi
si supera
la comfort zone dell'altezza
perché se tu ti metti
già da solo
su questa base il tuo limitatore
di potenza nessuno
lo farà per te
cioè devi avere veramente il daimone
il demone, il demone è brutto
da dire ma il daimone
in antica Grecia era quello che hai
sulla spalla e ti dice
tu sei nato per questo
fallo fallo provaci
dai dai che è stato quello
che mi ha mosso 300 km
al giorno per vedere
se ero io scarso nel canottaggio
o era la società
che non aveva
quando ho capito che non ero scarso io
ho detto ok basta
cioè mi può bastare questo
sono rimasto soddisfatto di questa cosa
e sono andato a far bodybuilding
perché mio padre
mi chiese quando avevo
3 anni che cosa volessi fare
da grande e io risposi il campione
bellissimo il campione che
non è un mestiere è uno stato d'animo
bellissimo capito
quindi il campione chi è
dov'è il campione di che
cosa però
in psicologia
quello che tu vuoi fare
a 3 4 5 anni
è ciò che veramente tu vorrei fare
per il resto della vita
tutto il resto sono cambiamenti
deviazioni opportunità
con l'università che lì non c'è
allora fai un'altra cosa che probabilmente
ti può rendere felice
ma non sei tu
tu sei quello dei 3 anni
quindi io
quando ho visto che potevo diventare campione
nel canottaggio ho detto ok
voglio provare un'altra strada perché crescevo
tanto col bodybuilding
e dopo 6 mesi ho vinto i campionati regionali
dopo un anno ho vinto
gli interregionali
quindi c'era il nord, il centro
il sud Italia
ho vinto i campionati italiani
e da lì poi è partita la carriera
però per me la carriera era la cosa
meno importante per me era allenarmi
e avere
quella sensazione fisica
che puoi provare solo
che si sfonda con l'allenamento
ecco questa è una roba
interessantissima perché ne parlavamo
poi prima a telecamere
una cosa che io apprezzo tantissimo
del bodybuilding
è avendo una palestra
con i ragazzi giovani
tra l'altro il fatto che io sia qui
ho due o tre clienti che sono tuoi grandissimi fan
mi scassano le balle
da settimane per questa cosa
sono contento
io faccio un esempio
adesso in Italia
soprattutto uno come Andrea Presti
è molto attivo sui social
quindi c'è la possibilità di vedere
come si allena
ovviamente
per struttura, per tipo di sport
anni di allenamento
io vedo che magari fa 5 pizze
per lato di squat
non è che dico
so che non posso
sollevare quel carico lì
a parte che basta guardarmi e guardarlo
però
una cosa che a me ha sempre affascinato
del bodybuilding e che ho dovuto testare
nell'allenamento che abbiamo fatto
e del motivo perché sono venuto qua
è quello che hai detto tu
cioè il ricercare
il limite
non per forza per il carico ma io
quello che vedo quando vedo
delle eccellenze così allenarsi
è l'intensità, la capacità
di sofferenza, la voglia
di dire io arrivo fino a
10, devo fare
10,1 perché la prossima
volta il mio 10 è 10,1
e questa cosa qua
secondo me
negli sport tecnici
che hanno anche, adesso io non voglio dire
che il bodybuilding non sia tecnico perché
non vorrei fare, però
non so come dire
nelle palla canestro
cioè
quella mentalità lì
sull'allenamento magari tecnico individuale
anche in sala pesi
a prescindere poi dai protocolli che utilizzi
perché uno fa quello di cui
ha bisogno, non la vedo
ed è una cosa che invece
cioè tu senti
non so
vedi l'intensità con cui Tom Platz affrontava
l'allenamento e sentivi
purtroppo parlare
Covi Bryant
io non vedo differenze, mi sta dicendo
che gli esercizi sono diversi
ma la mentalità che c'è dietro
è quella roba lì
che a me
appunto ti dicevo
quando ho visto Presti da Sarce
quando guardo
Tom Platz dico
cacchio io non mi alleno abbastanza
so che sono diversi gli esercizi
è uguale con Covi
io sono stato il primo allenatore di Presti
quindi lo conosco da quando pesavo
85-86 kg
lui ha sempre avuto
una vision come si dice
una visione
che suona meglio in inglese
ma in realtà
è bello anche in italiano essere un visionario
visionario è
colui che vede
ciò che ancora non c'è
essere profetico
sulla propria vita
e dire io
voglio fare questa cosa
e non è un condizionale
non è un vorrei
perché il vorrei è diluito
il voglio col punto esclamativo
è l'assoluta
necessità di provarci
e quindi Andrea
dal primo momento che l'ho conosciuto
parte la forza
intrinseca, genetica, sua
spostare i pesi
ma è anche quella capacità
che ti arriva da uno sport precedente
lui faceva judo
io facevo canottaggio
nel quale il concetto di sofferenza
ti assicuro che il canottaggio
che è per metà aerobico
per metà inaerobico
quando finisci una gara
tu non vedi l'ora che Dio
ti uccida pur di
non provare ciò che stai provando
in quel momento
è di una fatica pazzesca
per cui io dopo 4 anni di canottaggio
quando sono entrato in una palestra
di bodybuilding mi hanno fatto la scheda
mi hanno fatto la scheda
e hanno detto
guarda hai finito
dopo 40 minuti
io ero stato tradotto come un principiante
quindi
io non ero un principiante ovviamente
e quando è finita la scheda
io ho detto è tutto qua
ho stracciato la scheda e ho continuato
ad allenarmi, io non sono mai
stato seguito da nessuno
perché ho sempre
seguito quel canale
sentimentale
che mi ha portato dai 16
ai 19 anni
a vivere quelle esperienze fisiche
e sentimentali del canottaggio
quindi io poi ho riprodotto
malamente anche perché
nel bodybuilding allenarsi 4
5 ore sicuramente è
deleterio, infatti si sentiva
la puzza di ammoniaca proprio da catabolismo
in palestra ma
ho riprodotto esattamente lo schema
di sofferenza
di goccia che scava la roccia
di 0 più 0
più 0 più 0
che non è mai 0 ma è sempre 0 virgola
che poi
mi ha portato a
fare quello che ho fatto
che non è niente nell'ambito
ma io all'Olimpia ci potevo andare
se avessi voluto, potevo andare in America
mi avevano anche chiamato
perché a 22 anni avevo un fisico che
insomma ce n'erano pochi
in giro, mi hanno
mandato delle lettere dalla Goal Gym
perché non vieni mai
sono sempre stato un terrone
pigro
family addicted
sono del toro
quindi ho bisogno di stare
stanziato sul territorio
cosa che poi è avvenuta
quindi mi hai citato
presti
Andrea
era uno che arrivava da uno sport di sofferenza
se uno parte col
bodybuilding è
spesso un problema
perché
il mettere giù il peso
sono porte che si aprono
io vedo molti ragazzi
appena fanno un po' di fatica
mettono giù
lì da un punto di vista della
fisiologia muscolare quando tu
metti giù posso dire una brutta
cosa
è come scopare senza venire
hai capito
ti manca la parte dell'orgasmo
che è quella che fa scattare
l'ipertrofia muscolare
perché l'ipertrofia muscolare
come in tutti gli sport risponde
ad una domanda
questa cosa che io faccio
a cosa mi serve
l'ipertrofia nasce perché
tu rompi un'omeostasi
rompi una situazione
standard
e se tu fai sempre alzate laterali
con 5 chili
10 ripetizioni
il tuo corpo risponderà creando
un deltoide da
5 chili
10 ripetizioni
un po' come l'abbronzatura
perché io dovrei abbronzarmi
al sole di aprile
perché devo andare a luglio al mare
perché a luglio c'è uno
stimolo estremamente diverso
che poi ti costringe ad abbronzarti
ok
e l'abbronzatura e anche il callo
rispondono
ad un'esigenza di rottura
di un'omeostasi
se tu vai sempre ad aprile il tuo corpo risponderà
con un rosa pallido
sarai un color maialino
se vai a luglio ai caraibi
devi essere bravo a
non bruciarti
quello è il super allenamento
ma riuscire con la gradualità
a dare stimoli sempre
crescenti e tu diventerai
scurissimo quando quegli stimoli
saranno perfettamente
dosati nel tempo
lasciandosi spesso andare
anche alle efebole
del sentimento
di solito noi chiudiamo
chiedendo i movimenti
preferiti ma io vorrei sfruttare
quello che tu hai fatto
detto fino adesso
e la tua esperienza
perché
hai appena toccato
il tema dei giovani che iniziano in palestra
ci sono due aspetti
poi dividerei la risposta
in due punti
il primo è
se puoi dare
un consiglio non per quanto riguarda
gli esercizi ma proprio per quanto
riguarda l'approccio pratico
quali sono le due o tre cose
su cui a prescindere da
che io voglia lavorare sulla forza
sull'ipertropia perché quelle poi dopo
sono soggettive
secondo i bisogni di ognuno
uno entra in palestra a 15 anni
ha bisogno di iniziare
a allenarsi
in questo caso per la palla canestro
però è un neofita principiante
in questo periodo storico va già bene
se ha fatto i piegamenti sulle braccia a casa
molte volte
quindi vorrei che tu ne hai viste di tutti i colori
genere e forma
centinaia di migliaia
di ragazzi che mi sono passati davanti
però credo di aver intuito un po'
la domanda
questo sport come immagino
gli altri sport è meraviglioso
perché nessuno è uguale all'altro
però è meraviglioso
e terrorizzante allo stesso punto
allo stesso momento
perché tu vorresti a un certo punto
della tua vita un centro di
gravità permanente
che non ti faccia mai cambiare idea
sulle cose e sulla gente
ma non c'è questo centro
esistono cose
noi sappiamo che ci sono le fibre bianche
le intermedie, le satelliti
le cellule satelliti
che a seconda dello sport che fai
e del tuo talento genetico si trasformano
e questo è un bellissimo crossing
tra la genetica e l'epigenetica
cioè ci sono delle cellule dormienti
che donano
il proprio nucleo
affinché diventino
quella cosa che tu vuoi far diventare
se sei un pesista diventa
il nucleo di una cellula di una fibra bianca
se sei un ciclista
quella cellula ti dà il nucleo
per diventare una fibra rossa
tu pensa che meraviglia
dopo c'è questa cosa che tu non sai
quante cellule satelliti hai
ma non devi sapere tutto nella vita
è il mistero
della vita e della morte
cioè ci sono cose a cui
noi non dobbiamo e non possiamo
attualmente ma non dobbiamo
attingere perché è il grande
punto interrogativo della tua esistenza
e vediamo cosa succede
invece qui vogliamo sapere
guardati la serie di Netflix
senza andare all'ultimo appuntato
senza capire
la gente vuole la bappa
e non si sa godere
il territorio
il viaggio che tu fai
per arrivare dal punto A al punto B
e la gente non guarda fuori dal finestrino
metaforicamente parlando
sono cose che a me commuovono
perché sono stato lo zoccolo duro
della mia vita
e sono le cose che cerco di trasmettere
ma è impossibile trasmetterle
tu puoi trasmettere dei geni
a tuo figlio ma a un certo punto
tu ti accorgi
che
tuo figlio non può essere una propagine
un allungamento, un'estensione
temporale di te stesso
e io sto vivendo questa esperienza
mio figlio non sono io
ci sono cose che
lo stanno prendendo
si guarda allo specchio
e si dice è il miracolo della vita
cioè vedere il tuo corpo che cambia
come la canzone
di Elite FIBA
il tuo corpo che cambia
è una cosa che tu guardi allo specchio
e ti viene la sindrome di Stendhal
che è quella che ti farebbe svenire
per dire ma come è possibile
che io facendo questo
io non sono più io
e noi bodybuilder siamo una continua evoluzione
che è l'esatto opposto del narcisismo
ci danno dei narcisisti
ma narciso si piaceva
così com'era
e morì per quanto ci piaceva
noi siamo l'esatto opposto
non ci piacciamo mai
e quando tu entri in una sagoma
nella quale tu dovresti entrare
nello specchio c'è
quella sagoma e dici io voglio entrare lì dentro
adesso mi sta larga
quando ci entri
non sei più contento o vuoi che quella sagoma
diventa più grosso
e quindi più che
narciso nella mitologia
è sisipo
che quello che tira il sasso da una parte
gli va giù dall'altra parte e deve riportarlo su
essere condannato
per l'eternità a fare questo sforzo
di ricondizionare e di riprodurre
se stesso continuamente
siamo crisalide farfalla di continuo
questa cosa o ce l'hai
o non ce l'hai la puoi raccontare Andrea
puoi trovare le parole
queste sono parole che possano
raccontare quasi in maniera romanzesca
più che scientifica
perché lo sport è più un romanzo
che un libro di scienza
perché nella scienza
su cento persone
facendo quella cosa si ritrovano in quindici
tutti gli altri
nel meno o nel più
dove sono
lo sport è una statistica nella sua parte scientifica
descrive
alcune cose
il mitocondrio esiste
lo puoi stimolare, sviluppare
aumentare la tua capacità metabolica
se fai un certo tipo di sforzo
diventi più forte
se ne fai un altro diventi più resistente
e questo è incontrovertibile
però una volta per l'ipertrofia
si diceva
dalle sei alle dodici
come se la tredicesima fosse
non so
come la mela di biancaneve
è il peccato originale
cazzo hai mangiato la mela
del tredicesima ripetizione
quindi adesso la shagura su di te
in realtà ci si è accorti che l'ipertrofia
è un evento meraviglioso
che ti scatta
dalle quattro alle cinque
te ne sei accorto tu
che cinque ripetizioni
se le fai in un minuto
non sono cinque ripetizioni
è un minuto di sforzo
quindi il muscolo
non sa contare, sa
e usiamo il verbo sapere in maniera
impropria, capisce
e anche in questo caso
è anche improprio il verbo capire, traduce
forse questo è il verbo
che è maggiormente inerente al muscolo
sa tradurre uno stimolo
in una risposta
bellissimo, l'ultimo in realtà
come tutto quello che avevo
scritto sul foglio del professor che l'ho buttato via
io ti ho dato un input e tu hai toccato
tutti i temi che io ti volevo chiedere
questa è la mia vita Andrea
tu quando mi hai detto
vuoi che ti prepari le domande
se tu mi preparavi le domande
io ero più inceppato
così come quando faccio i video per gli integratori
se devo seguire un copione di un minuto
sono finito, non riesco a impararle
così a memoria, io ho bisogno
della prosa, io mi sento
in questo momento come quel meme
del tipo col
mantello di Sailor Moon
che dice il mio lavoro è finito
ma non hai fatto niente, esatto
è più o meno
questa cosa qua, però ci vuole anche la candela
nei motori che dia la scocca
lo prendo come un grande
complimento, l'ultima cosa
sempre a me
interessava la componente mentale
e tu l'hai toccata
ampiamente e penso in maniera
super esaustiva
questo è proprio
un consiglio da
allenatore esperto
quale sei, anche se
allenatore un po' riduttivo
una cosa che mi viene chiesta
spesso sui social è
in quanto tempo miglioro
ma non è solo di
questo secondo me indica
che io, ma che come tutti
entro in palestra
a prescindere dal mio sport con delle
aspettative, ho degli obiettivi
e già è una cosa
buona
mi creo delle aspettative
su in quanto come e perché raggiungerli
nel 95%
se non di più dei casi
l'obiettivo non lo raggiungi nel
tempo stabilito, nel modo stabilito
sbagli e ti devi
un ragazzo magari
giovane, questa cosa qua
no senza magari, cioè i ragazzi
che poi mi iscrivono
smettono di fare un determinato
tipo di allenamento è
perché non so
mi alleno il tiro
da tre settimane
e non vedo risultati
vai a chiedere a Stephen Curry
da quanti anni
si allena per diventare così
questa
discrepanza tra
l'aspettativa e il lavoro
come si può
è ovvio che uno dice non devi mollare
e poi il risultato arriva
mi è venuta in mente mentre parlavi
la teoria della relatività
di Einstein che diceva
c'è un'ora
se tu vieni torturato per un'ora
ti sembra una vita
se tu stai con una bella ragazza
a dialogare o a fare
quello che si può fare con una
bella ragazza, no un'ora è tanto
se parli con una
bella ragazza sennò diventa un lavoro
o se stai bene e guardi un bel film
un'ora ti passa in un attimo
eppure è sempre un'ora, dipende come la vivi
se tu fai la cosa che ti piace
ed è questo il grande nodo
se tu fai una cosa che ti serve
parti svantaggiato
e la metafora che
mi viene in mente è che se tu hai fame
e metti su
l'acqua per cucinare la pasta
e hai una fame della madonna
e guardi l'acqua e dici non bolle mai
se tu ti distrai
vai da un'altra parte, fai un'altra cosa
accendi la tele, vai a farla pipì
torni che l'acqua sta bollendo
dici cavolo, bolle già
se invece la guardavi di continuo
ed è questo il problema
che i ragazzi guardano di continuo l'acqua
senza
godersi, come dicevo prima
il territorio
non godono il panorama
la prima cosa che deve accadere
è che quella cosa ti deve piacere
indipendentemente
dai risultati
indipendentemente
più c'è questa indipendenza
e più mi sono accorto con l'esperienza
che i risultati arrivano
se tu lo fai
solo per i risultati
diventa una vita
grama in tutte le cose
la prima domanda che ti fai
è questa, mi piace
lo farei comunque
indipendentemente dall'ipertrofia
cioè esco dalla palestra
che sto meglio di quando sono entrato
il gioco è fatto
quella è
io quando chiedo
anche alle persone normali
ma la pancia adesso quando andrà giù
allora partiamo dalle basi
lei adesso sta facendo sport
perché io gestisco
ormai agonisti non ne ho più
se non quattro scalcagnati così in atula
il mio gioco
si dibatte molto sulla perdita di grasso
cioè io voglio gente sana
soprattutto gente di 50 anni
che ha figli giovani
e che la sua vita
portata avanti malamente
può rubare per un male
di qualsiasi tipo
spesso cardiovascolare
un giovane padre ha dei giovanissimi figli
io da quando sono diventato padre
ho sempre vissuto la vita
con intensità
fregandomene di quanto
la vita durasse
life extension
non mi interessava
mi interessava
l'intensità cioè quanto riuscivo
ad accumulare a livello
di premi, di coppe, di vittorie
di soddisfazione
adesso quello che mi interessa di più
è durare in modo da non
privare del loro padre
i miei figli
quindi ma nella vita
e questo è un altro dato
interessante per i ragazzi
quello che a voi sembra adesso non interessare
perché il DNA
accende delle luci
su un periodo
c'è un periodo in cui
quella parte del DNA
magari la passione per il basket
è fortissima oppure è spenta
a un certo punto ti parte il
relais si accende on off
io ho visto tanti ragazzi
tanti ragazzi
fregarsene del bodybuilding
in quanto tale a un certo punto
si guardano e dicono
porca miseria
oppure si sentono dentro
dicono cavolo ma questo mi piace un casino
e si accende
la luce su quel pezzo
di strada, su quel pezzo DNA
che ti accompagnerà in quel tratto
di vita, quel punto interrogativo
come il matrimonio
non sai quanto durerà
cioè ti devi vivere l'amore
per quella persona
adesso io ti amo
domani molto probabilmente
ti amerò ancora
però potrebbe essere
io ho vissuto una vita nel quale
sai quante volte pensavo che
invece no, quante volte
ho detto tu sei l'amore della mia vita
quante volte ho detto questo è lo sport
che mi accompagnerà
poi si cambia, si cambia
ma lo zoccolo duro del tuo carattere
non cambia
quindi molto probabilmente affronterai
tutte le cose che ti separeranno
davanti
con lo stesso carattere
con cui è affrontato il resto
quindi non vi spaventate
se la passione non c'è
o non c'è più
magari sono amori che come dice
la canzone di Venditti fanno dei grandi giri
e poi ritornano
bisogna viversi la vita in quel momento
e cercare di
ottenere il massimo sorridendo
da quel pezzo di vita
e io non lo dico perché
l'ho fatto, lo dico perché molte
volte non l'ho fatto
e il ruolo didattico
non è quello di dire fate come me
il ruolo didattico
è non fate come ho fatto
io per una cosa
che mi ha reso infelice
e quindi
il campione non è quello che
non sbaglia mai ma è quello
che per primo rispetto agli altri
corregge i propri errori
io direi che
abbiamo toccato tutti i temi
che mi interessavano
ti ringrazio
tantissimo per la tua
disponibilità e anche per
tutto quello che hai detto
che è stato
bello intenso
io non lo faccio come mestiere
dei podcast
perché io non ho
cioè quello che mi capita
su Instagram è perché mi capita
non lo faccio capitare
non mi affido a
un profilo su
YouTube
però servo tanto per gli altri
ho visto che vengono
perché evidentemente
c'è qualcosa nei miei anni
che a loro serve nei loro anni attuali
nei miei anni passati
in cui
loro dicono
cazzo ma sai che è vero così
è una cosa che provo anch'io
ma non sono mai riuscito a dirmi da solo
ed è sempre stata la mia caratteristica
mai nulla di geniale
ma sempre la capacità di
saper descrivere i sentimenti degli altri
che sono anche i miei
sono i nostri sentimenti
però ogni tanto
ho qualche lampadina
su pezzi di vita
su cui voi avete
un chiaroscuro o spesso anche buio
e allora dico guarda
è successo a me
quando la gente mi parla e mi dice
certe volte io faccio pianger la gente
dopo due minuti che mi parla
perché io ho già fatto una disamina
ma non perché io ne sia
talentuosamente psicoterapeuta
o psicologo
perché quella cosa lì l'ho vissuta anch'io
e gliela racconto
e dice porca puttana è vero esattamente questa cosa qua
e allora ragazzi
se amate il basket
se amate il gesto del basket
continuate a farlo
fatelo nella maniera migliore
possibile, affidatevi
a gente che abbia cuore
che abbia cognizione di
causa, che abbia il know how
come si dice in inglese
cioè il sapere come
perché se avete
quel demone
quel grillo parlante che vi dice
questa è la cosa giusta della tua vita
in questo segmento
di vita, non perdete
l'occasione di farla e non fatevi
e poi chiudo
non fatevi mai
raccontare la vostra vita
dagli altri
perché c'è tanta gente che come mestiere
ti racconta ciò che
accadrà nella tua vita
voi dovete fare solo un gesto
quando qualcuno vi mette un limite
dovete fare questo
chiuso, podcast finito
sono d'accordo, grazie Piero
noi ci vediamo
al prossimo episodio
from the players for the players
