"È sempre la stessa storia... È spaventosa questa cosa, che Il resto del mondo sta da una parte e noi stiamo sempre dall'altra".
Lectio magistralis del Prof. Piergiorgio Odifreddi che dimostra e documenta le palesi e inconfutabili radici Naziste e Fasciste di Israele.
Viene anche spiegata la "geniale" dottrina di Abba Eban, ovvero il trucco di Israele per non essere mediaticamente, politicamente e giornalisticamente attaccata.
20 minuti capaci di trasformare un babbalocco col cervello omologato e approvato dal ministero della verità sionista, a un individuo razionale con la capacità di argomentare una risposta all'evergreen degli attacchi sionisti: "sei un antisemita".
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E perché Überaller, perché mi sembra che sia in realtà non tanto il motto dei tedeschi,
ma il motto degli occidentali. Überaller significa sopra tutti, nell'inno voleva dire semplicemente
la Germania deve stare sopra i vari staterelli che la compongono. Però poi con i nazisti era
diventato, noi siamo nella nostra ideologia superiore a tutti anche razzialmente e vogliamo
conquistare il mondo. Anna Arendt e Albert Einstein dicevano, Begin e il suo partito,
sono dei nazifascisti e questi nazifascisti sono al governo in Israele da 50 anni. Allora
si comincia a capire che cos'è quello che sta succedendo in terra santa, solo che se
voi dite queste cose, soprattutto non potete scriverle sul giornale, perché altrimenti
sareste antisemiti, secondo la dottrina appunto di Abba Eba. Ma guardiamo cosa se ne pensa
nel mondo. Questa è sempre la solita mappa del mondo, è colorata di verde, negli stati
che riconoscono lo stato di Palestina. Ed è praticamente tutto il mondo, eccetto chi?
Eccetto noi. Ma allora è sempre la solita storia, siamo noi contro tutti. Perché non
riconosciamo lo stato di Palestina? Perché siamo nella parte di Israele. Ma come? Israele
c'ha quel governo lì da 50 anni, ma gestiamo da quelle parti? Sì, perché siamo come loro.
Il giorno Giordi Fredi lo conoscete, è un matematico, un saggista, soprattutto è persona
razionale, ossia che ragiona sulle cose che dice. Oggi non va molto di modo, magari però
resistere, resistere, resistere. Senti, ieri le piazze in Israele si sono riempite di persone
che protestavano contro Netanyahu, contro la politica del governo. Il 7 ottobre dell'anno
scorso c'è stato l'attentato vilissimo di Hamas, però la reazione nessuno poteva immaginare
che sarebbe stata così truce come in questo momento. Cioè se guardando le immagini che
arrivano dalla striscia di Gaza, ecco lì Dio è morto veramente, cioè lì non c'è più
l'umanità, lì non esiste più nulla. E però, nonostante 40.000 morti, tutti civili, tutte
le persone totalmente innocenti, ci sono 15.000 bambini morti, però il mondo sembra
voltarsi dall'altra parte, cioè tutta la presa di posizione dell'opinione pubblica
nei confronti di Putin che ha invaso l'Ucraina, non c'è in questo momento, lo dico chiaro
e tondo, su questo crimine contro l'umanità. Parlare di Israele è naturalmente sempre
complicato perché noi abbiamo la cattiva coscienza di quello che è stato fatto durante
la seconda guerra mondiale nei confronti degli ebrei. Abbiamo paura probabilmente di
criticare Israele perché Israele ha capito qual era il trucco per poter fare quello che
voleva. Negli anni settanta uno dei padri fondatori di Israele si chiamava Abba Eban
che fu prima ambasciatore alle Nazioni Unite e poi divenne ministro degli esteri dello
Stato di Israele. Abba Eban ebbe quest'idea straordinaria che ormai abbiamo adottato tutti,
almeno ufficialmente, cioè chiunque critica lo Stato di Israele e le sue politiche è
un antisemita. E questo è il trucco, perché allora chi osa dire qualcosa contro le politiche
di Israele quando poi questi dicono questo è il nuovo antisemitismo. Tra l'altro notate
che questo i nostri Presidenti della Repubblica e del Consiglio l'hanno accettato regolarmente
prima Napolitano e poi Mattarella. Ogni volta che si parla di queste cose l'identificazione
tra antisionismo, antigiudaismo e antisemitismo viene fatta regolarmente.
Queste sono le mappe della Palestina dal 1946 fino ad oggi, più o meno. La parte verde
è quella che era occupata dai palestinesi. La Palestina a sinistra era praticamente
quella. Vedete che c'erano delle zone bianche già all'epoca, c'erano delle zone che
erano state comprate dai coloni israeliani, ma erano una piccola parte. Poi cosa è successo?
E' successo quello che vedete nella seconda mappa, il piano ONU. Ma questa è una cosa
interessante perché la Palestina era, come ho accennato prima, un protettorato inglese.
Quindi gli inglesi volevano liberarsene e dicevano, facciamo decidere all'ONU che cosa
fare. L'ONU decide di ritagliare, vedete quelle due parti, le tre parti verde, in cui vedete
quella più grossa è la Cisgiordania, quella in basso a sinistra è la striscia di Gaza
e quello che poi continuava giù nella penisola del Sinai e poi lassù c'è ancora una parte
separata per dire che questo deve essere lo stato della Palestina e tutto il resto
diventa Israele.
Bocchino ha detto letteralmente, Israele è lì perché lo hanno deciso le Nazioni Unite.
Sentite il passaggio.
Bocchino è pura e mera ignoranza. Israele ha invaso il Libano quattro volte negli ultimi
studia, la prima volta nel 78 cercando la pace uccidentese, due mila cittadini, la seconda
volta nel 1932 con una missione agli accordi terroristi, con la mia stagia.
Bocchino si riferisce chiaramente alla famosa risoluzione 181 del novembre 47 che spartiva
in due il territorio palestinese.
Secondo la narrativa corrente infatti, dopo la guerra le Nazioni Unite decisero di dividere
in due la Palestina, una parte agli arabi e una parte agli ebrei.
Gli ebrei buoni e ragionevoli accettarono, gli arabi stupidi e ignoranti non accettarono
e quindi gli ebrei giustamente si presero la loro parte e fondarono lo stato di Israele.
Questo è sostanzialmente quello che dice Bocchino quando afferma che Israele è lì
perché lo hanno deciso le Nazioni Unite.
Ma Bocchino si sbaglia e con lui si sbagliano tutti quelli che ripetono questa storiella
senza conoscere i fatti reali.
Prima di tutto bisogna sapere che la 181 è una risoluzione dell'Assemblea Generale
dell'ONU, non è una risoluzione del Consiglio di Sicurezza e quindi non è vincolante per
le parti.
Da Wikipedia leggiamo «Eccetto per quel che riguarda le questioni di budget e le istruzioni
a organismi inferiori delle Nazioni Unite, le risoluzioni dell'Assemblea Generale sono
non vincolanti, non binding.
Gli articoli 10 e 14 della Carta delle Nazioni definiscono le risoluzioni dell'Assemblea
Generale come raccomandazioni.
La natura di raccomandazione delle risoluzioni dell'Assemblea Generale è stata ripetutamente
sottolineata dalla Corte Internazionale di Giustizia».
E infatti, sempre da Wikipedia, leggiamo «Il piano delle Nazioni Unite per la spartizione
della Palestina fu una proposta da parte delle Nazioni Unite che raccomandava una spartizione
della Palestina mandataria alla fine del mandato britannico.
Il 29 novembre 1947 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò questo piano come
risoluzione 181».
Quindi era una semplice proposta di spartizione.
E come funzionano a livello internazionale queste proposte?
Se ambedue le parti concordano, allora le parti si incontrano, firmano un trattato fra
di loro, dopodiché informano le Nazioni Unite che il trattato è stato firmato e l'accordo
diventa legge internazionale.
Se invece le parti non si accordano, la proposta cade nel nulla e non succede niente.
Lo ripeto, le risoluzioni dell'Assemblea Generale non sono vincolanti.
E invece cos'è successo?
È successo che Israele ha accettato unilateralmente la proposta dell'ONU e unilateralmente ha
dichiarato la nascita dello Stato di Israele, fottendosene del fatto che palestinesi non
fossero d'accordo.
Quindi Israele esiste de facto, ma non de jure, come dicono gli avvocati.
Legalmente Israele è nato senza una valida base giuridica internazionale.
Ma è la stessa storia dell'Africa o delle colonie.
Lì non era deserto.
Non è che uno dice agli israeliani venite, agli ebrei occupate quelle terre che sono
vuote.
C'erano dei popoli.
E che cosa è stato fatto di quei popoli?
Quello che c'è scritto nella Bibbia.
Se voi leggete la Bibbia agli inizi, il Genesi, naturalmente poi l'Esodo e poi il libro di
Giosuè, vi accorgete che Dio dice agli ebrei tu avrai quella che poi oggi si chiama la
Terra Santa.
È tua.
Te la prometto io.
E loro dicono noi abbiamo diritto alla Terra Santa perché ce l'ha detto Dio.
Ora però nel 2000 queste motivazioni sembrano un po' strane.
Me l'ha detto Dio.
Dio può dire qualunque cosa a chi vuole ottenere qualche cosa.
Però nella Bibbia c'è scritto chiaramente che cosa c'era nei luoghi della Terra Santa.
C'erano altre popolazioni.
Anzi in realtà la Bibbia poi la dice in maniera molto precisa.
Undici tribù di Israele in realtà dovevano occupare undici zone della Terra Santa in
cui c'era una lista di undici popolazioni.
E che cosa dice Dio agli israeliani, ai futuri israeliani dell'antichità di fare?
Dice sterminateli tutti.
Ci sono lì?
Buttateli fuori.
Fateli fuori.
Io forse in maniera un po' perversa quando ho scritto un libro sul cristianesimo mi
sono messo a fare i conti, essendo quello il mio lavoro, di matematica.
Sono cifre folli scritte nella Bibbia.
750.000 all'epoca, si parla di 3.000 anni fa ovviamente, nell'istorio della Bibbia quando
la popolazione mondiale era ovviamente una frazione di quella che c'è oggi, 750.000
che vengono enumerati, dice in questa battaglia se ne sono morti 30.000, nell'altra 25.000,
qui soltanto 500, laggiù tutti sterminati e così via.
La storia di Israele incomincia in questo modo ed è una storia delirante se uno legge
la Bibbia in maniera letterale.
Quella è la parte dei fondamenti della nostra religione perché il Vecchio Testamento i cristiani
non l'hanno mai abbiurato, avrebbero potuto.
Ci sono stati dei teologi che nel passaggio tra l'antichità e la modernità, prima dell'anno
zero e dopo l'anno zero, Marcione per esempio, a cavallo tra il primo e il secondo secolo,
disse se noi leggiamo la Bibbia, quel Dio lì, noi non lo vogliamo, noi abbiamo un Dio
tra virgolette dell'amore, Gesù Cristo, che ci teniamo questa zavorra di questo Yahweh,
di questo Elohim, che dicevano appunto, perché lui la Bibbia l'aveva letta, che dicevano
di fare queste cose assurde e violente, eppure Marcione fu dichiarato eretico, il cristianesimo
ha preso quella tradizione, quell'eredità e se l'è portata dietro fino ad oggi e Israele
continua a fare così.
Poi vedete, naturalmente ci furono delle guerre, la guerra dei sei giorni, poi ovviamente vedete
che cose rimastano, ufficialmente la striscia di Gaza è quella che vedete a sinistra nella
terza mappa da sinistra e l'altra è la Cisgiordania, ma quello che oggi è la Palestina, è quello
che vedete a destra, cioè la striscia di Gaza è più o meno così, ma è stata sbocconcellata
e il resto sono diventate semplicemente delle polveri, che poi in effetti esplodono, sono
polvere esplosive, la Cisgiordania non esiste più, perché?
Ma perché in Cisgiordania ci sono un sacco di pozzi di acqua, per esempio, e poiché
Israele è un deserto, come voi potete immaginarvi, che cosa hanno fatto gli israeliani?
Si sono ritagliati i pozzi, hanno fatto delle strade che collegassero questi pozzi, quelli
rimangono in mani israeliane, poi hanno fatto una generosa offerta ai palestinesi dicendo
tutto il resto dove non c'è niente, non c'è nemmeno l'acqua, quello potrebbe essere il
vostro Stato.
Poi vi ricordate cosa dicevano i giornali, che Arafat non aveva accettato questa cosa,
il grande errore, eccetera, ma un Presidente come Jimmy Carter, che era un Presidente degli
Stati Uniti, quindi non era un famoso terrorista, non faceva parte di Hamas, Jimmy Carter scrisse,
infatti non la causa, poi prese il premio Nobel per la pace, scrisse un libro che si
intitolava Palestina, pace o apartheid, apartheid è la parola che si usava per i neri in Sudafrica,
quando c'era un regime filo-nazista praticamente, e Carter ha avuto il coraggio di chiamare
le cose col loro nome, quello che c'è oggi in Palestina, in Israele è quello, e continuiamo
a vedere, vedete la disparità per esempio delle misure che vengono prese nei confronti
di Putin e nei confronti di Netanyahu, Putin è vero, ha invaso l'Ucraina, pensiamo che
sia giusto fare per esempio sanzioni, fare una guerra direttamente o indirettamente attraverso
il supporto militare a uno che fa queste cose, ma allora cosa dovremmo fare Israele, e quale
la fa da padrone, perché quelli più giovani che sono qui credono, e ogni tanto quando
faccio queste conferenze mi accorgo che si dice non è mai successa una cosa come quella
che è successa oggi a Gaza, cioè questi stermini in cui per vendicare 1500 morti,
che appunto sono 1500 morti ovviamente, una cosa grossa, poi però se ne fanno 40 o 50
mila, è una sproporzione assolutamente non equilibrata, eppure chi ha un po' più di
20 anni si ricorderà l'invasione del Libano che è cominciata ieri e l'altro ieri con
gli israeliani che invadono appunto una nazione che in teoria dovrebbe essere autonoma, era
già stata fatta, gli israeliani sono stati per vent'anni in Libano, e chi c'era come
Presidente del Consiglio? C'erano sempre loro, quelli del Likud, cioè Netanyahu, ma prima
c'era Sharon, il generale Sharon che era responsabile di massacri analoghi a quelli che sono stati
fatti a Gaza, Sabra e Shatila, qualcuno di voi si ricorderà, che erano decenni ormai
fa, per noi facevano lo stesso effetto che fanno oggi ai giovani e noi pensavamo, non
abbiamo mai visto niente del genere, ma che cosa era successo a quei poveri palestinesi
che erano nelle zone bianche e che sono state buttate fuori dalla loro terra, perché lì
è arrivata Israele? Ancora oggi, decenni dopo, quasi 80 anni dopo, vivono nei campi
profughi, che ci sono in Giordania, che ci sono ovviamente in Egitto, nelle zone limitrofe
e così via. E allora perché non si fanno sanzioni nei confronti di Netanyahu? Perché
non si mandano armi ai palestinesi invece di dire a chiunque li aiuti verrà punito?
Non so se avete visto la ghiacciante video che ha fatto Netanyahu l'altro ieri, credo
tre giorni fa, dirigendosi direttamente, rivolgendosi al popolo iraniano, dicendo
noi siamo vostri amici, vogliamo combattere i vostri aiatolla, state dalla nostra parte
e così via. Queste sono le cose, di nuovo, incomprensibili, le motivazioni in parte sono
ovviamente, poiché c'è stato il peccato originale della Shoah, cioè quello che è
stato fatto dagli europei, perché poi i nazisti, che ci piacciono, erano tedeschi, e anche
austriaci, erano europei, e allora oggi non si può più dire nulla. Ma in questo Israele
è stata molto furba e l'ha fatto a sangue freddo e a mente lucida. Nel 1970 un signore
che qualcuno ricorderà è uno dei padri fondatori di Israele, si chiamava Abba Eban, che fu
prima l'ambasciatore alle Nazioni Unite e poi il ministro degli esteri. Agli inizi degli
anni 70, quando ormai la popolazione mondiale cominciava ad avere un'idea di Israele che
non era quella che a loro piaceva, ebbe quest'idea geniale tutto sommato. Diede una disposizione
appunto come capo della diplomazia israeliana a tutte le diplomazie e di dire d'ora in poi
ogni volta che viene criticato il governo d'Israele bisogna accusare chi fa queste critiche
di antisemitismo. Che cosa c'entra l'antisemitismo? Che è l'odio nei confronti degli ebrei con
le critiche che si fanno al governo d'Israele. Però quando uno unisce queste due cose, allora
chi si vuole prendere la qualifica di antisemita? E tutti stanno zitti, compresi i nostri presidenti,
Napolitano per esempio, Mattarella e così via. Ormai la parola d'ordine è quella, chi
critica Israele, la signora Segre per esempio, ogni volta che qualcuno fa una critica dicono
che ormai c'è antisemitismo. Netanyahu è stato l'altro giorno all'ONU a dire qui siete
un covo di antisemiti, perché? Perché sono contrari alla politica di Israele. Continuano
dopo decenni, dopo 50 anni a dire che in realtà c'è antisemitismo. Perché? C'è un motivo
molto preciso, perché molti di voi ricorderanno che cos'era il sogno di Israele negli inizi,
quello che ci fu dopo la seconda guerra mondiale, era un sogno talmente liberale e socialista
diciamo così, e questa è una cosa che pochi ricordano, che lo Stato di Israele è stato
voluto tra gli altri anche da Stalin. Uno dirà ma come? Stalin addirittura? Certo Stalin
aveva il potere di veta all'ONU, avrebbe potuto vietare la nascita di Israele se avesse voluto
e invece lui era favorevole. Dicevano no, gli ebrei devono avere il loro Stato. Perché?
Perché i kibbutz, l'idea di coltivare le terre tutti insieme, addirittura di non avere
la proprietà privata, questa era l'idea agli inizi dei kibbutz. Si lavorava, c'era la proprietà
del gruppo e non la proprietà individuale. Ma quella non è più l'Israele di oggi. E
quand'è che Israele è cambiato? Beh è cambiato negli anni 70 appunto, quando anzitutto ci fu
un'immigrazione degli ebrei che vivevano nei paesi arabi limitrofi a Israele e che sono stati
espulsi, esattamente come i palestinesi erano stati espulsi da Israele. Quindi quelli tornarono
in Israele o magari andarono in Israele dove non sarebbero andati volontariamente, ci arrivarono
e naturalmente si rivoltarono contro l'idea socialista originaria di Israele. Ma soprattutto
arrivarono dall'Unione Sovietica. Gli anni 70 sono gli anni di Nixon e Kissinger. Cosa successe
con Nixon e Kissinger? Poiché avevano aperto alla Russia come parte degli accordi di cooperazione,
ci furono cose molto importanti sugli armamenti, ci fu un abbassamento delle testate nucleari,
ma una delle clausole fu che ogni anno l'Unione Sovietica avrebbe dovuto dare il permesso a molti
decine di migliaia, erano circa 20-30 mila, a seconda degli anni, a seconda di come era la
temperatura del rapporto tra Stati Uniti e Unione Sovietica, di dare il permesso a molti ebrei di
emigrare dall'Unione Sovietica dove c'era un antisemitismo strisciante in Israele. Infatti
cominciò ad esserci un grande esodo di migliaia di persone che ogni anno partivano dall'Unione
Sovietica e arrivavano in Israele. Ovviamente quelli che se ne andavano erano gente che odiava
l'Unione Sovietica proprio perché evidentemente erano state vittime di antisemitismo. Allora che
cosa si fa quando si odia un regime comunista? Si ama quello che è l'esatto contrario, si è dei
fascisti. E arrivò un'ondata di fascismo dentro Israele e la cosa si coniugò perfettamente perché
quello che era un paria fino agli anni settanta, cioè un signore che si chiamava Begin, divenne di
colpo, prima divenne lui primo ministro e poi quelli del suo partito, appunto Sharon che ho
citato e Netanyahu che tra parentesi è al potere dal 1996, è al potere da più tempo di Putin. Sui
nostri giornali si dice ecco le dittature perché Putin è lì da vent'anni. Però a Netanyahu ci
sono stati degli intermezzi in mezzo, per esempio Sharon è stato dopo il primo governo Netanyahu e
prima del secondo eccetera. Ma lui è durato più di vent'anni. Allora cosa c'è di strano in questo
partito Likud al quale sto appunto alludendo oggi? Beh c'è molto di strano perché Begin chi era?
Quello che l'ha fondato. Begin era un terrorista ma questo detto fra noi non c'è niente di male
perché terrorismo che cos'è? Terroristi sono quelli che combattono degli eserciti che sono
stabiliti e lo fanno con i mezzi che hanno a disposizione. Non hanno eserciti, mettono le bombe,
fanno attentati e così via. I palestinesi l'hanno fatto per anni, per decenni. In genere le guerre
di liberazione vengono fatte da eserciti convenzionali e da quelli che si chiamano
terroristi dall'altra parte. Quindi non è tanto quello. Comunque Begin per esempio era diventato
noto perché aveva messo una bomba all'hotel King David, all'hotel Re Davide a Gerusalemme dove
morirono 80 persone. Atti terroristici esattamente come come facevano tutti gli altri che facevano
appunto queste guerre in queste maniere non convenzionali. Però Begin era un tipo un po'
strano e quando Israele fu appunto proclamato lui smise di usare terrorismo ovviamente e fondò un
partito che si chiamava Herut all'epoca e andò a presentare questo partito dove negli Stati Uniti
dove ovviamente c'era una diaspora forte, molti ebrei emigrati, cercava denaro e così via. Quando
arrivò negli Stati Uniti nel 48 sul New York Times, l'ho riportato dentro il libro, ci fu una
lettera al New York Times di una ventina di emigrati ebrei, grandi intellettuali, che dicevano
attenzione perché questo signore e il partito che lui sta creando ha fatto un partito che ha
gli stessi fini, usa gli stessi mezzi, si indirizza allo stesso strato sociale dei partiti nazisti e
fascisti europei. Ora questo era il 48, queste parole non venivano usate come oggi per dire un
insulto, dici sei un nazista o sei un fascista, da noi queste cose sono parole che hanno perso
la loro pregnanza. Nel 48 ce l'avevano perché il nazismo e il fascismo erano appena finiti e
soprattutto ce l'avevano per quegli ebrei lì che erano persone che avevano ovviamente perso la
cittadinanza in Europa, uno di questi si chiamava Albert Einstein, l'altro si chiamava Anna Arendt,
non erano gli ultimi ebrei, che uno può sempre trovare l'ebreo che gli piace e di dire l'ha
detto lui, Anna Arendt e Albert Einstein dicevano, Begin e il suo partito sono dei nazifascisti e
questi nazifascisti sono al governo in Israele da 50 anni, allora si comincia a capire che cos'è
quello che sta succedendo in terra santa, solo che se voi dite queste cose soprattutto non potete
scriverle sui giornali perché altrimenti sareste antisemiti secondo la dottrina appunto di Abba
ma guardiamo cosa se ne pensa nel mondo, questa è sempre la solita mappa del mondo, è colorata di
verde negli stati che riconoscono lo stato di Palestina ed è praticamente tutto il mondo
eccetto chi? eccetto noi, gli Stati Uniti, l'Europa, l'Australia e Giappone come vedete là su, anzi
l'Europa non è nemmeno unita perché vedete vi ricorderete che qualche mese fa la Spagna ha
riconosciuto, l'Irlanda che non fa parte della Nato vi ricordate anche lei ha riconosciuto, la
Norvegia, la Svezia e l'Islanda hanno riconosciuto lo stato di Palestina, ma allora è sempre la
solita storia, siamo noi contro tutti e perché non riconosciamo lo stato di Palestina? perché
siamo dalla parte di Israele, ma come? ma Israele c'ha quel governo lino da 50 anni ma dicono
stiamo da quelle parti? sì perché siamo come loro, in realtà fanno l'Israele e il gendarme
diciamo così dell'Occidente, ce n'è anche uno vedete in Asia, quella è la Birmania, dei colonnelli
e dei militari, ogni tanto ci possono essere delle eccezioni, però è spaventoso vedere
questa cosa che il resto del mondo sta da una parte e noi stiamo sempre dall'altra.