🔴QUANDO LA RAI ERA NO-VAX - I PUSHER DI BIG-PHARMA‼️

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⚠️QUANDO LA RAI ERA NO-VAX ⚠️
🔴I PUSHER DI BIG-PHARMA🔴
Paolo Barnard, cofondatore di "Report" e leggenda del giornalismo d'inchiesta in Italia, nel 2001 confeziona uno dei migliori servizi d'inchiesta italiani sulla salute: i farmaci e tutto il sistema di spaccio, chiamato comparaggio.
T.me/BuffonateDiStato
I medici sono uomini che prescrivono farmaci di cui sanno ben poco, per curare malattie di cui sanno ancora meno di uomini di cui non sanno nulla del tutto.
Se domani avete un appuntamento con il vostro medico, è meglio che ascoltiate con attenzione.
Mi siedo davanti al mio medico generico e ho un problema di salute.
Sono stato io.
E lei chi è?
Io sono il rappresentante, l'informatore, quello che dovrebbe far sapere al suo medico come si usano i farmaci.
E perché lei e la sua presenza sono un pericolo per la mia salute?
Perché io molto spesso, per convincere il medico a scrivere un farmaco, uso tanti sistemi.
Lo invito a cena, gli offro congresso, gli porto il regalino, gli compro la macchinetta per lo studio e cose del genere.
Quindi lei mi sta dicendo che se il mio medico generico mi prescrive un farmaco, molto spesso quel farmaco viene prescritto perché in realtà ha avuto un regalo da lei?
Sì, molto spesso succede così.
Questo succede anche nei medici in ospedale?
Anche, anche in ospedale. Addirittura certe aziende hanno le linee di informatori che fanno solo gli ospedali.
Buonasera, credo che molti di noi possano dire di conoscere almeno un medico disposto a rovinarsi la salute per quella dei suoi pazienti.
E questo medico non si fa certamente influenzare dal signor Giulio.
Il signor Giulio però appartiene alla categoria degli informatori scientifici.
Questi informatori scientifici sono 30.000 e certamente non sono tutti uguali, ma lavorano per delle aziende il cui obiettivo è vendere e questo è un fatto.
E allora, ancora prima di andare in onda siamo stati travolti dalle lettere degli informatori.
Dall'altra parte Silvio Garattini, un'autorità nel campo della farmacologia, che la settimana scorsa su un mensile di Economia Politica scrive
Gli informatori hanno il compito di illustrare i vantaggi dei propri farmaci rispetto a quelli offerti dai prodotti dei concorrenti.
Poiché sono pagati e fanno carriera sulla base dell'aumento delle vendite, è assai improbabile che nelle loro conversazioni si soffermino ad illustrare gli effetti tossici o i punti di debolezza dei loro prodotti.
Inoltre la pressione propagandistica si traduce in una cifra che va dal 30 al 50% di medicine non necessarie.
È evidente che il fenomeno è molto esteso e l'inchiesta del nostro Paolo Barnard che vi mostreremo questa sera fa un percorso lungo dentro al marketing del farmaco
e parte proprio dal primo anello della catena e cioè dall'informatore scientifico, dal suo ruolo.
Perché il farmaco, ricordiamolo, non può e non deve essere pubblicizzato e venduto come un qualunque altro prodotto.
Questo uomo faceva parte di quella sfera di giovani incravattati che troviamo spesso negli studi dei medici e che si chiamano informatori scientifici.
Alle dipendenze delle case farmaceutiche questi avrebbero il compito di informare i dottori sui nuovi farmaci,
ma purtroppo sembra che la loro specialità sia quella di corromperli per ottenere più prescrizioni.
Il mio testimone ha deciso di raccontare quello che sta su questo fenomeno, che prende il nome di comparaggio.
Si nasconde dietro l'anonimato perché rischia molto, infatti mi ha detto che l'industria del farmaco non è tenera con i dissidenti.
Giulio ora ha altro da raccontarsi. Se domani avete un appuntamento con il vostro medico, è meglio che ascoltiate con attenzione.
Che cosa fate, che cosa regalate, come fate a coccolare i medici affinché poi prescrivono i vostri farmaci, piuttosto che altri?
Questo dipende sempre dal medico che sia di fronte. Si adatta il tipo di coccola al tipo di medico.
C'è il medico più specificato che può arrivare anche a prendere la mazzetta.
Ci sono i medici normali invece che accettano la cena con gli amici, il congresso, magari all'estero oppure in qualche bella località balneare,
oppure i regalini, i gadget per i quali poi si chiede qualcosa in cambio.
Che cosa è?
La prescrizione.
La prescrizione?
Questo sistema è parte di un'iniziativa, chiamiamola la prescrizione di caso di un produttore singolo, uno o due produttori,
caso farmaceutico o è un sistema, specialmente in Italia?
Allora, è un sistema tipicamente italiano, succede tantissimo in Italia e in Italia chi non applica questi sistemi si ritrova automaticamente fuori mercato.
Giulio denuncia un sistema che, come lui stesso ammette, riesce a corrompere solo una parte dei medici,
ma che è sufficiente a falsare tutto il mercato del farmacolo strano.
Le sue sono parole supportate anche da documenti.
Qui abbiamo una delibera con la quale un'azienda farmaceutica per cui io lavoravo regala a una divisione di cardiologia di un grosso ospedale genovese
una fotocopietrice, un computer per un valore di 5 milioni, finalizzata questa donazione allo sviluppo di un certo farmaco antipertensivo.
Dovremmo prescrivere ovviamente.
Esatto.
Che periodo è?
È dell'ottobre del 99.
Ecco, dalla documentazione che abbiamo qua cosa si deduce?
Risulta, nero su bianco, che nel periodo successivo nelle farmacie della zona le vendite di quel farmaco sono esattamente triplicate.
Ma i nomi dell'azienda farmaceutica che fa la donazione e delle parti dell'ospedale, del primario eccetera, lei ne gli ha bianchettate?
Non me li vuole dire, perché?
Perché diciamo che ho già avuto delle minacce di ritorsioni, quindi sono leggermente preoccupato per la mia incolumità, anche quella fisica, personale.
Quindi preferisco lasciare a chi vuole l'interesse di andare a cercare chi è.
Buongiorno, mi scusi, sono di Rai 3, posso fare una domanda?
Sì.
Ha un medico generico?
Sì.
Sa cos'è il comparaggio?
No.
Comparaggio. Non le dici niente?
A questo punto c'è un documento interessantissimo che ho conservato, che si chiama Piano di lancio, quindi parla dell'emissione sul mercato di una nuova medicina,
e parla di strategia, posizionamento, target e messaggio, dove si arrivano a dire delle cose molto interessanti.
Per esempio nel capitolo Tattica si dice costruire in ambito specialistico un gruppo di opinion leader, cioè i baroni, i grossi scienziati fra virgolette,
Fidelizzati vuol dire?
Resi molto fedeli, quindi molto riconoscenti all'azienda, alla casa farmaceutica, per impiegarsi come testimonial di prodotto.
Diventa ancora più spudorato quando si dice obiettivo istituire rapporti privilegiati e continuativi con una selezione di medici specialisti e qualche medico generale particolarmente interessato,
cioè che possono scrivere tante scatolette.
In ambito specialistico un gruppo di opinion leader, cioè i baroni, i grossi scienziati fra virgolette, fidelizzati alla casa farmaceutica,
Fidelizzati vuol dire?
Resi molto fedeli, quindi molto riconoscenti all'azienda, alla casa farmaceutica, per impiegarsi come testimonial di prodotto.
Diventa ancora più spudorato quando si dice obiettivo istituire rapporti privilegiati e continuativi con una selezione di medici specialisti e qualche medico generale particolarmente interessato,
ben identificati e dalla resa prescrittiva elevata, cioè che possono scrivere tante scatolette.
Sì, ci sono medici che vengono identificati come persone che rendono molto per la casa farmaceutica.
Esatto.
Ci sono, esistono.
Esistono.
Quindi io davanti a uno di questi non lo so e questo potrebbe essere uno di questi medici fidelizzati alla casa farmaceutica.
Esatto.
Questo succede tutti i giorni?
Questo succede regolarmente.
Nella telefonata che segue un noto cardiologo mi conferma che lo scambio di favori fra case farmaceutiche e medici è una realtà.
Si parla di congressi di medicina in luoghi esotici, usati talvolta per coccolare i dottori in cambio di prescrizioni.
Insomma, per fare l'esempio banale dei congressi, io ripeto tutto questo spazio alle dottore perché mi sono comodo.
In questo caso la mia correttezza morale e conforte del paziente non viene assolutamente toccata perché io comunque prescrivo il farmaco che devo prescrivere,
allora invece di mettere il nome di una ditta metto il nome di un'altra e spavorisco.
E questo perché l'ha invitato a un congresso?
L'ha invitato a un congresso quindi invece di scrivere il primo nome che mi viene in mente metto il nome del farmaco della ditta che mi invita a un congresso.
Esiste tutta una teorizzazione del congresso come arma di fidelizzazione del medico.
Come funziona?
Funziona in maniera molto interessante nel senso che all'inizio dell'anno ogni formatore ha una specie di elenco di posti disponibili a vari congressi in giro per il mondo.
Possiamo vedere il congresso a Pechino.
L'informatore farmaceutico ha a disposizione una serie di congressi cui mandare i medici interessanti che sono quelli famosi dall'alto potenziale prescrittivo.
Qui il congresso di Pechino costa 2 milioni 350 mila lire, un congresso a Singapore, un altro a Salvador de Bahia, poi uno a Cairo naturalmente a febbraio.
Uno molto interessante a Cairo, però non d'estate, a febbraio, uno invece molto interessante a Ischia naturalmente a giugno, poi un altro molto interessante in Sardegna a fine maggio.
E allora andiamo, c'è uno di questi congressi e guarda caso stiamo in giugno in Sardegna e ospiti di una località balneare tra le più belle d'Italia.
Si tratta del congresso nazionale di neuropsichiatria infantile e il primo impatto è con gli stand delle multinazionali farmaceutiche proprio nel cuore dei lavori.
Ho la credito stampa e sono riconoscibilissimo.
A telecamera accesa colgo solo simposi e relatori seriamente concentrati sui temi di medicina.
Tutto sembra contraddire la denuncia del mio informatore pentito.
Poi decido di nascondere la telecamera e il quadro cambia.
A me l'hanno messo in una camera che assomiglia un po' a una specie di appartamentino dove si può stare il massimo di 4 persone.
C'è il cucinino, il bagno, il frigorifero, la cucina completa di tutto e mi pare che è sulle 200 mila lire a capoccia al giorno.
Costa molto.
A testa.
Costa molto.
E voi siete qua col…
Col congresso.
A chi non pagate voi?
No.
Spiegate voi ai medici.
C'è qualcuno che parte.
Io ovviamente lavoro per un'azienda farmaceutica e siamo noi che paghiamo ai medici.
Loro vengono pagati da noi, sponsorizzati.
Noi abbiamo sbagliato tutto nella vita.
Dobbiamo passare dall'altra parte della barricata.
Perché noi viaggiamo.
Noi viaggiamo per lavoro.
Ora vedi, stiamo scappando.
Siamo già un po' in ritardo.
Però voi siete in spiaggia.
Loro sono al simposio.
Però aspetta, al simposio non sai quanto c'è.
C'è 15 percento.
Tu vedi qua, metto il faccio secondo il vestito.
Sì?
Sì.
Ecco, però c'è un discorso che riguarda poi i medici.
Voglio dire, tu vieni qua e vedi se c'è la Novartis in prima fila, eccetera.
Allora, uno dice, ma un medico che viene ospitato in un convegno come questo,
al mare, in un posto stupendo, eccetera,
ha qualcosa in cambio alla casa farmaceutica che deve dare.
È vero o no che vi sponsorizzano?
Certo, assolutamente.
E allora, il problema è cosa ho dato in cambio.
Non capiscono gli italiani.
Io ho visto l'industria che paga gli altri.
Non capiscono l'inglese.
L'inglese li mandano anche fuori.
Vanno lì.
Io ho avuto vergogna di essere condotto.
Perché non sapevano ordinare il pane.
Che cazzo fanno in quel congresso?
Quello è ovvio che è un premio.
747 organizzati.
Dare i tagli.
Dicci chiare che i signori non vanno mai.
Sono lì a condannare il pane.
Non capiscono un cazzo d'inglese.
Non fanno una parola d'inglese.
E poi vanno a fare i show off con il loro polo,
le loro cose in giro,
a lamentarsi che non mangiano la pasta al dente.
Allora, da quel che emerge,
i congressi sono luoghi di incontro,
di promozione e di conoscenza,
ma anche di svago e di riposo,
in cambio di una prescrizione.
Ma chi organizza questi congressi?
Ovvero le grandi aziende farmaceutiche.
Lo sanno che i congressisti invitati,
cioè i medici,
preferiscono e sono più attratti dalle spiagge
che dalle relazioni scientifiche?
Un congresso in una località esotica.
Il medico in realtà sta in spiaggia,
non va ai simposi.
Che cosa potete fare per correggere questo comportamento?
Se noi avessimo queste informazioni,
se ci fosse un'evidenza chiara
che si tratta di un medico specialista
che viene invitato,
se il medico non partecipa,
noi abbiamo suggerito agli organizzatori
di questi congressi, per esempio,
di verificarne e controllarne la presenza,
di fare dei questionari
che testimonino l'apprendimento
e quindi testimonino e facciano prova della presenza.
Se però qualcuno fa diversamente,
bisognerebbe avere delle indicazioni precise
perché lei sa che i rumori sono molti
e non si può andare dietro i rumori,
tanto per essere chiari.
Quello che stiamo vedendo non sono rumori,
ma adesso torno sui grandi sponsor di questo congresso.
Ascolto la relazione di un noto neuropsichiatra infantile
su alcune terapie farmacologiche per bambini
con gravi problemi di comportamento.
Si parla di farmaci e leggo che la sua relazione
è di fatto sponsorizzata da due note case farmaceutiche,
la Novartis e la Eli Lilly.
Io ho fatto la relazione su quello che io penso
e per organizzare un simposio ho chiesto l'aiuto a diverse industrie.
Io non lavoro per Novartis,
Novartis non mi ha mai pagato, per intenderci.
Se non un congresso, come capita a tutti quanti,
ed è normale che l'industria finanzi l'informazione scientifica,
quello che deve essere garantito è la correttezza dell'informazione.
La correttezza dell'informazione non è garantita da me, ovviamente,
ma è garantita dalle fonti che io cito.
Dottore io non sto dicendo che lei è una persona corrotta in nessun modo,
io quello che sto dicendo è che se una persona comune
vede che a un simposio c'è una casa farmaceutica che sponsorizza
e si parla di quel farmaco,
capisce, il sospetto nasce immediatamente,
è chiaro che c'è un interesse commerciale,
e il medico è lì pagato e sponsorizzato,
come mi hanno detto questi addetti delle case farmaceutiche ieri.
Capisce?
Allora quello che sto suggerendo è come facciamo a fidarsi?
Non sarebbe meglio queste cose farle senza la presenza delle case farmaceutiche?
Su quello sono pienamente d'accordo con lei,
questo in Italia è praticamente impossibile.
Su questo il dottor Zudas ha ragione da vendere,
ma mi rimane il sospetto che la presenza qui di sponsor farmaceutici così potenti
mire di interessi meno nobili,
e che i ricercatori come Zudas, per quanto certamente in buona fede,
siano anche vincolati al successo commerciale dei farmaci che studiano.
Per ottenere conferme mi tocca nascondere di nuovo la telecamera,
e puntualmente la musica cambia.
Questo è il primo congresso finanziato in questo modo dall'azienda.
E perché?
Perché oggi ci sono dei farmaci che interessano,
se vuoi,
stanno investendo in un settore nel quale fra pochi anni stanno avendo profitto.
Per esempio c'è un farmaco che si chiama...
E' della Ille Lille?
Che di fatto sta finanziando Alessandro,
Alessandro ha lo spenso,
perché tutti qui hanno,
io no,
hanno delle ricerche finanziate dall'Ille su questo farmaco.
E di fatto sta finanziando Alessandro nel senso che dall'Ille finanzi Alessandro?
Finanzia Alessandro come finanzia vari gruppi per...
Alessandro Zudas?
Come anche a Maggio e ad altri,
a Roma eccetera,
per le ricerche su questo farmaco,
che è un farmaco...
Mi chiedo Zudas poi in cambio cosa dovrà dare?
Ma questo devi chiedere a lui!
Ma io...
Certo, dice niente.
Niente, la sua coscienza...
Questo per la sua coscienza,
io me lo ti dico insomma,
è importante,
hai fatto le domande,
e di fatto hai avuto queste risposte,
però sostanzialmente il problema però è
e questo è l'elemento che ti rende complessificato.
Comparaggio,
medici sidelizzati,
congressi per coccolare il medico dall'altra rese prescrittiva,
ma tutto questo alla fine che costi ha per noi pazienti
e soprattutto per la collettività?
Il disastro grosso
che provoca questo andazzo tipicamente italiano
è che in Italia non esiste una ricerca scientifica sul farmaco,
perché tutti i fondi,
tutti i soldi che potrebbero essere spesi in ricerca,
che potrebbero essere investiti in ricerca,
vengono spesi per regali e regalini,
congressi e congressioni.
Da notare che questi soldi,
in ultima analisi,
sono denaro pubblico,
perché comunque il grosso del fatturato alle case farmaceutiche
lo fanno con i farmaci in fascia A,
cioè quelli rimborsati dallo Stato.
Il mio informatore ha tenuto la ciliegina sulla torta per ultima
e la dedica a tutti i medici che in questo momento lo stanno ascoltando.
Se i medici sapessero come vengono considerati dalle aziende,
forse sarebbero un po' meno alcondiscendenti.
Io qui ho un documento,
sempre ufficiale,
di un'azienda dove dice
è un documento di marketing
e parla del mestiere di vendere,
riferito all'informatore,
e dice
non aspettatevi che sia il tacchino
ad organizzare il pranzo di Natale.
Ovvero sia,
vede il medico come un tacchino
che deve essere consumato per il pranzo di Natale,
ma che ovviamente non gradisce di essere consumato
e quindi bisogna in qualche modo
violentare,
obbligare a farsi consumare.
È tollerabile, secondo lei,
che in un documento di marketing
di una grossa azienda farmaceutica italiana
si parli di medici come dei tacchini da spegnare.
Assolutamente no.
Eppure è accaduto.
Se è accaduto,
io credo che questo sia un errore di impostazione di quell'azienda.
Quell'azienda, preciso,
fa parte di un grande gruppo internazionale
che opera da anni in Italia.
Lascio questo tema
e con rammarico
anche la splendida località del Congresso,
ma proprio lì,
prima di partire,
colgo una traccia assai controversa.
Infatti,
uno dei farmaci presentati dal dottor Zuzas
era il Ritalin,
uno superfacente
che in Italia è classificato in tabella 1,
assieme a cocaina e anfetamine,
e di cui il Ministero della Sanità
non ha ancora autorizzato la prescrizione.
Il Ritalin è roba che scotta
perché è destinato ai bambini
e in America
è da tempo l'oggetto di violente polemiche,
subito esplose anche da noi.
Psicofarmaci per bambini,
attenti agli abusi.
Sedativi ai bambini,
psichiatri in rivolta,
mettono in pericolo la salute mentale.
Psichiatria,
come tradire e drogare i bambini
per ricavarne profitto.
Dai medici siderizzati
fino ai miliardi buttati
in un marketing farmaceutico spregiudicato,
dai congressi vacanza
fino ai farmaci in tabella 1,
quelle in cui sono classificati la cocaina,
per intenderci.
Ci siamo chiesti
ma come commentano questo stato di cose
i funzionari del Ministero della Salute?
Non commentano.
L'ufficio stampa del Ministro Sirkia
ci informa che proprio il Ministro
non autorizza l'intervista
con la persona competente in materia,
ovvero il signor Martini
della Commissione Unica del Farmaco.
E questa cosa ci dispiace,
ci dispiace perché i cittadini
avrebbero il diritto di sapere.
