La storica protesta studentesca era stata organizzata il 28 agosto del 2021 da tutte le università di Venezia. Il ragazzo nel video è uno studente di Ca'Foscari, nonché studente al Conservatorio Benedetto Marcello, tecnico del restauro. Si era esposto coraggiosamente contro le norme restrittive che andavano a colpire il diritto allo studio di quegli studenti che avevano scelto di non vaccinarsi. Gli studenti del gruppo contro il Green Pass di Venezia e altri esponenti come professori e personale Ata avevano infatti inviato una diffida ai rettori e ai direttori delle istituzioni universitarie del posto per richiedere "l'immediata disapplicazione della certificazione verde".
Credit per gentile concessione di Studenti contro il Green Pass/Facebook
È mai ragionevole pensare che uno Stato di eccezione possa calpestare a tal punto
lo Stato di diritto tanto da svuotare gli individui delle loro libertà?
È mai ragionevole pensare che non sia criminale il fatto che dopo quasi due
anni dall'avvio del confinamento si sia decretata l'istituzione di un QR code
per poter esercitare effettivamente i propri diritti già previsti dalla
Costituzione? È mai ragionevole considerare scienza
soltanto quei pochi soggetti che continuamente ripresi e presentati dalle
nostre tv escludono aprioristicamente ogni forma di dibattito e di
contraddittorio con esperti valevoli almeno tanto quanto loro?
È mai ragionevole sottostare la mancanza di coerenza di cui questi esperti di
tendenza sono comunque vittime nelle istanze da loro stessi sostenute nel
tempo? Siamo sicuri che sia corretta l'idea di più per cui il green pass sia
davvero uno strumento efficace nel garantire ambienti sicuri?
Mi spiegate perché a Trieste anche per fare un esame a distanza bisogna avere il
green pass? Cosa c'è di sanitario in tutto questo? Ma se anche fosse uno strumento
valevole per la sanità, cosa che è lungi dall'essere dimostrata,
quanto ci sarà costato in termini sociali? È uno strumento questo che
davvero si prevede di ritirare alla conclusione dello stato di emergenza
che immancabilmente è stato sempre prologato in nome del quale si è vietato
l'esercizio del diritto di voto ma non il capriccio del tifo della nazionale di
calcio? Che significato poi dobbiamo attribuire al significante di green pass?
Di certificazione verde? Uno strumento concepito per dimostrare il possesso di
uno stato di buona salute relativamente ad un determinato tipo di infezione?
Perché deve chiamarsi verde? Perché è diventato necessario dimostrare uno
stato di salute? Che legittimità ha l'attuale esecutivo di imporre queste
misure? Che potenziali scenari apre un andamento di questo tipo?
Non si sarebbe potuto gestire la situazione emergenziale in maniera più
democratica con un confronto che contemplasse tutti i pareri della
comunità scientifica? Cosa sta producendo questa retorica governativa
in questo periodo storico se non divisioni e spaccature nel nostro paese?
Che rischi stiamo correndo per questo motivo e per il futuro? Non costituisce un
grave rischio per la collettività, parimenti se non in maniera maggiore
rispetto al virus, anche il disagio e la discriminazione sociale che è
sicuramente si sta venendo a creare? Queste ed altre sono le domande che ci
affliccono non solo me o gli altri studenti ma anche i docenti personale
ATA che in tutta Italia cominciano a forza a protestare.