Vendita Gruppo Gedi, audizione Alberto Barachini

The Epoch Times Italia
79 iscritti
29 Visualizzazioni video·15 gen 2026
Alle ore 12.30, la Commissione Cultura svolge l’audizione del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’informazione e all’editoria, Alberto Barachini, sulle problematiche connesse alla vendita del gruppo editoriale Gedi.
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e connesse alla vendita del gruppo editoriale Gedi.
Avverto che la pubblicità dei lavori della seduta sarà assicurata
oltre che con la redazione del resoconto stenografico
anche attraverso la trasmissione diretta sulla web tv della Camera dei Deputati.
Ricordo che i deputati possono partecipare all'audizione in videoconferenza
secondo le modalità stabilite dall'Aggiunta per il Regolamento.
Ringrazio il sottosegretario Barachini per aver accettato l'invito della Commissione
e gli cedo la parola per lo svolgimento del suo intervento. Prego.
Gentile Presidente, gentili Onorevoli,
vi ringrazio per l'opportunità di poter esprimere alcune considerazioni preliminari
sulla vicenda relativa alla possibile vendita del gruppo editoriale Gedi.
Come è ben nota a tutti voi, più volte in passato si è parlato
in giornali e anche in altre dichiarazioni di una possibile vendita del gruppo
nel suo insieme o esclusivamente di alcuni dei suoi asset.
Rumors, però, sempre smentiti dall'Azienda fino a questo dicembre.
Tali notizie, infatti, non erano mai state confermate
fino al pomeriggio del 10 dicembre 2025, quando alle 16.08
l'agenzia Radiocore del Sole 24 Ore ha pubblicato la notizia ricostruita
dalla stessa agenzia, in base alla quale i vertici Gedi
hanno firmato un'intesa con l'armatore greco Theodor Kiriakou
per prolungare di altri due mesi la trattativa in esclusiva con l'obiettivo di cedere
agli asse editoriali dell'ex gruppo Espresso.
Il precedente periodo di esclusiva, con antena gruppo di Kiriakou,
si legge sempre nel te, era determinato all'inizio di dicembre, ma Gedi,
insieme all'azionista di controllo Exor, ha deciso di continuare il negoziato
formalizzando una nuova fase di esclusiva per definire i dettagli dell'operazione.
Infatti, nel tardo pomeriggio dello stesso giorno, i comitati
di redazione della Stampa e della Repubblica incontravano i vertici del gruppo Gedi
e in quella occasione veniva confermata, per la prima volta, dagli stessi vertici,
sia l'intenzione di cedere tutte le attività editoriali
che fanno capo ad Exor tramite Gedi, sia la trattativa in corso
con il gruppo greco Antenna 1. A seguito di tale notizia ho deciso
di convocare formalmente e con urgenza i vertici del gruppo Gedi
e i comitati di redazione della Stampa e della Repubblica per il giorno 12 dicembre 2025
e successivamente anche tutti gli altri comitati
di redazione del gruppo il giorno 15 dicembre 2025.
Infine, il 19 dicembre 2025, ho incontrato i sindacati del gruppo
nonché la Segreteria Generale della Federazione Nazionale della Stampa italiana
e il Presidente del Consiglio Nazionale dell'Oggi dei giornalisti.
Nell'incontro avuto con il Presidente del gruppo editoriale Paolo Ceretti
e con l'amministratore delegato del gruppo Gabriele Comunzo, ho chiesto innanzitutto
elementi informativi in merito a eventuali accorghi di cessione.
A seguito della conferma ricevuta delle trattative in corso
per la vendita di tutti gli asset del gruppo, ho rappresentato immediatamente
la necessità da parte dell'azienda di impegnarsi a inserire in tali accordi
la tutela dei livelli occupazionali e la garanzia
dell'indipendenza editoriale di trattative storiche che rappresentano
un importante strategico asset dell'ecosistema informativo pluralistico nazionale.
Ho quindi sollecitato il gruppo alla massima trasparenza
in tutte le basi della trattativa e in particolare ho chiesto di essere
aggiornato tempestivamente rispetto ad ogni evoluzione e ad eventuali
partecipazioni extraeuropee del veicolo societario interessato all'acquisto.
Nella stessa giornata ho poi incontrato
i comitati di redazione della Stampa e di Repubblica, ascoltando le loro
preoccupazioni. In particolare il comitato di redazione della Stampa ha espresso
una specifica apprezzione per aver rilevato dai colloqui un eventuale
minore interesse da parte del gruppo greco verso la loro testata.
Entrambi i comitati hanno infine richiesto garanzie sui temi dell'occupazione
e della libertà editoriale. Da parte mia, in linea con quanto già
espresso dai partici del gruppo, ho rappresentato ai comitati di redazione la volontà di
seguire con la massima attenzione l'intera vicenda, avendo già condiviso
con il Presidente e l'amministratore delegato del gruppo Genova le garanzie da loro richieste.
Inoltre mi sono impegnato a chiedere anche al potenziale acquirente
che il rispetto della tutela dei livelli occupazionali e della garanzia dell'indipendenza editoriale
in testate storiche, come ho già detto, rappresentano un importante asset
dell'ecosistema informativo pluralistico della nazione e del nostro Paese.
Cosa che poi ho fatto, come vi illustrerò in seguito.
Infine mi sono resto disponibile, sin da subito e anche durante la pausa
natalizia, a riferire anche in Parlamento sugli elementi di competenza
del Governo, con la consapevolezza del peso industriale del gruppo e del valore
informativo e multimediale delle testate.
Il 15 dicembre 2025 ho poi incontrato tutti gli altri comitati di relazione del gruppo
editoriale, in particolare Gedi Visual, Radio Capital, Huffington Post
e Sentinella del Canavese, ascoltando tutte le preoccupazioni espresse
e ribadendo la condivisione delle garanzie richieste ai vertici del gruppo, nonché
di nuovo la mia disponibilità a incontrare il potenziale acquirente per chiedere un impegno serio
sul fronte dei livelli occupazionali della garanzia e indipendenza editoriale.
Il 19 dicembre 2025 ho ricevuto presso il Dipartimento per l'Informazione
ed Editoria, come già detto, i sindacati del gruppo, in particolare
CGL, CIS, Ultom e la Secretaria Generale della Federazione Nazionale della Stampa
e il Presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori e dei Giornalisti, valendo anche a loro il mio impegno
a riferire per la tutela dell'occupazione, dell'indipendenza editoriale, delle garanzie per la trasparenza
territoriale e le partecipazioni dei cittadini europei, al veicolo societario interessato all'acquisto
e assicurando di nuovo e infine un aggiornamento e un ascolto
costanti e continui. Proprio in merito al concretizzarsi
l'interesse all'acquisizione delle festate, il 22 dicembre 2025 ho incontrato
in teleconferenza il Presidente di Antena Group, Theodore Kiriakou,
in relazione all'ipotesi di acquisto degli asset del gruppo CGL.
Durante il colloquio ho posto subito l'accerto sulle questioni fondamentali
per il Governo, come detto, tutela dei livelli occupazionali e
indipendenza editoriale. D'altra parte, il Presidente
di Antena Group ha sottolineato la strategicità del suo
possibile impegno editoriale in Italia, con l'obiettivo di sviluppare
le potenzialità internazionali del suo gruppo, attivo da anni con continuità
nel mondo editoriale, evidenziando da parte sua in particolare una forte attenzione
all'indipendenza delle festate e al pluralismo informativo.
Inoltre, nello stesso incontro, Kiriakou ha manifestato la volontà sia di voler
valorizzare le risorse del gruppo Gedi, tutte le risorse del gruppo Gedi,
con l'obiettivo di un consistente investimento finanziario volto allo sviluppo e alla crescita
degli asset, una visione strategica per il futuro, sia di voler affidare
la gestione di eventuali asset a un manager italiano, nel rispetto
delle competenze presenti sul mercato nazionale. Infine, nel corso
del colloquio è stato espressamente manifestato l'interesse del Presidente di Antena Group
a rilevare l'intero gruppo editoriale, compresa la stampa,
lasciando però intendere che nel caso su questa testata
riportano manifestazioni di interesse relativamente al possesso
della stampa, queste ultime sarebbero state prese in seria considerazione.
Il valore dei singoli asset editoriali del gruppo Gedi
è peraltro confermato anche dal fatto che ancora prima della definizione
della vendita o della possibile vendita di intero gruppo, i vertici dello stesso
mi hanno informato il 23 dicembre 25 della sottoscrizione di un accordo
preliminare per la scessione di una piccola ma prestigiosa testata,
la Sentinela del Canavesi, alla società Lady SRL, diffondendo
contestualmente una nota stampa in cui veniva specificato che per la società in questione
detenuta al 100% alla Fondazione Carella Donata, svolge
l'attività editoriale attraverso la pubblicazione della testata quotidiana all'edicola
e che il perfezionamento della scessione è previsto entro il mese di gennaio con efficacia
dal primo febbraio 26. Infine, nella stessa nota è stato sottolineato
che la scessione è subordinata all'espletamento delle usuali procedure sindacali
nonché alla stipula del conseguente atto notario definitivo.
Da ultimo, vi è un aspetto finale da considerare
relativo all'eventuale esercizio da parte del Governo della strumento
del concetto Golden Power. Sul punto ricordo però che l'esercizio
dei poteri speciali è disciplinato, come è noto, da una normativa
con tecnicalità puntuali e specifiche. In assenza di una formale
notifica e di conoscere l'eventuale composizione del veicolo societario
proponente, che consentirebbero di valutare il reale perimetro
dell'operazione, non è possibile fornire al momento nessuna considerazione di merito.
Peraltro, l'eventuale notifica dovrà essere oggetto di
valutazioni preliminari da parte di un specifico gruppo di coordinamento tecnico
a cui sono demandate per legge tutte le abilità propedeutiche all'esercizio
o all'eventuale esercizio dei poteri speciali da parte del Governo.
Ad oggi, come è verificato anche nell'imminenza di questa audizione,
non vi sono ulteriori informazioni ufficiali sulla vicenda.
Ribadisco in ogni caso, anche in questa sede,
l'impegno già manifestato a tutte le parti che ho incontrato a riferire
su ogni eventuale aggiornamento in merito, nella piena consapevolezza
di quanto l'esito di tale operazione sia importante anche per garantire
la piena tutela del pluralismo e della libertà di informazione,
che sin dall'inizio della nostra attività di Governo ha rappresentato e rappresenta
un'assoluta priorità. Grazie.
Con i CDR e le varie testate del gruppo GEDI interessate
per mantenere un rapporto, ovviamente quando ci saranno novità,
mantenere un rapporto e una vigilanza sulla tutela a livelli occupazionali
e sulla dismissione, perché il rischio è anche quello da punto di vista
industriale dello spezzatino, perciò è che un gruppo editoriale,
sarà questo greco, possa essere qualunque, questo lo decide ovviamente
il mercato, però se poi c'è l'approccio di prendere un gruppo editoriale,
acquistarlo, dismembrarlo, dividerlo per testate e valorizzarlo,
anche se sono testate diverse, può rischiare un impatto
sull'aspetto occupazionale dei giornalisti e dei dipendenti.
Quindi rispetto a questo che lei ha già citato e che ha già dimostrato
come Governo, penso di esprimere anche un senso comune
con la maggioranza quantomeno sulla tempestività con cui questo
stato parte, però la domanda è appunto se c'è una sorta di vigilanza,
questa osservanza che vale adesso per i gruppi editoriali e sicuramente
anche per altri, sul tipo di acquisto e gestione, perché la preoccupazione
è anche proprio nella gestione della compravendita e della successiva rivendita.
Se su questo si è pensata una strategia operativa della Presidenza,
visto l'importanza del gruppo editoriale, o se si aspetta
l'esito del confronto intereditoriale per poi intervenire.
Poi Amorese, Appendino, Manzi, prego.
Grazie Presidente, grazie Sottosegretario, ci sembra che la situazione sia stata
in faustia, ma soprattutto le prime azioni del Governo sono state solide e serie.
Mi pare che noi in Italia siamo davanti a un doppio binario, no?
L'interesse, mi pare solido, è un po' verso Repubblica, le radio e poi invece
il disinteresse, mi pare un po' greco.
Intanto la prima domanda è un po' quali saranno le priorità che il Governo intende portare avanti
nei prossimi anni. La seconda, visto che parliamo anche di quotidiani o comunque
di magazine che hanno anche risvolti locali, sappiamo tutti quanto sia fondamentale
il pluralismo, anche in quanto riguarda informazione locale, che non è localistica ormai,
ma è un interesse poi di dimensione nazionale, quali siano anche le informazioni che lei ha su questo,
quale sono le iniziative del Governo per garantire questo pluralismo che è fondamentale in questo momento.
E poi francamente, visto che ieri abbiamo letto di un'apertura da parte di un progetto
per quanto riguarda la stampa sull'interesse di NEM, ma poi di più riguardo a un altro player,
se si sono capiti quali sono i criteri che c'è di stare portando avanti per aumentare l'interesse
verso un gruppo se non rispetto a un altro.
Sì, grazie Presidente e ringrazio il Sottosegretario, ringrazio anche lei Presidente,
perché so che si è adoperato per far partire un ciclo di audizioni che credo sia fondamentale
sia per i soggetti che andremo a udire, sia perché ci permette di seguire questo processo
su cui io francamente ho fortissime preoccupazioni e non ho alcune delle certezze che ho sentito
Intanto perché parliamo della proprietà attuale, la proprietà attuale, lo sappiamo bene,
ha usato le testate per anni come paramento, mi assumo la responsabilità di quello che sto dicendo
per silenziare, io credo, alcune operazioni che non condivido, industriali, che hanno visto crisi, licenziamenti.
E' intervenuta disgregando anche quello che era un gruppo, perdendo anche professionalità
e posti di lavoro che sono proprio stati neutralizzati in questi anni e oggi dopo averla spolpata
evidentemente non le serve più e quindi deve liberarsene in qualche modo.
E io credo che questo atteggiamento non ci aiuti nel tutelare invece quello che è un patrimonio
e lo dico da torinese nello specifico che è evidentemente, come tutti voi,
ma fortemente legato a quello che è stato un presidio storico e deve continuare ad essere un presidio dell'informazione.
Ora, non parliamo del passato, parliamo del presente, però dobbiamo avere in mente con chi abbiamo a che fare.
Se vendita deve essere, e io francamente oggi non vedo altri scenari, servono evidentemente delle garanzie precise
e lei sottosegretario giustamente le ha dette, però io francamente non vedo passi davanti rispetto a un mese fa.
Cioè, le garanzie, e su questo sono certa che lei continuerà nelle prossime settimane,
che chiedono i lavoratori, che chiedono tutti coloro che lei ha sentito, sono sostanzialmente tre.
La garanzia sull'affidabilità, e mi permetta, lo dico al collega, io non mi fido per niente del gruppo greco,
io non mi fido per niente della solidarietà del gruppo greco, non ho capito da chi è composta,
quindi io credo che noi abbiamo il dovere morale, politico, di monitorare e capire,
chiedendo come lei giustamente diceva, trasparenza rispetto all'eventuale soggetto e la sua affidabilità.
Due, le garanzie, lo diceva e lo confermo anch'io, sull'indipendenza della linea editoriale,
perché un giornale, e lo sappiamo benissimo, senza autonomia editoriale, diventa semplicemente uno strumento di propaganda.
Non sappiamo di chi, ma sicuramente diventa quello, oltre al rischio di perdere un presidio di democrazia.
Terzo, non per importanza, ma perché forse è più semplice a parole, ma forse più difficile nei fatti,
le garanzie occupazionali, che non è solo il posto di lavoro, e lei lo sa meglio di me perché conosce questo settore,
e la professionalità che ha immaturato in quel settore, in quello specifico ambito,
che dipende poi da quello che vuole fare chi compra.
Io non vorrei trovarmi di fronte all'ennesima operazione stile Elcan, per essere molto netta,
in cui compro, smonto, licenzio e via, e mi sono tolto il problema.
Aggiungo una considerazione, e su questo chiedo ovviamente tramite il Presidente e lei sotto segretario.
Noi abbiamo letto che si era interessato un gruppo italiano, LMDD, con un'offerta,
che non è in qualche modo stata smentita, il fatto, da 140 milioni, che era alla pari tra l'altro,
dal punto di vista economico. Ora io non penso che sia a noi decidere, evidentemente,
anche perché non potremmo, chi deve comprare.
Però il fatto che il gruppo, se così è, e la proprietà abbia detto no, subito,
senza neanche entrare nel merito, mettere al pari magari di altre offerte,
essendo un soggetto comunque italiano, che magari poteva avere un'interlocuzione,
a me francamente non ha destato serenità, dico così.
Allora io mi chiedo, lo so che la Golden Power oggi non possiamo dire sì o no,
ed è prematuro anche in qualsiasi intervento specifico, però io le chiedo,
e chiedo alla Commissione, lo capiremo anche nelle prossime settimane, nelle audizioni,
visto che stiamo parlando di un settore fortemente in crisi,
visto che stiamo parlando di un settore che ha bisogno di innovare,
visto che stiamo parlando comunque di una vendita che probabilmente avverrà,
può essere anche lo strumento per ragionare e innovare un modello,
ed è evidente che chi compra fa la differenza,
l'affidabilità economica, finanziaria, il progetto editoriale,
allora non laviamoci nelle mani, non sto dicendo che lo fa,
però non è che, facciamola sentire la pressione politica,
l'interesse che c'è sull'informazione, l'interesse che c'è sui posti di lavoro,
anche perché è chiuso davvero.
Io vorrei che questa volta, con tutte le fatiche che abbiamo avuto,
qua lo dico lei Presidente, l'ingegnere Elcan ci mettesse la faccia.
So che è stata chiesta l'audizione, non so se verrà o non verrà,
ma io mi auguro che venga, perché l'abbiamo visto qualche giorno fa
con la fiamma olimpica a Mirafiori, con i pochi lavoratori che sono rimasti a Mirafiori.
Bene, ma venga anche qui e ci metta la faccia di fronte a quei lavoratori che aspettano una risposta.
Io so che lei Presidente lo chiederà, facciamo pressione,
non è stato semplice, lo dico per esperienze e condizioni di attività produttive, averli.
Io credo che tutta la politica debba richiedere questo e so che questo avverrà,
ma facciamo sentire la nostra voce e non abbandoniamo questi lavoratori.
Grazie Manzi.
Grazie, ringrazio il Sottosegretario per aver accolto l'invito della Commissione
e anche il Presidente per lo promosso.
Era una richiesta questa di seguire attentamente le vicende legate alla cessione del quotidiano
del gruppo Gedi che è molto a cuore, anche in aula è stata ribadita più volte.
Penso anche, come colgo anche dalle dichiarazioni del Sottosegretario,
che ci si dovrebbe, oltre alle audizioni che sono già programmate,
quasi coordinare e convocare in permanenza rispetto alle novità
che potrebbero emergere proprio nelle prossime settimane.
Oggi tra l'altro cade tristemente un anniversario importante,
quello dei 50 anni della fondazione del quotidiano della Repubblica
ed è molto triste, devo dire, doverlo ricordare in queste condizioni e in questo momento
proprio perché non possiamo fare a meno di stigmatizzare anche la scarsa chiarezza.
Lei, Sottosegretario, ha giustamente ricordato la tempistica a partire dal 10 dicembre 2025
ma, come più volte evidenziato, la scarsa chiarezza del gruppo, ovviamente,
che da molti mesi, nei mesi passati, ha negato anche ai CDR, alle rappresentanti sindacali,
la volontà di smettere settori importanti come quello editoriale
e poi, di fronte ad un'offerta che era emersa, concorrente rispetto a quella del gruppo greco,
ha chiaramente stata costretta ad uscire a confermare che quelle trattative erano in corso.
E questo è un atteggiamento profondamente scorretto anche a partire dai lavoratori, ovviamente,
che sono coinvolti, dai tanti lavoratori che sono coinvolti,
rispetto a quelle che sono le garanzie che lei stesso ha richiamato
e che noi riteniamo essenziali e fondamentali.
Quello della garanzia, della trasparenza di tutto il processo che è in corso e che si è aperto,
quello della trasparenza anche della compagine sociale del gruppo greco
che è coinvolto anche rispetto a eventuali partecipazioni extraeuropee in questo senso
e l'elemento che noi riteniamo indispensabile, il presupposto da cui deve partire ogni tipo di trattativa,
che è quello della garanzia delle clausole sociali di salvaguardia dei lavoratori,
dei lavoratori giornalisti ma non solo, di tutti quelli che sono i poligrafici,
i tecnici che lavorano all'interno del gruppo e quindi vorremmo avere da lei anche garanzie
su come si procederà poi nel prosieguo per far sì che questo sia l'elemento imprescindibile
da cui far partire ogni tipo di negoziazione e trattativa, unito ad un altro elemento
e su questo appunto chiedo a lei sulla base degli elementi che ha a disposizione.
In questo momento, al di là delle dichiarazioni pubbliche, anche nell'incontro che lei ha richiamato,
che il gruppo greco ha evidenziato, però notiamo con preoccupazione la mancanza di un piano editoriale
e la possibilità di riconoscere quello che è il piano editoriale.
Anche noi siamo preoccupati rispetto a possibili spacchettamenti del gruppo,
delle varie testate e di quelle che possono essere le conseguenze in termini di pluralismo
a livello nazionale come a livello locale, perché il gruppo GEDI detiene appunto
anche una serie importante di testate locali e quindi noi chiediamo elementi, informazioni ulteriori
se lei ne ha conoscenza, ne ha a disposizione, rispetto proprio a quello che è il possibile
avendo incontrato il gruppo offerente, quelle che possono essere gli elementi chiavi di un piano editoriale
perché non è indifferente, non si tratta di una transazione economica paragonabile ad altre,
si tratta di uno dei più grandi gruppi dell'informazione cartacea e non solo,
è il più importante a livello nazionale e quindi ovviamente non ci può lasciare indifferente
l'avere o meno un piano editoriale che garantisca quei precedenti di occupazione imprescindibile
ma anche di pluralismo, di trasparenza e di indipendenza dell'informazione.
Grazie Presidente, innanzitutto ringrazio il sottosegretario per essere qua oggi
e illustrarsi la situazione così complessa e comunque importante a livello nazionale
soprattutto per aver seguito la situazione in maniera assolutamente tempestiva e attenta
attraverso anche il contatto con tutti i soggetti interessati e anche per aver manifestato
una grande sensibilità nella tutela dell'occupazione che in questo caso insomma è un rilievo importantissimo.
Volevo chiedere al sottosegretario in generale quali sono le misure che ritiene importanti
visto il suo settore ovviamente di operatività per la tutela dell'editoria in generale
visto che comunque il gruppo Gedi si inserisce in un contesto molto più ampio
che in questo momento vive una condizione fondamentalmente di sofferenza. Grazie.
Grazie Presidente, grazie sottosegretario per essere qui, apprendiamo e riconosciamo il lavoro
che ci ha illustrato ma notiamo la necessità così come ha anche detto la collega Manzi
di avviare una fase di aggiornamenti anche per questa Commissione perché è chiaro che
rispetto a quello che ci ha illustrato passi avanti che ci facciano capire dove si andrà a finire
non è che ce ne siano stati nel senso che ci ha detto degli vari incontri 12, 15, 19 e dicembre
ma reputo che ovviamente ne farà altri e continuerà ad interessarsi del tema
e quindi chiedo soprattutto al Presidente di quindi nell'ambito di queste audizioni
riconvocarci anche con lei per avere aggiornamenti man mano che si va avanti.
Ribadisco tutte le nostre perspettività come Movimento 5 Stelle sul gruppo greco,
non siamo affatto tranquillizzati, più approfondiamo il gruppo più siamo preoccupati
ad esempio anche per quanto riguarda la presenza dei fondi sauditi nel gruppo greco.
Detto ciò resta, e ce lo stiamo dicendo tutti, obiettivo da parte nostra
e speriamo ma ci sembra di capire anche da parte del Governo di garantire per quanto sia possibile
di avere per quanto sia possibile tutte le garanzie sul lato occupazionale
ma anche l'indipendenza editoriale e politica delle state
e chiedo, c'è stato un comunicato sindacale per esempio da parte di giornalisti di Repubblica
in cui fanno alcune proposte proprio per garantire l'indipendenza politica editoriale
basandosi su esperienze internazionali come il Guardian, l'Economist, Le Monde
di immaginare quindi la creazione di un'associazione fondazione
che insieme al gruppo editoriale e il gruppo che acquista la testata
garantisce un'indipendenza proprio della testata
e se si immagina che questa possa essere una delle soluzioni
che possa portare a quel che ci stiamo dicendo tutti
e quindi che il Governo possa, ripeto per quanto possibile, per quanto le prerogative lo consentano
spingere anche verso questa soluzione.
Grazie Presidente, anche noi di Alleanza Verde Sinistra ringraziamo il Sottosegretario
e ci uniamo alla richiesta di avere aggiornamenti dopo gli incontri
che il Sottosegretario ha illustrato.
Noi abbiamo espresso la nostra preoccupazione perché questa vendita
impatta su uno dei più grandi gruppi editoriali del Paese
e quindi può avere delle conseguenze sia nei termini occupazionali
questo lo abbiamo detto tutti e credo che debba essere la priorità assoluta
del dibattito che facciamo ma può avere anche delle conseguenze
sul pluralismo del dibattito del Paese e quindi anche
sulla linea editoriale e la libertà editoriale dei giornalisti
e delle redazioni che lavorano nel gruppo.
Quindi vorrei chiedere al Sottosegretario di approfondire questo aspetto
della linea editoriale per quello che lui può aver compreso e per quali sono
naturalmente gli strumenti che ha a disposizione per cercare di fare in modo
che in tutto questo processo che riguarda la vendita ci siano alcuni paletti
molto chiari e molto definiti a tutela della libertà del lavoro giornalistico
e di redazioni che sono molto strutturate, molto qualificate, che hanno un grande
eco anche nel dibattito pubblico del Paese in virtù della qualità del lavoro
che fanno e quindi è bene che questa qualità possa essere anche in futuro
da tutti i punti di vista tutelata. La nostra preoccupazione è che un attore
come appunto il gruppo greco che si è fatto avanti per l'acquisto esterno
al dibattito del Paese, esterno anche un po' alla tradizione della nostra
libertà d'informazione, dell'assetto che il pluralismo del dibattito ha nel nostro
Paese possa in qualche modo ignorare anche la storia del giornale e quindi
anche il portato che questa storia manifesta appunto nella ricchezza delle
pagine quotidiane di quelle testate. Quindi volevo che venisse un po' approfondito
questo aspetto, ribadendo appunto che abbiamo comunque bisogno di aggiornarci
e dopo gli incontri e dopo le altre audizioni che faremo.
Prego Sottosegretario per le repliche.
Grazie, cerco di andare in ordine rispetto alle domande.
Alla domanda del Presidente, ringrazio nuovamente per questa opportunità,
è chiaro che l'ascolto e il confronto saranno costanti, sono costanti,
l'ho assicurato ai CDR, ho chiesto di essere informato da parte dei vertici
dell'azienda Gedi costantemente delle notizie, è chiaro che ci muoviamo anche
su notizie ufficiali e non ci possiamo assolutamente, non possiamo
sollecitare incontri o confronti perché è estremamente delicata una situazione
che va seguita con grande serietà e anche sobrietà comunicativa rispetto a
invece articoli giornali che ogni giorno ci danno delle potenziali portate
che sono interessate ad alcuni degli altri.
Le notizie ufficiali da questo punto di vista sono quelle di una volontà ferma
perrea di tutelare i livelli occupazionali con tutti gli strumenti che sono in nostro processo,
ovviamente il Governo è in una fase di vigilanza e ascolto, in questo momento
lo ha detto mi pare anche chiaramente il Presidente Meloni durante la conferenza
stampa di inizio anno, l'intenzione è quella di tutelare i livelli occupazionali,
abbiamo alcuni strumenti da questo punto di vista come molti di voi sanno
che gli articoli 30, 31 e 32 del contratto nazionale di lavoro giornalistico
tutelano i trasferimenti di proprietà ottestata e tutelano il trasferimento degli occupati
da un trasferimento appunto di proprietà. C'è un tema sicuramente centrale
che è quello appunto di eventuali cessioni di ramo d'azienda come chiedeva il Presidente
in questo momento il gruppo greco in una fase preliminare come ho prima citato
ha assicurato l'intenzione di poter rilevare l'intero gruppo Gedi compresa la testata e la stampa
facendo capire che diciamo alcuni asset sono ritenuti strategici all'internalizzazione del gruppo
altri sono ritenuti potenzialmente di interesse anche di eventuali successive manifestazioni di interesse.
Questo è il momento nel quale noi ci troviamo, chiaramente la valutazione di piani industriali
e in seguito anche la valutazione di piani editoriali può essere soltanto successiva
alla presentazione finale di uno scopo. Per quanto riguarda la domanda dell'On. Morese
è chiaro che ci troviamo in un momento di grande difficoltà in questo settore, lo sappiamo tutti
non a caso la finanziaria nonostante i margini ridotti ha stanziato un incremento di 60 milioni
per il settore editoriale. Devo dire che però in questi anni siamo anche riusciti a portare a termine
alcuni strumenti, per esempio a difesa proprio del pluralismo informativo, faccio un esempio su tutti
la fine del concetto dei Calais primi, cioè c'era una norma che tutti voi conoscevate
che prevedeva il lazzeramento dei contributi per le testate edite da fondazioni o da cooperative
che sono uno strumento principale del pluralismo territoriale, quella norma è stata praticamente
sorpassata da interventi del nostro Governo. Per quanto riguarda invece le notizie che lei
giustamente citava di interessi per la testata e la stampa, non ho e l'ho verificato poche ore
prima di questa audizione con correttezza nei vostri confronti e da questo punto di vista
devo confermare la mia totale disponibilità nei confronti del Presidente della Commissione
a tenervi informati quando ci saranno delle notizie di aggiornamento rispetto a questa situazione
ho verificato che non ci fossero ulteriori passi in avanti. E' del tutto evidente che siamo di fronte
a una valutazione da parte del gruppo GED e da parte del potenziale acquirente anche di manifestazioni
di interesse che riguardino ad esempio la stampa. E ci sono io credo due valutazioni da fare
da questo punto di vista che sono relative alla solidità dell'offerta che si andrà eventualmente a ricevere
della solidità dell'offerta e della territorialità se volete dell'offerta perché mi pare di capire
che due delle potenziali manifestazioni di interesse riguardano da una parte un gruppo già attivo
nel settore editoriale che però ha una regionalità diversa e uno un gruppo che potrebbe invece
interessare asset territoriali piemontesi. E' chiaro che anche questo io credo che sia una valutazione
di opportunità che in questo momento stanno facendo i vertici di GED e su questo ovviamente attendo
di avere informazioni più presto possibile. Ho l'impressione che si potrebbe, ma questa è un'impressione
diciamo ricavata dalle audizioni che ho avuto sia con GED che con Kiriakou, che l'intenzione è quella
di cedere comunque tutto il gruppo all'editore greco e di verificare manifestazioni di interesse
sulle parti di tutto il gruppo successivamente e che prevederebbe due piani industriali diversi
cioè la presentazione di un piano industriale per l'intero gruppo e poi eventualmente altre manifestazioni
e voi sapete che questo è decisivo per poi la tutela dei giovani occupazionali perché sia gli articoli
sia tutta la disciplina sulla quale io ovviamente noi vigileremo tutte le garanzie legali e le prescrizioni
di legge per il trasferimento di proprietà e testate però è necessario avere un piano industriale
per poter valutare quello che è l'impatto. Aggiungo per quanto riguarda la domanda dell'onorevole Appendino
che devo anche con amarezza constatare che le voci su un potenziale interesse di gruppo alla vendita
soprattutto in Repubblica, penso che tutti noi le abbiamo sentite negli ultimi due o tre anni
di questa recente storia, non ho mai però assistito a una proposta di un editore italiano rispetto a un asset
che comprende così tanti giornalisti e un asset storico. L'unica proposta che sembra essere arrivata
però in una fase trattativa probabilmente avanzata è quella che lei citava che è stata considerata, ritengo
così mi è stato riferito, da diversi soggetti non solida quanto l'offerta dell'editore greco.
Queste sono le notizie e a queste io mi devo attenere. Per quanto riguarda quello che eventuali presenze
nel veicolo societario, è chiaro che il veicolo societario dell'editore greco dovrà essere chiarito
perché non sappiamo con quale veicolo societario eventualmente formulerà la proposta di acquisto.
Anche questo è molto strategico per comprendere la successiva valutazione, come dicevo per altre relazioni.
L'On. Manzi mi chiedeva delle cause di salvaguardia. In caso di trasferimento per intero di un asset editoriale
tutto il personale passa al nuovo proprietario. In caso invece di programma d'azienda o di piani industriali
che comportino una diversa composizione del personale, in quel caso si aprono un tavolo e si possono intervenire
con le cause di salvaguardia. Bisogna capire in quali di queste situazioni. Sono interlocuzioni preliminari,
ma l'editore greco sostiene sostanzialmente di voler investire in una visione di sviluppo di 2-3 anni,
cioè di recuperare le attuali perdite di gruppo che servirono, credo, intorno ai 32-34 milioni all'anno,
di cui un 70% su Repubblica e un 30% sulla stampa. Sostiene di poter intervenire con una visione di sviluppo
di 2-3 anni per ripianare queste perdite. Questa è una visione. A domanda precisa mi ha detto due cose.
La prima è che un imprenditore che arriva per la prima volta in un Paese non arriva per rifiuzione.
Io riferisco quello che è la conversazione, perché le domande sono state fatte, vi assicuro, tutte.
Le risposte però io ve le devo con trasparenza trasferite. L'onorevole Tassinari mi chiede in che momento siamo dell'editoria.
Siamo in presenza di un'aggressione fortissima dei grandi over-the-top, siamo in presenza di una problematica enorme
che è quella della sintesi di intelligenza artificiale che sta depauperando gli introiti delle aree digitali dei giornali
di circa il 50%, cioè gli ultimi dati dell'operazione degli editori certificano che con la sintesi di intelligenza artificiale
il 50% degli utenti non va più sui siti, neanche sui siti. Le misure che abbiamo messo in campo e per le quali abbiamo parlato
certamente sono importanti, non sono sufficienti. Nell'anno passato abbiamo sostenuto la distribuzione delle copie,
abbiamo sostenuto addirittura il sistema delle edicole, che è in grande difficoltà perché rappresenta comunque un presidio,
abbiamo sostenuto l'assunzione di giovani professionisti, abbiamo sostenuto l'innovazione delle testate,
come sosteniamo insieme al MIMIC anche il sistema delle tv locali e delle rete locali.
È una protezione di un sistema che è strategico perché se noi non dipendiamo di un aspetto nazionale e un racconto nazionale
dell'editoria, noi ci troveremo a breve termine a essere narrati, a essere raccontati da realtà internazionali
che hanno interessi commerciali ben diversi da quelli pluralistici del nostro Paese.
Non è un caso, mi chiedeva appunto della presenza, diciamo della tutela dell'indipendenza, ecco su questo ho molto battuto
anche nel dialogo di circa due ore con il proponente greco. Ho studiato anche un po' la composizione editoriale
del gruppo Antenna 1. Mi sembra una composizione vasta, larga, che non ha una propensione a schiacciare
il pluralismo informativo, però sono informazioni che è difficile avere anche da un Paese diverso.
Sul tema della presenza, nella compagine grande esiste una componente del fondo, bisogna vedere con quale operazione
lui vorrà concludere, se concluderà l'accordo con le nostre strategie. Chiaramente quello è anche un tema di intervento
di Golden Pulse, è tutto evidente. Si tratta però di un editore europeo, greco, che ha molto presente anche il valore di mercato.
Noi tutti sappiamo che nell'editoria, se si schiaccia una realtà editoriale su una vocazione politica,
difficilmente quella realtà avrà un grande futuro editoriale, soprattutto se è un asset così importante.
Quindi c'è la speranza che la valutazione di mercato lo porti ad avere un equilibrio nell'editoriale, ma ogni piano editoriale
può avvenire soltanto dopo la presentazione di un piano prima industriale. Mi sento di rispondere all'onorevole Piccolotti,
la ringrazio per l'apprezzamento di quello che noi abbiamo fatto, abbiamo fatto soltanto una piccolissima parte del nostro dovere,
noi continueremo gli incontri, l'abbiamo assicurato anche ai CTR, approfondiremo e difenderemo l'indipendenza delle testate
per quelle che sono le nostre competenze, cercando soprattutto di capire qual è la visione anche dell'investimento in Italia
di questo imprenditore, di questo editore, perché in un momento nel quale molte persone lasciano il mondo dell'editoria,
qualcuno che si impegna a investire una cifra molto importante, perché si parla di 540 milioni,
le testate che oggi hanno una perdita di almeno 32-34 milioni l'anno, con una componente giornalistica che esplora i 450 dipendenti,
è un atto anche di un certo coraggio, bisogna capire quali sono i reali interessi, se sono soltanto editoriali o connessi ad altre potenziali operazioni.
Grazie Presidente, la sua audizione mi dà anche modo di ricordare, i colleghi ovviamente lo sanno, ma anche a chi ci ascolta,
a tutta la platea dell'informazione che la settima commissione è la commissione editoria, per cui ci occuperemo molto di quello che sta accadendo
nel scenario dell'editoria, al di là del gruppo Gedi, in cui siamo intervenuti, penso come è stato riconosciuto anche da colleghi dell'opposizione,
tempestivamente, in sequenza con quello che ha fatto il sottosegretario Barachini, che sì è dovuto per ruolo, però sui tempi è stato davvero tempestivo.
Lo ringrazio per questa audizione, la commissione seguirà da vicino e per richiesta stessa proseguiremo le audizioni con i sindacati, a fine mese con CDR per loro richiesta
e ovviamente qualora ci dovessero essere novità concrete, la stipula, la presentazione del piano 2.6 definitivo e poi l'editoriale,
ovviamente, come da discondiato del sottosegretario, richiameremo il sottosegretario Barachini in audizione.
Grazie per il momento.
