Hai trapiantato cavoli e cavolfiori nell'orto? Nel video di oggi tanti consigli per avere piante sane con tanti accorgimenti da prendere dopo aver fatto il trapianto di agosto. Evviva i cavoli!
Per coltivare i cavoli è importante curarli nelle prime fasi dopo il trapianto. Nel video di oggi alcune idee e un promemoria per seguire bene i cavoli nelle prime settimane di crescita.
Indice dei contenuti: 00:00 Coltivare cavolfiori e cavoli. Consigli dopo il trapianto 01:40 Suolo e nutrimento per i cavoli 02:24 Irrigazione per i cavoli 04:02 Proteggere i cavoli da lumache e limacce 05:27 Pacciamatura con la lana 06:56 Rimedi contro l'altica 08:00 Consigli contro cavolaia
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Ciao amici del Bosco.
Da metà agosto inizia un periodo cruciale per i trapianti, in particolare
dobbiamo mettere giù i cavoli.
Clima permettendo, questo è il momento di impegnarsi.
Oggi vediamo alcune strategie da applicare subito dopo il trapianto
per dare subito quello sprint necessario alla salute delle nostre piantine.
I cavoli, tutti i cavoli, sono piante piuttosto esigenti, quindi dobbiamo dare
loro particolare attenzione e cure, soprattutto nella prima fase.
Subito dopo il trapianto è importante farle partire bene, dopo
andranno avanti da soli.
Elemento imprescindibile per far crescere bene tutte le brassicaceae è avere un
suolo ricco, ben nutrito, quindi pieno di nutrienti, di humus oppure di compost, di
quello che possiamo dobbiamo mettere per arricchirlo e deve essere anche un suolo
facile da penetrare per le loro radici, non dobbiamo rendergli
la vita troppo difficile.
Comunque su tutto quello che serve per preparare la terra e impostare bene una
coltivazione di cavoli, vi rimando al video che abbiamo fatto l'anno scorso, in
cui spiegavamo tutte le fasi della coltivazione a partire dal suolo.
In questo video ci concentriamo invece sui primi trattamenti da fare dopo il
trapianto e su una serie di accortezze che ci possono essere utilissime e
preziosissime per evitare alcuni problemi classici dei cavoli.
In sintesi, i cavoli hanno bisogno di nutrimento, di acqua e di essere
protetti da una serie di predatori.
Partiamo dal nutrimento.
Abbiamo detto in questo canale mille volte quanto sia importante avere un suolo
ricco, nutrito, in buone condizioni.
Al solito noi abbiamo preparato la nostra terra, abbiamo fatto una lavorazione
per movimentare il suolo in profondità con la grelinette e abbiamo aggiunto
tanto compost e vermicompost.
Il nutrimento per le nostre piante però può arrivare in un altro modo,
attraverso una irrigazione fogliale.
Se vediamo i nostri cavoli in difficoltà o comunque diamo per scontato che possano
essere in difficoltà nelle prime fasi, possiamo dare un trattamento
nutriente fogliare.
Per come preparare questi fertilizzanti liquidi naturali, anche su questo
vi rimandiamo ad altri video.
Per esempio noi stiamo utilizzando un tè di compost.
I cavoli hanno bisogno della giusta quantità di acqua, anzi meglio, di
umidità, perché la terra non deve essere fradicia, deve essere semplicemente umida.
Cosa facciamo?
Intanto facciamo partire bene le piantine, se stiamo facendo un trapianto,
bagnando bene il pane di terra.
Operazione di bagnatura delle radici.
Teniamo in acqua le piantine fino a che non smettano di uscire le bollicine.
In questo caso abbiamo messo il tutto in un tè di compost, quindi
partiamo già con un fertilizzante pronto effetto che nei primi giorni avranno
stanno a disposizione le piantine.
Poi dopo averle trapiantate diamo acqua per far aderire bene la terra intorno alla
nostra zolla e poi diamo con costanza irrigazione.
Le piante hanno bisogno di molta acqua, ma non hanno bisogno di troppa acqua, quindi
dobbiamo essere bravi in questo a calibrare.
Non dobbiamo far sentire loro sete, quindi non far asciugare del tutto la terra,
altrimenti le piantine andranno in stress.
Come reagiranno?
Cercheranno di riprodursi il più velocemente possibile,
ovvero andranno a fiore.
Quindi se per esempio se abbiamo messo dei cavolfiori, avremmo una fioritura molto
precoce, piccolina, che non ci servirà a niente per quanto riguarda
la nostra alimentazione.
Quindi facciamo in modo che non subiscano questo stress.
Ora il problema ce lo abbiamo soltanto nelle prime settimane quando è ancora
estate e magari le piogge sono scarse, poi naturalmente le condizioni sono diverse a
seconda dell'andamento stagionale e della zona in cui ci troviamo.
In questa fase facciamo particolare attenzione.
Quando arriva l'autunno e probabilmente le piogge sono più costanti, la terra resta
umida, non serve più il nostro intervento.
Protezione da eventuali attacchi esterni.
Ora a me il primo problema che mi viene in mente è quello delle lumache.
L'anno scorso ho avuto un sacco di problemi con le lumache intorno ai cavoli.
Quest'anno, tanto per aiutare le piantine in questa prima fase metto la crusca.
Ha funzionato benissimo sulle cucurbitaceae, funzionerà,
lo so, anche sui cavoli.
Niente lumache nelle mie piantine.
La crusca è un materiale abbastanza facile da si può acquistare nei consorzi, viene
utilizzata per l'alimentazione animale.
Ce ne prendiamo un bel sacco e poi lo utilizziamo al momento dei trapianti.
La crusca è appetibile per le lumache e per le limacce, se la mangiano e ha due
funzioni: distoglie la loro attenzione dalla nostra pianta e in più ostacola il
loro passaggio, perché questo tipo di materiale farinoso si attacca al loro
piede e ne impedisce l'avanzamento.
Il problema delle lumache e delle limacce, dipende naturalmente dalla la vostra
condizione, da me è molto presente, ma arriva quando ricominciano le
piogge, quando c'è umidità.
Quindi avendo un'aiuola umida e ben coperta, potrei anticipare questo
risveglio, ma comunque so che tra qualche settimana se partono le piogge autunnali i
miei cavoli avranno un attacco di questi molluschi.
Per cui ho messo in pratica tutto quello che potevo per evitare il problema e
poi naturalmente servirà monitorare.
Ed ora un intervento più insolito, vado a fare una pacciamatura del vialetto,
che è una cosa importante, ve l'abbiamo spiegato tante volte, perché serve a
mantenere la terra in buone condizioni anche nel vialetto, dove le radici delle
piante andranno comunque ad esplorare.
La facciamo questa pacciamatura con la lana di pecora.
Questa è lana che viene dalla tosatura delle pecore.
La lana è una buona pacciamatura perché ha dei nutrienti che si decompongono sul
suolo, ma ha anche la caratteristica di essere repellente, disturbante
per le lumache e per le limacce.
Per quanto riguarda lumache e limacce, io ho veramente un trauma.
Ecco, dopo aver visto cosa è successo negli anni scorsi e dopo essere stata
costretta a fare interventi notturni, addirittura per tirare giù le lumache
dalle piantine, ho deciso di fare il possibile per non farle arrivare.
Quindi questa lana, lungo tutto il vialetto, dovrebbe costituire una barriera
ulteriore contro questi molluschi.
Ancora lana.
E pensare che questa è considerata una materia di scarto che va
smaltita come rifiuto speciale.
In realtà è una risorsa grandissima.
Vabbè, sappiamo che la lana potrebbe servire anche per altro, ma insomma,
la possiamo utilizzare anche nell'Oro.
Il rimedio della lana come barriera anti-lumache è un esperimento Lo sto
facendo quest'anno per la prima volta, avevo utilizzato altre volte la lana come
pacciamatura, è un materiale molto interessante.
Questa volta l'ho messo proprio come barriera anti-lumaca, vi
farò sapere come è andata.
Finché il clima resta asciutto però c'è un altro parassita che dà particolarmente
fastidio ai cavoli ed è l'altica.
Contro l'altica abbiamo diversi rimedi.
Uno riguarda la protezione delle foglie, quindi possiamo mettere qualcosa sopra le
foglie che renda a loro la vita, anzi la masticazione difficile.
Per esempio della zeolite, una polvere di roccia che va a ricoprire come
una piccola patina le foglie.
Un altro rimedio interessante contro l'altica, da applicare in tutte le
situazioni in cui l'altica è un problema, è quello di mettere delle piante esca,
perché l'altica è attratta da una serie di piante diverse, ma ce ne sono alcune
che le piacciono in particolare.
Quindi se mettiamo delle piante esca nelle vicinanze di piante che vogliamo
proteggere, probabilmente quegli insettini si trasferiranno nelle nostre piante esca
e lasceranno in pace i nostri cavoli.
Io nello specifico ho seminato della rucola.
Altre piante gradite all'altica sono il rafano oppure la semplice bietola.
E poi c'è lei, la bellissima farfalla cavolaia, una regina che ci piace vedere
svolazzare sulle piante, quando arrivano i cavoli le piacciono particolarmente
per andare a deporre le uova.
Quindi anche in questo caso, se abbiamo delle piante esca, anche spontanee,
possiamo distogliere la sua attenzione dai nostri cavoli.
Ma la cosa importante è andare sempre a controllare sulle foglie che non ci siano
appunto le uova o che si siano già schiuse.
Se ci sono anche i bruchi, noi dobbiamo eliminarli manualmente.
In prevenzione però cosa possiamo fare?
Abbiamo il macerato di foglie di pomodoro.
In questo periodo, o che rimoviamo delle piante di pomodoro o che abbiamo qualche
femminella ancora da togliere, possiamo recuperare queste foglie, tenerle a
macerare e poi utilizzare quel macerato come repellente.
Lo spruzziamo sulle foglie del cavolo e la cavolaia non si avvicina più alle foglie,
non trova più quell'ambiente adatto alla deposizione delle uova.
Riassumendo, i cavoli sono una pianta meravigliosa.
Ci fa bene alla salute, ci fa compagnia per quasi tutto l'inverno.
Se siamo bravi, alcune varietà ci faranno compagnia per tutto l'inverno.
Cosa dobbiamo fare per il cavolo, che è una pianta tutto sommato autonoma,
che non ha bisogno di molte cure?
Dobbiamo impostare bene il lavoro all'inizio, quindi fare bene il trapianto
e poi nel primo mese seguire le nostre piantine, con tutti i consigli
che ho cercato di darvi.
Se avete altri consigli, fatemeli sapere, metteteli sotto i commenti.
Iscrivetevi al canale e mi raccomando così rimanete aggiornati anche
sulla crescita dei cavoli.
Ci vediamo al prossimo video, ciao..