Digiuno, salute e consapevolezza

Massimiliano Sassoli de Bianchi
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5 Visualizzazioni video·28 ott 2024
Lunedì 1 giugno, ore 18.30 – con Massimiliano Sassoli de’ Bianchi (Vrije Universiteit Brussel e Laboratorio di Autoricerca di Base, Lugano)
Digiuno, salute e consapevolezza
L’assenza o la privazione del cibo, il digiuno, è una pratica che interessa sia il corpo che la mente, e ha una lunga tradizione in tutte le culture del pianeta, ad esempio nei rituali connessi alla preghiera e alla meditazione. Esistono diverse pratiche del digiuno, in grado di influire non solo sulla nostra fisiologia ma anche sui nostri processi cognitivi.
Buonasera, sono Elisa Rapisarda e vi do il benvenuto a Pillole per la Mente, il nuovo
ciclo di eventi organizzato da Braincircle Italia e Braincircle Lugano.
Vogliamo ringraziarvi per aver partecipato numerosi al precedente incontro con molte
domande e commenti.
Dietro le quinte lavorano con noi Sandro Ghini, che si occupa della regia e della piattaforma
tecnica, e Luisa Capelli, che cura le attività social e raccoglierà i vostri commenti e
osservazioni.
Potete commentare su YouTube o Facebook e riporteremo osservazioni e domande agli ospiti.
Vi ricordo che se volete rimanere aggiornati sulle nostre iniziative potete iscrivervi
alle nostre newsletter sui siti di Braincircle e se volete aiutarci sostenendo la nostra
attività potete diventare soci di Braincircle dal sito brainforum.it per l'Italia e sul
sito braincirclelugano.ch per il Ticino.
Siamo un'associazione no profit e grazie ai nostri soci e sostenitori riusciamo a realizzare
la nostra attività di divulgazione, che è sempre gratuita e aperta a tutti.
E ora do la parola a Viviana Casam, fondatrice e presidente di Braincircle Italia e Braincircle
Lugano.
Ciao a tutti e buon primo giugno.
È un primo giugno che penso porta tutti a molte speranze, a una grande svolta finalmente
di libertà e i nostri incontri si stanno volgendo verso la fine perché penso che poi
quando potremo circolare liberamente non avremo più voglia di stare davanti al computer,
ma ancora per questa sera e per giovedì abbiamo due incontri molto interessanti.
Stasera parliamo di digiuno, un tema al quale abbiamo accennato anche nelle precedenti puntate
e parleremo di digiuno da vari punti di vista, quello intanto più noto a tutti che è quello
dietetico, ma anche quello che riguarda il benessere psichico, non solo quello fisico
e poi anche il digiuno come forma di spiritualità perché in tutte le religioni il digiuno è
prescritto e praticato.
A parlarne è un membro del nostro comitato scientifico di Brain Cirque Lugano che è
un esperto di digiuno, ma soprattutto un professore di fisica quantistica che insegna come ricercatore
presso il centro Lea Postel della Free University of Brussels, ma che ha fatto un lungo percorso
interiore su se stesso, provando varie tecniche anche tradizionali e in particolar modo anche
di digiuno e che quindi ci racconterà un po' come funziona e quali sono i pro e i
contro di queste pratiche.
Adesso cedo il microfono a Clara Caversazio, Presidente del Comitato Scientifico di Brain
Cirque Lugano.
Ciao Clara!
Ciao Viviana e ben ritrovati a tutti voi, è un piacere ospitare oggi Massimiliano Sassoli
De Bianchi che come ricordavi tu Viviana è anche membro del Comitato Scientifico di
Brain Cirque Lugano.
Io inizierei subito con una domanda Massimiliano, nell'ultima pillola per la mente con Paola
Sassone Corse abbiamo toccato il tema del ritmo circadiano, vorrei cominciare chiedendoti
c'è una relazione tra ritmo circadiano e pratica del digiuno e che cos'è il digiuno?
Bene, ciao Viviana, ciao Clara, intanto grazie per avermi invitato a questa chiacchierata
su questo tema così importante e naturalmente benvenuti a tutti coloro che in questo momento
sono sintonizzati.
Sicuramente c'è una relazione importante tra pratica del digiuno e ritmi circadiani
ed è un ottimo modo per introdurre questo tema abbastanza controverso.
Bisogna dire che purtroppo il digiuno gode ancora oggi di cattiva reputazione anche in
ambito medico, non sono così tanti i medici oggi che lo promuovono e comunque tra la popolazione
in generale viene spesso associato cose estremamente negative come sofferenza, fame, malnutrizione,
disturbi alimentari, pratiche ascetiche estreme, quindi sostanzialmente a qualcosa di negativo.
Questo forse è anche dovuto a una sorta di confusione tra il termine digiuno e il termine
di inedia, si confonde il digiuno con l'inedia, con una condizione dove il corpo ha esaurito
tutte le sue risorse e inizia a intaccare sostanzialmente le sue parti nobili, i suoi
organi vitali, questa è una condizione che si vuole evitare ad ogni costo e che non ha
nulla a che fare con il digiuno. Per collegarmi alla questione dei ritmi circadiani, dobbiamo
osservare prima di tutto che tutti digiunano, il digiuno tecnicamente parlando e come lo
indica anche l'etimologia della parola è sostanzialmente quella pausa che c'è tra
un pasto e l'altro. Noi siamo obbligati a digiunare nello stesso modo in cui siamo
obbligati ad espirare prima di poter nuovamente inspirare, quindi sono delle pause, delle
alternanze naturali. Noi digiuniamo quindi ogni volta che terminiamo un pasto e ne cominciamo
un altro e facciamo nell'arco di una giornata un digiuno abbastanza prolungato durante
la notte, cioè quando dormiamo. Quando dormiamo, a meno che non soffriamo di sonnambulismo
e andiamo a aprire il frigo da sonnamboli, noi non ci alimentiamo e quello è il digiuno
più lungo che solitamente le persone fanno. Ora, noi dormiamo perché effettivamente siamo
degli organismi che si sono sviluppati in termini evolutivi su un pianeta che ha la
caratteristica di ruotare attorno al proprio asse in 24 ore, quindi ci sono queste alternanze
tra luce e oscurità. Il ritmo circadiano è proprio questo ritmo di alternanza tra
luce e oscurità che è il risultato di questa ruotazione della Terra sul proprio asse. Già
probabilmente gli albori della vita, le protocellule utilizzavano questa alternanza, ad esempio
nella replicazione, si ritiene di notte per evitare gli errori nella replica del DNA e
noi che siamo oggi degli organismi estremamente complessi abbiamo ereditato, integrato questi
ritmi tanto che possiamo dire che il nostro organismo è un immenso orologio, un immenso
sistema fatto di tantissimi orologi che vibrano a frequenze differenti e una di queste frequenze
è quella del ritmo circadiano, dato da questa alternanza tra luce e buio.
Questo fa sì che abbiamo orologi fino a livello cellulare, orologi collegati ai diversi organi
e abbiamo un grande orologio centrale nel cervello che in un certo senso sincronizza
tutti gli orologi. Perché questo è importante da dire? Perché se è vero che questo orologio
centrale che si trova nel cervello cerca di sintonizzare tutti gli altri orologi, è vero
che ogni organo ha una sorta di autonomia nella regolazione del proprio orologio. Recenti
scoperte hanno dimostrato che tutti quegli organi che sono adibiti alla digestione possono
attivarsi indipendentemente dal reset dell'orologio centrale. Sostanzialmente questo cosa vuol
dire che è molto più importante il momento in cui assumiamo del cibo che la luce che
riceviamo la mattina, perché il nostro orologio centrale viene resettato tramite la luce.
Noi abbiamo dei fotopigmenti nella retina che vanno a informare questo orologio in modo
che si possa equilibrare, si possa resettare, perché ovviamente l'alternanza tra luce e
buio varia nell'anno. Tutti gli organi però adibiti alla digestione si attivano non solo
in relazione alla luce, ma anche e soprattutto in relazione all'assunzione di cibo. Cosa
vuol dire questo? Vuol dire che quando io assumo cibo per la prima volta la mattina,
in un certo qual modo il mio apparato digestivo viene acceso e questo apparato digestivo rimane
efficace e performante per un certo arco di tempo. Questo arco di tempo è sostanzialmente
8-10 ore, 8-11 ore massimo. Quello è l'arco di tempo all'interno del quale noi dovremmo
assumere cibo e se assumiamo cibo all'interno di quell'arco di tempo il nostro metabolismo
funziona in modo corretto. Ora purtroppo la più parte delle persone si alimenta molto
al di fuori di questa finestra temporale. Alcuni pensano se si fa la domanda di alimentarsi
entro una finestra temporale di 12 ore. In realtà ci sono degli studi che sono stati
fatti tramite delle particolari app che hanno mostrato che buona fetta della popolazione,
soprattutto le nostre latitudini, si alimenta in un intervallo di tempo che arriva fino
alle 15 ore. Questo è sostanzialmente un piccolo disastro. Perché? Perché le nostre
funzioni metaboliche non possono funzionare in parallelo. Cioè finché questo apparato
digestivo è in funzione, funziona bene, poi si spegne e se noi continuiamo ad assumere
cibo si crea una crisi, una sorta di incidente stradale. Noi possiamo immaginare il nostro
corpo come un incrocio tra diverse vie metaboliche e se il semaforo si guasta ci sono degli
scontri, ci sono delle lunghe file d'attesa e si può ritenere che gran parte delle nostre
malattie di civiltà, dall'obesità, al diabete di tipo 2, alle malattie cardiovascolari
eccetera, siano in parte dovute a questo problema di non rispettare questo intervallo
temporale fisiologico dato dal fatto che dobbiamo rispettare questi cicli, questi ritmi circadiani
che abbiamo ereditato da milioni di anni di evoluzione. Allora, questo è un primo ingrediente
che ci permette di capire in che senso è importante digiunare. Nel senso che dobbiamo
restringere l'intervallo di tempo entro il quale ci alimentiamo e dilatare l'intervallo
di tempo nell'arco delle 24 ore durante il quale invece non ci alimentiamo più e permettiamo
a questo punto alle diverse funzioni che hanno luogo dopo che abbiamo mangiato, che sono
le funzioni di tipo riparativo, rigenerativo, di eliminazione delle scorie metaboliche di
funzionare in modo molto più efficace e molto più efficiente.
Interrompo con una domanda, ma quando tu dici di non assumere cibo io vorrei capire niente
del tutto, l'acqua si può prendere, il caffè, il tè, per esempio molti di noi prendono
degli integratori alimentari, cioè il digiuno è totale o può essere in qualche modo fatto
su misura? Allora, in questo ambito che sto spiegando
in questo momento, qualunque sostanza che ha contenuto calorico, che quindi richiede
di essere metabolizzata, quando io parto la mattina, anche la tisana attiva la macchina
digestiva, quindi io devo stare molto attento alla prima sostanza che non è acqua che viene
assunta la mattina perché quella diventerà sostanzialmente il momento in cui si attiva
questo ciclo di 8-11 ore entro il quale il mio apparato digestivo e di assimilazione
funziona in modo corretto. Quindi in questo caso bisogna veramente solo l'acqua che non
comporta un'attivazione di tipo metabolico. Può anche magari una tisana senza zucchero?
No, è sufficiente che ci sia dentro qualche fogliolina o qualche strato che ha già qualche
caloria e già attiva. E qui non è la quantità, è acceso o spento sostanzialmente.
E il caffè? Il caffè è uguale, ragionando adesso per
quanto riguarda l'aspetto del fatto che c'è un orologio di funzionamento per i diversi
organi e che questi organi hanno una fase di attività che è limitata nel tempo. Poi
ovviamente per i digiuni più lunghi, eccetera, si può discutere e allora è un tema diverso
e ci arriviamo. Comunque in questo ambito qua si tratta non di ridurre l'apporto calorico,
di mangiare meno, si tratta semplicemente di restringerlo in termini temporali.
E quindi qualcosa accende il bottone? Qualcosa che non è acqua accende il bottone, esatto.
Grazie. Una regola molto importante è quella di
cercare di mantenere il primo pasto, se non altro, sempre allo stesso orario, proprio perché
siamo regolati da questi orologi, il nostro corpo si prepara sempre in anticipo e ogni volta che
variamo un orario si deve riadattare e quindi questo è sempre uno sforzo, uno scompenso.
Bene, quindi come si fa? Una buona tecnica per riuscire a rimanere dentro una finestra
temporale di questo tipo è, ad esempio, di passare dai famosi tre pasti al giorno,
boh in realtà c'è gente che ne fa anche cinque, otto, ma diciamo i tradizionali tre
pasti al giorno ridurli semplicemente a due pasti. Naturalmente saranno due pasti abbondanti,
non si sta parlando qui di quantità, e addirittura se una persona è in grado di farlo, il proprio
stile di vita glielo concede, eventualmente anche assumere questi pasti nella prima parte
della giornata perché siamo meglio equipaggiati a livello digestivo, di assimilazione dei cibi,
ad esempio c'è una maggiore sensibilità insulinica. Detto questo, quello che è più
importante è il rispetto di questo intervallo temporale, quindi possiamo provare a fare
queste due pasti e poi esplorare questa possibilità e poi dopo un po' cominciare
a osservarci e dire abbiamo più energia e solitamente la gente inizia ad osservare che
ha più energia, che inizia a dormire meglio, che inizia ad avere più forza, più resistenza,
cioè iniziamo a riscontrare il beneficio di tutto un tratto, utilizzare il nostro organismo
leggendo in modo corretto il manuale di istruzione. E qui arriviamo a un primo contatto con i bisogni
reali del nostro organismo e che cosa significa iniziare ad utilizzarlo in modo corretto. Ci si
può spingere anche un po' oltre e si può anche esplorare la possibilità del singolo pasto al
giorno, molto più semplice ancora da un punto di vista organizzativo. Ci sono persone che hanno
dei fisici eccezionali, mi viene in mente l'olandese Wim Hof, il famoso uomo ghiaccio,
che da anni, almeno così dichiarano, consumano un singolo pasto al giorno. Questa può essere
qualche cosa da esplorare magari per un periodo limitato, non è detto che sia un'indicazione
valida per tutti, ma sicuramente quella dei due pasti al giorno è qualcosa che chiunque può
approcciare non ci sono assolute controindicazioni a riguardo. Ci sono però dei medici che lo
sconsigliano e che dicono che questo tipo di alimentazione può andare bene per un breve
periodo ma farlo sempre avrebbe degli effetti negativi. E' una domanda che mi è stata posta
da molti spettatori. Allora, qui è una domanda che secondo me è un po' paradossale, vi spiego
perché. Sostanzialmente uno dovrebbe rovesciarla, cioè il fatto che noi non rispettiamo il ritmo
circadiano è qualcosa che introduce un enorme quantitativo di stress nel nostro organismo,
quindi in sostanza il nostro standard abituale nelle nostre società dove abbiamo esteso l'attività
umana in un arco di tempo enorme è una fonte continua di stress, non uno stress che possiamo
collegare alla nozione di Ormesi, di ciò che è uno stress adattativo che permette all'organismo
di rinforzarsi. Noi in realtà nel nostro standard siamo in una situazione di stress continuativo
che è di tipo distruttivo. Quindi trovo la domanda un po' paradossale, capisco da dove
viene questa domanda, ma in realtà è il contrario, cioè si vuole ridurre lo stress. Ora dobbiamo
capire una cosa, che quando passiamo anche nello stress ci si adatta, cioè noi siamo abituati a
fare certe cose che diventano una sorta di nuova zona di comfort per noi e ovviamente cambiare
questa abitudine, questa zona di comfort in una zona che è in realtà biologicamente più corretta
richiederà un certo tempo di adattamento, ma una volta che abbiamo promosso questo adattamento
possiamo scoprire che ci troviamo nuovamente in una zona di comfort, in realtà di maggiore comfort
rispetto a prima, perché l'organismo funziona molto meglio, abbiamo più energia, abbiamo meno
dolori infiammatori, tutta una serie di problematiche tendenzialmente iniziano a sparire solo per aver
fatto questo piccolo cambiamento. Quindi quello di cui ho parlato fino adesso sostanzialmente è
ciò che andrebbe definito, inserito nella categoria del digiuno intermittente, cioè di un digiuno che
ha a che fare più che altro con una regolazione della pausa di non alimentazione nell'arco di
una giornata e una dilatazione di questa pausa. Non so se c'è qualche altra domanda sul digiuno
intermittente, ci sono varie forme di digiuno intermittente, ad esempio ci sono delle forme
di digiuno intermittente dove magari non si digiuna un intero giorno, cioè ci sono varie
possibilità che si possono esplorare, che hanno diverse ragioni di essere, ovviamente qui sarebbe
lungo esplorarle e non penso sia il caso. Una domanda dal pubblico, Emilio Gatto ci chiede
è un'ottima domanda, i difetti in effetti è un po' una sfida. Allora una cosa va detta, noi
possiamo fare delle cose diciamo che aiutano il nostro organismo però dobbiamo stare molto
attenti a non fare cose che aiutano il nostro organismo e che poi vanno a creare conflitti
nella nostra vita di relazione o nella nostra vita sociale, cioè non vogliamo risolvere un
conflitto da una parte e creare un ulteriore conflitto da un'altra parte, quindi dobbiamo
adottare ovviamente delle strategie, quindi dobbiamo trovare la formula che è più congeniale
a noi, ad esempio per chi ha molti appuntamenti la sera salterà la colazione ad esempio,
inizierà a mangiare ad esempio a mezzogiorno eccetera e potrà così estendere questo intervallo
andando verso la sera, chi non ha una vita sociale serale potrà optare per un'altra
soluzione, cioè ci sono varie formule che vanno esplorate e bisogna sempre essere in
grado di adottare dei compromessi sani ovviamente, la nostra società purtroppo è una società
un po' particolare, Krishnamurti diceva che non è segno di buona salute mentale essere
molto ben adattati in una società malata, nello stesso tempo dobbiamo in parte adattarci
e dobbiamo trovare un compromesso che abbia un senso e quindi tenere conto di tutti gli
aspetti della nostra esistenza non solo biologici ma anche ovviamente relazionali o anche dell'ambiente
di lavoro ad esempio. Massimiliano tu hai già ricordato come in fondo soprattutto negli ultimi
anni la scienza ha dimostrato che non mangiare ha degli effetti curativi e non solo di potenziamento
della salute, ad esempio Walter Longo ha dimostrato che con 72 ore di digiuno si rinnova
completamente il nostro sistema immunitario, quindi il digiuno sicuramente ha degli effetti
sulla nostra fisiologia, ma quali effetti ha sui nostri processi cognitivi, sul nostro
cervello, in che modo e se lo modifica? Le modifiche sono tante, adesso qui si può
anche entrare nel discorso di passare al digiuno continuativo, cioè il fatto non solo
di fare un digiuno intermittente ma di considerare anche la pratica che consiste nel digiunare
ad esempio per diversi giorni, quindi digiuno continuativo. Qui possiamo anche osservare
il fatto che anche questo tipo di digiuno in un certo senso si inserisce all'interno
di determinati ritmi, nel senso che a livello evolutivo noi ci sono i ritmi circadiani
che hanno a che fare con le 24 ore, ci sono i ritmi circamensili che hanno a che fare
con il mese, circanuali all'interno con le alternanze delle stagioni, quindi noi come
organismi che si sono evoluti ad esempio a certe latitudini, in ambiti dove c'erano
diverse stagioni, in determinate stagioni c'era ad esempio carenza di cibo e quindi
il nostro organismo doveva essere imparato, si è equipaggiato affinché possa sostenere
dei periodi lunghissimi di assenza di cibo, di scarsità di cibo, di assenza totale in
realtà di cibo. Abbiamo quindi tutta una serie di strumenti che ci permettono di non
mangiare e di permanere a lungo in questa condizione. Prima di arrivare al discorso
del cervello forse è importante dire una cosa, l'aspetto energetico. Noi abbiamo sostanzialmente
due serbatoi di energia, uno è il serbatoio di energia a base di zuccheri glucidi e l'altro
è un serbatoio di energia più vasto, molto più importante, che è un serbatoio di energia
a base di grassi, sostanzialmente i trigliceridi che abbiamo nel tessuto connettivo. Adesso
questo altro serbatoio è un serbatoio che è più efficace in termini di stoccaggio
ma che sostanzialmente la più parte di noi non frequenta mai, è un po' come se noi
abbiamo un freezer nello scantinato ma il frigo è sempre pieno e siccome il frigo è
sempre pieno non andiamo mai a prendere ciò che c'è nello scantinato, in quel freezer
più grande. Per arrivare ad accedere a quello che c'è nel freezer più grande dobbiamo
trovarci in condizioni particolari che noi non esploriamo più ma che vengono esplorate
quando pratichiamo l'assenza di alimentazione per periodi lunghi. Anche nel digiuno intermittente
avviene questo ma avviene con maggiore intensità durante il digiuno prolungato. Allora è molto
importante capire che quando digiuniamo è molto diverso il processo rispetto ad ad esempio
dieta ipocalorica perché c'è tutta una serie di reazioni ormonali che hanno luogo che producono
come dire degli effetti completamente diversi sia a livello del corpo, a livello delle sensazioni
che riceviamo e in effetti anche a livello del cervello. Allora qui possiamo già parlare
di questo aspetto qua che è un aspetto interessante. A volte si dice che abbiamo due cervelli,
il cervello nella scatola cranica e quello dell'intestino, ne abbiamo già parlato in
queste pillole. In realtà si potrebbe dire anche che il nostro cervello nella scatola
cranica si può trovare in due stati differenti. Io scherzosamente chiamo uno dei due cervelli
il glucocervello e l'altro il chetocervello. Mi spiego meglio, quando noi non assumiamo
cibo il nostro corpo entra in quella che si chiama chetosi, cioè inizia effettivamente
a utilizzare i grassi. Il nostro cervello è l'organo che consuma più zuccheri di tutti
gli altri organi, però è in grado di funzionare anche con un carburante diverso. Può funzionare
fino al 75% non più a glucosio, ma a corpi chetonici, come l'acido beta-idrossibutirico,
credo di averlo detto giusto, che è il principale. Questo cervello chetocervello è un cervello
che ha delle prestazioni completamente diverse rispetto al cervello che funziona esclusivamente
a base di zuccheri. Allora si può dire che la più parte della popolazione oggi ha un
cervello che conosce solo uno dei due stati principali di questo cervello. E lo stato
del chetocervello non è uno stato secondario che la natura ha messo a disposizione solo
per le situazioni di emergenza. Sarebbe un po' come dire che la notte è una situazione
di emergenza. No, è un cervello che è di nuovo frutto di un'alternanza, quindi noi
frequentavamo, ci alternavamo fra un cervello soprattutto a funzionamento chetonico, che
da corpi chetonici è un cervello a funzionamento soprattutto a corpi a zuccheri.
Ora, questo cervello, intanto ci sono delle ricerche che già dimostrano che questo chetocervello
è molto più protetto rispetto a tutti i disturbi neurologici, dall'Alzheimer al Parkinson,
ai disturbi bipolari all'epilessia, eccetera. E' un cervello che ha maggiori capacità in
prendimento, ma più importante ancora è un cervello che permette alla persona di essere
più presente, più lucida, più stabile. Quindi ha delle caratteristiche estremamente
interessanti. Ovviamente tutte queste caratteristiche sono
anche da collegare con il fatto che quando noi abbiamo accesso a questo serbatoio più
grande di energia, noi ci troviamo in una condizione decisamente migliore in termini
di stabilità. Non abbiamo più fluttuazioni in termini di energia. Una delle idee preconcette
sul digiuno è di pensare che quando si digiuna si ha fame, ad esempio. Non si ha fame perché
il corpo è nutrito dall'interno. Tra l'altro il corpo nel corso del digiuno non ha fame
anche perché certi ormoni, come il famoso ormone della fame, la grelina, se mi ricordo
non ha fame, ma nella misura in cui prolunghiamo il nostro digiuno.
Altro aspetto estremamente interessante durante il digiuno, e di nuovo contrariamente alle
diete ipocaloriche, il nostro metabolismo basale non solo non si abbassa ma addirittura
aumenta. Ci sono ormoni che tengono attivo il sistema centrale, quindi siamo più presenti
e, cosa importante da dire, se ne rendiamo già conto durante il digiuno intermittente,
quando digiuniamo anche per molti giorni abbiamo a disposizione molta più energia.
E, cosa ancora più importante, sempre per l'aspetto organico, tutto il nostro apparato
muscolo-scrieletrico durante il digiuno viene di nuovo protetto perché abbiamo produzioni
maggiori di ormoni della crescita, di amminoacidi che sono di nuovo protettivi per le strutture
muscolari. C'è tutta una serie di meccanismi che vengono messi in atto che fa sì che durante
un digiuno il nostro corpo resta forte, performante, resistente. Tra l'altro lo possiamo anche
capire perché questo è il momento, quando noi non abbiamo più a disposizione il cibo,
quando torniamo nella mitica savana, era il momento in cui dovevamo essere attivi, andare
a cercare cibo, avevamo bisogno di energia, di focus mentale e quindi questo era ciò
che l'organismo ci dava.
Senti, io sono un po' preoccupata Massimiliano, perché noi stiamo facendo queste cose estremamente
interessanti a un pubblico però che può prenderle anche in un modo massimalista e
quindi diciamo un attimo questo digiuno quanto può durare e come può essere fatto per non
diventare pericoloso. Non vorrei poi avere un pubblico di denutrimento.
Soprattutto chi lo può fare, in quali condizioni bisogna essere e chi lo può fare.
Le domande dal pubblico è proprio che ci chiedono questo, ci chiedono se è valido
praticarlo anche solo pochi giorni a settimana, se si può sgarare dal…
E' importante questa domanda, probabilmente mi sarei, spero, ricordato anche di parlarne,
perché se è vero che il digiuno è intermittente sostanzialmente chiunque può approcciarlo
anche da solo e quando iniziamo a parlare di digiuno di più giorni, se una persona
non ha esperienza è molto importante essere guidati inizialmente da una persona competente.
Mi ricordo i miei primi digiuni li ho fatti ad esempio col dottor Giuseppe Cocca in Italia
che da più di trent'anni accompagna persone a fare digiuni e semidigiuni e quindi per
chi vuole un nome di riferimento di una persona molto valida sicuramente lui è un possibile
riferimento.
Quindi sempre utilizzare qualcuno di esperto, preferibilmente un medico, nelle prime esperienze
anche perché bisogna capire bene prima di tutto che cosa accade durante un digiuno.
Cioè ci sono vari sintomi, c'è effettivamente per alcune persone una crisi di adattamento
perché è un po' come dire, il passaggio da questi due serbatoi di energia è qualcosa
che va come recuperato, è qualcosa che sappiamo fare, ma le vie metaboliche sono un po' come
addormentate e vanno in un certo qual senso ricostruite, quindi inizialmente è importante
avere una postura mentale corretta durante il digiuno, molto spesso le famose crisi che
si hanno durante il digiuno sono più di natura emotiva e sono legate a certe resistenze nei
confronti del processo, quindi di nuovo una persona che accompagna è fondamentale.
Adesso ci sono ovviamente delle contraindicazioni nei digiuni prolungati per persone che hanno
problemi di magrezza estrema, disturbi alimentari, ovviamente donne in gravidanza, in allattamento,
anche persone che hanno paure ossessive, sicuramente è meglio evitare il digiuno,
non si può digiunare in uno stato di paura ad esempio, persone che hanno problemi a livello
renale epatico ovviamente anche in questo caso può essere un problema e andrebbe verificato
da un medico, forse anche le persone che hanno subito un trapianto, perché durante un digiuno
si rafforza il sistema immunitario, nel caso di un trapianto potrebbe non essere auspicabile,
insomma c'è tutta una serie di attenzioni quindi per persone che hanno condizioni particolari
in questo caso ovviamente ci vuole un medico esperto di digiuni che potrà guidarle nella
forma più corretta, quindi il mio consiglio è all'inizio non fate il fai da te è meglio di no,
perché si possono creare delle brutte esperienze, non ha senso essendo questa pratica così potente
e così importante, è come guidare un'automobile molto potente, se non avete appena preso la
patente è meglio non mettersi alla guida di una Ferrari, tra l'altro questo mi permette anche di
dire una cosa, allora un'altra cosa importante da dire a livello proprio tecnico, quanto tempo
si può digiunare? Ora qui la risposta non può essere data in termini assoluti, prendo un esempio,
l'esempio del digiuno più lungo diciamo riportato in termini ufficiali, negli anni 60 uno scozzese
Angus Barbieri ha digiunato per 382 giorni, più di un anno, allora questo ci fa capire una cosa,
fintanto che noi abbiamo delle riserve, riserve in termini di nutrienti, macronutrienti possiamo
teoricamente andare avanti a lungo, c'è però un problema, un problema che lo stesso Angus
Barbieri ha osservato, lui era partito per fare un digiuno di 40 giorni e già oggi un digiuno di 40
giorni sembra qualche cosa di incredibile, bisogna però rendersi conto che la condizione fisica dei
nostri nonni e bisnonni era diversa dalla nostra, loro avevano una riserva alcalina, una riserva in
termini di micronutrienti molto più importante della nostra, perché i cibi di cui loro si
alimentavano erano più ricchi di micronutrienti, ci sono delle analisi e degli studi che dimostrano
che i nostri cibi dai vegetali ai latticini alle carni eccetera hanno perso sostanzialmente 50%,
quindi noi ci siamo impoveriti, ecco una delle ragioni per cui non possiamo più fare dei digiuni
così lunghi non è tanto la mancanza di tessuto adiposo, di macronutrienti, quanto la mancanza di
micronutrienti, quindi vitamine, sali minerali, olioelementi, cose di questo genere. Ora questo
signor Angus Barbieri era partito 40 giorni, poi stava così bene, non aveva nessuna sensazione di
fame, nessuna sensazione di ansia, aveva energia, stava bene e è andato avanti, altrimenti lui era
una persona esageratamente sovrappeso, pesava più di 200 chili e è arrivato al termine del
digiuno a 85 chili. Questo solo per dire che non c'è un limite, il vero limite in realtà è la
nostra eventuale carenza in termini di micronutrienti e questo fa sì che effettivamente molto spesso i
digiunatori oggi propongono alle persone che vogliono esplorare i benefici di un digiuno
prolungato di spezzarlo in più digiuni intervallati da un periodo sufficiente di tempo o
interrompere i digiuni con un apporto in termini di micronutrienti, cosa che lo stesso Angus
Barbieri fece a suo tempo. Quindi ovviamente attenzione a fare i digiuni da soli, prolungati,
perché bisogna conoscere bene il tema, sapere che cosa può accadere al corpo, quali possono
essere le risposte metaboliche, farlo in un gruppo c'è anche il sostegno del gruppo e ovviamente
bisogna piano piano imparare a conoscere il proprio corpo, rimparare a conoscere il proprio
corpo. E soprattutto bere molta acqua perché il digiuno può essere un digiuno da cibo ma il
digiuno d'acqua non si può fare. Tu hai ragione, il digiuno come noi lo conosciamo sicuramente è
il digiuno ad acqua e esiste per completezza della mia esposizione una forma di digiuno,
che tra l'altro io stesso ho praticato una volta, che si chiama digiuno secco che è più figlia
della scuola russa. Oggi c'è un medico in Russia, il dottor Filonov, che è il massimo esponente di
questa pratica, che consiste nel fare un digiuno completo dove non c'è neanche più l'acqua in
questo caso. Ovviamente questo tipo di digiuno è sconsigliabile, cioè non può essere fatto che
sotto un monitoraggio medico e in una struttura medicalizzata, quindi è qualche cosa di molto
particolare, molto più intenso, diverso, attiva meccanismi diversi. Era solo per dire c'è questa
pratica del digiuno secco ma in questo caso non si scherza, non si può fare se non in strutture
specializzate che hanno un'ottimale esperienza riguardo. Tutto per dire questo, teoricamente il
digiuno secco non è un'aberrazione, dobbiamo pensare all'animale nella natura che quando è
ferito si accuccia da qualche parte, se non ha la fortuna di essere vicino a un corso d'acqua,
ovviamente lui per rigenerarsi e guarirsi rimarrà in uno stato di digiuno secco senza acqua.
Nel senso il nostro organismo è in grado anche di digiunare senza acqua perché noi siamo in
grado di produrre acqua internamente, però ovviamente il processo richiede sostanzialmente
un organismo i cui organi sono sostanzialmente sani perché ovviamente lo stress in quel caso è
maggiore. Abbiamo superato già di gran lunga il nostro tempo però io ho una domanda a cui tengo
molto e che è il digiuno religioso. Tutte le pratiche religiose prevedono il digiuno in forme
diverse, per esempio il digiuno ebraico sono 24 ore a digiuno secco e sono anche di più perché poi
dipende dal periodo, si va da luce a luce e quindi quando capita in periodi in cui le giornate sono
lunghe sono anche 26 o 28 ore. Il digiuno del ramadan per esempio è un digiuno in cui si mangia
soltanto in un breve periodo, un pranzo fatto al giorno. Ci sono dei digiuni cattolici anche per
esempio molto a quaresima dove non si mangia carne, si mangiano soltanto verdure, non si può
mangiare niente di animale e poi addirittura con dei giorni di digiuno. E poi ci sono tutti i digiuni
dei mistici i quali per accedere a degli stati di coscienza alterata, delle visioni eccetera
praticavano dei digiuni molto prolungati. Allora perché in tutte le religioni ci sono
i digiuni? Sono motivi genici? Ci sono dei motivi anche di cambiamento del funzionamento del cervello?
Allora è chiaro che qui la risposta ovviamente non può essere, ci possono dare molte risposte. C'è
sicuramente una componente igienica nel senso di promuovere delle pratiche che sono vantaggiose
per il mantenimento dello stato di salute delle persone. Poi ovviamente i digiuni più prolungati
a volte avevano delle motivazioni prettamente religiose come ad esempio l'espiazione o altri
aspetti che in un certo senso si faceva questa pratica come una sorta di pratica di privazione.
Io avrei tendenza a guardare la cosa diciamo da un'altra prospettiva e che è che il digiuno
ovviamente è un modo prima di tutto di accedere a maggiore energia. Nel senso immaginate una persona,
un mistico senza specificare meglio di che natura, o una persona che vuole approcciare
un percorso di ricerca interiore che prevede delle pratiche intense. Sostanzialmente queste
pratiche intense richiedono di padroneggiare la propria mente e uno degli strumenti principi
attraverso il quale si padroneggia la propria mente è di utilizzare il corpo come un alleato.
Dobbiamo rendere prima di tutto il corpo estremamente stabile, silenzioso e in grado
di allinearci con la sua immobilità interna ed esterna e a questo punto possiamo usare questo
punto di riferimento per allineare e quietare anche la nostra mente. Ecco che allora il digiuno
diventa uno strumento per creare una condizione di maggiore stabilità. Prima di tutto perché
abbiamo accesso a un'energia continuativa e stabile che non abbiamo accesso solitamente.
Immaginate di rimanere seduti in meditazione a lungo tempo con il disturbo continuo di
microcrisi ipoglicemiche date dalle fluttuazioni di zucchero nel sangue e ogni altro aspetto
organico che si fa sentire che crea continue intemperanze. Tra l'altro un altro aspetto
giusto per ricollegarmi a quello che ho detto prima. Se è vero che quando eravamo nella
mitica savanna e che cercavamo cibo ovviamente avevamo a disposizione questo chetocervello,
questa maggiore energia, il nostro apparato muscolare estremamente forte e resistente
in quel momento e lì avevamo un focus particolare. Adesso potremmo dire che l'uomo emancipato,
l'uomo che tende verso lo spirituale potrà utilizzare quella stessa energia per mantenere
un focus verso un ascesi, verso una concentrazione, rimanere concentrato nella pratica che avrà
scelto ovviamente di praticare, questo dipenderà dalla tradizione o dal tipo di tecnica interiore
che utilizzerà, ma sicuramente tramite il digiuno avrà accesso a qualcosa, come dire,
il corpo diventerà un enorme alleato, qualcosa che può sostenerci nella pratica anziché
essere fonte di interferenza. Ovviamente la pulizia che si genera tramite il digiuno
permette al nostro strumento corporeo di diventare in un certo qual senso più sottile, più trasparente,
più silenziosa e quindi ci permette anche di osservare meglio tutto ciò che si muove al
di là del rumore ambientale solito che è quello del nostro corpo e della nostra vita. Ovviamente
il digiuno è un'assenza di un certo tipo, poi ci sono tanti tipi di assenze che noi possiamo
coltivare e che ci aiutano ad esempio ad esplorare il reale più in profondità, questo ovviamente è
un vasto soggetto, qui non penso che avremo il tempo di svilupparlo. Forse un'ultima chicca da
dire, il fatto che quando digiuniamo entriamo in questo genere di pratiche che migliorano
sostanzialmente il nostro livello di energia e anche di lucidità, molte persone non riescono a
mantenere questo tipo di pratiche perché questa energia supplementare sostanzialmente se non viene
canalizzata in modo corretto va ad alimentare semplicemente i loro conflitti. Il digiuno
fisico è importante da abbinarsi anche a un digiuno di tipo mentale, non ci sono solo le
tossine fisiche, ci sono anche le tossine mentali e quando digiuniamo queste tossine mentali che poi
tra l'altro sono quelle che sono responsabili dei nostri comportamenti disfunzionali, sono
quelle che dobbiamo guardare, dobbiamo investigare e dobbiamo anch'esse liberarci e in un certo
qual senso cercare nuove strategie di vita e nuovi obiettivi e allora sì che questa energia
diventa funzionale, altrimenti se non lo facciamo alimentiamo con più forza i nostri conflitti,
il nostro sistema si protegge, entra in uno schema di resistenza e torniamo alle vecchie
abitudini del passato. Senti, mi hai convinto Massimiliano, diciamo che io da domani faccio
il digiuno intermittente, due domande, c'è chi parla di mangiare 8 ore e digiunare 16,
si dice che per le donne va anche bene digiunare 14 e mangiare 10 e poi che cosa succede se un
giorno sgarro, magari un weekend, sono con gli amici e voglio farmi un bel breakfast,
questo distrugge tutto il beneficio? Ascolta, ovviamente è una domanda tecnica, ci sono degli
studi che tendono a dire che uno sgarro non è così importante, ovviamente sarà sempre fonte
di un leggero scombussolamento, se ricordo bene gli studi del dottor Sachin Panda, che tra l'altro
ha scritto un bellissimo libro che si chiama The Sirkadian Code, che credo purtroppo che non sia
tradotto in italiano, in questi esperimenti sugli animali lui osservava ad esempio che si
poteva sgarrare fino a una o due volte alla settimana senza perdere in un certo senso i
benefici della pratica. Ora non so bene se tra i roditori e gli umani si può traslatare questa
informazione, però diciamo che sicuramente uno o due sgarri a settimana, direi uno andrebbe bene,
due stai rischiando di buttare via il lavoro, perché è un lavoro che si costruisce qualche
cosa e poi non si vuole ricominciare completamente. All'intervallo di tempo fino alle 11 ore va bene,
diciamo, è chiaro tu sai che quando fai 8 sei nel top, diciamo, tra le 8 e le 11 va ancora bene,
tra le 11 e le 12 è quando il semaforo è arancione, dove tu non dovresti attraversare.
Un'ultima domanda dal pubblico se abbiamo tempo, Emilio Gatto ci chiede ma non esistono sostanze
tipo le vitamine che vanno assimilate ad intervalli più brevi o che il corpo non può
creare altrimenti il sistema corpo va in sofferenza? Sì, era quello che dicevo prima
riguardo a quella che a volte viene definita la riserva alcalina, cioè la nostra riserva di
micronutrienti ovviamente per certi micronutrienti è limitata quindi va rigenerata, un esempio
emblematico è quello della vitamina C che noi siamo tra i pochi animali, credo noi,
le cavie di laboratorio e qualche altro animale esotico siamo gli unici che non riusciamo a
produrla, quindi ovviamente il nostro digiuno in un terzo senso si ferma là dove esauriamo
queste risorse, tra l'altro se ne erano già accorti in termini sperimentali ad esempio i
digiunatori in America della scuola di Shelton, loro facevano dei digiuni molto lunghi però
vedevano che a un certo punto ad esempio il processo di disintossicazione da qualche parte
si bloccava e non riuscivano a capire perché e allora a questo punto iniziavano a dare ad esempio
un succo di frutta, delle vitamine eccetera e di nuovo l'organismo, il metabolismo ripartiva e
questo processo di disintossicazione continuava, quindi sicuramente sì è un aspetto di cui bisogna
stare attenti ed è sostanzialmente oggi ciò che limita la durata di un digiuno,
cioè le nostre riserve non in macronutrienti ma in micronutrienti. Ecco ma questo vale
per i digiuni prolungati, non per i digiuni in terzo senso? Assolutamente, solo per i
digiuni prolungati. Bene a questo punto abbiamo sgarrato alla grande, siamo a 46 quasi 47 quindi
Clara tu hai altre domande o possiamo concederti? Domande ne avrei altre 46 più o meno 47 ma visto
che insomma dobbiamo anche un po' digiunare direi che la nostra pillolina cerchiamo di
contenerla e di togliere un po' di cibo anche se il cibo per la mente va sempre bene insomma e
speriamo che queste pillole per la mente siano davvero nutrimento per la nostra mente,
nutrimento sano. Assolutamente, Massimiliano sempre un piacere averti con noi, ti ringrazio,
do appuntamento a tutti a giovedì prossimo per l'ultima pillola che riguarda un tema di grande
attualità, il covid e come si può combattere anche attraverso la dieta. Ne parlerà un medico
pneumologo che è anche stato per lunghi anni membro del comitato direttivo di Brain Circle Italia e
che ha avuto il covid e che l'ha superato brillantemente a 82 anni secondo lui grazie
anche alla dieta. Quindi ci vediamo giovedì prossimo alle 18.30 e ringrazio molto l'UNDEC
che supporta incondizionatamente questi nostri incontri e ci permette di realizzarli.
Buona serata a tutti.
