Alfa Romeo 33 Stradale - Rinasce il mito grazie alla Manifattura Automobili Torino

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Ciao Belli, in questo video Parliamo della Alfa Romeo 33 stradale di MAS
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Ciao belli, ma vi rendete conto? Come hanno potuto? Hanno fatto la replica dell'ottava
meraviglia del mondo praticamente. Hanno replicato l'Alfa Romeo 33 stradale. Ma come
si sono permessi? Si tratta di blasfemia motoristica? O forse no? Beh, ora ne parliamo bene. Voi
intanto sapete cosa fare, no? Mettetevi comodi, controllate di esservi iscritti al canale,
la campanella e sigla.
Ebbene sì ragazzi, l'Alfa 33, come la pecoradolli, è stata clonata. Vabbè, c'è chi dice
sai che roba, ci sono auto che vengono clonate tutti i giorni, pensate alle Cobra, alle
Lotus 7, alle GT40. Ma dov'è la notizia? Non è così semplice.
Prima di tutto facciamo chiarezza. Ma chi è lei, l'Alfa Romeo 33 stradale? Si tratta
di una vettura coupé disegnata da Franco Scaglione. È un po' come fosse Jimi Hendrix,
Steven Spielberg, il Frank O'Gary della carrozzeria sostanzialmente. Sue sono per esempio le
Alfa Romeo berlinette aerodinamiche tecniche, le Bat, giusto per fare un esempio. Se questo
non fosse sufficiente vi basti pensare che lui è il signore che ha disegnato la prima
Lamborghini, la 350 GTV. Direi che ce n'è abbastanza per far infallidire chiunque.
Ma torniamo alla 33 stradale. Per costruirla hanno preso quello che c'era disponibile
sullo scaffale dei pezzi di ricambio dell'Alfa Romeo tipo 33. Quindi in cuor suo è un'auto
da corsa fatta e finita e infatti è spinta da un meraviglioso propulsore 8 cilindri disegnato
niente meno che dall'ingegner Busso, proprio quello del V6, il violino di Arese, che le
dona infatti 230 CV e la possibilità di correre a oltre 260 km all'ora. La forma è sinuosa e
intrigante, le portiere ad ali di farfalla poi furono una grande novità, il telaio glielo
faceva direttamente autodelta e il peso della macchina non arrivava neanche a 700 kg. Praticamente
una ricetta perfetta come la pizza margherita. Di questi gioielli ne erano previsti per la
produzione meno di una ventina e pensate che quelli che poi hanno effettivamente realizzato
sono ancora di meno. Quindi direi che è chiaro no? La 33 stradale è fatta della stessa materia con
cui sono fatti i sogni. Per mettervi in garage una di queste, se permesso che troviate qualcuno che
ve la voglia vendere, vi dovrete preparare a spendere ben oltre 10 milioni di dollari. Almeno
questo è il prezzo che è stato pagato per l'ultima che è stata battuta all'asta. Ma cosa succede se
non volete aspettare la prossima asta e soprattutto se non volete spendere 10 milioni di dollari?
Piccola comunicazione di servizio. Come mi avete chiesto sotto alcuni video nei commenti ho aperto
un canale Telegram. E' veramente un modo molto simpatico per rimanere in contatto fra un video
e l'altro, per condividere la passione per i motori. Ci vediamo anche lì. Cercando bene potreste
trovare dei signori disposti a costruirne una per voi. Questo è il caso infatti della Manifatura
Automobili Torino. Mas, quelli della nuova Stratos per capirci. In cambio di un relativamente
ragionevole milione e mezzo vi daranno in cambio 12.000 ore del loro tempo e una ricreazione del
mito. L'approccio è quello giusto. Hanno studiato e analizzato ogni singolo elemento che riguarda la
33 stradale per filo e per segno. Ogni singolo pannello è stato realizzato a mano. Il propulsore
è stato realizzato partendo da un V8 di una Alfa Romeo Montreal e adesso insomma con qualche
aggiustatina è un 2,6 litri capaci di erogare 240 cavalli. Giusto un pizzico di più dell'originale.
Tutto è stato ricreato come allora e forse se è possibile anche meglio. Ecco quindi prendere vita
un gioiello come la Mac e questo inevitabilmente ci riporta alla domanda di partenza. Ricreare
una meraviglia del genere da tenere in una sorta di Jurassic Park motoristico è giusto? In una
parola sì. Costruire una replica di un'auto del genere è di una difficoltà inimmaginabile. Ci sono
un milione di ostacoli da superare e l'unico modo per farlo è appellarsi a una passione infinita per
quello che si sta facendo. Impossibile comprare pezzi di ricambio, impossibile trovare manuali,
impossibile trovare istruzioni. Tutto va ricreato, tutto va vissuto come fosse la prima volta. Credo
sia forse la più bella dichiarazione d'amore che si può fare a un'automobile. Il risultato finale
può essere solo in un modo perfetto perché deve superare il giudizio del più severo dei giudici,
se stessi. Se non è perfetta non è finita. Questo è l'unico mantra che si ripete nella
testa di chi si dedica a un lavoro del genere. Anche quando è difficile crederci, anche quando
è notte fonda, anche quando sono passate 12.000 ore. Per chi è abituato a criticare, per chi è
abituato a vedere senza guardare veramente, ma anche per correttezza, per carità ci mancherebbe,
e forse anche per un pizzico di orgoglio, lo scudetto originale dell'Alfa Romeo lascia spazio
allo scudetto della massa. Giusto, giustissimo, doveroso. E quindi ditemi voi come si può non
apprezzare un'automobile che nasce grazie a un processo del genere? Vi saluto con una sfida
questa volta. Provate a guardarla e a dirne male. E ricordatevi che chi non si iscriva al canale è
un sacripante.
