Intervista Antonio Stango

The Epoch Times Italia
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3 dic 2013
Intervista del Giorno
Cosa sono i visi ricerca rossi e come impattano nella vita di ogni paese democratico e non?
Si tratta di questo, l'Interpol è l'associazione che funziona come un'organizzazione internazionale
fra le polizie di oltre 180 stati del mondo.
L'Interpol non può emettere dei veri mandati di cattura che sono competenza delle magistrature
dei diversi stati, ma emette dei codici di ricerca di due tipi, gialli per persone scomparse,
rossi per persone ricercate da alcuni degli stati le cui polizie sono membri dell'organizzazione.
Ora, l'Interpol non si occupa per statuto, come è logico, di questioni politiche.
Deve perseguire dei crimini comuni, soprattutto quelli più gravi di portata internazionale,
fra i quali reati finanziari, riciclaggio di denaro e terrorismo.
Ci sono alcuni stati che, anziché limitarsi ad usare la possibilità dell'Interpol
per perseguire dei criminali comuni che siano fuggiti all'estero,
cercano di utilizzare questo meccanismo per fare ricercare, in altri stati, degli esoli politici.
Lo fanno imputando questi esoli di reati comuni, tipico quello del riciclaggio di altri reati finanziari,
e in alcuni casi arrivano anche ad accusare, senza alcuna base concreta di terrorismo,
alcuni degli esoli per cercare di ottenerne l'arresto, in modo da poterne poi chiedere l'estradizione.
In sostanza, nel quadro del diritto internazionale, come si può inquadrare?
Perché sappiamo tutti che la polizia agisce normalmente sul mandato della magistratura,
in tutti i paesi democratici.
Deve essere così. Dal punto di vista del diritto internazionale è chiaro che nessuno Stato,
e soprattutto nessuno Stato democratico, dovrebbe respingere verso il proprio Stato di origine
delle persone che hanno chiesto o addirittura che hanno ottenuto già asilo per motivi politici al di fuori.
Cioè il principio chiarissimo è quello del non respingimento verso uno Stato
dove si può essere perseguiti in ragione delle proprie idee o delle proprie azioni meramente politiche.
La magistratura ha il compito, come nel caso dell'Italia e normalmente in tutti gli Stati,
di valutare le richieste di arresto, di trasformare eventualmente in arresti i fermi che siano stati operati
e di pronunciarsi poi consentenza su eventuali richieste di estradizione.
A quel punto sono i ministri della giustizia normalmente che,
se c'è un parere positivo da parte della magistratura competente,
possono autorizzare l'estradizione stessa verso lo Stato che lo richieda.
In tutto questo intervengono naturalmente le questioni politiche.
Ci sono stati dei casi, in particolare da parte del Kazakistan, ma anche dell'Ucraina e della Russia,
in cui con motivazioni riconducibili a pretesi reati comuni,
si sta tuttora cercando di far ritornare nel Paese degli esili politici.
E qui bisogna interagire con la magistratura e con i governi competenti.
Benissimo, è chiarissimo.
Quindi in questo senso approfondiamo il caso italiano, nel senso che si è verificato in Italia,
della signora Alma Shalabayeva.
Sinteticamente è stata arrestata dalla Polizia di Stato italiana in maggio.
Ci vuole un pochino, sinteticamente ovviamente, illustrare cosa è accaduto in questa situazione?
Sì, a fine maggio del 2013 la signora Alma Shalabayeva si trova in una villa verso Roma
con una bambina di sei anni, la figlia, ed è scattata un'operazione di polizia molto grande
con oltre trenta agenti in borghese della Polizia di Stato italiana
per cercare di catturare non lei, ma il marito, Mukhtar Ablyazov,
su cui pendeva una richiesta di arresto da parte della magistratura del Kazakhstan.
Premetto che la magistratura del Kazakhstan non è un organismo indipendente,
ma dipende in pratica dal capo dello Stato, il signor Nazarbayev.
Quindi la Polizia cercava sulla base di un codice di ricerca rosso appunto dell'Interpol
il signor Mukhtar Ablyazov.
Non avendolo trovato ha pensato bene di fermare, di portare in questura la moglie
sulla quale non c'era nessuna richiesta di arresto dal Kazakhstan e tantomeno dall'Interpol
e quindi questa signora non aveva altra colpa che quella di essere la moglie
di un signore ricercato da un governo autoritario.
Dopo che è stata fermata la Polizia nel giro di due giorni è stata prima mandata a un CIR,
a un centro di identificazione ed espulsione, un CIE e nel giro di 48 ore è stata espulsa
verso il Kazakhstan, addirittura su un jet privato pagato dal governo casacco.
Quindi in violazione del diritto internazionale e anche del diritto interno italiano.
Assolutamente, chiarissimo, quindi anche la dinamica dell'arresto di questa signora
è fondamentalmente vittima del fatto di essere moglie di un signore molto importante nel suo paese
che è un banchiere se non ho sbaglio ed è anche ex ministro dell'energia.
È stato ex ministro dell'energia che per il Kazakhstan ha un'importanza fondamentale
perché il Kazakhstan si basa sulla produzione di idrocarburi e di altri elementi del sottosuolo e di energia.
Muhtar Ablyazov è stato anche, dopo essere stato ministro, fondatore di un partito di opposizione democratica
e in combinazione proprio dopo aver fondato quel partito è stato accusato di corruzione,
arrestato, incarcerato, amnistiato dopo sei mesi dal Presidente, è stato all'estero,
ha potuto operare una nuova banca in Russia, dopo lì che ci sono stati dei momenti complessi di nazionalizzazione
da parte del Kazakhstan, della banca prima privata di cui era stato direttore Ablyazov in Kazakhstan
e l'accusa di varie frodi di carattere finanziario.
Ovviamente io qui non posso entrare nel merito dei processi in corso sulla questione meramente finanziaria.
E' chiaro peraltro che il principale accusato dall'opinione pubblica e anche a livello internazionale
di reati finanziari in Kazakhstan è lo stesso Presidente, però lì è vietato accusarlo pubblicamente
con leggi specifiche che tutelano la sua onorabilità.
Il problema è che si tratta in ogni caso di una persona che ha ottenuto l'asilo politico nel Regno Unito
e che poi è stato in luglio arrestato in Francia sulla base di uno di questi famosi codici rossi dell'Interpol
e su cui non il Kazakhstan, che non ha un trattato di estradizione con la Francia, ma l'Ucraina e la Russia hanno chiesto l'estradizione.
Su Ablyazov la magistratura e il ministro della giustizia francesi dovranno esprimersi nelle prossime settimane.
In chiusura volevo sapere in questo momento, la signora Almash e la Baieva, come sta?
Cosa è successo dopo il 30 di maggio?
Ricordando anche che è stata arrestata con una figlia, una bambina di 6 anni.
Si stava un po' dimenticando che forse di tutto questo è la cosa più grave, perché gli adulti ci sta nel mondo
che possano accadere certe cose, ma una bambina di 6 anni avrà subito un trauma notivo,
vuole essere incarcerata in un centro detentivo e in giro di tre giorni subire questo tipo di trattamento.
La bambina non fu incarcerata, fu lasciata nella villa dove aveva comunque assistito a questa gigantesca,
sproporzionata operazione di polizia al termine della quale era stata portata via la madre.
Fu poi prelevata a casa, dopo quei terribili due giorni, portata all'aeroporto di Champino
e lì messa insieme con la madre sull'aero ed è stradata in Kazakhstan.
La bambina andava a scuola, era bravissima in una scuola privata di Roma, parla italiano,
ha nostalgia dei suoi compagni di scuola e ovviamente non capisce perché sia successo tutto questo.
Si trovano lei e la madre ad Almaty, la ex capitale casacca, nella casa dove vivono i genitori della signora Alma
e si aspetta che le autorità casacche consentano alla signora e alla bambina di uscire dal paese.
Per ora non lo consentono in quanto hanno accusato, credo strumentalmente,
la signora di avere corrotto dei funzionari per ottenere documenti falsi.
La spiegazione ufficiale da parte delle autorità casacche è che la signora potrà lasciare il paese
quando l'iter giudiziario rispetto a questo caso sarà stato completato.
