Sindrome Metabolica: salute, ultima chiamata!

Domande al Nutrizionista
25 iscritti
10 Visualizzazioni video·10 mag 2024
Tra storie di "caos metabolici" e "quartetti mortali", ripercorriamo oggi la tortuosa vicenda della sindrome metabolica: ultimo campanello d'allarme a intervenire mediante lo stile di vita, prima che sia troppo tardi per la salute cardiovascolare... Visita il nostro sito https://www.spaziosfera.com
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Un saluto a voi amici del web secondo
appuntamento della nostra serie dedicata
a dieta e rischio cardiovascolare nella
puntata precedente abbiamo raccontato la
storia naturale dell'aterosclerosi fino
all'evoluzione verso le sue più
drammatiche conseguenze quali infarto o
ictus partendo dal momento in cui le
cose cominciano ad andare forte a
livello della parete delle arterie in
particolare del loro strato più interno
e metabolicamente attivo cioè
l'endotelio e abbiamo identificato
questa situazione di disfunzione
endoteliale un po' come la miccia da cui
comincia poi tutto il circolo vizioso
che porta alla formazione della placca
aterosclerotica Oggi però è arrivato il
momento di fare ancora un passo più
indietro e chiedersi ma perché a un
certo punto l'endotelio comincia a
funzionare male Quali sono le cause
originali che innescano la disfunzione
endoteliale E qui la storia Comincia a
diventare più intricata ancora fino agli
anni 70 e 80 l'ipotesi più accreditata
sull'inizio del processo di
aterosclerosi vedeva come imputata
principale la dislipidemia cioè livelli
elevati e sbilanciati di lipidi in
circolo nel sangue e in particolare le
tre componenti fondamentali della
dislipidemia sono trigliceridi alti
colesterolo totale alto e uno
sbilanciamento tra colesterolo
cosiddetto cattivo e quello cosiddetto
buono a favore del primo cioè alte LDL e
basse HDL e questa ipotesi sembrava
naturale da dall'osservazione delle
arterie stesse infatti la principale
caratteristica macroscopica del processo
è l'intasamento delle arterie dovuti a
questi depositi sulla loro parete che
sono principalmente depositi di
materiale lipidico e siccome quasi
invariabilmente in questi soggetti Si
riscontra dislipidemia era più che
naturale ipotizzare che fosse quella la
causa di tutto Ci sono tanti
trigliceridi e tanto colesterolo e gira
che tri rigira finiscono per depositarsi
sulla parete delle arterie ostruendo
questa ipotesi poi era perfettamente
compatibile con le osservazioni
epidemiologiche di Ansel kise del Seven
Country study che aveva osservato una
maggiore incidenza di malattie
cardiovascolari proprio in quei paesi in
cui il consumo di lipidi nella dieta era
più elevato i conti Dunque tornavano
perfettamente E infatti Allora l'ipotesi
lipidica costituiva la base delle linee
guida nutrizionali per la salute
cardiovascolare si diceva bisogna
limitare i grassi nella dieta già Allora
era nota la presenza di altre condizioni
che si associavano tipicamente alla
sclerosi come obesità o ipertensione ma
venivano ritenute semplicemente una
conseguenza o una associazione più o
meno inevitabile era naturale infatti
che chi mangiava tanti Grassi mangiasse
anche tante calorie visto che i lipidi
sono il nutriente più calorico e quindi
è abbastanza ovvio che chi ha
dislipidemia sia spesso anche obeso
quanto all'ipertensione arteriosa invece
anche quella si spiega facilmente come
semplice conseguenza del processo di
aterosclerosi con l'ostruzione delle
arterie dovute all'accumulo di grasso il
loro volume si restringe il sangue deve
passare in uno spazio più stretto a
parità di volume quindi la pressione
aumenta verso la fine degli anni 80 e
poi negli anni 90 Tuttavia un altro
protagonista si affaccia a complicare
questa storia cioè il metabolismo del
glucosio il dottor Norman kaplan della
University of Texas southwestern Medical
Center fece notare in un suo famoso
articolo che alla tradizionale
associazione di dis epidemia obesità e
ipertensione si aggiungeva in quasi
tutti i pazienti anche una quarta
problematica che era la resistenza
all'insulina e questo era un fattore che
si faceva davvero fatica a spiegare nel
contesto dell'ipotesi lipidica perché
mai un eccesso di lipidi avrebbe dovuto
scombinare il metabolismo dell'insulina
che riguarda gli zuccheri questa
osservazione ricorrente era un po'
Quella spina nel fianco che comincia a
far cambiare i paradigmi scientifici
vecchi in favore di quelli nuovi secondo
la famosa dinamica descritta da kun noi
Ci costruiamo tutte le nostre belle
teorie poi tutte le osservazioni che
facciamo cerchiamo di spiegarle in modo
che siano coerenti con le nostre teorie
solo che ogni tanto cominciano
ostinatamente a presentarsi delle
osservazioni che ad onta di tutti i
nostri sforzi proprio Cozzano non
riescono ad essere spiegate dal nostro
modello da prima cerchiamo di ignorarle
o scontarlo o sminuirli ma a un certo
punto questo non è più possibile siamo
costretti ad ammettere che era la nostra
teoria che non stava in piedi e questo
ne è un esempio da manuale resosi conto
che queste quattro quattro condizioni in
apparenza separate tendevano
effettivamente a manifestarsi quasi
sempre insieme kaplan capì che dovevano
avere per forza tutte una stessa causa
comune e che questa causa non poteva
essere la disli epidemia perché con quel
modello i conti proprio non tornavano
egli individuò invece questa causa
comune nell' iperinsulinemia cioè avere
in giro livelli troppo alti di insulina
troppo spesso in effetti noi sappiamo
che tra i suoi effetti secondari
l'insulina ha quello di favorire
l'accumulo di grasso l'aumento della
pressione la dislipidemia è che a lungo
andare picchi frequenti di insulina
portano all'insulina Resistenza in
questo modello quindi non sono più solo
l'eccesso di calorie di lipidi ad essere
sul banco degli imputati ma anche ancora
di più gli zuccheri perché sono proprio
i frequenti repentini picchi di glicemia
e di insulinemia che poi portano
all'Iper insulinemia e quindi a
quell'insieme di dismetabolica che Klan
chiamò in modo minaccioso ma pittoresco
la sindrome del Quartetto mortale a
indicare che poi a loro volta queste
cose portano a diabete di tipo 2 e ad
aterosclerosi quindi rischio di infarto
e ictus e quindi per una buona
prevenzione cardiovascolare non bisogna
guardare solo alla qualità dei lipidi ma
anche a quella dei carboidrati evitando
in particolare cibi e pasti che abbiano
un elevato indice e un elevato carico
glicemico nel 1988 il dottor Gerald
reaven della Stanford University
ribattezzò col nome di Sindrome X meno
pittoresco ma più pratico nell'uso
clinico questo insieme di fattori di
rischio che si presentano quasi sempre
associati fra loro e che portano ad un
elevatissimo rischio
cardiovascolare con questo nuovo modello
i conti sembravano tornare molto bene in
che modo l'iperinsulinemia porta a
ipertensione in moltissimi modi ad
esempio l'insulina promuove il
riassorbimento di sodio e quindi Aumenta
il volume del plasma poi stimola la
produzione di trombossani che sono
vasocostrittori e ancora promuove la
crescita della muscolatura liscia sulla
parete delle arterie rendendole più
spesse meno elastiche In che modo
l'iperinsulinemia porta a dislipidemia
Beh basta Ricordarsi che l'insulina
promuove la sintesi di colesterolo nel
fegato e questo già basterebbe ma in più
Porta anche uno sbilanciamento tra LDL e
HDL E come se non bastasse anche
all'aumento della sintesi di
trigliceridi In che modo
l'iperinsulinemia favorisce l'obesità
Beh l'insulina È l'ormone anabolizzante
per eccellenza quello che vuole farci
mettere da parte le riserve per cui
promuove in tutti i modi la sintesi e la
deposizione di grasso nel tessuto
adiposo ma non solo quello in caso di
picchi massicci e repentini di insulina
si verifica pure quel meccanismo di
ipoglicemia reattiva per cui il glucosio
viene tolto dal sangue così in fretta
che precipita a livelli ancora inferiori
a quelli di partenza e così facendo
scatena immediatamente la fame per cui a
breve distanza dal pasto precedente ci
metteremo di nuovo a mangiare e quindi i
picchi di glicemia e insulinemia ci
mantengono in questo stato di fame
continua infine in che modo l'
iperinsulinemia porta a insulino
Resistenza molto semplice sce quando c'è
in giro troppa insulina e troppo spesso
le cellule finiscono per assue farsi e
quindi diventano sempre meno sensibili
alla sua azione questo peraltro è un
circolo vizioso perché per compensare
questa ridotta efficacia il pancreas
dovrà secernere sempre più insulina
aggravando quindi l'iperinsulinemia e
quindi le due cose peggiorano in tandem
fino a quando il pancreas rinuncia e
siamo arrivati così al diabete di tipo 2
insomma con questo modello tutti i conti
tornavano bene se nonché soprattutto a
partire dagli anni 2000 si aggiunge la
storia ANC ancora un ulteriore tassello
e c'è L'osservazione che alla base
dell'innesco della disfunzione
endoteliale c'è anche sempre uno stato
pro ossidante e proinfiammatorio cioè
stress ossidativo e infiammazione
subclinica subclinica vuol dire di basso
livello ma cronica cioè continuativa e
diffusa Cioè non localizzata ad un sito
specifico come ad una ferita ma in tutto
l'organismo Ebbene nel corso degli
ultimi 20anni di ricerca sempre più
evidenze hanno spinto a cambiare Ancora
una volta la classifica dei colpevoli
dell'aterosclerosi prima sul podio ci
avevamo messo la dislipidemia Poi
l'abbiamo sostituita con
l'iperinsulinemia poi ancora ci siamo
resi conto che probabilmente la vera
medaglia d'oro spettava infiammazione
subclinica e stress ossidativo queste
due condizioni delle quali avevamo
parlato dettagliatamente in due video
specificamente dedicati di cui trovate i
link in descrizione a questo video vanno
sempre a braccetto perché una causa
l'altra lo stress ossidativo induce la
secrezione di citochine proinfiammatorie
e viceversa l'infiammazione aumenta la
produzione di molecole Pro ossidanti a
livello vascolare stress ossidativo e
infiammazione fanno quasi tutti i loro
danni principali inducendo un fattore di
trascrizione di centrale importanza è
presente in tutte le cellule che si
chiama nfkb il quale Innanzitutto genera
un circolo vizioso perché a sua volta
induce la produzione di citochine
proinfiammatorie per cui poi si avrà
ancora Maggiore infiammazione e poi
Attiva altri due enzimi chiave Il primo
è la cicloossigenasi 2 che porta alla
inibizione delle prostacicline
vasodilatatrici e antiaggreganti
piastriniche e alla induzione di
trombossani che fanno l'esatto opposto
cioè inducono vaso costrizione e
aggregazione piastrinica sostenendo
Dunque il processo di aterosclerosi
perché restringono le arterie aumentano
la pressione e rendono il sangue più
viscoso e tendente alla coagulazione
l'altro enzima indotto a livello
endoteliale dall nfkb è lainos che sta
per inducible nitric oxide synesi il
quale porta alla produzione di quantità
eccessive di ossido che ossidandosi
diventa perossi nitrito che a sua volta
è un fortissimo Pro ossidante che
danneggia il DNA e i lipidi l'idea di
questa esplosione di infiammazione
ossidazione è perché fa parte di quel
meccanismo di difesa che quando le cose
funzionano bene ci protegge dalle
infezioni al sito dell'infiammazione
acuta c'è un oxidative Burst e una
mitragliata di citochine infiammatorie
che ammazzano i patogeni e cellule
tumorali E certo danneggiano anche i
tessuti circostanti ma solo come effetto
collaterale sul campo di una battaglia
importante il problema però è quando
questa risposta rimane sotto traccia ma
costante e generalizzata perché lì causa
solo danni continui e Completamente
inutili ai nostri organi e tessuti
incluse le arterie E infatti proprio
l'endotelio vascolare così come i
macrofagi che in esso penetrano sono
tipici bersagli dell'induzione dell'os e
il risultato è quella disfunzione
endoteliale la cui storia abbiamo
raccontato nel video precedente
oltretutto non paghi di danneggiare
direttamente l' vascolare stress
ossidativo e infiammazione esacerbando
ulteriormente il processo di
aterosclerosi anche per vie indirette ad
esempio perché l'infiammazione aumenta
la resistenza all'insulina oppure anche
perché lo stress ossidativo accelera
l'ossidazione del colesterolo LDL che
quindi poi si deposita più in fretta
sulla parete delle arterie D'altra parte
però anche identificare stress
ossidativo infiammazione come la causa
prima da cui parte tutto sarebbe
sbagliato perché in realtà queste stesse
cose sono anche la conseguenza degli
altri fattori in gioco l'esempio più
lampante è che nelle persone obese o
comunque che accumulano Grasso a livello
viscerale è proprio il tessuto adiposo
ad essere il primo produttore in
assoluto di citochine proinfiammatorie
perché gli adiposi viscerali sono
programmati per ragioni evolutive a
essere pro-infiammatori quindi l'obesità
causa sempre infiammazione che poi causa
disfunzione endoteliale e così ci
ritroviamo al punto di partenza per cui
la verità dei fatti è che ad oggi Almeno
per il momento siamo in crisi Su quale
sia esattamente l'origine di tutto e il
podio di cui parlavamo prima deve
rimanere vuoto e probabilmente vuoto Non
perché non siamo ancora arrivati a
capire quale sia la vera origine la
primissima causa che innesca tutto il
processo Ma perché questa causa unica
non esiste e non esiste perché ciascuno
dei fattori coinvolti è a sua volta sia
la causa che la conseguenza di tutti gli
altri per cui si tratta più che altro di
un enorme intrico di problemi che si
autostoel a vicenda in una spirale
viziosa ad esempio prendiamo
l'ipertensione abbiamo detto prima Certo
è conseguenza dell'aterosclerosi perché
la riduzione del calibro dei vasi
sanguigni da un lato e il loro
irrigidimento dall'altro fa aumentare la
pressione del sangue D'altra parte però
può esserne anche la causa perché il
continuo impatto del sangue ad alta
pressione sulla parete dell arterie ne
causa l'ispessimento e l'irrigidimento
per opporsi a questa pressione e non
solo ma ne causa anche il logoramento
soprattutto nelle parti più fragili come
a livello delle B trazioni dei vasi e
questo logoramento induce tutta quella
risposta endoteliale di riparazione che
porta ad infiammazione proliferazione
della muscolatura liscia eccetera con
rischio dell'iniziazione di una placca
aterosclerotica Ecco lo stesso gioco lo
potremmo fare prendendo a caso qualunque
altro di tutti gli altri fattori
coinvolti in questa vicenda ad esempio
abbiamo detto che l'infiammazione porta
ad aterosclerosi via nfkb aos e
ciclossigenasi 2 vero ma funziona anche
a rovescio i macrofagi e le foam cells
che si accumulano nella lesione
aterosclerotica producono citochine
infiammatorie che quindi sostengono uno
stato
proinfiammatorio e non solo ma questo
stesso giochino di cause ed effetto lo
possiamo fare anche prendendo qualunque
coppia di fattori coinvolti nel processo
partendo da uno si può sempre Descrivere
un insieme di conseguenze che portano
all'altro e viceversa ad esempio
prendiamo ipertensione e infiammazione
abbiamo detto il sangue ad alta
pressione logora all'endotelio delle
arterie che per riparare la lesione deve
innescare la risposta infiammatoria
D'altra parte però abbiamo anche detto
l' nfkb indotto dall'infiammazione
induce Tra le altre cose la
ciclossigenasi 2 che produce trombossani
Ad azione vasocostrittrice restringendo
le arterie la pressione aumento quindi
di nuovo possiamo mettere la freccia in
entrambe le direzioni ipertensione porta
infiammazione ma infiammazione porta
ipertensione Ecco Se volessimo impiegare
un paio d'ore di tempo potremmo fare
tutte le combinazioni possibili di
questi fattori e Spi spare come partendo
da uno qualunque di essi si può arrivare
a uno qualunque di tutti gli altri e
viceversa per cui di fatto arriva un
punto in cui tutto sembra essere sia la
causa che la conseguenza di tutto il
resto in una specie di perverso enigma
dell'uovo e la gallina elevato a potenza
e quindi cosa viene prima cosa viene
dopo la verità è che è impossibile da
capire e probabilmente non c'è un solo
percorso prima questo poi quello poi
quell'altro Ma si può partire
indifferentemente in un modo o in un
altro e poi da lì comincia a innescarsi
inevitabilmente anche tutto il resto
possiamo partire dall'ipertensione e poi
viene tutto il resto possiamo partire
dall'infiammazione e viene tutto il
resto possiamo partire dall'obesità e
viene tutto il resto possiamo partire
dall'iper insulinemia e poi viene tutto
il resto eccetera di fatto quello che
poi noi osserviamo è appunto il resto
cioè il pasticcio generale c'è
l'infiammazione c'è l'insulina
Resistenza c'è l'ipertensione c'è la
dislipidemia c'è la disfunzione
endoteliale eccetera e ci sono quasi
sempre tutte le cose e se non ci sono
subito tutte ma solo alcune prima o poi
quasi inevitabilmente Se lasciamo le
cose fare il loro corso senza
intervenire arriveranno anche le altre
Ebbene a questa situazione in cui tutte
queste cose si incasinano più o meno
contemporaneamente poi si autoprop agano
e si autor rinforzano vicendevolmente in
una sorta di Spirale perversa abbiamo
cambiato ancora una volta il nome e da
Sindrome X che poneva l'accento un po'
troppo marcato sui problemi dell'Iper
insulinemia e dell'insulino resistenza
l'abbiamo chiamata sindrome metabolica
poi la diagnosi clinica per praticità si
basa sui parametri più facilmente
misurabili con le comune analisi di
laboratorio in particolare si usano
queste cinque misurazioni circonferenza
vita trigliceridi colesterolo HDL
pressione arteriosa e glicemia digiuno
se almeno tre di questi cinque parametri
sono oltre i limiti si fa la diagnosi di
sindrome metabolica però attenzione a
non confondere il criterio diagnostico
con la condizione in sé questi cinque
parametri sono quelli usati per la
diagnosi semplicemente per facilità di
misurazione ma non vanno confusi con il
quadro clinico della sindrome metabolica
che invece è ben più complesso e non è
dato solo da questi cinque ma anche da
moltissimi altri parametri come appunto
infiammazione stress ossidativo
disfunzione endoteliale
insulinoresistenza eccetera no È come se
voi decideste di identificare un
elefante solamente sulla base che sia
presente o meno la proboscide Ma poi
l'elefante non è solo la proboscide C'è
anche tutto il resto dell'animale e così
la sindrome metabolica la diagnosticate
solo guardando quelle cinque cose ma la
sindrome metabolica in sé è fatta anche
di un sacco di altri problemi e questo
guardate non è ben chiaro nemmeno da
alcuni cardiologi che di fronte a una
diagnosi di sindrome metabolica
prescrivono solo farmaci per curare i
cinque parametri diagnostici cioè
farmaci per controllare la pressione il
colesterolo i trigliceridi e la glicemia
come se la sindrome metabolica fosse
solo i parametri che si usano per la
diagnosi no confondono la proboscide con
tutto L'elefante e così facendo più che
curare al paziente curano solo le sue
analisi del sangue ancora più importante
però è Tenere presente che la sindrome
metabolica per quanto abbia un suo
criterio diagnostico e una sua etichetta
che noi le diamo non è una malattia ma
semplicemente la fotografia di questo
mess di questo enorme pasticcio
metabolico in cui tutto sembra andare
storto insieme non si capisce bene Che
cosa è la causa Che cosa è la
conseguenza di cos'altro Quindi non
dovrebbe essere considerata tanto come
una patologia in sé quanto piuttosto
come un serissimo campanello d'allarme
che dice Attenzione ultima chiamata sei
su una china pericolosissima e se Non
intervieni immediatamente ti troverai
presto o col diabete 2 o con un problema
cardiovascolare legato all sviluppo di
tutto quel processo successivo di
aterosclerosi che avevamo raccontato
dettagliatamente la volta scorsa per
fortuna anche in questo caso c'è la
buona notizia cioè che esattamente come
il processo di aterosclerosi anche la
sindrome metabolica è una situazione
completamente reversibile e non solo è
completamente reversibile ma è
reversibile senza bisogno di ricorrere a
far farmaci a patto però di intervenire
in modo immediato e drastico con la
dieta e lo stile di vita perché se non
lo si fa allora è una sentenza certa di
imminenti nefaste conseguenze
patologiche che a quel punto sì saranno
malattie vere cioè diabete 2 infarto
ictus eccetera l'altro problema dello
scambiare la sindrome metabolica per una
malattia in sé è quello di poi scivolare
facilmente verso un trattamento
farmacologico che è un problema perché
la sindrome metabolica è una condizione
multifattoriale per definiz è un insieme
di tanti problemi diversi laddove noi
coi farmaci riusciamo a trattarne in
genere uno per volta perciò l'approccio
farmacologico la sindrome metabolica
richiede inevitabilmente il ricorso a
una molteplicità di farmaci uno per
ciascun problema ce ne vorrà uno per
l'infiammazione uno per la pressione uno
per il colesterolo uno per i
trigliceridi uno per la glicemia
eccetera per cui anche il rischio di
effetti collaterali è moltiplicato Senza
contare anche l'impegno economico
l'etichetta di sindrome metabolica è
stata creata in origine semp
semplicemente per indicare il fatto che
esiste una correlazione tra tutti i vari
problemi che la caratterizzano no Perché
senò non avrebbe avuto alcun senso
coniare un nome apposta sarebbe bastato
dire tu hai ipertrigliceridemia
ipercolesterolemia ipertensione e
insulinoresistenza il senso di dargli
un'etichetta a parte sta proprio
nell'indicare che siccome tutte quelle
varie cose tendono ad andare storte
insieme Evidentemente sono tutte facce
diverse di uno stesso problema ma era
solo questo il senso non quello di
creare una nuova malattia Purtroppo però
questa è stata esattamente la tendenza
tanto che quando se ne è reso conto lo
stesso dottor kaplan a distanza di quasi
mezzo secolo disse di essersi pentito di
aver spinto sull'etichetta comune e di
auspicare che si ritorni a usare
semplicemente il nome per i singoli
componenti no insulino Resistenza
ipertensione eccetera abbandonando
l'etichetta di sindrome metabolica E
questo perché lui non aveva mai
auspicato che la sindrome metabolica lui
la chiamava sindrome del Quartetto
mortale Ma insomma è l'origine di tutta
la storia ecco Ma lui non aveva mai
auspicato che venisse diagnosticata e
trattata come una malattia in sé quello
con cui non aveva fatto i conti però è
che per come è definita la sindrome
metabolica è esattamente una di quelle
cose che mandano inv visibilio le
aziende farmaceutiche perché è
facilissima da diagnosticare con delle
banalissime analisi del sangue e
richiede poi per essere trattata non uno
ma un cocktail di farmaci diversi e
siccome nella società occidentale data
la nostra dieta la nostra sedentarietà e
i nostri livelli di stress la sindrome
metabolica ha un'incidenza pazzesca
facendola passare come malattia in sé si
possono propinare vagonate di farmaci ma
non va bene l'idea di diagnosticare la
sindrome metabolica non è di
Impasticcati alla sera bensì quella di
suonare un gigantesco campanello
d'allarme che induca a cambiare
immediatamente la dieta e lo stile di
vita come si fa facciamo insieme il
punto di tutto nel prossimo video per
oggi invece ci resta solo da ricordare
il sito
www.spaz.org
cui in alle vostre domande gli account
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Facebook e per finire la regola delle
regole che è questa vita quieta mente
lieta e moderata dieta Tutto chiaro
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