Settimana della lettura - Il re degli dei - Incontro col Mito

Alessandro Gelain
22 iscritti
28 ott 2024
Una chiacchierata con allievi ed allieve del Masotto e qualche lettura dal libro "Il re degli dei"
Chi legge a 70 anni avrà vissuto solo una vita, la propria.
Chi legge avrà vissuto 5.000 anni.
C'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia,
quando Leopardi ammirava l'infinito.
Perché la letteratura è una immortalità all'indietro.
Ieri abbiamo avviato la settimana della lettura.
La lettura a livello nazionale è arrivata all'ottava edizione
e durerà fino a sabato 20.
Migliaia di ragazzi in tutta Italia e anche all'estero,
anche gli italiani e gli studenti italiani all'estero,
sono collegati per questa importante iniziativa a livello nazionale.
Anche la nostra scuola, oramai da parecchi anni, onora questo evento.
Quest'anno in un modo molto particolare,
giocando in casa con il professor Gelain,
che è il nostro autore per la settimana della lettura.
Il suo libro, Il re degli dei,
sarà presentato dal professore che dialogherà con i suoi studenti,
Tommaso Scarparo, Susanna Morello, Riccardo Mandruzzato di Quarta S,
che intraprenderanno questo viaggio con noi
parlandoci di dei, di mitologia, di mostri, di titani
e di questo mondo fantastico, che poi però è anche un po' il nostro mondo,
perché noi sappiamo che gli dei affascinano sempre il nostro immaginario,
quello di noi adulti e quello dei ragazzi,
per tutti i sentimenti che loro trattano,
gli stessi che noi proviamo,
l'amore, la gelosia, l'invidia, la fraternità e quant'altro,
e che rimandano ad un'attualità che non smette mai di esistere.
Lascio la parola al professor Gelain e buon incontro a tutti.
Buona settimana della lettura.
Buongiorno.
Per parlare di questo libro necessito di fare un piccolo passo indietro
e ho bisogno di rispondere a una domanda.
Perché c'è questo bisogno del racconto?
In verità tutto è racconto.
Come sanno i miei studenti di filosofia,
l'insensatezza della vita può portare l'uomo alla disperazione.
Per affrontare questo l'uomo comincia a raccontare delle storie.
Il racconto è la prima risposta che l'essere umano dà
per riuscire a giustificare una vita che si muove su un pianeta disperso nell'universo.
Non sto dicendo questo dal punto di vista squisitamente mitologico,
ma dal punto di vista proprio biologico e antropologico.
Perché l'essere umano comincia a comunicare con l'altro essere umano
per specificare alcune problematiche e quindi per raccontare qualcosa.
Il racconto, addirittura il pettegolezzo pare essere,
è stata la prima forma di comunicazione tra esseri umani che si capivano.
Il passaggio successivo è stata la scoperta di come la realtà
possa essere anche una fonte di ispirazione per il comportamento.
E quindi dobbiamo immaginare questi vecchi, gli anziani delle tribù
che si radunano attorno al fuoco per raccontare gesta di eroi,
spedizioni mitiche, maghi, streghe, magie, pianti, tradimenti, amori.
Tutto per riuscire a dare alle nuove generazioni questo modo di interpretare la realtà
e poter scegliere come agire nella realtà.
Il mito nasce così, per dare una risposta a un mondo altrimenti incomprensibile.
Non è normale che il sole nasca a est e scenda ad ovest.
Noi ci aspettiamo che lui faccia il suo lavoro
semplicemente perché siamo abituati a vederlo tutti i giorni,
ma per una mente analitica che si domanda il perché delle cose,
la prima risposta è sicuramente il mito.
Allora vediamo che c'è una figura divina che ha la testa infuocata,
che governa una biga alata, anzi una quadriga, e gira per il cielo.
Quindi la necessità di riuscire a comprendere la realtà.
Perché un libro sulla mitologia al giorno d'oggi?
Lo racconto nel testo, è venuta fuori la necessità di parlare con i ragazzi
di alcuni eventi di psicologia che facevano riferimento a un racconto mitologico,
il complesso di Oedipus.
Quando questi ragazzi mi hanno significato che non sapevano di cosa stessi parlando,
ho cominciato a raccontare questo dramma, questo mito meraviglioso
pieno di abominio e azioni terribili.
I ragazzi sono rimasti affascinati e ho pensato, siccome sono una persona abbastanza pigra,
di produrre un video che spiegasse questa storia,
in modo tale da dire ai ragazzi guardatevi il video e poi ne discutiamo in aula.
Da lì è venuta fuori l'idea di farne una versione audio
e da lì è venuta fuori l'idea di fare un podcast
e il podcast ha avuto un discreto successo,
tanto che Spelling e Cooper mi hanno chiesto di scrivere questo libro
che tratta esclusivamente della creazione del mondo
e della salita al potere di Zeus e degli altri dei Olimpi.
Ecco, ho fatto una piccola presentazione sul perché
e su come è accaduto che io mi sia trovato a vestire
immeritatamente le spoglie di uno scrittore.
Adesso passo la parola ai miei allievi che hanno preparato,
immagino, delle domande da porre.
Innanzitutto, buongiorno a tutti.
Io sono Tommaso Scapparo di Quarta S
e io sono Riccardo di Quarta S
Io sono Susanna di Quarta S
Buongiorno, professore.
Vogliamo un attimino cominciare magari con le domande
un pochettino più banali
per poi procedere verso domande più specifiche.
Allora, innanzitutto, magari questa l'hanno chiesta miliardi di volte,
ma com'è nata questa passione per la mitologia?
Ok, domanda secca, risposta altrettanto secca.
Ho un ricordo dell'infanzia che mi è molto caro.
Probabilmente la mia maestra,
la mia maestra Flotilde Guariso di Montagnana,
aveva dato dei compiti a casa
e tra questi compiti c'era una lettura, probabilmente, da fare
ed era una lettura che raccontava di un tizio dell'antichità,
un tale Melampo,
che aveva il dono di riuscire a comprendere il linguaggio degli animali.
Per una serie fortunata di circostanze si trova ad essere imprigionato
e deve passare un anno in prigione.
La sera prima di essere scarcerato non riesce a dormire
perché c'è questo piccolo rumore che gli arriva alle orecchie
e comincia a tirare le orecchie ma non riesce a capire che cosa
in un certo punto appoggia l'orecchio alla trave
e sente i tarli che parlano dentro la trave.
Questi tarli stanno discutendo su quanto tempo ci vorrà
per far crollare questa trave portata
e il capo dei tarli dice
se non perdiamo tempo in chiacchiere per l'alba
questa trave cederà.
Al che Melampo urla ai suoi carcerieri di tirarlo fuori,
di fargli spostare almeno la cella
e riesce ad ottenere questa grazia
proprio all'ultimo momento di come esce la trave.
Questo racconto me lo lesse mia madre
e mia sorella per mettersi a letto
probabilmente per un compito che non avevo voluto fare.
Questo racconto mi è rimasto dentro
e mi è sempre stuzzicato, interessato
e piano piano, con il tempo, sentendomi forse in colpa
per non aver fatto da solo quella lettura
ho cominciato a interessarmi
e da lì è nata una passione
soprattutto per gli dei romani all'epoca
e quindi mi compravo tutti i fumetti
che parlavano dei setteri di Roma
di Rea Silvia, di Marte
e tutto quello che ne va dietro
e piano piano è cresciuta questa passione
che poi però si è soffita nel corso del tempo
perché incontri altre letterature, altre cose, altri studi
solo che appunto è rimasta dentro
e allora adesso che ci ripenso
in maniera un pochettino, con un flashback
noto che avevo questa passione
anche per i film storici
per cui tutti i vari Ercole degli anni 60 e 70
me li sono goduti perché appunto
la domenica pomeriggio i miei genitori
mi davano i soldi per andare al cinema
non c'è stato la domenica
senza che io andassi a vedere i film
indipendentemente dai film
però appunto mi ricordo che
godevo molto di questa visione
e poi è tornato
da quando sono arrivato al Masotto
ho cominciato a insegnare
scienze umane ai miei splendidi allievi
è venuto fuori quello che ho raccontato prima
cioè che mi sono incontrato con il fatto
che i ragazzi non sono più
come dire
non hanno più l'opportunità
di avere questa
non voglio dire informazione
ma questa in parte formazione
che invece era assicurata ai miei tempi
perché appunto
gli studi che facevamo all'elementare
erano basati su questi racconti
quindi
invece adesso c'è uno studio
più pragmatico
e meno come dire evocativo
ecco, spero di aver risposto
intanto buongiorno Paolo
buongiorno a chi ci sta seguendo
volevo fare una domanda
sul suo rapporto con la scuola
cioè non pure, è abbastanza chiaro
ma quando era giovane
che rapporto aveva con la scuola
e insomma, sì
come si trovava?
beh, io sono sempre stato uno studente
diciamo mediocre
se non pessimo
e mi piace pensare che
in parte fosse colpa mia
ma non fosse tutta colpa mia
per questo cerco di essere
di mettermi nei panni dei ragazzi
quando do dei compiti
o quando correggo
o quando interrogo
perché appunto so che una parola
detta male può
aiutare
o peggiorare la situazione
una parola detta male sicuramente peggiora la situazione
come studente facevo fatica
a studiare
e siccome ero pigro
e non sopportavo le traduzioni
delle versioni di latino
ho cominciato a leggere
dei testi di Robert Graves
ricordo perfettamente che era
io Claudio
perché ho avuto la fortuna di vedere
una serie televisiva negli anni 70
che appunto era tratta da quel libro lì
e mi ricordo che mi aiutò
tantissimo nelle versioni
in cui per esempio Caligola
si faceva trasportare
siccome aveva dichiarato guerra
a Poseidone
aveva paura di attraversare
un fiume e mi ricordo che fui l'unico
a riuscire a tradurre
a fare quella versione del compito
perché avevo letto appunto che
Caligola aveva preso un sacco
di schiavi, li aveva disposti nel guado
e si era fatto trasportare a mano
una cosa che nella traduzione
non riuscivi a capire perché
non riuscivi a capire come costruire la frase
perché era assurda come situazione
ecco io ci riuscii proprio perché
ero pigro
e preferivo andare
in cerca delle soluzioni
attraverso dei libri che mi aiutassero
in questa maniera qua però la mia pigrizia
mi è stata utile nel senso che ho
cominciato a leggere dei testi che
mi hanno permesso poi di superare
non voglio dire brillantemente ma con dignità
le prove di latino
Un'altra domanda
che ci stavamo facendo è come riesce
a portare questa sua passione
della mitologia
all'interno del suo lavoro di insegnante
quindi come riesce a fare dei collagamenti
con
magari dei concetti filosofici
o nelle scienze umane
beh voi che
fate scienze umane sapete
quanto mi piace buttare dentro
la lezione questo racconto
o quell'altro racconto
perché la funzione fondamentale è quella di
riuscire a spiegare le cose
la filosofia soprattutto
quella che facciamo
in terza ma anche in quarta
necessita di avere
questi richiami
queste eco
e quindi
dal mio punto di vista è ineludibile
non si può evitare
di parlare di mitologia
o di parlare di
eventi mitologici perché in qualche maniera
sono legati a
quella che è la realtà
anche attuale
l'essere umano che come dicevo prima
ha bisogno del racconto
ha bisogno ancora di più
di questi racconti che sembrano così lontani
da noi
parlare di onestà
parlare di probità e parlare
di Ettore che potrebbe
prendere e lasciare Troia
per andare a
scappare con sua moglie
e la sua famiglia
e invece continua
imperterrito, non imperterrito mica tanto
ma continua
pur nella paura
con testardaggine
a voler andare ad affrontare Achille
sapendo che morirà
è un grande esempio di probità
è un grande esempio di
senso del dovere
cosa che a giorno d'oggi può sembrare
antica o fuori moda
ma in realtà
che ci resta se non siamo probi?
che ci resta se non abbiamo
questo senso del dover
fare delle cose indipendentemente
che abbiamo un effetto positivo
per noi oppure no
ecco, per me importanti sono queste storie
perché appunto
mi ripeto, pur sembrando
così lontane, sono invece
veramente molto attuali
quindi per me è impossibile fare
meno di farlo. Bene, grazie
allora lei ci ha parlato di questa sua passione
profonda per la mitologia greca
per caso, ha approfondito
anche altri tipi di mitologia
magari di altre nazionalità
o è una cosa solo della
mitologia greca?
Mi sono avvicinato alla mitologia
greco-romana perché è quella che
mastico meglio perché è
il bacino
culturale che mi ha accolto alla nascita
è vero che ci sono
moltissime altre mitologie che sono
tutte degne di essere
analizzate
il tempo che
mi è concesso dalla vita
che conduco, dagli impegni che ho
il limite del mio interesse
al momento
alla mitologia greco-romana
non nego che
mi interesserebbe fare
anche delle ricerche
altrove, anche perché
come diceva
Claude Lévi-Strauss, come ha ritrovato
Claude Lévi-Strauss, è una prova provata
in tutte le mitologie
di tutto il mondo ci sono
dei mitemi, come i fonemi
le parti fondamentali
di mitologia
figure tipiche di mitologia
che ritornano, anche tra culture
lontanissime tra loro, ci sono
gli stessi schemi mitologici
dell'avventura, del viaggio
del pericolo, del sabotaggio
della bella, ci sono
racconti simili ma anche
frammenti di racconti simili
il che significa che
non si sa come ma
l'essere umano ha dentro di sé
questi tasselli
di racconto che
egli usa per comprendere il mondo
quindi mi piacerebbe
spero che un giorno
ci sarà l'opportunità
ho in ballo una collaborazione per vedere
quelle che sono le relazioni
tra la mitologia greca, greco-romana
e il mondo di Tolkien
per quanto riguarda Il Signore degli Anelli, vediamo cosa viene fuori
Lei stesso
afferma che quando noi
scriviamo
una nostra idea, quando
parliamo
di qualcosa che abbiamo pensato
stiamo tradendo la nostra idea
stiamo contaminando la nostra idea
che dal nostro cervello
alla nostra mente arriva la nostra penna contaminata
insomma, quindi parlando
di questo libro e del contenuto di questo libro
quanto
a che compromesso è sceso?
quanto ha contaminato le sue idee
originali?
L'idea di
traduzione
quando penso una cosa, quando la traduco
in qualcosa di scritto
c'è sempre l'idea di tradimento
è la stessa radice, tradurre e tradire
è la stessa cosa
quando racconti un mito te ne appropri
e quindi lo fai tuo
e quindi vedi colori
situazioni
e quindi in qualche
modo
lo modifichi
allora, in questo libro io sono stato
molto attaccato alle fonti
originarie, però le fonti originarie sono
le più diverse, per cui
ci sono incongruenze
temporali
ti faccio un esempio
Atena nasce
dalla testa di Zeus
non ti sto a spiegare la storia
però appunto
per riuscire ad uscire dalla testa
del cranio di Zeus viene chiamato
Efesto
che però nel racconto
nasce dopo
questa è una incongruenza
di cui il mito non si cura
perché sono racconti che sono
stati giustaposti, sistemati
in cui il senso
temporale
non ha alcun senso
e quindi
avvenimenti che potrebbero essere cause
possono essere anche effetti
te ne accorgi nel momento in cui cominci
a dover tu raccontare la storia
perché nel momento in cui racconti la storia sai che incontri
queste incongruenze
e allora già lì c'è un primo tradimento
è come quando racconti un sogno
e mentre lo racconti stai raccontando
anche per far capire
ma se tu lo racconti
come l'hai vissuto la persona non capirà mai
per cui cominciamo a tradire il sogno
raccontando
mettendo dentro dei ponti
che rendono comprensibile il sogno all'altro
quando mi son trovato
a scrivere questo libro
le fonti più diverse
andavano per direzioni diverse
dunque ho dovuto
per raccontare in maniera
comprensibile
ho dovuto eliminare alcune cose
naturalmente le ho messe in nota
in un'altra versione
capita questo
o capita quell'altro
ma il mito quindi per risponderti Riccardo
contiene già il tradimento
perché per prima cosa
te ne appropri tu per cui usi le tue parole
e quindi traducendolo
lo tradisci
e secondo ci sono diversissime versioni
che ti portano comunque a fare
la scelta che ti è più vicina
adesso non c'è nel libro
perché appunto gli argonauti
non fa parte dei percorsi
di questo libro
ma se un giorno mi capiterà
di scrivere su Giasone
Giasone è l'eroe ma potrebbe essere anche
una figura meschina
a seconda di come racconti la storia
Medea che uccide
i figli di Giasone
potrebbe addirittura essere un'eroina
potrebbe essere addirittura una vittima
e quindi a seconda di come racconti
la storia, la storia prende
delle coloriture completamente diverse
ecco mi sono relazionato così con l'idea di tradimento
e di traduzione
Lei sostiene che nell'antichità
il mito era la forma usata
per spiegare la realtà e la natura
ai giorni d'oggi
quali strumenti possiamo usare
per
per spiegarci insomma
la realtà
la realtà che ci viene spiegata
da fuori dai professori per esempio
ma dai media anche
o dai genitori
o dalla cultura che ci accoglie
è una realtà che ci viene
raccontata, pensate
al fatto che appunto siamo in Veneto
e quindi ogni tanto scherziamo
insieme
sulla questione del vino
o sul lavoro che non finisce mai
e via così
noi ridiamo ma in realtà
ci riconosciamo
in questa realtà
eppure c'è un'altra realtà
molto più profonda
molto più
se volete anche sfaccettata
che è la nostra realtà
quella che abbiamo dentro
se il mondo ci racconta come è fatto
se tutti ci dicono cosa dobbiamo fare
o come dovremmo comportarci
ogni agenzia educativa
in qualche maniera
in maniera più o meno consapevole
ci dice quali sono gli stili
di comportamento
o quello che dovremmo pensare
in realtà noi abbiamo anche una storia dentro
noi abbiamo amici o nemici
abbiamo persone simpatiche
o meno simpatiche
abbiamo impegni che ci attendono
dunque abbiamo anche una storia
che si svolge dentro di noi
forse vi è capitato
una cosa molto strana e simpatica
è che quando siamo da soli
diciamo le cose che stiamo facendo
adesso apro il libro
adesso apro la finestra
abbiamo bisogno di raccontarci le cose
quindi il problema
Susanna è
quali sono le storie
che io desidero
mi vengano proposte
perché in realtà
in ultima analisi siamo sempre noi
che facciamo le nostre scelte
quando diamo ascolto
a
agenzie esterne che possono essere
di aiuto o possono essere delle sirene
noi decidiamo
a quale storia dare maggior
fiato
non è un segreto che i social
possono creare cose belle
come è capitato a me
ma possono anche
acuire situazioni di
disagio se non addirittura
portare le persone a compiere
atti estremi
io ho paura
di questi eventi
ho paura di questa possibilità
al tempo stesso so che
non è possibile
fermare la storia che ci raccontiamo
dentro, perché per quante storie ci
vengono raccontate dobbiamo fare sempre
i conti con quella che è la nostra storia
come viviamo dentro questa storia
quindi per rispondere alla tua domanda Susanna
tutto quello che ci
capita attorno ci insegna qualcosa
solo che
purtroppo è
sguinzagliata
e quindi abbiamo bisogno di
avere una solida storia interna
nostra per riuscire a
decidere cosa accettare
e cosa rifiutare
ho risposto solamente in parte alla tua domanda Susanna
perché è una domanda così importante
e aperta che non
può avere una risposta
veloce
o
semplice, è una domanda complessa
una domanda complessa e soprattutto è una domanda
le cui risposte sono in
continua evoluzione
quando
siamo in classe
lei cura sempre molto
il linguaggio, cerca sempre di
trovare le parole
corrette, quanto è stato
difficile in fase di
scrittura di questo
libro trovare le parole corrette per
descrivere le giuste situazioni, perché ogni
parola
diciamo da
lui ha un significato diverso
ha un'interpretazione diversa
beh ti ringrazio
Riccardo perché il lavoro sul testo che
ho fatto in questo libro
riecheggia quello che ho fatto
per quanto riguarda il post
ho fatto una scelta stilistica ben precisa
con un uso dei verdi
ben
definito
e la ricerca
dei termini
più adatti è una cosa che
mi piace che tu abbia notato
perché appunto è una ricerca che
in qualche maniera
mi rappresenta
non è la stessa cosa
dire
entrò nella stanza e si vide
che indossava un bel vestito
oppure entrò nella stanza
e si vide che indossava un vestito elegante
bello ed elegante
possono apparire come
sinonimi ma in realtà
manifestano un mondo completamente
diverso, addirittura
lontanissimo, elegante
allora, quanto difficile è stato?
è stato difficile da un certo punto di vista
ma è stato divertente
dall'altro perché nel momento in cui tu scegli
un attributo, la frase comincia
a cambiare significato
e quindi è stato un continuo lavoro
di
non voglio dire cesello
però appunto
la scelta dei vocaboli
raramente
non è stato un libro scritto
è stato un libro di getto
è stato un libro meditato
è stato un divertimento però
non è stata una fatica, è stato un divertimento
bene, grazie
un'altra domanda
lei adesso ha lavoro finito
adesso lei vede il suo libro terminato
completo, che cosa prova?
come si sente?
ha intenzione di magari
continuare a scrivere un altro libro
magari su un argomento
che c'entra sempre
con la mitologia oppure
con qualcos'altro
non ti nascondo che quando mi è arrivata
la copia, questa è la mia copia
porta fortuna, la copia 0
è quella che mi hanno mandato gli editori
fresca di stampa
e che tengo
tra le mani perché nel momento in cui l'ho ricevuta
a casa, non ci credevo
ho più di qualche libro
a casa, ma avere in mano il mio libro
dove c'è scritto il mio nome
mi ha sconvoto
lo rileggo ogni tanto
però vedo
sempre cose che vorrei aver scritto meglio
e quindi
lo rileggo solamente a pezzettoni
sì, mi piacerebbe
andare avanti
con questa esperienza perché appunto
se dovesse andare bene il libro no
mi hanno già detto che vorrebbero
continuare, infatti l'ultimo capitolo
che riguarda
il grande assente di questo libro
c'è un grande assente in questo libro
lascia pensare che se ci sarà l'opportunità
ci sarà un altro volume
che verrà dedicato a un eroe particolare
non riesco a
comunicare l'emozione
comunque di
avere in mano un volume
che
è frutto
del tuo lavoro
che è stato riconosciuto
mi è stato richiesto
di scrivere
è un motivo di grande orgoglio
mi vergogno anche un po'
di questa cosa qua perché
sono stato molto fortunato
io nella mia vita ho avuto
diversi incontri
fortunati, persone che
mi hanno indirizzato
mi hanno guidato, sono stati dei miei mentori
e questo è
un altro
tra i colpi di fortuna
che ho avuto di aver incontrato
delle persone sensibili che volevano
che questo libro venisse pubblicato
vi consiglio, auguro a
chiunque di provare
l'emozione
l'orgoglio e l'imbarazzo
di
essere riconosciuto
di ricevere dei messaggi
di stima come mi capita in questi giorni
di ricevere
e tu dici
c'è il
paradosso del mentitore
il sindrome del mentitore
tu hai fatto una cosa
che ti piace fare
però tu la vedi piccola
invece per altre persone
ho parlato con delle persone che hanno
superato delle malattie
erano in ospedale
mi hanno scritto che hanno ricevuto
uno stimolo
un piacere
un aiuto
per andare avanti nella lettura di questo libro
che dà delle informazioni
che di solito non si ritrovano
sui medi
e quindi sentire di aver fatto
una cosa piccola ma buona
è motivo di grande orgoglio
per me e mi trovo in imbarazzo
a parlare di me stesso in questi termini
grazie
ultimissima domanda
lei
domanda un attimino personale
ha un mito preferito
o comunque qualcosa
uno che l'ha stimolata più di altri
se ce lo racconta brevemente
grazie
ne ho diversi
vediamo
forse
ne ho diversi
quindi nessuna divinità
nessun eroe
nessuna eroina
forse una
quello che mi piace ricordare di più
è quella di pigmalione
non c'è nel libro
perché appunto sono storie accessorie
pigmalione
è o un principe o uno scultore
che abita a Cipro
e ha in odio le donne
nel senso che
non ama la mollezza
è femminile
e in qualche modo
abborrisce il fatto
che siano così
le donne
succubi ai sentimenti
naturalmente stiamo parlando di un racconto
il mito è fondamentalmente maschio
è terribilmente misogine
e
pigmalione è il
campione di misogine
se non che
questo suo disprezzo per il genere femminile
in realtà nasconde
una grande mancanza
lui vorrebbe per sé una donna perfetta
e cosa fa? comincia a scolpirla
nel segreto del suo
studio comincia a scolpire in avorio
questa donna perfetta
e riesce
a scolpire
una statua così
bella, delicata
in una posizione anche pudica
e al tempo stesso molto femminile
quindi con delle
forme
definite
che non termina mai
di lucidarla
di passare
con quei panni intrisi
di sabbia e di acqua
per rendere la superficie sempre più
setosa
giorno dopo giorno carezzando questa statua
pigmalione si innamora della statua
a Cipro
lui è ritenuto
un grande scultore
e quindi nessuno
gli chiede niente perché appunto
lui non partecipa a nessuna
attività sociale
ma nel segreto della sua casa
lui deposita
diciamo fa coricare la statua
nel suo
letto e Ovidio ci dice
che
la copre di monili e la
fa addormentare per così dire
su un letto
con le lenzuola rosso corpora
Ovidio ci dice questo per
vedere la differenza fra
la vita in rosso e
la mancanza di vita
nella statua. Arrivano i giorni
delle
preghiere ad Afrodite la dea dell'amore
qui di solito
pigmalione non partecipa
ma dovete immaginare la città
di Pafo
che è a Cipro con tutti
i supplici che
cantano i loro
le loro preghiere
distesi, inginocchiati
chini di fronte alla divinità
e c'è una sola persona in piedi
che in maniera silente
guarda il cielo
quasi pregando
c'è un po' di pioggia
che bagna i capelli
e queste
gocce che sembrano delle lacrime
che gli scivolano sul
volto. Lui prega
la dea
di incontrare una donna
che sia simile
alla donna amata
alla statua amata
ma Afrodite sente qual è la vera preghiera
lui vorrebbe che la sua
statua prendesse vita
ma nulla accade
non c'è un volo, non c'è un cigno
che si muove, un lampo
che possa far capire che la preghiera è stata esaudita
pigmalione torna a casa
stanco, disilluso
si asciuga come meglio può
e piangendo si distende
a letto vicino alla sua statua
se nonché ogni volta che la carezza
sente che l'avorio cede
e
le tocca i capelli, i capelli
diventano reali e alla fine
la bacia
e Galatea, questo è il nome della statua
una volta che ha preso vita
aprendo gli occhi, vede il cielo
e vede il suo amante
dice proprio così
questa storia mi piace molto
perché
parla dell'amore incondizionato
dell'amore senza condizioni
pigmalione ama
la sua statua
senza avere nulla in cambio
senza aspettarsi che lei si muova
lui prega la dea
ma in realtà
sa che non può tenere quella
quella cosa che lui vuole
cioè che la statua prenda vita
e
l'amore incondizionato
è quello che
tu hai contro ogni speranza
non sto dicendo
è l'amore di chi insegue qualcuno
tipo lo stalking, no
l'amore senza speranza
è l'amore più puro
ed è, mi piace pensare, l'amore che ogni insegnante
deve avere nei confronti dell'allievo
l'effetto pigmalione è noto
in psicologia, è inutile che ve ne parli
se non
appunto per dire che se tu
vedi sempre il meglio nell'allievo
se tu pensi che
se l'allievo sbaglia
non è così grave
ma ha bisogno di aiuto
se tu hai sempre questa disposizione positiva
nei confronti dell'allievo
l'allievo ti ripagherà
prendendo vita davanti a te
questa linea
di pensiero
mi piace pensare
che la metto in gioco
ogni giorno a scuola
ed è appunto
dal mito di pigmalione
che questa visione prende
naturalmente mentre ve la raccontavo
ho aggiunto dei particolari
non è detto che piovesse quel giorno
però mi è piaciuto
pensare a questa pioggia
che va sul volto di pigmalione
che somiglia
ad una lacrima
è una cosa che non avevo pensato prima
mi è venuta in questo momento
dunque, per dirla ancora una volta
chi racconta il mito
nel momento in cui ho cercato di vivificare
dentro le vostre menti questa immagine
ho fatto lo stesso lavoro che facevano gli anziani
attorno al fuoco
ho fatto lo stesso lavoro che questi anziani facevano
nel parlare alle nuove generazioni
cercare di ispirare qualcosa
affinché i ragazzi
riuscissero a capire meglio il mondo
che sta fuori
bene, la ringraziamo
a nome di tutti i miei colleghi
è stata molto affascinante
devo dire
sentire da lei tutte queste storie
terminiamo
dicendo che
siamo nella settimana della lettura
quindi ragazzi
e professori
leggete
perché male non fa
e invito tutti quanti
gli studenti a partecipare
alle varie letture che si svolgeranno
durante
la settimana della lettura
grazie ancora
grazie a voi ragazzi
grazie
