Nel caos della guerra e nel turbinio dell'inganno, andiamo alla ricerca dei segreti dietro il tradimento di Troia! ISCRIVITI: http://www.youtube.com/c/AlessandroGelain?sub_confirmation=1 Un intreccio di tradimenti e voltafaccia, infatti, condurrà alla sua caduta.
Agamennone, consapevole dell'indistruttibilità delle mura, deve trovare nuove vie per conquistare la città.
Eleno, figlio di Priamo, emerge come figura centrale in questo intricato scenario. Guerriero valoroso e indovino rinomato, Eleno si ritira dai combattimenti disgustato dal tradimento che ha portato alla morte di Achille.
Ma la storia non si ferma qui! Con il matrimonio di convenienza di Elena, vedova di Paride, emergono nuove tensioni e intrighi. Deifobo, il coraggioso fratello di Eleno, ottiene la mano di Elena non senza scontri e rabbia.
L'invidia di Eleno lo spinge alla ribellione e il suo destino lo porterà a fare una azione che ti stupirà.
Dall'ospizio del tempio di Apollo Timbreo al monte Ida, le vicende di Eleno si dipanano tra tradimenti, collaborazioni e profezie.
Le mosse segrete dei personaggi chiave come Antenore e le trattative per la pace svelano una trama avvincente di alleanze e inganni.
Un episodio ricco di colpi di scena, dove l'onore e la fedeltà si scontrano con la strategia e la politica. Scopri i retroscena del tradimento di Troia e lasciati avvolgere dalla magia di questa antica epopea!
Ascolta ora la Puntata Numero 187 del podcast che ami e immergiti nel cuore della leggenda di Troia! 🏹🛡️
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Ciao! Oggi ci immergiamo in una atmosfera carica di inganni e tradimenti che ahimè
caratterizzano la caduta di Ilio. Da Eleno, il valoroso indovino,
a Deifobo, il coraggioso guerriero, ad Antenore il nobile troiano,
ogni personaggio diviene un pezzo importante del mosaico dietro la distruzione di Troia.
Prima di iniziare, ti chiedo un favore: molti amano il mio lavoro
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Oh, ma tu sei qui per ascoltare di alleanze,
giochi di potere e profezie misteriose! Sei pronto?
Questo che stai ascoltando è Mitologia: le meravigliose storie del mondo antico.
Sono Alessandro Gelain, insegnante di Filosofia, Psicologia e Scienze umane.
Se vorrai stare in mia compagnia,
ti offrirò le storie più interessanti della mitologia greca e romana.
Il mito ha ancora molto da insegnarci e talvolta,
come uno specchio, è capace di mostrare meglio a noi stessi quello che siamo.
Puntata numero 187: Il tradimento di Troia
Come ti ho accennato un paio di puntate fa,
la caduta di Troia avviene a causa di inganni e tradimenti: pare che i combattimenti in campo
aperto abbiano fatto il loro tempo… anche se continuano ad aver luogo nuovi scontri,
Agamennone oramai è consapevole di come le mura di Troia sono davvero inattaccabili ed
indistruttibili: gli achei devono trovare un’altra strada per aver la meglio sulla città di Priamo.
Il personaggio attorno a cui ruota questa fase del
racconto è individuato dai nostri autori in Eleno, figlio di Priamo.
Di costui abbiamo parlato sporadicamente in alcune occasioni. Egli è un combattente valoroso ma è
soprattutto un indovino: più di dieci anni prima, egli ha cercato di dissuadere Paride
dal salire a bordo della nave che lo avrebbe portato a Sparta e ad incontrare Elena!
A causa della modalità della uccisione di Achille, avvenuta attraverso un tradimento, in un agguato e
per di più nel tempio di Apollo, Eleno sdegnato si ritira dai combattimenti, così come fa Enea.
Bada bene, non è un ritiro di “comodo”: questi due eroi non fanno altro che seguire, in questo caso,
gli insegnamenti del combattere faccia a faccia, senza tranelli e trappole.
In ogni caso, per essersi comunque distinto nelle battaglie, Eleno
aspira comunque a ricevere la mano della fresca vedova di Paride, Elena, appunto.
La ex regina di Sparta non può fare altro che contrarre un nuovo matrimonio!
Lei, tra l’altro, non vorrebbe sposarsi ma ha bisogno di un marito che la accolga,
la difenda e che le permetta di mantenere il suo ruolo “intoccabile” di sposa di un
principe troiano. Ella teme la disistima che ormai quasi tutta la città di Priamo nutre
nei suoi confronti e solo un matrimonio di convenienza la può salvaguardare.
Elena, in realtà, più di una volta cerca di fuggire da Troia,
calandosi con delle funi dalle alte mura, ma viene sempre riacciuffata.
Purtroppo per le mire di Eleno si fa avanti Deifobo, il valentissimo suo fratello che
ha combattuto valorosamente in questi anni e che ha partecipato all’uccisione di Achille.
Davanti ad una folla incuriosita,
Priamo giudica Deifobo come il più meritevole di congiungersi con la vedova del fratello.
Elena, disprezza Deifobo, tanto che gli dice chiaro in faccia che preferirebbe
tornare da Menelao piuttosto che giacere con lui. L’eroe non si cura di ciò e la sposa ugualmente.
Eleno, avvelenato dal rancore e dall’invidia,
è furente! Premiare Deifobo al posto suo? Ma che ingiustizia assurda!
Urlando la sua rabbia, abbandona la città per sempre, maledicendo tutti
e augurando disgrazia a quanti si trovano in essa.
Qualcuno dice che si ritiri all’interno del tempio di Apollo Timbreo,
ormai a noi tristemente famoso per il duplice assassinio avvenuto lì;
qualcun altro invece situa Eleno in un altero romitaggio, sul monte Ida.
È destino, nell’uno come nell’altro caso, che Eleno diventi un collaboratore delle forze greche.
Abbiamo due versioni:
Mentre egli vive ospite nel tempio di Apollo il sacerdote, Crise, riconoscente che gli
sia stata restituita a suo tempo la figlia Criseide, va a dire ai greci che, appunto,
Eleno ha abbandonato la causa di Priamo e che può dunque aiutare quella di Menelao…
Forse ti ricordi di Crise: sacerdote di Apollo ha visto rapire la propria figlia
Criseide. La giovane, è divenuta schiava di Agamennone che poi, a malincuore,
ha dovuto restituirla al padre. È l’evento che dà il via all’Iliade. Ne abbiamo parlato
nell’episodio 147:”il problema Criseide” Crise dunque va a dire che Eleno
è ospite nel suo tempio, pronto a collaborare… ma c’è un’altra versione.
Nel racconto di Ditti, infatti, Calcante, l’indovino di Agamennone,
rivela che il figlio veggente di Priamo si nasconde sul monte Ida: lo si deve catturare
vivo e costringerlo a collaborare: solo le sue profezie possono rivelare quel segreto
che rende Troia inconquistabile. Odisseo e Diomede (e chi sennò?) vanno in spedizione,
per catturare Eleno. Per i loro occhi stupiti, egli si arrende senza tante cerimonie e non fanno
certo fatica a fargli accettare le richieste achee. In verità, Eleno aveva già meditato
di passare al nemico: si consegna ai due dopo essere stato assicurato che otterrà dai vincitori
una parte della regione da lui scelta in cui vivere in pace, lontano da qualsiasi troiano.
Portato alle navi, Eleno parla all’assemblea: egli non ha abbandonato Troia per codardia o per timore
della morte! Sono state le sconsiderate azioni di Paride e il suo sacrilegio al
tempio di Apollo Timbreo, con l’uccisione a tradimento di Achille, ad offendere gli
dei e a fargli decidere di allontanarsi da Troia. Eleno continua: «Anche Enea, come me disgustato,
si è ritirato presso Antenore con tutta la famiglia; una volta saputo da me quel
che sta per succedere a Troia, anche lui sta considerando di consegnarsi a voi!»
I greci non stanno più nella pelle dall’eccitazione ed esortano Eleno a fare le sue
rivelazioni con tanta foga che il figlio di Priamo si spaventa. Crise interviene e porta via Eleno
con se’, promettendo ai comandanti che riferirà tutto ciò che udirà dalla bocca dell’indovino.
Crise ritorna con il suo - diciamo - resoconto, su cui spicca una indicazione importante:
alla causa di Agamennone sarà fondamentale la collaborazione di Antenore!
In più c’è una missione impossibile da effettuare: bisogna trafugare dal
Tempio di Atena il Palladio, una statua di legno che rappresenta proprio la dea.
Questa statua non è stata scolpita da un essere umano: essa è stata inviata dagli
dei! Per alcuni è un dono di Zeus ad Ilo, il fondatore di Troia, per altri, invece,
durante i lavori di costruzione del tempio, quando ancora il tetto non era stato terminato,
è caduta dai cieli, non si è nemmeno scalfita al contatto col duro marmo, è rimasta perfetta,
intatta… Nel luogo in cui è stata ritrovata viene costruito l’altare ed essa oggi,
riposa su quell’altare, difendendo la città dalla furia di Agamennone.
Si intesse una fitta relazione tra Antenore, Enea e i greci.
Antenore, gradito agli achei per aver difeso gli ospiti durante le prime
ambasciate in Troia, secondo Ditti, organizza il tradimento della patria.
Questa azione porta Dante a ideare nel suo Inferno una zona particolare del Cocìto,
il lago ghiacciato che imprigiona le anime dei traditori. La Antenòra è quella zona
riservata ai traditori della patria. Le anime sono immerse nel ghiaccio fino alla base della testa,
costretta ad essere sferzata da un vento gelido che ghiaccia le lacrime negli occhi.
Antenore: il traditore della patria dà il suo nome a questa parte del dolore eterno…
Secondo questa versione, Antenore va in ambasciata
presso i greci e concorda la caduta di Troia, mentre con i suoi concittadini
egli sta ufficialmente cercando col nemico un accordo per un armistizio.
Bisogna però prima di tutto rubare il Palladio!
Mentre Diomede e Odisseo, vestiti come dei mendicanti, entrano in Troia, Antenore
convince con la prepotenza la sacerdotessa del Tempio di Atena a farsi consegnare il Palladio.
Lo scambio coi greci avviene in modo furtivo e nascosto: la statua misura tre cubiti, quasi
un metro e mezzo, e pur dissimulata in qualche modo e avvolta con delle tele, potrebbe attirare
l’attenzione: se qualcuno cogliesse Antenore mentre confabula con dei mendicanti per poi
consegnare loro un misterioso “pacco” beh… la cosa potrebbe prendere una brutta piega, come si dice!
Il Palladio giunge nell’accampamento acheo, per l’esultanza delle truppe.
L’inganno è ben orchestrato e la trappola è tesa.
Per prima cosa, siglare la pace.
Dopo tre sessioni di incontri le trattative giungono al termine: i greci riceveranno
un indennizzo di duemila talenti d’oro e altrettanti d’argento e la guerra potrà finire.
Seconda cosa, dimostrarsi affabili e disponibili a partire subito.
Dunque, secondo gli accordi, i greci si preparano a lasciare le terre di Troia.
Terza cosa: costruire un cavallo di legno. Un gigantesco cavallo di legno.
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