Quanto sarebbe bello un mondo in cui tutti sono "fedeli a se stessi"? Sarebbe un mondo maggiormente riconoscibile con gente coerente e affidabile! ISCRIVITI: http://www.youtube.com/c/AlessandroGelain?sub_confirmation=1 Quando vediamo i nostri rappresentanti politici che cambiano poltrona con la stessa semplicità con cui noi cambiamo un posto al cinema, il sangue si fa caldo... Possiamo di certo pretendere che i nostri rappresentanti siano molte cose, ma forse ci dovremmo accontentare che oltre ad essere persone capaci, fossero anche delle persone oneste. Così come desidereremmo fossero i nostri amici, i nostri partner, i nostri vicini: che fossero delle persone "fedeli a se stesse" come pensiamo di essere noi... Peccato che non ci sia nulla di più facile e al tempo stesso nulla di più difficile che l'essere "fedeli a se stessi"!
Può essere un atteggiamento anche di comodo, ma nasconde dei pericoli che ci porteranno inevitabilmente ad una infelicità più o meno consapevole.
Questo è il percorso sui pericoli dell'essere "Fedeli a se stessi":
Partiamo con William Shakespeare per poi andare a chiedere a Paul Watzlawick che ne pensa per concludere con la favola dei Tre Porcellini...
Il consigliere di Corte, Polonio, è dipinto da Shakespeare con una dovizia di particolari veramente godibilissimi: le sue battute sono formidabili! Ti consiglio di andare a leggere quel dramma per farti stupire per l'arguzia dei suoi ragionamenti!
Paul Watzlawick, con la sua arte inimitabile, rovescia il nostro punto di vista lasciandoci a biocca aperta, come fa di solito!
Con i Tre porcellini, che farina mia, spero di lasciati uno spunto di riflessione.
Buona visione!
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Se ti va, prova a giocare a sostituire le idiosincratiche "fermezze" citate in modo neutro nel video, riferendole a questo o a quel politico, in questo momento di crisi di Governo... Troverai degli atteggiamenti o delle dichiarazioni di questa o di quella parte, di questo o di quell'Onorevole, che rispecchiano in modo preoccupante queste "chiusure" con una sicurezza e uno spregio del buon senso da far tremare i polsi e temere un naufragio! ;-)
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DISCLAIMER .-.-.-.-. AVVISO IMPORTANTE .-.-.-.-. DISCLAIMER .-.-.-.-. AVVISO IMPORTANTE Nel video appaiono due figure, una seduta e una distesa su sedili d'automobile. Si tratta di disegni esplicativi riguardo il video e non è di certo un invito a viaggiare senza misure di sicurezza! La favola dei Tre Porcellini cui faccio riferimento è stata raccontata durante la pausa di un viaggio, all'ombra di pini, nella frescura di un pomeriggio estivo. Spero di essere stato chiaro! Sicurezza prima di tutto!
William Shakespeare, Paul Vazlavik e i tre porcellini, ovvero rimanere fedeli a se stessi.
Polonio, il consigliere di corte di Elsinore, il castello dove si consuma il dramma di Amleto
di William Shakespeare, all'inizio del testo saluta il figlio Laerte che sta per partire
per un viaggio.
Il consiglio che questo psicologo ante litteram dona al figlio è di essere fedele a se stesso.
Laerte è un giovane onesto, sveglio e capace.
Il padre gli ordina perciò di continuare ad esserlo.
Paul Vazlavik prende a proprio questa affermazione di Polonio per farci notare come ai nostri
stessi occhi la nostra autenticità passi inevitabilmente attraverso questa convenzione.
Saremo onesti con noi e con gli altri sempre e solo se rimarremo fedeli a noi stessi.
Lo so che senti puzza di bruciato e ora temi che cercherò di rivoluzionare questa sicurezza
che ogni essere umano ha, e dunque anche tu hai, e fai bene a temere perché è proprio
quello che intendo fare.
Essere fedeli a se stessi è bello in quanto portiamo valori di solidarietà, onestà,
apertura e tutta una serie di buone qualità che ci rendono delle brave persone.
Non parlo di rinunciare a solidi principi di convivenza, io ti parlo della vita quotidiana,
di problemi semplici e banali come il rapporto con i vicini, compagni, colleghi, figli o
con il caffè.
Quali sono i pericoli dietro al rimanere fedeli a se stessi?
Il primo è pensare che il mondo debba cambiare per noi perché, essendo noi fedeli a noi
stessi, non possiamo farlo.
Dunque, se siamo in un paesino della Birmania, ci lamentiamo della qualità del caffè espresso
e ci rifiutiamo categoricamente di assaporare un tè millenaria.
Oppure non comprendiamo come mai chi parla con noi non riesce a condividere il nostro
punto di vista che è indubitabilmente quello corretto.
Oppure ci infuriamo quando ci capitano degli accadimenti spiacevoli e pensiamo perché
proprio a me.
Non ti parlo di furti in casa o di lutti, no, no, no, ti parlo del semaforo che diventa
rosso quando stai arrivando, della pioggia che cade quando pensavi non sarebbe piovuto.
Dell'incompetenza del tuo medico che non riesce a capire che tu hai qualcosa che non va.
Certo che hai qualcosa che non va, sei troppo fedele a te stesso.
Chi è fedele a se stesso tende a usare le stesse soluzioni che hanno funzionato in passato.
In altre parole, che la situazione sia la stessa o diversa utilizza lo stesso approccio,
gli stessi strumenti, le stesse interazioni.
Un po' come a dire che chi è troppo fedele a se stesso si aspetta che i problemi si risolvano
come dice lui, come per lui è più comodo se risolvano.
Oppure come a dire che chi è troppo fedele a se stesso si aspetta che il mondo segua
le sue aspettative e se il mondo non lo fa, beh, peggio per il mondo.
Un po' come quei maschi che avvicinandosi a una bella ragazza e venendone rifiutati,
trovano come unica spiegazione logica al rifiuto che la giovincella evidentemente
non è interessata al sesso forte.
Troppo fedeli a se stessi significa anche chiudere le porte al migliorarsi,
a ricercare e a perseguire una visione maggiormente attiva di sé.
In definitiva, essere fedeli a se stessi significa anche percorrere la strada della
deresponsabilizzazione.
Mai sentita la frase, che ci posso fare, sono fatto così?
Questa odiosa frase sta a segnalare non la nostra impotenza di fronte a una caratteristica
peculiare di noi stessi, significa rinunciare, vuoi per abitudine, codardia o comodo,
a prendere in mano noi stessi e intervenire realmente nella nostra vita agendo da protagonisti.
Due giorni fa ero in auto con mia moglie che raccontava alla nostra piccola la favola di tre
porcellini. Uno costruisce per pigrizia e semplicità una casa di paglie che viene
soffiata via dal lupo, il secondo che costruisce con delle tavole una capanna
anch'essa destinata a volare via e poi il terzo porcellino.
Non è una favola sul duro lavoro e sull'impegno nel costruire con fatica, è una favola sul
saper riconoscere quello che si deve fare per poter salvare la cotenna.
Il terzo porcellino costruisce una casa di mattoni perché sa che è quella che meglio
di qualsiasi altra saprà resistere agli attacchi dall'esterno, aspettarsi che la
paglia o delle tavole di legno possano fornire un rifugio sicuro, è per lui un atteggiamento
poco coerente con le necessità dell'uovo e del momento e il lupo ha soffiato abbattendo
la prima casa, forte di questa esperienza ha soffiato anche sulla seconda abbattendola
solo con un po' più di sforzo. Con la terza casa, pur di non cambiare strategia
d'attacco, si è fatto scoppiare i polmoni. I due porcellini e il lupo sono rimasti fedeli
a loro stessi, il terzo porcellino no. Ma che sia davvero necessario allora essere
fedeli a se stessi? Non essere troppo fedeli a noi stessi può essere una ricetta a salutare
per noi e per chi ci sta vicino, rimanere aperti significa essere attenti all'ascolto
e arrivare a cambiare anche il proprio punto di vista se quello del nostro interlocutore
è migliore. Rimanere fedeli ad un'idea stupida ci renderebbe delle persone stupide, non trovi?
Eppure quante volte, pur di non perdere il punto, continuiamo a battere una strada senza
uscita. Auguro a te, ma soprattutto a me, di non rimanere eccessivamente fedeli a noi
stessi. Condividi il video se ti è piaciuto, mi aiuterai a far crescere questo canale. Se
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