Ciao amici del Bosco, oggi è una giornata di ristrutturazione dello stagno.
Bellissimo tempo, c'è il sole e lo stagno ha veramente bisogno di manutenzione.
Adesso a 20 mesi siamo in stagione invernale, quindi devo
togliere le piante acquatiche che si sono esticcate, ma devo andare anche a
controllare com'è la situazione.
Sto svegliando, questi sono i fiori di cicoria, cioè le piante
che hanno fiorito intorno, hanno lasciato i loro steli secchi.
Intanto tolgo queste, così mi posso avvicinare meglio all'acqua.
In un treccio con la sciarpa.
Insomma, partiamo proprio da una manutenzione esterna e poi andiamo a
vedere com'è la situazione dell'acqua.
Quest'anno ci sono state tantissime alghe e ancora la situazione non è migliorata.
Finora è facile, devo togliere queste piante secche intorno, poi devo
avvicinarmi molto al centro dello stagno, quindi ho anche un po' pura di finirci
dentro, perché dovrei riuscire a tagliare anche le piante che stanno al centro.
Devo togliere tutte le piante secche, quindi le tife e le cannucce che sono
praticamente secche, in modo che a primavera, quando usciranno fuori nuovi
germogli, lo stagno sia pulito e possano trovare tutto lo spazio.
Devo riuscire, anche se è possibile, a ridurre un po' l'invasione delle tife,
perché effettivamente, come qualcuno mi aveva fatto notare, le tife sono molto
invasive e si stanno prendendo loro tutto lo spazio e non lasciano possibilità di
crescere alle altre piante acquatiche che io ho interito.
Queste sono le tife, ecco, in questa
specie di pannocchie ci sono i loro stemi.
Sono molto decorativi e insieme a quelle, a questi pennacchi qua delle cannucce,
posso fare anche una bella composizione da tenere in casa come, diciamo,
decorazione naturale ma secca.
Dopo due anni non è arrivata traccia di
ranocchie né rospi che siano venuti ad abitare intorno al mio stagno.
Questo mi dispiace molto.
Sicuramente sono contentissima di aver
realizzato lo stagno, ha portato tantissima biodiversità,
ha proprio costituito un punto centrale della vita del mio bosco di Ogigia.
Però effettivamente poteva fare di meglio.
Adesso con l'esperienza cercherò di migliorare la situazione.
Il problema dello stagno è che continuamente devo aggiungere acqua.
Ora questo è dovuto non tanto all'evaporazione, che comunque ci sarà,
ma è dovuto al fatto che la terra bagnata che si trova dentro la superficie
dello stagno e quella asciutta subito all'esterno si trasferisce in umidità.
Quindi quando fuori è completamente asciutto,
l'acqua che si trova all'interno viene trasferita e il lago si suota.
Quindi fa schifo qui, se non si toglie a secchi sta roba, il lago non c'è più.
Taglio queste qua.
Stanno proprio scomodi adesso da recuperare.
Sto tagliando quello che sta al centro dello stagno.
Rischio sempre di finire in acqua.
Diciamo che
è un'operazione non proprio facilissima.
Chissà come sta il pesce.
Chissà se esiste ancora, è diventato un pantano lo stagno.
Secondo me il pesce è scappato.
Mi ha fatto dare un passaggio da qualcuno e se ne è andato.
Anche questa è un'impresa che è meglio farla in compagnia.
Fortuna che c'è sempre mio babbo che mi sostiene sempre.
Di tutte le imprese.
In poco tempo si vede subito il risultato.
Così diciamo che togliamo le piante secche.
A primavera sia le piante più invasive che le altre ripartiranno, diciamo, da
pari livelli e quindi speriamo che si favorisca la biodiversità.
Sicuramente le tife sono veramente invasive e quindi tendono a portare via la
luce a tutto il resto. Comunque ci sono diverse altre piante.
Speriamo che a primavera spuntino.
Queste alghe che tolgo con le mani non è che siano proprio bellissime, non è una
cosa piacevole ma questo non mi toglie la gioia di aver fatto questo stagno.
Perché le soddisfazioni sono
sicuramente maggiori degli oneri.
Ah, la zattera.
Secondo me il mio babbo adesso va a finire in acqua.
Ha messo una zattera per raggiungere il centro dello stagno.
Però sprofonda, eh.
Attenzione, attenzione, attenzione.
Facciamo la ripresa della caduta in diretta, mi raccomando.
Facciamo più successo di pubblico.
Le iris d'acqua, vedete sono già piantine piccole, verdi, quindi saranno le prime a
fare, a spuntare, a fare una bella chiuditura a primavera.
Questa pulizia la dovrò fare ogni anno.
Altrimenti andrò incontro a una veloce utropizzazione.
Cioè ci sarà talmente tanta vegetazione che
non ci sarà più posto per l'acqua e lo stagno si richiuserà.
Qui ci sono talmente tante alghe che
non si, che il fondo dello stagno è stalito di tanti centimetri, veramente.
No, me la faccio per davvero.
Con tutti questi scarti poi ci faccio pacciamatura e compost.
Vado io nella zattera.
Pronti per assistere alla caduta in diretta
dentro lo stagno.
Oddio la casca, mi gira la testa.
Non ti sto riuscendo.
Ecco, siccome, più bello.
A me piace anche in questa fase di pulizia, così
ritorno alle origini.
Poi è bellissimo vedere rispuntare tutta la primavera.
Lo stagno è tornato pulito, guardate che meraviglia.
Adesso con lo rastrello vado a togliere ancora un po' di alghe e poi spero che per
la primavera tutto riparta più bello di prima.
Approfittando dello stagno tutto pulito
andrò a inserire dei tasti tutti intorno ad il bordo, così da evitare il più
possibile quel fenomeno che vi dicevo per cui l'acqua si trasferisce dallo stagno
al terreno asciutto circostante.
Questa sarà la miglioria che farò quest'anno.
Adesso pulisco tutto e poi aspetto i vostri
commenti, i vostri suggerimenti qua sotto e ci vediamo al prossimo video.
Ciao.