In questo episodio “Intrighi celesti: l’Inganno di Era" della nostra avvincente serie sulle storie mitologiche, esploriamo un intricato intreccio divino che ha sconvolto il corso della leggendaria Guerra di Troia. ISCRIVITI: http://www.youtube.com/c/AlessandroGelain?sub_confirmation=1 In questo racconto, scopriamo come Era, la regina degli dei e moglie di Zeus, abbia escogitato un piano astuto, un intrigo, per favorire i Greci nella loro lotta contro la città di Troia.
Tutto ha inizio quando Poseidone, il possente dio del mare e fratello di Zeus, decide di disobbedire agli ordini di suo fratello, il dio supremo. Zeus ha infatti vietato agli dei di interferire apertamente nel conflitto in corso tra Greci e Troiani, ma Poseidone, noto per la sua ostinazione, non ci sta a rimanere in disparte. Decide di fornire segretamente aiuto alle forze greche, arrivando a combattere fianco a fianco dell’esercito di Agamennone.
La sua disobbedienza non sfugge all'occhio vigile di Hera, la quale ha da tempo una rivalità con i Troiani, avendo perso la gara di bellezza che l’ha vista superata, come ricorderai, da Afrodite che Paride ha decretato essere la più bella divinità. Vedendo l'opportunità di indebolire i nemici grazie all’azione del suo fratello/cognato, Era escogita un piano audace.
Ella è a conoscenza del fatto che Zeus ha un debole per le belle donne: decide di usare le arti della seduzione per ingannare suo marito. Si presenta davanti a Zeus bellissima e con un abito seducente. Il re degli dei, abbagliato dalla sua avvenenza, non resiste a tale visione. I due amanti divini trascorrono una notte appassionata insieme. Dopo aver soddisfatto i desideri di Zeus, Era usa il potere divino di un complice per farlo addormentare profondamente. Nel frattempo, i Greci aiutati da Poseidone, sbaragliano le forze troiane. Che sia tutto perduto per Priamo e i suoi?
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Ringrazio i mecenati che su Tipeee supportano questo podcast entrando anima e cuore nel progetto: Speranza, Giacomo, Vanessa.
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Intrigue céleste : la tromperie d'Héra
Intriga Celestial: A Decepção de Hera
दिव्य साज़िश: हेरा का धोखा
Celestial Intrigue: Hera's Deception
دسيسة سماوية: خداع هيرا
天界阴谋:赫拉的欺骗
Ουράνια ίντριγκα: Η εξαπάτηση της Ήρας
Небесная интрига: Обман Геры
Intriga celestial: el engaño de Hera
Himmlische Intrige: Heras Täuschung
Ciao!
Due parole per ricordare l’appuntamento del 3 novembre alle 18 presso la libreria
Feltrinelli in via S. Francesco a Padova: ti aspetto per la presentazione del nuovo
libro nato da questo Podcast: “Eracle, la via dell’Eroe”.
Guarda che ti aspetto!
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in questo impegno!
Ho aggiornato la pagina sistemando alcune cose che non funzionavano e ora (mi pare)
sia tutto a posto e chiaro.
Il link lo trovi in descrizione
Per quanto riguarda l’episodio di oggi, ci sono un paio di approfondimenti che ho
scelto di non inserire per non appesantire il racconto.
Si tratta di informazioni interessanti che trovi gratuitamente sulla pagina tipeee nella
sezione news.
Lo so lo so, stiamo tutti aspettando la svolta nel racconto, ovvero quando Patroclo vestirà
l’armatura di Achille…
non manca molto…
Omero pare divertirsi a procrastinare la descrizione questo evento, deliziandoci però con altri
racconti di onore, di scontri o, come nel caso di oggi, di inganni d’amore.
Buon ascolto!
Questo che stai ascoltando è Mitologia: le meravigliose storie del mondo antico.
Sono Alessandro Gelain, insegnante di Filosofia, Psicologia e scienze umane.
Se vorrai stare in mia compagnia, ti offrirò le storie più interessanti della mitologia
greca e romana.
Il mito ha ancora molto da insegnarci e talvolta, come uno specchio, è capace di mostrare meglio
a noi stessi quello che siamo.
Puntata numero 163: Intrighi celesti: l’inganno di Era
Poseidone, che ha raggiunto le fila achee, sta facendo strage di Troiani.
Questi, comandati da Ettore e favoriti dal sorriso di Zeus, sono arrivati alle navi dei
greci e stanno per appiccare fuoco ai legni!
È in questo momento, proprio quando Zeus ormai certo che nessuna divinità userà intervenire
nell'agone, che Poseidone approfitta del suo allontanarsi per entrare in scena.
Come siamo venuti a sapere nella scorsa puntata, Poseidone rinforza gli animi di Aiace Telamonio
e di Aiace Oileo, di moltitudine di soldati e addirittura, alla fine, anche dello sconsolato
Agamennone.
Non contento, Poseidone, entra fisicamente in battaglia urlando con la voce di 10.000
uomini!
Questo suo intervento non passa in osservato alle orecchie e gli occhi di Era che dall'alto
dell'Olimpo volge lo sguardo alla rada di Troia.
Immediatamente da dea si rende conto che non appena Zeus verrà a conoscenza di quanto
sta accadendo andrà, come si dice, su tutte le furie!
Invece di fermare il fratello/cognato, decide di fargli guadagnare del tempo, distraendo
l'attenzione del marito!
Era risolve di recarsi sul monte Ida, dove Zeus si sta interessando di altre terre e
di altri fatti e sta guardando verso est; una volta giunta intende sedurlo e dopo il
loro abbraccio d'amore, farlo addormentare quel tanto che basta affinché i greci riescano
a prevaricare sui Troiani.
Per fare ciò si reca nel magnifico talamo che le è stato fabbricato da Efesto, in una
delle stanze più protette dell'Olimpo, sorvegliata da porte di cui solo lei possiede la chiave.
In questa stanza Era si abbandona a un rinfrescante bagno, detergendo il proprio corpo con ambrosia
e massaggiando la propria pelle con dell'olio divino.
Quest’olio profumato, regala all'ambiente un profumo meraviglioso!
Pettina i suoi folti capelli in trecce che pare emanino luce e scendono maestose dal
suo divino capo come spettacolari cascate.
Indossa le sue vesti più belle lavorate e ornate da Atena fissandole al petto con delle
bellissime fibbie d’oro.
I suoi fianchi vengono cinti da fasce con 100 frange e con orecchini composti da tre
perle grosse come more decora i suoi splendenti lobi.
Copre il suo volto con un velo candido come il sole e ai piedi indossa i sandali più
belli che possiede.
Uscendo dalla stanza incontra Afrodite, la prende in disparte E le parla: «Sei disposta
ad ascoltarmi o sei ancora adirata per il mio tentativo di prestare soccorso ai Danai?
Io so bene che tu hai nel cuore il destino dei Troiani!»
Afrodite risponde in modo rassicurante la regina degli dei e le conferma la disponibilità
del suo aiuto!
Al che era comincia a intessere il suo inganno: Oh cara Afrodite, fammi dono dell'amore!
Dammi l'incanto con il quale sai prevalere sulla volontà di mortali ed immortali!
È mia intenzione scendere nel profondo a visitare i confini della terra e incontrare
Oceano e Teti che si presero cura di me nella loro casa, su comando di Rea, quando mio fratello
Zeus fece precipitare Crono nelle profondità del mare e della terra.
Ho intenzione di appianare il loro litigio infinito, il loro millenario divorzio: da
troppo, troppo tempo rimangono lontani dall'amore dal talamo, fin dal giorno in cui l’ira
divise i loro animi!
Se riuscirò a persuadere i loro cuori e unirli nuovamente, essi in futuro saranno magnanimi
e generosi nei nostri confronti!
E Afrodite: «Negare una risposta positiva a questo volere, a te riposi nell’abbraccio
di Zeus adunatore di nubi, non sarebbe degno ne’ onorevole!»
Afrodite con un sorriso, slaccia dal petto la fascia ricamata dell'amore, dai colori
vivi, sede e casa di ogni incanto: amore, desiderio, incontro, seduzione, alchimie che
fanno perdere il senno anche il più saggio!
Adagia questa fascia nelle mani di era dicendole: «Lega al tuo busto questa fascia sotto il
tuo seno: in essa sono contenuti tutti gli ingredienti necessari a realizzare il tuo
desiderio: tutto ciò che brami nel tuo cuore, senza sforzo verrà esaudito!
Con un sorriso soddisfatto, la sposa di Zeus lascia le vette dell'Olimpo mentre Afrodite
rientra nel palazzo.era Traversa fiumi e cime superando lentissimi monti della traccia supera
Lemno fino ad arrivare nel luogo dove incontra il plus il sonno, il fratello della morte.
Era parla anche con lui: “Oh, sonno, signore degli immortali e degli uomini tutti, fino
ad oggi hai sempre accolto con grazia le mie richieste!
Se vorrai ascoltarmi ancora e favorirmi te ne sarò grata per l’eternità.
Addormenta per me gli occhi di Zeus, all'improvviso, non appena dopo che mi sarò unita con lui
nel talamo!
In dono ti offrirò un trono bellissimo e indistruttibile d'oro!
Lo farò realizzare con cura del mio sfortunato figlio zoppo, l'ambidestro e Festo, E sotto
quel trono ancora d'oro ti farò realizzare uno sgabello affinché tu possa poggiare i
piedi morbidamente durante i tuoi banchetti!
Era, se mi chiedessi di far calare il sonno sono su qualsiasi altro dei nobili immortali
che vivono sul monte divino dell'Olimpo, non avrei timore alcuno ad accontentarti, anche
se si trattasse di far addormentare oceano che dalla sua bocca genera la vita.
ma non intendo avvicinarmi per nulla al figlio di crono e portali sono a meno che non sia
lui stesso a darmene il comando!
Già una volta, in tempi passati, ho avuto da pagare le conseguenze di un tuo desiderio,
mandando la tempesta ad Eracle quando lasciò proprio il mare di Troia.
In quell'occasione ho preso il guinzaglio la mente di tuo marito distendendomi sulle
sue palpebre e dando l'occasione a te di architettare il tuo piano molesto!
Quando Zeus si svegliò andò su tutte le furie: cercandomi maltrattava tutti gli altri
dei dell'Olimpo!
Se mi avesse trovato ora abiterei negli abissi del mare… quella volta mi ha offerto rifugio
la notte e proprio per rispetto alla notte, Zeus che non voleva farle uno sgarbo, smise
di perseguitarmi!
E ora tu vorresti spingermi nuovamente a commettere un atto ancor più terribile?»
Facendo forza sulla magica cintura, era forza la mente del sonno: «Mio caro, non pensare
a eventi così lontani nel passato da esser certo dimenticati!
Ascolta la mia proposta: se mi aiuterai avrai in sposa Pasitea una
delle giovani grazie, figlia del re degli dei.
Io lo so: da molto tempo anzi da sempre ne sei innamorato!
Hipnos trasale: «È vero… da molto tempo, da sempre ne sono innamorato: giura dunque
sull'onda dello stigia tocca con una mano la terra e con l'altra il mare gli immortali
nessuno escluso saranno testimoni della tua promessa di darmi risposte Pasitea!»
Era giura invocando addirittura i Titani che sono prigionieri del tartaro!
Così convinta la divinità del sonno, i due volano verso il monte Ida, superando timbro
e Lemno e poi per giungere alla grande fede la grande cima del monte.
Hipnos si ferma prima di raggiungere il luogo dove si trova Zeus, per non essere individuato
e riconosciuto.
Era sale volando sulle scoscese rupi, apparendo in modo splendente all'improvviso davanti
agli occhi.
Come gli sguardi si incontrano, il cuore di Zeus è invaso dal desiderio di possedere
la sposa: una vorace smania arde in lui come nella prima volta in cui, sposi novelli, hanno
giaciuto insieme.
Zeus le domanda cosa l’ha condotta in quel luogo così lontano dall'Olimpo…
A quanto ne sa, ella non possiede carri ne’ cavalli in quella zona!
"Vado a visitare i confini più lontani della terra: Oceano e Teti con amore mi hanno accudita
e io ho voglia di rivederli.
A causa del loro litigio è passato troppo tempo dal giorno in cui per l'ultima volta
essi hanno goduto dell’amore.
I miei destrieri mi attendono alle pendici di questo monte e mi condurranno sulla terra
e sulle onde.
Sono venuta qui per avvertirti del mio viaggio: non voglio in alcun modo provocare la tua
ira se ti lascio all'oscuro di una mia visita alla dimora di Oceano!"
E Zeus: “A questo viaggio penserai più tardi.
Ora vieni, vieni tra le mie braccia: uniamo i nostri corpi.
Nel petto non ho mai sentito una passione tanto forte per una dea o una donna mortale…
Non così quando bramai Dia la sposa di Issione e madre di Piritoo, non desiderai così nemmeno
Danae che generò Perseo; neppure con Europa che da me ebbe figli quali Minosse e Radamanto!
Non come Semele e Alcmena, la prima madre di Dioniso la seconda di Eracle!
Non provai tanta pulsione per Demetra o Leto e nemmeno per te fino a questo momento!
Io bramo di possederti: ogni altro pensiero è svanito!”
«Come?
Vuoi giacere con me qui sulle vette di questo monte in pieno giorno?
Qualcuno dei numi potrebbe vederci e poi andarlo a raccontare a tutti gli altri dai!
Ah se ciò accadesse non avrei più coraggio di tornare alla dimora…
Troppo insopportabile sarebbe la vergogna!
Se davvero mi desideri come affermi, possiamo nel talamo il talamo che per me ha costruito
Efesto.
Andiamo a distenderci laggiù!”
E Zeus: «Non aver timore!
Nessun uomo o immortale potrà vederci: circonderò i nostri corpi di nubi dorate, talmente folte
e fitte che nemmeno il sole, nemmeno lui con i suoi raggi che tutto penetrano, potrebbe
riuscire a distinguerci!»
Zeus afferra Era e la abbraccia: si distendono sulla cima del monte e la terra, sotto i loro
corpi felici, germoglia: erba, loto, zafferano e giacinti nascono spontaneamente sulla nuda
roccia.
Una nuvola d'oro è sospesa sopra di loro: da questa una brillante rugiada scende e tutto
feconda.
Sulla cima del monte Ida, ora, Zeus si addormenta abbracciato alla propria sposa.
In quel momento Hipnos vola fino alle navi dei greci per portare questa notizia a Poseidone:
Zeus dorme di un sonno profondo dopo essersi giaciuto con Era.
Hipnos gli ha appesantito le palpebre e quindi Poseidone potrà usare a proprio giudizio
il suo potere in aiuto ai greci!
Il dio dei flutti ora si erge sulle truppe di Agamennone e organizza un formidabile attacco
che, assicura i suoi protetti, sbaraglierà le fila troiane.
Queste, organizzate da Ettore stanno per sferrare il loro attacco.
Nessun rumore in natura è paragonabile a quello che tutti udirono quando le forze troiane
si scontrarono con quelle greche!
Aiace si getta contro Ettore e lo colpisce con la sua lancia sulla corazza in cui le
cinghie tengono insieme le giunture sul petto, facendo solo indietreggiare di un passo l’eroe
troiano, ma senza ferirlo.
Mentre Ettore furioso si rimette in sesto, Aiace lo colpisce turandogli addosso un masso
e colpendolo alla gola: Ettore rovina a terra come una quercia abbattuta da un fulmine!
Enea, Polidamante e altri circondano Ettore a proteggerlo; dei soldati trascinano via
il dolorante eroe verso il fiume Scamandro.
Qui Ettore, bagnato con le fresche acque del rivo, si riprende, vomita un grosso fiotto
di sangue, si rialza in piedi ma solo per cadere a terra di nuovo senza forze.
I greci prendono coraggio e guadagnano terreno fino a ricacciare al di là del muro acheo
i troiani…
Poi, a Est, un rumore di Tuono giunge dalla vetta del monte Ida: Zeus si è risvegliato!
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