R39 - Mondi strani e meravigliosi: quantistica e spiritualità ci parlano della stessa realtà?

Massimiliano Sassoli de Bianchi
11 iscritti
15 Visualizzazioni video·15 mag 2024
In un percorso di ricerca possiamo portare attenzione sia verso l’esterno che verso l’interno. Nel primo caso, possiamo parlare di ricerca esteriore, nel secondo caso di ricerca interiore. Questi due campi di indagine non sono separati, ma non è scontato comprendere in che modo siano esattamente collegati, o collegabili.
in un percorso di ricerca possiamo
portare attenzione sia verso l'esterno
che verso l'interno Nel primo caso
possiamo parlare di ricerca esteriore
Nel secondo caso di ricerca interiore
questi due campi di indagine non sono
separati ma non è scontato comprendere
in che modo siano esattamente collegati
o
collegabili gettare dei duraturi tra il
mondo interiore che solo interiore non è
e il mondo esteriore che solo esteriore
non è e costruire delle vere
comprensioni invece che dei Semplici
vagheggiamenti Beh non è facile ad
esempio spesso e volentieri abbiamo la
tentazione di usare le spiegazioni
inerenti al mondo interiore per El
lucidare i fenomeni del mondo esteriore
o viceversa le spiegazioni inerenti al
mondo esteriore per elucid i fenomeni
del mondo interiore non voglio affermare
con questo che questi tentativi di
operare delle trasmigrazioni di concetti
e spiegazioni non possono risultare
vantaggiosi o rivelarsi addirittura
cruciali ma è bene comprendere che non è
per nulla scontato che lo siano e che è
pertanto auspicabile procedere sempre
con prudenza da uno studio attento della
fisica quantistica sembra ad esempio
emergere che la nostra realtà fisica sia
perlop non spaziale quindi la realtà
fisica sarebbe molto più vasta di quanto
ci si aspetterebbe sulla base della
nostra esperienza ordinaria della stessa
allo stesso modo i dati oggi a nostra
disposizione sui fenomeni parapsichici
come ad esempio le esperienze
extracorporee di premorte se presi sul
serio e non letti in modo riduzionistico
E positivistico beh indicano anch'essi
l'esistenza di un possibile altrove non
spaziale dove la nostra coscienza
individuale sarebbe in grado di
manifestarsi anche dopo la morte del
corpo fisico In altri termini sia la
fisica quantistica che lo studio in
prima persona della coscienza ci
indicano l'esistenza di realtà più
dilatate che si estendono Oltre i
confini oltre i limiti del nostro teatro
spaziale tridimensionale o più
generalmente del nostro teatro spazio
temporale quadridimensionale
Ciò non significa tuttavia che queste
realtà siano necessariamente le stesse
per usare una metafora immaginate di
trovarvi all'interno di una casa in cui
siete nati E dalla quale non siete mai
usciti Vi avvicinate a una delle sue
tante finestre per la prima volta la
Aprite scoprendo che là fuori si estende
un paesaggio strano e
meraviglioso supponete che quella sia la
finestra che apre sul mondo
quantistico poi Aprite un'altra finestra
su un altro lato della casa orientata in
un'altra direzione e anche in questo
caso scorgete un paesaggio strano e
meraviglioso supponete che quella sia la
finestra che apre sul mondo delle
esperienze misticos spirituali dal
momento che entrambi questi paesaggi vi
appaiano strani e meravigliosi potreste
essere tentati di ritenere che le due
finestre
aprano sul medesimo paesaggio Cioè sulla
medesima realtà e l'osservazione che
appartengono entrambe queste finestre
alla medesima abitazione potrebbe
rafforzare una tale tentazione ma
ovviamente ciò non è sufficiente per
validare una tale conclusione Se ad
esempio la casa si trova in riva al mare
una finestra potrebbe guardare verso
l'entroterra l'altra verso l'oceano
aperto e se avete vissuto da molto tempo
reclusi in quell'abitazione entrambi i
paesaggi vi appariranno indubbiamente
strani e meravigliosi ma resteranno non
di meno delle realtà molto differenti
Tra loro In una ci vivono i pesci
nell'altra i quadrupedi poi naturalmente
è sempre possibile immaginare un livello
più fondamentale dove Terra e mare Sono
parte di un'unica realtà indivisa quella
del pianeta Terra in questo caso ma qui
usciamo dalla metafora è sempre
possibile Infatti con perire un livello
più fondamentale Ma allo stato attuale
delle nostre conoscenze non abbiamo
ragioni di ritenere che le nostre
esperienze psicospirituale e i nostri
esperimenti di fisica fondamentale siano
riusciti forse anche a sfiorare un tale
livello più
fondamentale detto questo e tornando
alla possibilità di applicare quello che
si è appreso nell'ambito di un'indagine
specifica per comprendere un campo di
indagine differente tale trasmigrazione
di strumenti e spiegazioni se condotta
con prudenza e buon senso può
sicuramente permettere a volte di fare
dei passi avanti per fare un esempio
come fisico quantistico sono attivo in
un campo di ricerca interdisciplinare
denominato Quantum cognition cognizione
quantistica dove la matematica
quantistica viene usata per modellizzare
alcuni processi cognitivi umani come
quelli decisionali permettendo di
gettare
nuova luce sulla cosiddetta
irrazionalità umana In altre parole Può
essere vantaggioso utilizzare ciò che
abbiamo appreso in un campo di indagine
Nella fattispecie quello della fisica
moderna della fisica quantistica per
elaborare possibili approcci teorici
volti a descrivere entità e situazioni
che esulano da tale campo di indagine
Nella fattispecie l'entità concettuali
proprie alla cognizione umana Perché
allora non tentare di usare la fisica
per dare un fondamento all'ipotesi o
alla certezza per alcune persone che
l'essere umano abbia in dotazione più di
un solo veicolo di manifestazione che il
cosiddetto mondo fisico inteso qui nel
senso ordinario del termine sia solo un
aspetto di una realtà ben più ampia
naturalmente non ci sono
controindicazioni nel tentare di farlo
sebbene sia opportuno Dal mio punto di
vista Se non altro evitare di farsi
prendere la mano dal troppo entus asmo e
voler dare a ogni nuova scoperta della
fisica un'interpretazione di carattere
spiritualistico In altre parole il mio
consiglio è di cercare di prendere
seriamente e Non banalizzare sia la
ricerca interiore sia la ricerca
esteriore sicuramente per chi avvalora
la tesi che la coscienza individuale sia
in grado di sopravvivere alla morte del
corpo fisico beh deve poter esistere
l'equivalente di almeno un altro corpo
in grado di contenere la memoria
integrale della coscienza perché senza
memoria niente coscienza individuale e e
senza un supporto per la memoria e
niente memoria ora se esiste un corpo
sottile Cioè se ognuno di noi ne
possiede almeno uno in aggiunta al corpo
fisico biologico Beh questo sarà
composto da una qualche sostanza cioè di
Sarà fatto di una qualche materia con
determinate proprietà in corrispondenza
con le proprietà di questa realtà più
più sottile che costituisce l'habitat
naturale di tale corpo o tale parac
corpo quando la coscienza si disconnette
dal corpo fisico dal corpo fisico
ordinario al momento del decesso o
quando si trova in particolari stati che
favoriscono parzialmente tale
disconnessione e siccome non è pensabile
che vi sia una separazione radicale tra
il corpo fisico biologico e questo corpo
sottile dal momento che questi veicoli
sono in relazione Cioè interagiscono a
un qualche livello Beh la sostanza del
corpo sottile deve poter essere in linea
di principio rilevabile Beh magari non
direttamente dagli strumenti oggi a
nostra disposizione ma certamente in
modo indiretto dovrebbe esserlo essendo
del tutto naturale e logico considerare
l'esistenza di una zona intermedia quasi
fisica di frontiera tra il mondo fisico
intra fisico e quello extra fisico e che
tale zona sia parzialmente esplorabile
da entrambi i suoi lati pertanto nei
diversi periodi storici ogni volta che i
fisici scoprivano nuovi campi di materia
e energia che prima di allora non erano
stati osservati Beh questi venivano
subito tentativamente presi a prestito
da alcuni entronauti per dare un
fondamento sostanziale al cosiddetto
corpo sottile Ecco allora che
quest'ultimo fu ritenuto essere formato
da un fluido Vitale magnetico o
elettrico Quando fu scoperto il
magnetismo o l'elettricità oppure da
dell'energia negativa quando Dirac
ipotizzò l'esistenza di un oceano di
particelle di energia negativa cui è poi
seguita la scoperta dell'antimateria ma
il corpo sottile Ovviamente non poteva
essere fatto di antimateria altrimenti
non avrebbe potuto interagire col nostro
corpo fisico in modo costruttivo ma
unicamente distruttivo o allora poteva
essere forma ato da flussi
neutrino stringhe dalle dimensioni
compat ficate oppure da particelle
virtuali dall'energia del vuoto della
teoria quantistica dei campi senza
dimenticare le entità tachione più
veloci della luce o le più recenti
particelle massive debolmente
interagenti che si ritiene possano
formare la cosiddetta Materia Oscura
Insomma ogni volta che nuovi campi e
sostanze materiali venivano scoperti o
solo i ipotizzati Beh questi divenivano
subito dei candidati ideali per
descrivere la composizione del
misterioso mondo sottile lo ribadisco
ancora una volta non c'è nulla di male
in questo ogni nuova scoperta
corrisponde Infatti a una nuova breccia
nel nostro teatro tridimensionale o
quadridimensionale che apre verso una
direzione ignota quindi potenzialmente
anche in direzione di quel mondo sottile
in cui a sede la nostra coscienza
individuale multim millenaria Ma come
suggerito dalla metafora delle
molteplici finestre della casa in riva
al mare non è detto che la nuova
finestra apra proprio nella direzione
prospettata Anzi personalmente Ritengo
che l'ipotesi di default sia di
considerare che non sia così così come è
corretto ritenere quando si compra un
biglietto della lotteria che non sia
quello vincente anche se ovviamente
potrebbe anche esserlo e certamente
tutti i vincitori della lotteria sono
stati almeno una volta dei giocatori
quindi giochiamo cioè apriamo con
coraggio tutte le finestre che siamo in
grado di trovare di scoprire nel nostro
percorso di esplorazione interiore ed
esteriore e nella misura del possibile
avventuriamoci anche un po' Al di là
delle zone di frontiera che incontriamo
Cioè senza stare solo alla finestra a
guardare per quanto affascinante possa
essere la vista ma facciamolo tenendo
sempre ben presente quello che ogni
esploratore dell'ignoto dovrebbe sapere
che il territorio inesplorato è immenso
che vi sono innumerevoli mondi che
sappiamo molto poco forse quasi nulla e
che ci sono cose che nemmeno sappiamo di
non sapere grazie per
l'ascolto l
