Molto tempo fa ho registrato dalla tv questa serie di video di divulgazione filosofica. Li trovo molto utili per riflettere sulla vita che conduciamo oggi: uno sguardo "filosofico" non può fare che bene. ISCRIVITI: http://www.youtube.com/c/AlessandroGelain?sub_confirmation=1 In questa puntata, Alain De Botton ci porta ad Atene per investigare sul pensiero di uno dei più grandi filosofi della storia: Socrate. Il suo pensiero su come dovremmo comportarci è oggi più che mai attuale! Siamo pecore che seguono i più forti, i più saggi i più sapienti...? E chi ci dice che costoro hanno tutte queste belle qualità che pensiamo abbiano? Non è che, per caso, siamo vittime di un autoinganno? Non è che forse per noi è più comodo seguirli che il fastidio di pensare con la propria testa? Queste ed altre domande avranno risposta in questo bel video con cui si apre questa playlist.
Potremmo chiederci se l'antica civiltà greca abbia ancora oggi qualcosa da insegnarci.
Aggirandoci per le vie di Atene,
constatiamo che la moderna città di oggi è molto più grande delle tracce del suo stesso passato.
Eppure, non appena intravediamo i suoi antichi palazzi,
è tuttavia possibile cogliere un barlume delle idee che gli antichi greci ci hanno elargito.
Quasi 2500 anni fa qui nacque un filosofo.
Il suo nome era Socrate.
A lui dobbiamo una delle idee più importanti della storia della filosofia,
l'idea secondo la quale il pensiero logico può aiutarci a essere più sicuri di noi stessi,
più indipendenti, meno conformisti,
meno vincolati alle opinioni altrui sul nostro conto.
Il sogno di una filosofia in grado di renderci liberi.
Sono venuto ad Atene per capire come possa un uomo morto per le proprie convinzioni
darci la sicurezza per camminare sulle nostre gambe.
Socrate non ci ha lasciato nulla di scritto.
Conosciamo le sue idee solo grazie a una serie di dialoghi
scritti da uno dei suoi discepoli, Platone.
Non sappiamo neanche se questa curiosa statua ritragga veramente il filosofo.
Sappiamo che era nato nel 469 a.C.
e che era sposato con una donna celebre per il suo temperamento, Santippe.
Quando gli chiedevano come mai l'avesse sposata,
rispondeva che i domatori di cavalli devono allenarsi con gli esemplari più focosi.
Il magnete ci suggerisce un'altra caratteristica di Socrate.
Era particolarmente brutto.
Le abitudini maniacali di Socrate ci portano verso una delle sue idee più suggestive.
Dobbiamo trovare il modo di costruire la sicurezza nelle nostre convinzioni
e non lasciarci distrarre troppo dalle opinioni altrui.
Sono molte le cose che l'uomo ha in comune con la pecora.
Noi non produciamo la lana, né ci esprimiamo abbelati,
ma spesso manifestiamo l'esigenza di seguire i nostri obiettivi.
Ma perché tendiamo a seguire come un greggio di pecore le altre persone,
soprattutto quelle più importanti?
Principalmente perché supponiamo che esse sappiano più cose di noi.
Così ci accodiamo a loro.
Fino al 1998, Andrew Miller ha lavorato in una grande azienda,
la British Biotech di Oxford,
presso la quale dirigeva il reparto delle ricerche cliniche.
A un certo punto ha iniziato a pensare che i suoi datori di lavoro
erano troppo ottimisti riguardo ai farmaci che stavano sviluppando
e che agli azionisti non veniva raccontata tutta la verità.
Fu costretto a porsi un'angosciosa domanda.
Era possibile che avesse ragione,
nonostante tutti gli altri membri del Consiglio di amministrazione gli dessero torto?
E' affascinante?
Non direi che sia affascinante,
ma è preoccupante.
E stocca la sua sospesa.
La tua mente inizia a fare trucchi
che rendono in dubbio la tua sanità ad un certo punto,
perché l'esperienza precedente di una democrazia
è stata una democrazia in cui la maggior parte
tende a avere un certo numero di diritti al suo avversario.
E in molti modi, come dicevo,
ho sentito in mio studio,
sbocciando i miei tempi,
pensando se ho fatto qualcosa di sbagliato,
se ho misinterpretato queste cose.
La scienza e la tecnologia
possono essere pensate come complicate e confuse,
ma per me è il mio lavoro di ogni giorno e lo capisco bene.
E inizia a dubbio la tua sanità.
Perché?
Perché penso questo,
e questi 11 ragazzi che sono sul tavolo
pensano in modo diverso?
Dicci un po' di pressione per la conformità
in una compagnia come Biotech.
Penso che in tutte le compagnie
c'è pressione per la conformità,
c'è cultura in tutte le compagnie.
Queste sono persone che ti piacciono
e che stai lavorando con.
E cosa vuoi fare?
Apprezzarli. Sono i tuoi boss.
Vuoi apprezzarli,
vuoi aiutarli,
vuoi lavorare con loro,
vuoi essere amici con loro.
Non ho avuto
relazioni sessuali con quella donna,
Miss Lewinsky.
Una ragione per la quale è difficile
sentirsi sicuri di sé
nella situazione di Andrew
è che tendiamo ad accettare
che chi comanda abbia sempre ragione.
E' proprio questo l'assunto
che Socrate voleva che sfidassimo,
incitandoci a pensare alle insensatezze
che spesso i potenti dicono e fanno,
invece di lasciarci incantare
dalla loro aura di potere
e dalla loro suave sicurezza in sé stessi.
Nel decidere quando seguire
le persone importanti e quando
di sentire da loro, Socrate aveva
un grande vantaggio rispetto a noi.
Poteva rivolgersi a loro di persona.
Atene, ai suoi tempi, aveva
una popolazione di appena 150.000 abitanti
e tutti i cittadini
si incontravano a La Gorà,
una grande piazza dove i cittadini
si riunivano per i commerci e per discutere.
Se fossimo venuti qui nel V secolo a.C.,
avremmo potuto vedere
un personaggio piuttosto bizzarro
a girarsi tra la folla.
Socrate, infatti, in genere si alzava all'alba
e trascorreva le sue giornate
al mercato, in mezzo alla gente.
Era anche una delle persone più importanti
della società atene,
in modo che si potesse incontrare
a qualsiasi punto del giorno
i formatori dell'opinione,
i grandi generali militari,
i grandi statisti,
gli importanti retretici,
gli aristocrati.
Tutto ciò si poteva trovare qui.
Soprattutto di parlare con le persone,
Socrate si alzava
e gli chiedeva
grandi domande sulla vita.
Gli chiedeva di spiegare
perché stavano vivendo
la vita che stavano guadagnando.
Lo scoprì
che c'erano inadeguabilità
nel capire la vita
che stavano guadagnando.
Le persone ricche non potevano
spiegare perché avevano
dell'argento e gli altri non lo fanno.
I generali militari non potevano
spiegare perché combattivano
in una certa maniera.
Credo che possiamo
trovare inadeguabilità
di cui non c'è
nessun indicatore.
Un'altra ragione per la quale
siamo resti a sfidare le altre persone
è la consapevolezza del rischio
di creare dei problemi
per le ragioni sbagliate
quando ci accaloriamo
o ci intestardiamo.
Socrate era un anticonformista
e creava problemi agli ateniesi,
ma non era motivato
dall'arrogante desiderio
di vedere gli altri
comportarsi come lui,
né dall'eccentricità,
visto che girava scalso
e con una tonica
che non lavava mai.
Il suo anticonformismo
nasceva dal desiderio
di trovare la verità,
di mettere in dubbio
i luoghi comuni,
piuttosto che dal piacere
di mettere in difficoltà
il suo interlocutore.
Posso chiederti una domanda?
Cos'è la giustizia?
Non parli in francese?
La giustizia, cosa ne pensi?
Andare da uno sconosciuto
e chiedergli di spiegarci
le sue convinzioni
è piuttosto difficile,
soprattutto se si è timidi come me.
Ti guarda in modo strano,
immagina che se gli fai una domanda
su perché viva in un certo modo
è perché tu conosci la risposta,
dunque la vive come una tua
affermazione di superiorità
rispetto a lui.
Socrate non aveva tali inibizioni.
Preferiva essere considerato
un po' troppo irruente e bizzarro,
piuttosto che permettere ai propri concittadini
di vivere senza pensare.
Voleva che tutti esaminassero
le proprie convinzioni,
anche tra i banchi del mercato.
Come potete immaginare,
Socrate infastidiva molto gli atteniesi,
ma al centro del suo approccio
c'è un'idea molto egalitaria.
Tutti abbiamo il dovere
di riflettere sulla nostra vita
e tutti siamo sorprendentemente
capaci di fare ciò.
Non capita spesso di sentirci chiedere
di spiegare come mai viviamo in un certo modo.
Socrate ci esorta a superare
pigrizia e timidezza per capire
che cosa pensiamo veramente
e regolarci di conseguenza.
La filosofia nelle mani di Socrate
invida tutti noi all'anticonformismo
Socrate non si limita a offrirci
la sicurezza per sfidare
le ideologie, le credenze
e le tradizioni dominanti.
Ci offre anche un modo per sviluppare
opinioni tutte nostre,
che possono aiutarci
a emergere dalla massa.
Per fare ciò è necessario
sottoporle a un test rigoroso
da lui ideato.
Se le nostre opinioni
possono sopravvivere alla prova di Socrate,
allora vuol dire che vale la pena difenderle.
Socrates è andato più avanti nella sua analogia.
In effetti ha scoperto un modo distinto,
un modo socratico di pensare.
Ha identificato cinque passaggi distinti
che chi vuole
ottenere un'idea buona
dovrebbe seguirli per farlo.
Questi pensieri possono essere
raffinati così.
Per prima cosa, guardate per voi
statimenti che molti descriveranno
come semplici sensi comuni.
Per esempio,
che i migliori lavori
sono quelli più costosi
o che la felicità
viene da essere sposato.
Secondo, cercare di trovare
un'escezione a questo.
Potresti essere sposato e ancora non felice
o potresti essere un lavoro molto ben pagato
e ancora miserabile.
Terzo, se un'escezione a questo
statemento è trovata,
deve significare che il tuo
statemento è falso
o almeno impreciso.
E in questo caso troviamo
che c'è un'imprecisione.
Quarto, cercare di nuotare
l'inizio del statemento
per prendere in considerazione
Per esempio,
capire che è possibile
essere piuttosto non felice
in un lavoro molto ben pagato
se è completamente
creativamente non soddisfacente
o piuttosto miserabile
in un lavoro se hai sposato
la persona sbagliata.
Terzo, continuare questo processo
per quanto sia possibile
e continuare a cercare
escezioni al tuo statemento.
E Socrate disse che la verità,
in quanto nessuno è mai riuscito
a raggiungerla,
è in un statemento
che sembra impossibile
di disprovare.
E se qualcuno è in disaccordo con noi
non dobbiamo dire
beh, io penso di avere ragione
ma non so dirti perché.
Possiamo dimostrare logicamente
perché pensiamo di avere ragione
e se anche il nostro interlocutore
ignorasse la logica
ciò non dovrebbe snervarci eccessivamente.
Socrate ci suggerisce
che possiamo intrattenere
una conversazione filosofica
interessante ovunque,
anche all'angolo di una strada.
La filosofia non deve per forza
esprimersi tra le mura
di una università
o in un'aula scolastica.
Socrate dice che
e amava dimostrare a tutte
che avevano la capacità
di arrivare a opinioni ben pensate.
È un'idea stimolante
ma in una società come la nostra
nella quale imperano i gruppi
di opinione e i sondaggi
Socrate avrebbe pensato
che tendiamo ad ascoltare
qualsiasi opinione
che sia ben meditata
o meno.
Sebbene Socrate ritenesse
che siamo tutti in teoria
capaci di vivere una vita meditata
sapeva che nella pratica
la maggior parte di noi non lo fa.
Dunque non poteva accettare
l'idea che qualsiasi opinione
sia degna di essere ascoltata
esattamente come non si può affermare
che qualsiasi vaso
sia adatto a contenere l'acqua.
Per quanto ci possa suonare strano,
soprattutto da parte di un uomo
vissuto nella culla della democrazia,
Socrate nutriva serie riserve
sulla democrazia stessa.
Rifiutava di accettare che un'opinione
fosse giusta solo perché
sostenuta dalla maggioranza
e avrebbe ritenuto ridicolo
che i potenti si facessero guidare
da gruppi d'ascolto come questo.
Sottotitoli creati dalla comunità Amara.org
Ritenere che la maggioranza abbia torto
ed essere convinti del fatto di avere ragione
non basta certo a farci difendere
un'opinione minoritaria,
soprattutto quando è in gioco la propria sussistenza.
Dunque, cosa ha indotto Andrew Miller
a opporsi ai propri datori di lavoro,
pur sapendo che ciò avrebbe scatenato
una battaglia sui media e in tribunale?
Sottotitoli creati dalla comunità Amara.org
L'accusa ammossa a Socrates
era di aver corrotto la gioventù di Atene
e di aver mancato di rispetto agli dèi
venerati dalla città.
La pena prevista era la morte.
Sottotitoli creati dalla comunità Amara.org
Socrate fu condotto fuori dal tribunale,
fino alla prigione.
Sua moglie, Santip, andò a trovarlo,
ma ebbe una tale crisi isterica
che dovettero portarla via.
Anche molti dei suoi amici erano in lacrime.
Addirittura il custode del carcere,
che aveva visto molti condannati andare verso la morte,
gli offrì le proprie scuse
e gli disse che tra tutte le persone
che aveva visto in quella cella,
Socrate era la più nobile,
la più generosa e la più saggia.
Quindi si presentò il boia
con una tazza di infuso di cicuta.
La tazza fu consegnata a Socrate,
al quale fu ordinato di bere.
Oggi ad Atene resta ben poco
della gloria dell'antica Grecia
che ha ispirato il mondo intero.
Ma le idee di Socrate sono ancora vive.
Una volta qualcuno
gli chiese da dove venisse
e lui rispose
non da Atene, ma dal mondo.
Socrate lo possiamo considerare
un filosofo globale,
nato ad Atene, ma il cui messaggio
è diretto a tutta l'umanità.
Naturalmente oggi è difficile
che a qualcuno venga chiesto di morire
per le proprie opinioni,
ma Socrate ci fa capire che tutti noi
abbiamo la capacità e il dovere
di smettere di seguire passivamente
le opinioni altrui
e il dovere di avere opinioni nostre
e ben meditate.
Sebbene spesso siamo resti a capirlo,
possiamo smettere di essere pecore di un gregge
e iniziare a essere persone pensanti,
e cioè filosofi.