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In questo video parliamo dei sintomi pseudo-neurologici legati al disturbo cervicale. Questi sintomi, come vertigini, formicolii, sensazione di instabilità e difficoltà visive, sono spesso fonte di grande disagio ma non sono dovuti a un danno reale del sistema nervoso. Analizzeremo nel dettaglio quali sono i principali sintomi, le cause sottostanti e, soprattutto, come poterli risolvere. Vedremo anche l'importanza di migliorare la funzionalità cervicale attraverso esercizi specifici per alleviare la tensione muscolare e rinforzare i muscoli cervicali. Scoprirai perché lavorare sulla postura e ridurre lo stress è essenziale per migliorare i sintomi. Infine, troverai alcuni esercizi che puoi fare da subito per ottenere sollievo.
Capitoli 00:00 Introduzione ai sintomi pseudo-neurologici cervicali 02:00 Sintomi principali e cause 06:30 Il ruolo del nervo vago e della vascolarizzazione 09:10 Come risolvere i sintomi cervicali 10:50 Esercizi per alleviare i sintomi cervicali:
Esercizi di mobilizzazione e stretching per ridurre la tensione muscolare Esercizi di rinforzo per migliorare il sostegno delle vertebre cervicali Esercizi posturali per il miglioramento generale
Circa il 30% delle persone con disturbi di tipo cervicale non ha soltanto il problema del dolore o della tensione muscolare, anzi addirittura qualcuno non ce l'ha neanche,
ma un grosso problema sono quelli che definiamo sintomi neurologici, o meglio pseudoneurologici, perché non c'è un vero danno al sistema nervoso.
Sono sintomi ad altissimo impatto sulla qualità della vita, li conosco bene perché qualcuno l'ho anche sperimentato in prima persona,
ma soprattutto ho aiutato tantissime persone a migliorarli, sia con i miei contenuti online sia con i piani personalizzati.
In questo video parleremo proprio dei sintomi neurologici, meglio pseudoneurologici, legati al disturbo cervicale.
Vedremo quali sono, vedremo ovviamente cosa li causa, e non è così scontato perché dire è la cervicale è fondamentalmente sbagliato,
e naturalmente vedremo come risolverli. Continuo a guardare.
Bene, prima di tutto però mi presento per chi non mi conosce, io sono Marcello Chiapponi, sono fisioterapista e trainer da oramai più di 20 anni,
e in questi 10-15 anni ho aiutato letteralmente migliaia di persone attraverso i miei contenuti e le mie lezioni online.
Per tutte le informazioni su quello che faccio, su come puoi accedere anche ai miei servizi, vai a guardare comunque il link che è nella descrizione del video.
Parliamo quindi dei sintomi neurologici, pseudoneurologici, perché appunto il sistema nervoso non è danneggiato.
Qualcuno si prende un pochettino uno spavento, qualcuno finisce con il fare magari una risonanza al cervello,
perché effettivamente la paura è un po' che ci possono essere altri tipi di problematiche, che fortunatamente quasi mai ci sono.
Quali sono quindi questi sintomi? Sono la sensazione di sbandamento e instabilità.
Le chiamano vertigini cervicali, ma non sono vertigini con gli oggetti che girano.
Più che altro ci si sente instabili, ci si sente un po' sempre su una barca.
Formicoli, a volte i formicoli al viso, formicoli di vario genere non legati ad un preciso movimento, senza particolare motivo.
Sensazione di orecchie ovattate, non un vero e proprio acufene.
L'acufene è una cosa un po' diversa, non così legata al tratto cervicale.
Vista offuscata e difficoltà visive, come per esempio il fastidio alla luce,
tipicamente entrare negli ambienti grandi, luminosi, centro commerciale, dà fastidio ad esempio, oppure si fa fatica a leggere.
La nausea, molto famoso. Tachicardia senza particolare motivo.
Sensazione di svenimento, quelle che a volte vengono definite un po' crisi vagali.
Difficoltà di concentrazione. Sensazione di oppressione, a volte anche proprio dolore al petto.
Difficoltà quindi respiratoria. Sensazione a volte di intorpidimento del viso.
E questi sono particolari, perché tra un attimo vediamo perché sono così particolari.
Difficoltà addirittura a volte di deglutizione e anche disturbi intestinali, gonfiori ad esempio all'intestino,
ma non particolarmente, molti lo sentono legato al fatto che hanno questo irrigitimento, hanno questo fastidio, dolore cervicale
e in quei momenti hanno anche più difficoltà intestinali.
A me personalmente è capitato di sperimentare sia un pochino questo effettivamente, ma soprattutto la sensazione di sbandamento.
Per fortuna è stata una cosa molto circoscritta.
Io ho avuto un piccolo infortunio cervicale in allenamento.
Piccolo infortunio che però per almeno 4-5 settimane mi ha lasciato questa sensazione di sbandamento
e anche la difficoltà di concentrazione.
E nonostante io fossi assolutamente a conoscenza dei meccanismi,
assolutamente a conoscenza che con un piccolo infortunio la cosa comunque era destinata a chiudersi autonomamente,
mi ha comunque disturbato parecchio.
Mi ha messo anche un pochettino d'ansia per dire se la situazione rimane così sarei effettivamente in difficoltà
perché avevo difficoltà anche semplicemente a fare un video come questo sarei stato in difficoltà.
Ottimo, quindi questi sono i sintomi.
Perché con le problematiche cervicali possono esserci questi sintomi?
Ci sono tanti motivi e non sono così scontati.
Perché dire come dicevo prima è la cervicale, è banalizzare la cosa.
Il primo motivo è che le vertebre cervicali sono quelle più vicine in assoluto al cervello, alle strutture cerebrali.
Quindi quando si irrita qualcosa da queste parti, l'infiammazione si trasmette,
la parola non è proprio corretta ma va bene così, anche ai centri nervosi,
in particolare a questi, quelli del tronco dell'encefalo.
E qui dentro però ci sono dei centri che riguardano l'equilibrio,
ci sono dei centri che riguardano la vista eccetera eccetera eccetera.
Quindi quando si irrita qualcosa qui, è normale che possa irritarsi qui
ed è normale che possano partire questo tipo di sintomi.
Ma non è l'unico collegamento perché altrimenti così sarebbe effettivamente dire
beh, è la cervicale.
Non è proprio così.
Ci sono altre strutture, per esempio il famosissimo nervo vago,
che poi sono due in realtà, sono i nervi vaghi.
Ora qui da molti viene un po' esagerata la situazione, no?
Ah sì, ho il problema del nervo vago.
Il nervo vago, i nervi vaghi, sono dei fili che partono dal cervello,
decorrono vicino al tratto cervicale, e lì è un pochettino il collegamento,
e poi arrivano al cuore e poi vagano, da lì il nome, negli organi interni.
Sono nervi che regolano il metabolismo fondamentalmente.
In realtà a regolare il metabolismo è il cervello, non è il nervo,
e il cervello lo fa attraverso il nervo.
Quindi se qui c'è un incendio,
è possibile che sia il suo centro di partenza che i nervi stessi
vengano un po' disturbati e quindi ci possa essere questo impatto sul metabolismo,
soprattutto la crisi vagale, proprio quel discorso di indebolimento,
addirittura sensazione di svenimento.
Qualcuno con le crisi vasovagali vero e proprio arriva allo svenimento.
Però il problema è l'irritazione qui,
non è il filo in sé per sé, non c'è il punto da schiacciare per resettare il filo.
Ci possono dare delle stimolazioni, ma generalmente sono molto molto molto temporane.
Altro motivo interessante sul tratto cervicale,
nel tratto cervicale, nelle vertebre cervicali,
passano i tubi, diciamo, di vascularizzazione del cervello.
Ora, non è che i problemi cervicali o la contrattura muscolare
possano interrompere il flusso di sangue al cervello, naturalmente.
No, però è vero che nel corpo umano,
ovunque ci siano punti di grande tensione muscolare,
non sono punti dove la vascularizzazione passa facilmente, ok?
Una grossa tensione muscolare alle spalle,
la vascularizzazione alle estremità,
ne risulta chiaramente, ne soffre.
Chiudo il tubo qui e le estremità chiudo.
Non è che lo chiudo, però, insomma,
rendo più faticoso il passaggio, le estremità ne soffrono.
In questo caso, la tensione muscolare dei muscoli di questa zona
toglie un pochettino di microcircolazione alle estremità.
Estremità, in questo caso, è il cervello.
Ecco perché, anche qua, è un coinvolgimento del sistema nervoso
senza danno per fortuna,
ma c'è questo discorso pseudoneurologico
di questi sintomi pseudoneurologici.
E la cosa poi da non dimenticare,
tutti quelli di cui abbiamo parlato adesso,
sono collegamenti tra cervicale e cervello,
ma i collegamenti nel corpo umano sono sempre nella doppia direzione
e quindi ci sono anche i collegamenti tra cervello e tratto cervicale.
Il tratto cervicale è quello che risponde di più, in assoluto,
allo stress emotivo, all'accumulo di ansia.
Capita mai, per esempio? Capita.
Tutti, no? Sono particolarmente agitati, sotto stress,
cominciano a irrigidirmi i muscoli delle spalle.
Capita, ovviamente, perché c'è questo forte collegamento.
E addirittura basterebbe, in realtà,
basterebbero anche soltanto delle situazioni di forte ansia e forte stress
a creare tutti quei sintomi.
Ed è per questo che è sempre difficile
ma sarà più un problema d'ansia, sarà più un problema cervicale o quant'altro?
Si forma sempre un circolo vizioso anche perché,
indipendentemente da quale sia il punto di partenza,
dopo un po' sono i sintomi stessi a darmi fastidio.
Quindi, magari, sì, ho cominciato con una problematica
di irrigidimento su base ansiosa,
ma poi si sono irrigiditi tanto i muscoli
ed è diventato un problema avere proprio
e sono partiti degli altri sintomi che ne mi hanno messo ancora più in agitazione,
eccetera, eccetera, eccetera.
Capire se è nato prima l'uovo o la gallina
per la maggior parte delle persone è completamente impossibile
e non è neanche particolarmente utile
perché non è che mi aggiunge delle possibilità terapeutiche.
Io voglio sempre cercare di spezzare questo circolo
nello stesso modo e poi davvero dopo 5 anni, 10 anni, 1 anno,
causa ed effetto si sono ampiamente mischiati, ok?
Quindi questi sono i meccanismi che portano alla genesi di quei sintomi.
Parliamo della soluzione.
Allora, la soluzione sono meccanismi ovviamente molto complessi,
ma la soluzione non è complessa, almeno sulla carta, ok?
Poi, certo, ci vuole un po' di pazienza.
La prima soluzione naturalmente è cercare di migliorare le cose
a livello del tratto cervicale.
Anche per chi ha un problema a 100% dovesse essere ansia,
ma in realtà lavorare sui muscoli cervicali è molto di aiuto comunque
perché crea un terreno meno fertile.
Che cosa vuol dire allenare i muscoli cervicali?
Devo allenarli a essere meno contratti con esercizi, ad esempio,
di mobilizzazione e stretching.
Io ne ho illustrati tantissimo, tantissimi,
all'interno dei miei video su YouTube, ad esempio.
Quindi, prima cosa, cerco di diminuire la tensione dei muscoli,
cerco poi di rinforzare in un secondo tempo, tipicamente un po' più tardi,
cerco poi di rinforzare questi muscoli perché sostengono meglio le vertebre.
A volte molti sanno di avere qualche cosa a livello delle vertebre,
la protusione, la discopatia, eccetera, eccetera, eccetera.
Sono dei piccolissimi pezzi del puzzle che vogliono sempre in realtà
la stessa soluzione.
Ok, c'ho qualche vertebra un po' acciaccata, motivo in più
per allenare i muscoli, renderli meno contratti,
renderli più forti ed efficienti.
Ma poi, visto che non è una situazione che si limita al tratto cervicale,
ma coinvolge tanti sistemi,
io voglio sicuramente lavorare anche sulla postura in generale.
La cosa interessante è questa.
Quando si riesce, per esempio, con esercizi di apertura, allungamento,
che coinvolgano tutti i principali muscoli posturali,
incluso il diaframma, il principale muscolo respiratorio,
che però è anche il nostro principale bidone emozionale,
abbiamo un effetto anche sul cervello.
Perché? Perché fondamentalmente è vero che il cervello,
l'ansia e così, ci possono irrigidire i muscoli,
e dai, e dai, e dai, questo si accumula.
E proprio perché nel corpo umano i collegamenti sono nelle due direzioni,
se noi distendiamo i muscoli,
distendiamo indirettamente anche il motivo per cui si sono contratti.
Questo è molto molto interessante,
perché ci fa anche, diciamo, da aiuto nei confronti del discorso ansia e stress.
Mi è capitato praticamente zero volte di persone che, per esempio,
hanno fatto, no, si erano convinte,
gli avevano detto che il loro problema era principalmente l'ansia e lo stress,
hanno fatto una psicoterapia, per esempio.
Sono stati, nella maggior parte delle volte, contentissimi di averla fatta,
perché le aveva aiutati sull'aspetto emotivo.
Sull'aspetto sintomatologico, no.
Quindi è più potente il lavoro fisico,
se quello che cerchiamo è la riduzione dei sintomi.
Quindi con gli esercizi, appunto, gli esercizi cervicali,
gli esercizi di miglioramento generale della postura,
e anche ovviamente qualche attenzione allo stile di vita.
Ecco, se ti interessa capire come è fatto un piano,
effettivamente, specifico per questo tipo di problemi,
vai sul link che è nella descrizione del video, ok?
Sopra, sotto, da qualche parte lo trovi facilmente,
che trovi la mia lezione d'introduzione SOS,
sbandamenti e sintomi neurologici.
All'interno trovi già degli esercizi,
assolutamente lo puoi scaricare gratuitamente,
trovi già degli esercizi che ti possono aiutare fin da subito,
trovi anche il modulo per mandare a me e al mio team il tuo caso,
in caso volessi un piano personalizzato,
quindi analizzare bene la situazione,
spiegarci il problema e quant'altro,
e avere un piano di esercizi, un piano di lavoro,
una strategia personalizzata, lo puoi assolutamente fare.
Quindi tutto quello che devi fare è cliccare sul link che è allegato a questo video,
vai a vedere questa lezione, inizi già con i primi esercizi,
e se vuoi assolutamente ci mandi il tuo caso,
così vediamo se possiamo aiutarti.
Quindi vai sulla descrizione del video,
se vuoi risolvere insieme a me e al mio team questo tipo di problema.
Video che giunge al termine, se ti è sembrato interessante non dimenticare di lasciare un mi piace,
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Grazie mille dell'attenzione, ci vediamo alla prossima!