Il Bike Fit nel Triathlon è il punto di partenza per ottimizzare l'esperienza in bicicletta e migliorare prestazioni e comodità. In questo video il nostro Coach Paolo Capriotti ci porterà con se nella sua visita biomeccanica con Fisioconceptlab per migliorare la proprio posizionamento in sella
00:00 Bike Fit 03:11 La visita biomeccanica 07:11 Considerazioni finali
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Finalmente, dopo diversi mesi che ho ripreso la bici, sono riuscito a fare il bike fitting, ovvero la messa in sella professionale per regolare la bicicletta in base alle mie caratteristiche.
In questo video vedremo come funziona, perché è importante farla e come scegliere un bravo professionista a cui affidarsi.
Premetto che questa non è la prima volta che mi affido a un professionista specializzato nel posizionamento in sella.
L'ultima visita biomeccanica risale ormai a 7 anni fa, da considerare però che negli ultimi 5 anni non ho preparato più nessuna gara di triadron.
Nel frattempo sono cambiate sia le geometrie delle biciclette da triadron che lo studio delle posizioni aerodinamiche.
Oltre al fatto che ho cambiato bici e soprattutto in 7 anni sono invecchiato e quello che poteva essere comodo tempo fa potrebbero non esserlo più.
Secondo me il migliore investimento che possiamo fare sulla nostra bicicletta è proprio il bike fitting.
Spendiamo migliaia di euro per comprare il mezzo e spesso si lascia al caso e all'improvvisazione proprio la messa in sella.
È inutile avere una bici super performante se poi non siamo aerodinamici, facciamo fatica a stare sopra la bicicletta, siamo scomodi e rischiamo di infortunarci.
Rispetto alla corsa la bicicletta è un'attività a catena genetica chiusa, che vuol dire che il corpo non è libero di muoversi nello spazio essendo vincolato alle estremità,
in particolare le mani al manubrio, il bacino alla sella e i piedi a pedale.
Questo significa che se troviamo una buona posizione poi basterà pedalare e non servono chissà quali esercizi di tecnica.
Tuttavia se la posizione è scorretta i ripetersi di gesti sempre uguali potrebbero portarci ad infiammazioni ed infortuni.
Bene, dopo averti spiegato l'importanza del bike fitting arriva la cosa più difficile, ovvero trovare un bravo professionista specializzato nella messa in sella che sappia regolare al meglio la bici sulle nostre caratteristiche.
Nonostante ormai la tecnologia permette di monitorare diversi parametri, l'esperienza rimane sempre il valore aggiunto.
Sapere dove e cosa guardare fa davvero la differenza, soprattutto quando si tratta di millimetri.
Chi mi conosce sa quanto nel mio lavoro io sia scrupoloso e lo sono stato anche nella ricerca di una figura che mi potesse aiutare nella messa in sella.
Cercavo soprattutto un professionista specializzato nel triathlon long distance, ovvero 70.3 e Ironman.
Dopo mesi di ricerca ho deciso di affidarmi al grande Max Zanoni di Physioconcept Lab.
Chi è del settore probabilmente già lo conoscerà perché ha lavorato con tantissimi triatleti anche di livello.
Ora, prima di raccontarti com'è andata ci tengo a fare un'altra premessa.
Ognuno di noi è diverso e non ha alcun senso replicare la posizione di un'altra persona.
Altrimenti saremo messi in sella tutti come Blumenfeld, Pogacar e compagnia bella.
Per cui questo video ha solo l'obiettivo di documentare come funziona un bike fit e non è assolutamente un video didattico da cui prendere spunto.
Direzione Loredo, 20 km di warm up per andare a fare il bike fit. Let's go!
La visita biomeccanica inizia con un'anamnesi dove si raccolgono tutte le informazioni rilevanti sul soggetto e sul perché ha deciso di sistemare la propria posizione.
Nel mio caso già mi trovavo discretamente bene con la posizione precedente, soprattutto nella seduta e nella pedalata.
Mentre volevo migliorare un po' l'aerodinamica e ridurre le tensioni su spalle e collo che si manifestavano a fine allenamento.
Successivamente Max ha analizzato l'appoggio, la mobilità e l'allungamento muscolare per capire se ci fossero dissimetrie, compensi e fino a che limite potersi spingere a livello aerodinamico nella posizione.
Questa gamba qua, questa c'è anche un pochettino più di tensione qua sul tensore fascia rada rispetto a quell'altra.
Fascia morbida e anche di chiusura dell'anamnesi un po' duro.
Come già sapevo a livello di catena posteriore sono abbastanza corto e la flessibilità articolare non è nel mio punto forte.
Per cui il nostro obiettivo sarà quello di trovare un buon compromesso tra aerodinamica e comfort.
Abbiamo iniziato dal sistemare le tacchette che avevo già posizionato come da visita precedente.
Ovvero con il massimo ritramento consentito.
E a parte qualche piccolo ritocco perché non erano perfettamente allineate, non sono stati fatti in particolare gestamento.
Sistemate le tacchette sono salite in sella utilizzando un sistema di sensori collegati a un software dedicato.
Attraverso il quale vengono analizzati i principali angoli per capire se la posizione di partenza fosse efficiente.
Qui il lavoro di osservazione e feedback diventa fondamentale.
E centimetro dopo centimetro vengono spostati i punti di appoggio per trovare la posizione ideale.
Nel mio caso siamo partiti proprio dal punto di maggior criticità.
Ovvero l'appoggio sulle appendici.
Primo step sono state avanzate e è aumentato il grado di inclinazione verso l'alto per permettermi di allungarmi maggiormente.
Dopo attraverso una serie di prove abbiamo giocato con gli spessori fino a trovare un buon compromesso che mi permettesse di stare comodo senza sacrificare troppo l'aerodinamica.
Per guadagnare qualcosa in termini di penetrazione all'aria è stato ristretto anche lo spazio tra i due appoggio a gomiti.
Quando c'è il falso piano ti riaccorgi perché riesci a combatterti e dare un pochettino più di forza.
Mano a mano che siamo intervenuti nella parte anteriore è stato necessario intervenire anche sulla sella spostando il posizionamento di qualche centimetro in avanti.
Fortunatamente non avendo troppi problemi sulla seduta non abbiamo dovuto lavorarci più di tanto.
La sella di serie della Canyon è adatta alle mie caratteristiche e con pochissimi adattamenti mi sono sentito subito comodo.
Per scrupolo poi ho provato una nuova posizione anche con il body da gara che avendo meno protezione avrebbe potuto darmi qualche noia in più ma tutto sommato non ho riscontrato grande differenze.
Detta così sembrerebbe un'operazione di pochi minuti in realtà la visita è durata ben oltre due ore e nel mentre ci siamo scambiati info, aneddoti e qualche piccolo segreto del mondo del triad che per ora è meglio che rimanga tra noi.
Magari in futuro farò un video spoiler dedicato.
Ora prima di passare alle conclusioni se ti piace questo nuovo format ti chiedo di supportarci mettendo un mi piace e condividendolo con i tuoi amici e sui tuoi canali social.
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Di ritorno verso casa prima impressioni sento la nuova posizione più aerodinamica mi sento un po' più basso e anche maggiormente ispinta vediamo adesso nelle prossime uscite.
Veniamo alle mie considerazioni per ora posso condividere solo le prime impressioni sulla nuova posizione in quanto ci ho pedalato solamente pochi chilometri.
Come detto sento la posizione più comoda soprattutto su spalle e collo che è l'obiettivo principale della visita.
Mi sento anche più aerodinamico magari è solo un'impressione ma oggettivamente a livello di altezza sulle appendici siamo scesi di qualche centimetro e abbiamo anche ridotto la resistenza all'aria stringendo i gomiti.
Il tutto mantenendo il comfort della seduta che aveva nella posizione precedente.
Difatti l'altezza a sella non è cambiata ora non mi resta che prendere confidenza con la nuova posizione e iniziare a macinare chilometri.
Concludo ringraziando e salutando Max per la sua professionalità e come al solito ti ricordo di scrivermi qui sotto nei commenti per farmi sapere le tue considerazioni ed eventuali domande.
Noi ci vediamo al prossimo video a presto ciao.