Finalmente è uscito il mio libro dal titolo CORRERE 10 e 21 km , Sportivi Edizioni , in Collaborazione con Correre Magazine
In questo video condividiamo alcuni spezzoni della presentazione tenutasi durante il Campionato Italiano di Mezza Maratona a Civitanova Marche , si parla di tecnica di corsa , respirazione nella corsa , riscaldamento, defaticamento , allenamento della forza e gestione del ritmo gara
00:00 Correre 10 e 21 km 07:23 Tecnica di corsa 10:52 Respirazione nella corsa 14:08 Riscaldamento pre corsa 17:35 Gestione del ritmo gara 19:48 Il libro 20:38 Defaticamento post corsa 21:18 Forza nella corsa 23:23 Alimentazione e integrazione
#running#corsa#correre ▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬ Your Personal Best è un Metodo di Allenamento, Preparazione Atletica e Coaching per sport di Endurance quali Running, Triathlon , Trail e OCR.
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Era un obiettivo che mi ero dato qualche anno fa, finalmente sono riuscito a renderlo reale.
Ho finalmente il libro, ve ne parlerò.
Vi racconto brevemente com'è nata l'idea di questo progetto del libro.
Il libro è scritto insieme a Correre Magazine, quindi una rivista numero uno in Italia per running.
Loro cercavano di scrivere un manuale sul running.
Io avevo il piacere di scrivere un manuale sul running.
Parlando con la direzione, abbiamo ragionato come poterlo fare insieme.
La mia idea all'inizio era di scrivere il manuale del running.
Quindi volevo fare una cosa che partisse da zero fino all'inizio del maratone, fare una bibbia per running.
Daniele Menarini mi ha detto che se fai un tomo di 600 fasi non lo leggerà mai nessuno.
Quindi cerchiamo di fare un libro il più possibile pratico.
Credo che una persona in qualsiasi sala possa aiutarlo a preparare un manuale di 10 km o di 40 km.
L'obiettivo di questo libro è di essere una guida pratica, con dei consigli, con delle tabelle, con degli esercizi.
Per guidare ognuno di voi, ognuno che leggerà il libro, nel formare, nel raggiungere al meglio le distanze di 10, 21 o 29 km.
Questo è un po' l'obiettivo del libro.
La cosa difficile per me, per chi mi conosce, è essere generalista.
Io lavoro su una persona, una persona viene da me, faccio uno screening, vedo quali sono i problemi, vedo quali sono le qualità.
Ragiono settimana per settimana e passo gli obiettivi e li porto all'obiettivo.
Scrivere su un libro che può leggere me, Lorenzo, Paolo, tirando caratteristiche differenti, non è semplice.
E quindi, soprattutto a livello di tabelle, ho faticato parecchio per individuare i disturbi da seguire.
Fondamentalmente dentro troverete tre percorsi.
Un percorso per 10 pianti, per chi vuole partire da zero, quindi 10, oppure dai 10 ai 21 km.
Un percorso per un runner intermedio, che può correre 4-5 volte alla settimana.
E un percorso per un runner evoluto, che può raggiungere il mio dopestazione, potrebbe essere 6-7 volte alla settimana.
E troverete ogni esercizio.
Vediamo nel dettaglio, brevemente, quello che c'è nel libro.
Cosa c'è, che ricette ci sono nel libro.
Il capitolo 1 è dedicato proprio a far capire le basi del runner.
Come allenarsi, perché allenarsi.
Cosa guardare, perché guardare determinati parametri.
Come gestire l'intensità.
Come funziona il corpo umano.
In maniera semplice, però per farvi capire cosa fare qua sul silenzio al cuore.
Il capitolo 2 sono gli strumenti del runner.
Parliamo di sequenza cardiaca.
C'è un parallelo dedicato alla Running Power, che sarà il futuro del libro.
Il dato di potenza nella corsa.
Che non è influenzato dalle tendenze, non è influenzato dal vento.
Quindi è un dato che può essere utilizzato, ad esempio, se muovi con una mezza maratona.
E se c'è una nuova piatta, non funziona.
Però se vuoi fare una gara quotidiana, avere un dato di potenza che mi standardizza il lavoro che svolgo, aiuta mare.
Nel ciclismo sono vent'anni che si usa.
Nel runner mi sta arrivando adesso.
Il capitolo 3 è il mio preferito.
Poi lo accenno.
È la tecnica di corsa.
Perché tutti amano correre, in pochi si impegnano a migliorare la tecnica.
Quindi qui vediamo qualche dei passi.
Come imparare a correre.
E quali esercizi fare per correggere i principali difetti.
Il capitolo 4 sono le metodologie di allenamento.
Allenamento erotico.
Allenamento in soglia.
Allenamento sopra soglia.
Quando utilizzarlo.
Quali sono gli strumenti più utili da poter utilizzare.
Quindi andiamo al profondino un po'.
Ancora non abbiamo iniziato a correre.
Abbiamo fatto una base sui principali argomenti che ci servono.
Se non sapete come allenarvi, inutile.
Sì, uscite con le scarpette da correre.
Ma poi non migliorerete i vostri risultati.
Quindi prima dovete capire cosa serve e come applicarlo.
Poi si inizia a fare pratica.
Si inizia a fare pratica sul capitolo 5 con la forza.
Faccio una domanda così rompiamo un po' il ghiaccio.
Quanti di voi realmente si allenano come circuiti di forza?
Almeno una volta alla settimana.
La maggior parte sono miei allievi.
Qualche miei allievi mi hanno alzato la mano e quindi male.
Mi aveva bocciato.
La forza è importante.
Lo dicevamo anche ieri, anche i toprunner.
Tutti fanno circuiti di forza.
Spesso fare un circuito in più di forza e un allenamento di forza in meno
è più efficace a livello di produzione opportuna,
a livello di economia di corsa rispetto a correre in più.
Quindi a volte invece di fare una sesta corsa, una settima corsa,
fare due-cinque magari.
Fare un circuito di una mezz'ora funzionale e a rapido
ci aiuta a migliorare.
Quindi qui ne parliamo.
Vi do dei circuiti da poter svolgere.
Alcuni sono circuiti già preimpostati da poter eseguire.
Ci sono tutte le esecuzioni.
Nel libro ci sono anche dei supporti video.
Quindi vedrete anche l'esecuzione con io che vi faccio vedere come si fa
in modo che uno può praticare insieme a me.
Capitolo sei.
Parliamo di respirazione.
Anche qui trovo la mia fissa importantissima.
Capitolo sette.
Partiamo dal zero e arriviamo al traguardo.
Capitolo sette.
Riscaldamento e stretching.
Riscaldamento.
Che comunque domani sarà fondamentale.
Stretching.
Fondamentale alla fine del nostro allenamento, della nostra gara.
Capitolo otto.
Parliamo di come impostare un programma di allenamento.
Soprattutto per chi non ha un coach che fa il lavoro per lui,
per chi vuole annunziare, per chi vuole fare un'autonomia,
capire quali sono i pilastri fondamentali per impostare un allenamento
è utile per non farcavolare.
Soprattutto per andare in un solo allenamento,
per non esaminare, per non caricare, per non farsi male, eccetera.
Quindi capitolo otto è un piccolo manuale
per iniziare a impostare i vostri programmi di allenamento.
Capitolo nove.
Preparare una 10 km.
Qui, come ho detto prima, sono divisi su tre livelli.
Troverete delle indicazioni, delle tabelle per allenare
e preparare in modo esistenziale i vostri 10 km.
Di da zero, di già.
Magari va bene.
Capitolo dieci.
Preparare per 2 km.
Stesso discorso.
Tre programmazioni differenti.
Principiante, lungo termine.
E avanzato.
Per migliorare i vostri 2 km.
Capitolo undici.
Creiamo un giorno per settimana della campagna.
Quindi non come ho fatto ora, ma che cosa fare un giorno per settimana.
Nello più traumatico è l'appoggio.
Se vado ad appoggiare, poi vi faccio vedere dopo,
fuori dalla mia proiezione del baricentro,
vado ad appoggiare troppo in avanti,
sulla superficie di appoggio minima,
come potrebbe essere il tannone oppure l'avantiere,
troppo in punto, troppo in tannone,
crea uno stress articolare e muscolare
che, facendo 10.000 passi in un'ora,
da qualche parte, fa creare un'infiammazione.
Quindi se non so correre,
probabilmente non arriverò a farmi 10 km,
meno di 1 km,
che probabilmente smetterò di correre
perché mi vado a far male.
Quindi la prima cosa è quello.
Nella foto a sinistra,
la postura è sbilanciata in avanti,
quindi c'è tensione sulla colonna, sul collo, sulla schiena.
Le braccia, qui non si vede perché ho un'immagine,
però le braccia sono rigide, sono bloccate,
quindi vado a creare anche lì tensione sulle spalle,
sulle braccia, sui polsi,
che se devo correre per 21 km, un'ora e mezzo,
due ore, magari che un po' più lentino,
si accumula la fatica,
quindi non va bene.
La gamma che diamo,
qui non si vede ma è lento,
c'è tutta una serie di difetti
che vedo nell'80-90% delle persone.
C'è una statistica degli ultimi 30 anni
che dice,
c'è una ricerca scientifica,
che l'80% dei podisti
che pratica almeno una volta all'anno
si fortunano
per un'errata tecnica di corsa
o per un errato carico di allenamento.
Quindi, occhio!
Non possiamo permetterci di correre male,
anche perché
correre bene non è così difficile.
Bisogna allenarsi, bisogna fare esercizi,
bisogna correggere,
ma è possibile a tutta l'età.
Qualcuno che ha già fatto pratica con me
lo sa che si può migliorare anche a
50, 60, 70 anni,
quindi bisogna fare pratica.
La foto di destra
è l'appoggio ideale.
L'appoggio è il momento più traumatico.
Quando tocco terra
scrigiono una forza di circa 3 volte
il mio peso corporeo.
Io preso 70 kg,
è una forza su un atto solo,
su un piede solo,
di 200 e poi a 6 kg.
Se non la gestisco bene,
se non la scarico bene,
se non l'assorbo,
se a livello elastico non la recupero,
mi crea un trauma.
Se lo distribuisco su tutto il piede,
se il girocchio è fresco,
quindi vado ad amortizzare il colpo,
la postura è allineata,
il corpo è adatto a sostenere
quell'impatto a terra
e quindi non mi andrò a far male.
È una grande differenza.
Un piccolo focus sull'appoggio
per farvi capire dove sta il problema.
Il problema
è che se io vado ad appoggiare
fuori dal mio varicentro,
quindi in overstride,
nella foto di sinistra,
se vado ad appoggiare troppo in avanti,
su una superficie minima d'appoggio,
vedete sul grafico A,
c'è un picco di forza,
quel picco di forza
è quello che mi fa far male
perché non va a distribuire l'impatto
sulla foto B, lo vedete,
su tutto il piede,
ma solo su una piccola parte
per poi schiacciare
e quindi lì si crea il trauma.
Mentre una torsa ottimale
vado ad appoggiare su tutto il piede
e appoggiando su tutto il piede
vado a dissipare energia
e recuperare in maniera elastica.
Quindi la cosa importante
non è tanto avanti del tallone
o quello che si levita,
la cosa importante
è che appoggiate su tutti i volt.
Il piede davanti
non ce deve andare,
il piede deve stare
in un mondo appoggio
sempre dal primo.
Se forno a 6,
se forno a 5,
se forno a 4,
se forno a 3,
stop.
Quindi questa è una cosa importante
da tenere sempre sotto controllo.
Per l'espirazione
faccio intuizzo,
anche qua per alzata di mano,
visto che c'è chi dice
per espirare col naso,
chi con la bocca,
chi con le onette,
chi si inventa di tutto,
in realtà a livello scientifico
si sa come respirare,
come si fa per respirare.
Chi è da voi,
qualcuno associato
probabilmente lo sa,
come si respira nella bozza?
Chi respira come capita
quando corre?
Ah, qualcuno onesto.
Allora,
non c'è una verità assoluta.
Cioè,
chi vi dice
respirare solo col naso
è in realtà una cavolata
perché se fate un 10.000
respirando col naso
o vi limitate
o non otterrete mai
la migliore prestazione.
Dipende dall'intensità.
Quando possibile
è sempre meglio
respirare col naso.
Fino a quando?
Fino a quando possibile.
Il WT1
è la soglia aerobica.
La vostra soglia aerobica
più o meno
è il passo maratona.
Quindi in teoria
fino al passo maratona
dovreste essere in grado
di respirare col naso.
I geniali lo fanno.
Ciccioio lo fa
a 2,5 metri all'ora.
Altri non lo fanno.
Però quello è un segnale
che ha un'ottima tolleranza
alla rete verbonica
e quindi un'ottima efficienza
respiratoria.
Che succede però?
Ci interessa domani?
Chi corre domani?
Domani non stiamo sul verde.
Domani stiamo sul giallo.
Quindi se sto sul giallo
c'è attenzione sulla bocca
perché voglio aumentare
il volume respiratorio.
Voglio mettere più ossigeno
in modo che possa andare più veloce
come la macchina
che si fa sui biotti.
Quindi se voglio mettere più ossigeno
che faccio?
Apro la bocca.
Se posso
ispiro al naso
ispiro alla bocca.
Aumento comunque
il volume respiratorio
che riesco a correre
in intensità più elevate
fino alla WT2
che è la seconda soglia
la soglia aerobica
la seconda soglia ventilatoria.
Quindi io fino
alla mia soglia
fino alla distanza
che posso farci
10 chilometri
o parte di 21 chilometri
posso respirare
senza affamo
senza fame d'aria
senza andare
in iperventilazione.
E questo è quello
che vi consiglio di fare
se gareggiate domani.
Il rosso
è quando non controllo più io
non sono più a comandare.
Se vado in iperventilazione
perché
sono sotto sforzo
perché è l'ultimo chilometro
perché mi corre dietro
un leone
per qualsiasi motivo
vado in iperventilazione
e non controllo più io
l'aria è nelle altre parti.
Però
però
è un'azione
limitata nel tempo.
Massimo
se sono molto allenato
riesco a sostenerla
per 5, 6, 7 minuti.
Quindi
se faccio i conti
domani
se tutto va bene
l'ultimo chilometro
se voglio fare il personale
sgaso e vado
in iperventilazione.
Però parto sul corso
andare in iperventilazione
non è che parto
sul lungomare
se no
scoppio.
Quindi questo
bisogna essere consapevoli.
La respirazione è importante.
Io sulle gare
sempre
metto qualcuno
vicino a me
che parte in iperventilazione.
Dopo 2-3 chilometri
non lo vedo più.
Quindi occhio
come respirate.
Possibilmente
vi consiglio
di iniziare
a
a utilizzare il naso
perché ha tanti vantaggi
proprio a livello
aerobico.
Quando non è possibile
utilizziamo
l'aria intensiva.
Però almeno
avete un'idea
perché se uno
dice
ah tanto respiro
è facile
reatto naturale
o automatico
non possiamo
non respirare.
Dicono
se non respirare
non puoi.
Parliamo di riscaldamento.
Spesso questo si sbaglia.
I principali benefici
di un corretto riscaldamento
sono
l'aumento
del flusso sanguigno
un incremento
del V2
il massimo
di tensione fossile
un maggiore
rapporto di ossigeno
ai muscoli
riduzione
dei rischio
idrami
lesioni
incremento
della velocità
tensioni
lindiche
enzimatiche
maggiore concentrazione
eccetera eccetera.
Quindi fare un corrente
riscaldamento ci
ci permette
di performare meglio
e non farci male.
Non dobbiamo
farcavolare.
Dobbiamo allenare
e preparare
riscaldamento
come fosse
anti la gara.
Però
quello che vedo io
è che spesso si fa
o troppo
o troppo poco.
C'è gente che si scalda
un minuto
e poi parte
domani non si scalda
da niente
e ci sono podisti
che si scaldano
domani
vediamo per
dieci chilometri
mezz'ora
quaranta minuti
si sprecano
l'energia
poi dopo la gara
sono per due chilometri
quindi
qual è l'ottimo
l'ottimo riscaldamento
è in base alla distanza
se devo preparare
una maratona
più la gara è lunga
più il riscaldamento
è corto
più la gara è corta
più il riscaldamento
è lungo
perché
su una gara corta
doveva essere già caldo
ho fatto tutta
se la gara è lunga
una maratona
devo partire
quindi
più la gara è lunga
più il riscaldamento
è corto
nel nostro caso
adesso vediamo
il riscaldamento
da fare in una mezza maratona
il riscaldamento ideale
per una mezza maratona
è tre quindici
venti minuti
comprensivo di tutto
di
attivazione muscolare
quindi
fare un po'
di circondazione
delle caviglie
della grocchia
riscaldare le articolazioni
fare
fondamentale
almeno dieci minuti
di corsa lenta
corsa lenta
o volete respirare
con il naso
vedete la frequenza cardiaca
o le sensazioni
però corsa lenta
è corsa lenta
non è corsa legra
serve proprio a
alzare i battiti
scaldare
il corpo
far circolare bene
sia l'ossigeno
che il sangue
dopo di che
si possono fare
degli esercizi propedeutici
si possono fare
degli step
una calciata
gli skit
il skit basso
quello che volete voi
per qualche minuto
e poi
il riscaldamento ideale
si completa
con degli allunghi
gli allunghi sono
delle progressioni
di ritmo
quindi vado
ad aumentare
il ritmo
fino ad arrivare
al ritmo gara
poco più veloce
proprio per
per lavorare
sulla falcata
per lavorare
sulla spinta
per andare a
stimolare il corpo
fargli capire che
tra poco
non si scherza più
cosa fondamentale
nel riscaldamento
è farlo
finire al rinosso
della gara
io faccio
tutta sta roba
tutto fighissimo
tutto bello
dopo cinque minuti
di inattività
se io sto a cinque minuti
in griglia
inattivo
ho perso tutto
quindi
domani sarà difficile
ok
siamo in tanti
però
l'ideale
è farlo finire
al rinosso della gara
finisco il mio riscaldamento
due o tre minuti
vado in griglia
e parto
se non riusciamo
a fare questa cosa
che domani sarà
molto difficile
in griglia
non devo stare fermo
in griglia
bisogna che ritiriamo
un po' il riscaldamento
corro un po' sul posto
faccio un po' di attivazione
faccio dei santelli
se il cuore
mi scende a zero
praticamente
il riscaldamento
me lo sono
me lo sono bruciato
quindi
fondamentale
non fare
né troppo
né troppo poco
quindi questo è
un consiglio
per chi viene domani
da mettere in pratica
già domani
per chi non viene domani
fatene tesoro
il riscaldamento
è fondamentale
però
va fatto
con criteri
come tutte le cose
con criteri
se faccio il riscaldamento
tanto per girare
tre chilometri in più
su prima della partenza
non serve a niente
ritmo gara
allora
questo vale per
un po' tutte le distanze
adesso parliamo
dell'avventura
che c'è domani
qualsiasi distanza
se io la suddivido
in due frazioni
quindi
per l'avventura
in chilometri
due frazioni
da circa 10 chilometri
in mezzo
posso utilizzare
tre strategie
molto semplice
positive speed
significa che
parto più veloce
perché dico
qua sono fresco
parto forte
poi se mi stanco
rallenterò piano piano
fino a chiudere la gara
e questa è
la strategia positiva
c'è una strategia
even split
che significa
che faccio
tutta la gara
come Lorenzo
e tutta la gara
allo stesso ritmo
oppure
c'è la negative split
che è la strategia
dove io parto
un po' più conservativo
dopo tutti gli anni
poi
strada facendo
mi regolo
e aumento la velocità
con l'idea
di finire bene
e di finire forte
quello che non funziona
e questo è
l'analogico
per certo
è la positive strategy
se io parto forte
il guadagno
che ho all'inizio
alla fine
lo pago
con gli interessi
perché
sono stanco
accumulo lattato
accumulo fatica
per cui
se parto a 4
e magari vango 5
dopo a 6
non ce la faccio a starci
e quindi
perdo tutto il guadagno
la positive
non paga mai
poi
se cadono
ai partiti
troppo forti
non è da finire così
sulla maratona
l'80% di persone
fa la prima metà
più veloce
della seconda
che è difficile
fare il contrario
però anche perché
se parte troppo forte
quindi
positive
consiglio sempre
di evitare
la negative
è quella che mi lascia
più in margine
se io so
che vuoi fare
la gara a 4
parto a 4.05
4.10
male che va
la seconda metà
vado a 3.55
3.50
se ne ho
accelero
però se quel giorno
qualcosa non va
sono partito a 4.10
rimano conservativo
e andiamo bene
quindi
quando fate i vostri conti
dopo avete fatto
gli allenamenti
avete fatto tutto
valutate
parto forte
parto
a che ritmo parto
perché se sbagliate qui
invece fate tutto
tutto l'allenamento
tutto quello che avete fatto
tutto
la fatica
tutto quanto
quindi
qui è veramente
dove si gioca
la partita
allora
io cercherò
di toccare alcuni punti
generali
nel libro
come ho detto
cerchiamo invece
di fare
le cose per bene
fare esercizi
esercizi pratici
ci sono le tabelle
per cui nel libro
trovate un approfondimento
di tutto
è un libro
riducendo facile
per cui
c'è tutto
il libro
sarà disponibile
dal 9.11
si trova principalmente
online
quindi
su Amazon
lo trovate
nel 9
su
Storz Sportifica
nel sito di Torre
lo trovate
dimmi dottore
ah
ottimo
adesso ti rispondo
alla domanda
quindi finisco questo
e poi ti rispondo
mi ha chiesto
cosa fare
finita la corsa
adesso ci arriviamo
quindi lo trovate
principalmente online
se ti interessa
capire come iniziare
a correre
a migliorare
10-21 km
trovate tutto lì
rispondo alla domanda
finita la corsa
che faccio
l'allenamento
deve concludersi
con una fase
di defaticamento
4-5 minuti
quindi
non finisco a cannone
4-5 minuti
vado a passare
la frequenza cardiaca
la frequenza respiratoria
mi rilasso
e poi faccio
lo stretching
quella è la cosa migliore
se faccio la gara
ovviamente finisco a cannone
perché do tutto
finita la gara
l'ideale
che non fa mai nessuno
sarebbe di fare
4-500 metri
di defaticamento
corsa facile
un po' per sciogliere
o per smaltire
tutte le tossine
accumulate
un piccolo faticamento
e poi
un allungamento
con esercizi stretching
sul libro c'è
un protocollo di stretching
una fase
specifico
per cui trovi tutto
che tipo di forza
fai fare?
per esempio
io faccio
la forza massima
poi faccio
la potenza
poi faccio
la pilometria
che dire?
però faccio
roba veloce
magari del conto
sedente
ma
dobbiamo prendere
due considerazioni
la prima è
chi c'è davanti
chi è
l'atleta
perché
se è un atleta
che ha
una conoscenza
di esercizi
anche di forza
esercizi
pilometrici
che non sono per tutti
se io prendo
una persona
di 60 anni
che non ha mai fatto nulla
non lo posso fare
quindi se io ho sotto
un atleta
preparato
ho un ragazzo
adesso non lo vedo
ecco sta laggiù
Massimiliano viene
alla forza
viene alla pesistica
a lui
lui se fa il circuito
fa tutto
fa la forza
fa la potenza
fa l'elasticità
fa tutto
perché Massi viene
da quel percorso lì
un'altra persona
che non c'ha
idea di come
staccare un bilanciere
che non ha idea
di come
fare determinati esercizi
consiglio di partire
con l'attamento anatomico
corpo libero
esercizi molti articolari
tante ripetizioni
carico naturale
e poco reputano
qual è la prima cosa?
la prima cosa
il primo step
da zero
se uno parte da zero
il primo step
è fare
un adattamento
muscolare anatomico
poi da lì
dipende
quando è l'obiettivo
se l'obiettivo
è a 6 mesi
sarebbe da iniziare
a fare
un periodo
di forza massima
quindi vado a
creare forza
generare forza
poi la trasformo
quindi faccio
un periodo
di trasformazione
e poi
arrivato sotto gara
quando è lì
che ho detto
questa roba?
arrivato sotto gara
vado a fare
un mantenimento
specifico
per un atleta
preparato
per un atleta
l'ho preparato
uno sportivo
un avatore
che vuole star bene
gli interessa star bene
gli interessa
non farsi male
corpo libero
piccoli attrezzi
e top
sì perché
non rischio
di farti male
se no io prendo
una persona
che non ha mai
staccato un peso
gli faccio fare
un full squat
sotto il parallelo
gioco dopo
non cammina
e mi sono giocato tutto
quindi la forza
purtroppo
richiede
uno step
di apprendimento
che non tutti
hanno
o hanno voglia
di fare
Allora
l'alimentazione
servirebbe
un altro libro
ok
l'alimentazione
è una religione
se inizio
a parlare
di alimentazione
tu pensi in un modo
Massimiliano
pensa in un altro
penso in un altro
però
ho messo
un paragrafo
solo sulla mezza maratona
un paragrafo
relativo a come
integrare
gli zuccheri
per la mezza maratona
perché la mezza maratona
è la prima distanza
dove è necessaria
o meglio
potrebbe essere necessaria
un'integrazione
di zuccheri
quindi vado
a consigliare
come poter iniziare
ad inserire
gel
zuccheri
piuttosto che
per andare
a performare al meglio
però
è solato
al discorso
di alimentazione
non ti dico
prendi zuccheri
da la frutta
zuccheri
da le maltovestrine
o il fruttosio
quello no
ti dico
che è utile
inserire
gli atleti
che corrono
con tantissime
carboidrati
che hanno
una dieta
molto
bilanciata
sui carbo
sono persone
che ne prendono
pochissimi
guarda bene
guarda
quindi
esatto
non c'è
non c'è un giusto
sbagliato
però ci sono
delle regole
che valgono
per tutti
la maratona
se la corri
oltre due ore
per forza
ti prendi
gli zuccheri
perché tanto
il corpo
non riesce
a riescere
nel corpo
per cui
quello è fondamentale
interazione di zuccheri
per le endurance
per gli sport
di resistenza
quindi oltre l'ora
due ore e mezzo
è fondamentale
io vi ringrazio tutti
è stato un piacere
molti
riconoscevo