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In questo video espongo il caso di una ragazza che negli ultimi mesi ha visto un significativo abbassamento della sua qualità di vita, a causa di una serie di sintomi che lei stessa definisce "ansia somatizzata", ovvero:
➡️ tensione muscolare e contratture generalizzate ➡️ dolori al torace e al costato ➡️ sensazione di ansia e a volte difficoltà a respirare ➡️ disturbi gastro enterici
Sintomi come questi, e molti altri, sono i tipici sintomi fisici di un prolungato eccesso di ansia e stress.
Per migliorarli (tenendo conto che alti e bassi sono normali) una delle cose più efficaci è lavorare sui MUSCOLI attraverso l'ALLENAMENTO.
Più i muscoli sono distesi e forti, più possiamo dare un "input positivo" al nostro sistema nervoso, facendo si che le cose inizino ad andare meglio.
In questo video parleremo di una problematica molto interessante, molto diffusa e che per
molte persone è causa di forti preoccupazioni e addirittura di sconforto.
È una problematica un pochettino più diffusa nella popolazione femminile ma non è assolutamente
esclusiva della popolazione femminile, interessa anche noi maschietti.
Parleremo di sintomi fisici d'ansia, parleremo di somatizzazione dell'ansia, vedremo insieme
come l'ansia possa avere un impatto significativo sul nostro corpo e addirittura sui nostri
muscoli.
L'idea per questo video mi è venuta parlando con una ragazza l'altro giorno che mi ha riferito
una storia molto tipica, una storia che le crea numerosi disturbi, vedremo quali perché
sono più o meno tipici, è un tipo di situazione che però con delle buone indicazioni, con
un po' di pazienza e conoscendola bene si può assolutamente migliorare e di miglioramento
e miglioramento arrivare anche a una risoluzione completa molto spesso.
Andiamo a vedere la storia e poi andiamo a vedere una serie di esempi pratici di cose
che si possono fare da subito.
Allora vediamo com'è la storia, che cosa mi ha raccontato questa ragazza, la storia
di questa ragazza è una storia di una ragazza che aveva, parliamo della persona di circa
una quarantina d'anni, che aveva già una certa un po' base di ansia assolutamente
normale proprio a dire un lavoro impegnativo, figli, casa e quant'altro è assolutamente
normale ma diciamo che il pentolone del suo sistema nervoso era già un po' carico, ognuno
di noi ha un livello di, chiamiamola, ansia di attività del sistema nervoso e un livello
di sopportazione oltre il quale la pentola comincia a tracimare.
Poi che cosa è successo?
È arrivato un evento di stress acuto, in questo caso era rappresentato da un lutto
inaspettato, quindi che cosa è successo?
Molto semplicemente che il pentolone si è riempito velocemente, improvvisamente, fino
a ovviamente far fuori uscire il suo contenuto.
Ora è la stessa cosa che succede con i muscoli, ok, io sovraccarico i miei muscoli, sovraccarico
i miei muscoli e alla fine il muscolo cede, che cosa succede?
Si lesiona il muscolo, qui che cosa succede?
Non si lesiona nel senso anatomico del termine il sistema nervoso, ma il sistema nervoso,
la nostra cabina di regia inizia ad andare in tilt e quando la nostra cabina di regia
va in tilt si possono avere diversi sintomi e infatti che tipo di sintomi mi ha raccontato?
Mi ha raccontato una sintomatologia molto tipica ovvero muscoli sempre contratti e sempre
rigidi, a volte si arriva addirittura alla situazione di sentire dei cordoni di acciaio
in particolare a livello del collo e delle spalle, dolori al petto e al torace e qui
cominciano magari le prime preoccupazioni e quando cominciano ad avere un dolore al
torace in realtà, tra grandissima maggioranza dei casi, visto che il nostro muscolo più
emotivo, lo vediamo tra un attimo, è il diaframma, queste contrazioni dei muscoli respiratori
sforzano sul costato e quindi si hanno i dolori a livello toracico, gonfiori a livello dello
stomaco, è logico quando siamo sotto tensione lo stomaco si blocca e in più questa attività
del diaframma forte ovviamente che c'è appoggiato sopra non favorisce di certo i processi digestivi,
intestino irritabile, sappiamo che l'intestino è uno degli organi più emotivi che abbiamo,
dolori sparsi a livello delle articolazioni, un altro segno interessante proprio di sovraccarico
del sistema nervoso è anche un po' il dolore migrante, mi fa male un po' tutto, un po'
come se avessi la febbre perché possiamo interpretarlo come un grosso aumento dello
stato infiammatorio in particolar modo a livello del sistema nervoso, tensione mandibolare che va
un po' insieme ovviamente all'irrigidimento generale, la mandibola è un'altra articolazione
molto sensibile al sistema nervoso, infiammazioni ricorrenti, quando questa situazione va avanti da
una settimana, 15 giorni, due mesi, tre mesi, chiaramente si crea un terreno molto più fertile
per le infiammazioni, sensazione di fiatto corto e tachicardia, sempre legato appunto a questo stato
di costante sovrattivazione del sistema nervoso. La cosa super interessante, mica tanto positiva
diciamo, che succede in questi casi è che questi sintomi che cosa fanno? Vanno ad aumentare,
vanno a riempire ulteriormente il pentolone, perché? Perché magari io appunto ho avuto lo
stesso stress appunto e mi sono andato in ansia per quello, ho sovraccaricato il sistema nervoso per
quello, ma poi il mio sistema nervoso comincia a sovraccaricarsi per il sovraccarico stesso,
perché non sto bene, comincio ad avere dei sintomi, comincio a preoccuparmi, comincio a non
capire cosa mi sta succedendo, perché nessuna di queste situazioni ha qualcosa che si riscontra
in una risonanza, in una lastra, perché fondamentalmente è un cortocircuito. Nel
momento in cui questa cosa succede, si può fare qualcosa? Assolutamente sì, la prima cosa da fare
è sicuramente armarsi di santa pazienza, perché non sono situazioni che migliorano velocemente.
Vediamo nella mia esperienza quali sono le indicazioni che aiutano maggiormente. Numero
uno, avere informazioni sull'andamento tipico. Che cosa intendo? Che se uno sa già che è un tipo di
situazione, che è normale che ci siano questi sintomi, è super normale che un giorno si svegli
una cosa, un giorno si svegli l'altra, e che non ci sia una vera e propria patologia, e che è super
normale che anche se sto cercando di fare qualcosa, vedremo tra poco cosa, i sintomi comunque facciano
avanti e indietro, avanti e indietro, avanti e indietro, avanti e indietro, poi di mano in mano
migliorano, ma sempre con alti e bassi, e se già so queste cose, un pochettino, un passo indietro
al sistema nervoso glielo riesco a far fare, perché se io invece sono convinto che debba tutto
migliorare da un giorno all'altro, aumenta ancora il mio stato di agitazione. Quindi numero uno,
informazioni sull'andamento tipico. Numero due, misura i 15 giorni. Se sto facendo qualcosa come
quello che vedremo tra poco, per migliorare la mia situazione, questo tipo di situazione, non devo
cercare di capire se sto migliorando da un giorno all'altro, ma di 15 giorni in 15 giorni. Quando
si hanno queste situazioni, e lo so bene, perché capitano fondamentalmente, quello che succede
è che ci si sveglia e si fa, oh Dio, adesso come sto oggi, controlliamo come stanno i sintomi, come
vanno i sintomi oggi, quindi si pensa fondamentalmente soltanto ai sintomi, e questo ovviamente va ad
alimentare il loop. Quindi quando noi facciamo qualche cosa, come quello di cui parlerò tra un
attimo, non misuriamo come stiamo domani, dopo domani. Ho fatto gli esercizi, come va adesso? No,
non funziona così. Ho fatto gli esercizi, sto facendo quello che tra poco dirò, vediamo come
va tra 15 giorni. Tra 15 giorni pensiamo, ma come stavo 15 giorni fa? Quindi l'intervallo minimo in
cui cercare di capire se stiamo ottenendo dei miglioramenti è 15 giorni. Numero tre,
introduci un miglioramento fisico generale. Quando si hanno questo tipo di situazioni è molto molto
molto utile dare al cervello un input tale per cui gli facciamo capire che stiamo migliorando.
Quindi non è sufficiente fare un'attività fisica, ma deve essere un'attività fisica nella quale io
possa misurare un miglioramento. Non lo so, vado a camminare, vado a camminare 5 chilometri,
domani ne faccio 6, dopo domani 7, oppure faccio 5 chilometri più veloce. Qualsiasi cosa nella
quale io possa misurare un miglioramento che mi stanchi un pochettino, che scarichi un po'
di energia del sistema nervoso e alla quale posso dare un miglioramento perché do al cervello un
input che le cose stanno migliorando, magari non direttamente sui sintomi, ma qualcosa sta migliorando
e quando qualcosa sta migliorando tutto il sistema d'allarme fa un passo indietro. Quindi questo è
un altro suggerimento veramente molto molto utile, quello di inserire un'attività fisica dove ci sia
un miglioramento misurabile. E un'altra cosa naturalmente, quella di cui mi occupo principalmente,
ovvero introdurre un miglioramento fisico specifico, migliorando lo stato di tensione e di
contrattura di alcuni particolari muscoli, in particolar modo l'opsoas e il diaframma. Il
diaframma perché è il principe dei muscoli tensivi, naturalmente, è la prima cosa che facciamo a
bloccare il respiro. L'opsoas è il suo vicino di casa, del vicino di casa dell'intestino, poi ci
sono anche i vari muscoli delle spalle che aiutano la chiusura di queste situazioni. Ecco,
facendo un buon lavoro di ricondizionamento di questi muscoli, io vado a distendere tutto ciò
che si è contratto maggiormente, quindi vado a dare al cervello un input positivo. Ehi, tu hai avuto
dei problemi? Questo mi ha chiuso? Perfetto, mi apro perché effettivamente vogliamo far fare un
passo indietro ai problemi. Quindi il lavoro sull'opsoas e il diaframma è veramente molto molto utile.
Andiamo a vedere un paio di esercizi d'esempio con i quali puoi iniziare anche subito. Vediamo
due esercizi d'esempio che possono esserti utili anche da subito, anche se però abbiamo detto
che i miglioramenti si misurano ogni 15 giorni. Ah, tra l'altro, una cosa importante, questi due
esempi sono ottimi esempi. Provali e poi magari scrivi un commento su che tipo di sensazioni ti
danno immediatamente. Ovviamente abbiamo però risultati migliori se ci facciamo un allenamento
completo, questo è ovvio. Quindi ti invito a scaricare il mio manuale gratuito che si chiama
proprio Contrasta ansia e stress con i muscoli. Trovi tutti gli esercizi che si possono fare per
contrastare questo tipo di situazioni, trovi anche delle video lezioni complete legate proprio da
seguire minuto per minuto. Tutto quello che devi fare è cliccare sui link che trovi allegato a
questo video nella descrizione del video, ok? Quindi, vediamo il primo esercizio. Abbiamo
detto che lavoriamo sul psoas, diaframma e muscoli delle spalle. Quindi porti in allungamento l'opsoas
nel più classico dei modi. Posso fare anche la versione in piedi, la versione in ginocchio. In
questo caso la preferisco leggermente perché mi concentro di più sull'opsoas. Benissimo, quindi mi
appoggio su qualcosa di morbido, schiena diritta, faccio questo piccolo affondo fino a che non si
crea un pochino di tensione qui e ho forse un po' di risposta qua. Perfetto, da questo momento
posso tenere o un braccio o tutte e due se non ho troppe difficoltà di equilibrio in posizione A-Y
per contrastare la tensione del piccolo pettorale. Quindi pollici all'indietro, braccia A-Y, sono in
posizione di allungamento dell'opsoas e da questa posizione cosa vado a fare? Una cosa molto
interessante. Inspiro e durante la massima espirazione spingo ulteriormente indietro le
braccia. Spingo, spingo, spingo, spingo, spingo. Sentirò che cambia la tensione delle gambe,
sentirò che cambia la tensione delle braccia. Faccio due o tre respiri, sciolgo bene, vado
dall'altra parte, faccio due o tre cicli. Altro allungamento molto interessante che coinvolge
molto soprattutto il diaframma, in questo caso il costato, è quello sul fianco. Dalla posizione sul
fianco, trovo una situazione molto incomoda, gamba diritta che spinge il più possibile in basso, mi
narco un pochino qua, mi va benissimo, spingo il più possibile giù, spingo il più possibile giù. Ok,
quando sono più possibile giù, con il braccio creo una forza contrastante, spingo in questa
direzione e naturalmente in questo momento, quello che è importante è, anche qua, massima
ispirazione, massima espirazione. Sentirai che distende bene l'area del torace, anche l'area
lombare che è l'area dell'opsoas. Due o tre respiri, fai una pausa, poi ne fai magari altre
due o tre e vai chiaramente su tutte e due i lati e questo è un buono standard per l'esercizio.
Ecco provali, poi magari fammi sapere attraverso anche l'area commenti che tipo di sensazioni ti
danno sull'immediato, sapendo però che la sensazione immediata non è quella che cerchiamo perché sono
situazioni che migliorano lentamente e per avere le migliori indicazioni ti invito ancora a scaricare
il mio manuale gratuito contrasta ansia e stress con i muscoli, il link è nella descrizione del
video. Video che giunge al termine, se ti è sembrato interessante non dimenticare di lasciare
un mi piace, non dimenticare di iscriverti al mio canale. Grazie mille per l'attenzione, ci vediamo
alla prossima.